Archivio mensile:dicembre 2015

2015, UN ANNO DI CONTRASTI

E’ stato l’anno dei contrasti, l’anno delle luci e delle ombre, l’anno del chiaro scuro. Se dovessimo riassumere il 2015 piacentino, così come si fa al termine di ogni anno quando si archivia tutto ciò è stato pensando al nuovo, con propositi e progetti, potremmo individuare due macro eventi che hanno messo in luce potenzialità, per molti nascoste, e fragilità. Da una parte la partecipazione ad Expo, certamente non partita da subito con il piede giusto, forse per inconsapevolezza più che per incapacità; zoppicante all’inizio con piazzetta Piacenza che, in effetti, ci ha messo un po’ a decollare, ma con gli aggiustamenti in corso d’opera si è guadagnata un posto da spettatrice e da protagonista nel mezzo del Cardo a due passi dall’albero della vita e da palazzo italia. Dall’altra parte, quella più buia, dolorosa e drammatica dell’alluvione del 14 settembre. Una data che nessun piacentino dimenticherà, una data che ha messo in luce le fragilità di un sistema di allerta fallato, certamente da cambiare.

CARBONEXT: COMITATI PRONTI AL RICORSO AL TAR

Mentre dentro si decide sul futuro della Val d’Arda, fuori si protesta. Una scena già vista che accade anche sul finire dell’anno. Un anno che ha visto riunirsi sei conferenze dei servizi e quattro sit in di protesta all’esterno del palazzo da parte dei comitati che si sono opposti al progetto del Carbonext presentato dalla Buzzi Unicem di Vernasca. Un progetto peggiorativo, secondo Legambiente e i comitati dei cittadini, che non comporterebbe benefici se non alle tasche del cementificio, richiesta legittima questa, ma la politica, secondo loro è un’altra cosa, in primo piano dovrebbe esserci la salute della collettività. Il procedimento di valutazione di impatto ambientale potrebbe chiudersi, senza, è la posizione dei comitati, aver risposto alle domande emerse nell’istruttoria pubblica del 9 novembre scorso. Se così fosse sarebbe immediato il ricorso al Tar. 

LE FESTE A RITMO DI MUSICA E 11000 LUCI A PONTENURE

Si chiama Christmas Lights Show lo spettacolo che Paolo Gaboardi e il padre Fausto hanno allestito all’esterno della loro abitazione a Pontenure. Uno spettacolo di luci e musica reso unico grazie alle intermittenze e ai colori di circa 11000 tra luci led e lampadine comandate tramite tre centraline sincronizzate da un pc. Si va delle musica più classiche a quelle più commerciali per passare alle canzoni dei cartoni animati degli ultimi anni. Ogni anno a settembre Paolo e il papà Fausto cominciano a pensare le novità per i Natale successivo; quella di quest’anno è la neve che scende dal tetto per alcune canzoni. Uno spettacolo della durata di circa 25 minuti in cui la facciata dell’abitazione in via Verdi prende vita con originalità ed eleganza. Verrà ripetuto tutti sabati, domeniche e festivi alle 18 e alle 21 fino all’epifania.

https://www.youtube.com/watch?v=8gTKo5wBClg.

https://www.youtube.com/watch?v=kitiEBzy5xE

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ECCO IL LABORATORIO PONTIERI CHE PASSA ALLA CITTA’

Ecco cosa si nasconde dietro il cancello chiuso da decenni della caserma Nino Bixio. Quello che vedete è l’ex Laboratorio Pontieri che rientra nella caserma di piazza Cittadella e che si affaccia sul campo Daturi e su Palazzo Farnese. Quest’area di circa 37 mila metri quadrati è passata definitivamente dalla Difesa al Demanio attraverso un formale passaggio di consegne tra il Comandante del 6° Reparto Infrastrutture di Bologna Col. Fabio Massimo Giuliano e il direttore dell’Agenzia Roberto Reggi. Un immobile che rientra così nei beni del territorio in cerca di una destinazione grazie ad un lavoro di squadra tra amministrazione comunale e provinciale.

MENSA DELLA FRATERNITA’, UN PASTO CALDO CONTRO LA SOLITUDINE

Giuseppe e Said arrivano ogni giorno alle mensa della Fraternità della Caritas per un pasto caldo. A pranzo e a cena, anche sotto le feste, come in questi giorni a ridosso dal Natale. Piccoli segni che evocano la festa ci sono anche qui, nella stanza allestita dai volontari che ogni giorno accoglie mediamente una sessantina di ospiti, uomini per lo più, stranieri per la maggioranza, ma anche pensionati, esodati e qualche donna dell’est Europa in Italia come badante. Giuseppe e Said, i nomi sono di fantasia, sono due di loro, che oggi vivono in alloggi di fortuna, in mezzo alla strada, e trovano nella mensa oltre al cibo, un momento di calore e una parola di conforto. 

