NUOVO OSPEDALE: PROTOCOLLO DI PRE FATTIBILITA’

Dai diretti interessati è stata definita una giornata storica. Sul nuovo ospedale di Piacenza Regione, Provincia, Comune e Asl hanno firmato il protocollo ai Teatini davanti ad una platea numerosa per lo più composta da personale sanitario e sindaci, ma non è mancata neppure una composta protesta da parte dei sostenitori del Movimento 5 Stelle. Con la firma gli impegni ora sono nero su bianco, non si può più tornare indietro. Concretamente che succede? In una prima fase, l’impegno è nelle mani dell’Asl che dovrà elaborare uno studio di pre fattibilità (dimensioni, funzioni e costi), la regione lo valuterà in termini tecnico finanziari. Il Comune dovrà individuare l’area idonea ad ospitare la struttura.

LIVIA BIDIN: “NOI METTIAMO AL CENTRO LA PERSONA”

Livia Bidin, oncologa diplomata in agopuntura, lavora presso l’unita operativa di oncologia dell’ospedale di Piacenza.
Da due anni presiede la Onlus NOI, Nuova Oncologia Integrata, fondata dagli stessi operatori che già da tre anni offrivano ai pazienti attività di supporto non farmacologico ai pazienti oncologici, per dare continuità ad un servizio che non poteva più essere svolto all’interno dell’ospedale per motivi logistici. I volontari hanno accolto la richiesta dei pazienti di continuare le attività come yoga, tam the, qi gong, aikido, avendone riscontrato notevoli benefici a livello soggettivo. I risultati positivi sono sul sonno, astenia, ansia, sul dolore, sull’umore e sulla predisposizione positiva verso il presente e il futuro.
Nessun intento di sostituirsi alla scienza, ma al contrario di viaggiare insieme, in modo integrato. I risultati di queste attività che potenziano l’autostima e pongono al centro la persona sono ben visibili e provati, come evidenziano alcuni studi.
L’ostacolo principale è abbattere le barriere culturali

PREVENZIONE PROTAGONISTA ANCHE L’8 MARZO

130 casi in un anno nel piacentino, di questi il 70% si risolve con un intervento conservativo dell’utero. Nella giornata dell’8 marzo l’Ausl insieme a Lilt, ha organizzato un momento informativo sul fibroma uterino. Questa patologia benigna è una delle più diffuse con una stima di circa 3 milioni di donne nel nostro paese.

“NUOVO OSPEDALE ALLA LUSIGNANI A ZERO CONSUMO DI SUOLO”

Il nuovo ospedale di Piacenza troverà spazio all’ex caserma Lusignani, oggi è scritto nero su bianco. Lo sancisce il protocollo d’intesa firmato tra demanio, ministero delle Difesa, comune di Piacenza e azienda sanitaria locale. La regione ha indicato l’area come prioritaria per la realizzazione di un moderno ospedale per evitare il consumo di suolo e al contempo rigenerare e rivitalizzare contesti territoriali degradati attraverso il riuso di beni immobili dello stato. 800 mila euro circa per la bonifica dai fondi del Demanio, oltre 200 milioni dalla Regione per i fondi destinati alla sanità regionale. In questo contesto viene compresa anche la vicina area dell’ex Pertite dove verrà realizzato un parco urbano. Una prima certezza quella sancita con la firma del protocollo in vista di un lungo percorso che durerà almeno una decina d’anni, nella certezza che nessun ospedale verrà depotenziato o chiuso.

CURE PALLIATIVE A DOMICILIO, LA MEDICINA DEL FUTURO. OGGI SI PUO’

Oggi i malati possono scegliere. Possono scegliere dove essere curati, se in struttura o a casa. Piacenza e provincia avranno un’equipe specializzata nelle cure palliative domiciliari. Il progetto è stato possibile grazie ad una convezione tra Asl, Fondazione, e Ordine dei Medici. Il presidente della Fondazione Massimo Toscani lo aveva annunciato qualche tempo fa ai nostri microfoni; creare uno staff di professionisti che prende in carico il paziente nella sua interezza in una fase particolarmente delicata O avanzata della malattia, nella sua abitazione. E’ questa la novità: un medico palliativista, un infermiere e uno psicologo assisteranno il malato a casa, nell’ambiente familiare. Per il Progetto Equipe Cure Palliative Domiciliari la Fondazione ha messo a disposizione, per il primo anno, un contributo di 120 mila euro. E non è il solo impegno in cantiere, a breve verrà presentato anche quello dedicato alle fasce più deboli, soprattutto anziani che vivono in montagna. 

ASL, RIDOTTI I TEMPI DI ATTESA. 10 MILA ORE AGGIUNTIVE PER 500 MILA EURO DI SPESA

Tempi di attesa ridotti sia per le visite specialistiche che per le prestazioni strumentali. Obiettivo raggiunto. Il 90% delle visite si effettuano entro 30 giorni così come le prestazioni strumentali entro 60 giorni. L’Asl di Piacenza, in un anno, è riuscita ad arrivare al 100% delle visite e delle prestazioni, la percentuale minore è il 96% per le visite oculistiche, il b93% per le visite endocrinologica e il 97% per quella neurologica; nell’elenco delle prestazioni le percentuali più basse si registrano in spirometria 94%, elettrocardiogramma 97%, ed ecodoppler 99%. “Ora la sfida è mantenere questo standard – ha ripetuto il direttore generale Luca Baldino – aumentando la produzione di specialistiche”. Un obiettivo che all’azienda sanitaria ha comportato 10 mila ore aggiuntive di specialistica per 509 mila euro, l’assunzione di sei nuovi medici per un costo di 189 mila euro (considerato il periodo maggio/novembre 2015). Un risultato raggiunto grazie alle facilitazioni all’accesso, al nuovo sistema informatico e alla pianificazione di un programma formativo per gli operatori di font office. Obiettivi per il 2016: intervenire sull’appropriatezza prescrittiva in collaborazione con i medici di medicina generale e le prestazioni non disdettate a cui viene in aiuto il malus  che entrerà in vigore dal marzo prossimo a livello regionale.