Senza i volontari la mensa della Fraternità non esisterebbe. A dirlo è Stefano, responsabile della struttura di via San Vincenzo. Tra il pranzo e la cena si alternano settimanalmente circa 150 volontari, tra loro pensionati ma anche studenti, tutti impegnati ad organizzare la giornata di Natale quando la sala sarà allestita per 120 persone. Pranzo piacentino, tombolata nel pomeriggio, messa e poi musica.

PIACENZA, POCHE ORE PER INNAMORARSI DELLA CITTA’, DAL BLOG BIMBOINSPALLA

E’ bizzarro, ma sembra proprio così. Pare che ad accorgersi di quello che Piacenza può offrire anche solo con due passi in centro, siano i viaggiatori “per caso” piuttosto che i piacentini stessi. Della nostra città ha scritto, pochi giorni fa, il blog bimboinspalla curato da Giuseppina, di professione storica dell’arte, ora “mamma storica dell’arte” come si definisce lei stessa. Giuseppina vive in Sardegna ed è proprio l’amore per la sua terra ad averle trasmesso la passione di viaggiare, oggi insieme al suo piccolo Michele di un anno. Qualche giorno fa è arrivata a Piacenza, una sosta in una città che nessuno della famiglia aveva mai visitato. La visita è partita dalla curiosità del cartello la Primogenita, che le ha mostrato la città in pieno clima natalizio. Auto parcheggiata in uno “dei tanti parcheggi vicini al centro storico” per cominciare a scoprire il centro: piazza Cavalli, uno sguardo all’imponenza di palazzo Gotico, pochi passi e l’arrivo alla basilica di San Francesco, piazza Duomo e la sua cattedrale, per finire la visita con due passi sul Facsal, con la promessa di tornare per scoprire la città con più calma, e magari entrare a Palazzo Farnese o alla galleria Ricci Oddi. Una goccia nel mare, certo, ma un segno che se sommato ad altri elementi che Piacenza possiede,  a partire da quelli in ambito artistico culturale, ad esempio, può portare la città ad essere più di quello che oggi si mostra ai nostri occhi. Per fare questo ci vogliono amministratori capaci ma anche piacentini fiduciosi.  

Questa la pagina del blog 

Piacenza: poche ore per innamorarsi della città!

 

 

 

 

 

SPORTELLO STARTUPIACENZA, ACCELERATORE DI IDEE D’IMPRESA

Un luogo di incontro, di informazioni e di accompagnamento. Un acceleratore delle idee di impresa. Così si mette in pista il nuovo sportello StartuPiacenza voluto da Comune, Provincia, Camera di Commercio ed Aster. Spazi creati all’interno del quasi completo Urban Hub che vedrà la luce dal prossimo gennaio. Un luogo dove le idee d’impresa potranno avere la corretta consulenza per diventare operative e operare. 

Nello sportello StartuPiacenza confluiranno le funzioni principali in materia di lavoro della Provincia alle prese con il riordino istituzionale. Lo sportello autoimprenditoria sarebbe una risorsa troppo preziosa da abbandonare, e sono i numeri a dimostrarlo: mille utenti ogni anno di cui circa la metà prosegue con la definizione delle propria idea imprenditoriale e l’analisi di fattibilità, più della metà degli utenti è donna e sempre di più sono i laureati.

PROVINCIA: SENZA L’AIUTO DELLO STATO SARA’ UN ANNO NERO

Un anno di trasformazione, di passaggi istituzionali, un anno impegnativo straordinariamente difficile. Per l’ente provincia sono stati 365 giorni di passione: un po’ per l’attuazione della riforma Delrio, un po’ per il taglio delle risorse dallo stato centrale, un po’ per l’emergenza alluvione. Un anno difficile da gestire, dove la politica spesso ha ceduto il posto ai tecnici, come probabilmente sarà nel definitivo nuovo assetto, più snello anche dal punto di vista del personale. Dal primo gennaio 2016 i dipendenti scenderanno a 137 e 4 dirigenti, contro i 300 dell’anno in corso. Un centinaio di persone diventeranno dipendenti della Regione a seguito del riordino.

“NEGRI”, OCCHI E VOLTI DELL’ESODO DAL CORNO D’AFRICA

Volti, occhi tristi ma anche curiosi. Angoli di normalità che per noi occhi occidentali risultano incredibili. Negri è tutto questo: 24 scatti che il giornalista e fotografo Andrea Pasquali ha selezionato per far capire chi c’è dietro quegli occhi velati di tristezza ma anche carichi di speranza verso un futuro che è solo incertezza. Sguardi e pezzi di mondo che colpiscono come un pugno nello stomaco chi li osserva, ma che conservano una dignità rara. Un titolo volutamente provocatorio che parte della radici dell’esodo dalla zona del Tigray, al confine tra Etiopia ed Eritrea nel corno d’Africa.