BALDINO LISTE ATTESA RIDOTTE

#IOMIVACCINO, IL VIDEO DELL’ASL PER VACCINARSI CONTRO L’INFLUENZA

Ci sono un soccorritore, una nonna, una futura mamma, un medico, un’insegnante, persone comuni protagoniste del video per la vaccinazione antinfluenzale promosso dall’Asl di Piacenza in collaborazione con la Lilt. Un video per invitare gli anziani, persone con patologie croniche, operatori sanitari a vaccinarsi contro l’influenza per ridurre la circolazione dei virus antinfluenzali nella popolazione e fare in modo che i soggetti più fragili non corrano il rischio di affrontare le complicanze. il video è pubblicato sul canale youtube dell’Asl https://youtu.be/D3vY-x9Cfac

video vaccino asl

ASL: “ENTRO L’ANNO IL 90% DELLE VISITE ENTRO 30 GIORNI”

L’obiettivo è garantire antro la fine dell’anno, almeno il 90 per cento delle prime visite entro 30 giorni dalla richiesta e delle prestazioni strumentali entro 60 giorni. Obiettivo minimo, hanno spiegato direttore generale Luca Baldino e direttore sanitario Guido Pedrazzini dell’Asl di Piacenza, che rientra nel piano regionale per ridurre le liste d’attesa. A livello regionale, il piano ha messo a disposizione 10 milioni di euro, di questi oltre 800 mila euro sono stati destinati all’Asl di Piacenza utilizzati per azioni programmate, in parte già in corso, come la stipula di contratti a tempo determinato di sette medici nelle specialità dove sin registrano maggiori criticità: neurologia, endocrinologia, ortopedia, cardiologia, urologia, dermatologia e radiologia. Dal primo luglio si stanno effettuando oltre 100 prestazione settimanali in più alcune specialità, entro la fine dell’anno saranno in tutto 2500 le visite e prestazioni in più messe a disposizione. Accanto a queste misure verrà ampliata la gamma delle prestazioni prenotabili in rete all’indirizzo www.cupweb.it e la creazione di una app dal 2016; dal primo settembre si potranno pagare i ticket anche dalle farmacie; già attivo invece l’accesso diretto ai principali punti prelievo, Piacenza, Castel San Giovanni e Fiorenzuola, per cui non è necessaria la prenotazione. Tra le azioni messe in campo dal 31 dicembre chi non si presenterà alle visite su appuntamento senza aver disdetto almeno 48 ore prima pagherà un malus pari al ticket. Rispetto al trimestre precedente ci sono decisi miglioramenti, ma non è abbastanza, perchè restano alcune criticità in particolare in oculistica, ortopedia e diabetologia, dovute a svariati fattori. Per quanto riguarda il personale medico si sono registrate indisponibilità non prevedibili per malattie, gravidanze o trasferimenti. Per la strumentazione si sono presentate criticità impreviste dovute a malfunzionamenti di alcune tecnologie.

REGISTRO TUMORI: 10 MILA CASI IN 5 ANNI

Sono stati 10616 i nuovi casi di tumore maligno registrati nel quinquennio 2006 2010. tra questi 5832 hanno colpito uomini e 4784 le donne. Sono i dati che emergono dal Registro dei Tumori nella provincia di Piacenza, uno strumento attivato qualche anno fa dall’Asl che permette di monitorare il trend di insorgenza sul territorio. Non si registrano aumenti delle neoplasie nella fasce collinari, ad esempio in val d’Arda sotto i riflettori per il caso del cementificio, ma un leggero incremento in città. I fattori ambientali, secondo lo studio, influiscono per il 20%, la predisposizione genetica per 20-30%, mentre a farla da padrone sono i corretti stili di vita, in particolare il fumo, con il 40/50%.

Un andamento che si mantiene in linea con l’Area Vasta Emilia Nord che comprende le province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Modena. Confrontando i dati della provincia con il nord Italia si evidenzia che per il sesso femminile si ha una maggiore incidenza dei tumori del fegato e dello stomaco e un minor caso di tumori alla tiroide. Il confronto con l’Area Vasta Emilia Nord ha evidenziato maggiori incidenze per i tumori della testa e collo per i maschi e per il fegato in entrambi i casi.

Le informazioni vengono estratte dalle schede di dimissione, dai referti degli esami effettuati dall’anatomia patologica, dal registro nominativo della cause di morte e dal programma di screening. Il registro permette di conoscere la prevalenza dei casi; l’incidenza, il trend temporale e l’andamento degli anni della patologia. Il 30 giugno l’Asl presenterà alla popolazione i dati contenuti nel primo registro della provincia di Piacenza.