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CYBERBULLISMO: STUDENTI ATTENTI MA NON ABBASTANZA

E’ soprattutto a scuola dove si verifica il maggior numero di fenomeni di bullismo, sui social network, Facebook e Ask primi fra tutti, se si parla di luoghi virtuali. È per gioco che, sempre più spesso, si innesca questo pericoloso meccanismo. Lo ha rivelato il progetto a cui hanno partecipato le classi seconde degli istituti Tramello e Cassinari in collaborazione con gli educatori del centro tandem.
Un progetto che ha coinvolto gli studenti sotto l’aspetto della conoscenza del fenomeno, delle emozioni e anche legale, cioè cosa si rischia.

BULLISMO, GENZIANI: “POCA FORMAZIONE E SCARSA CONSAPEVOLEZZA DA PARTE DEGLI ADULTI”

Scarsa informazione e poca consapevolezza, sono i due elementi che saltano all’occhio se si analizza il fenomeno del bullismo. Abbiamo iniziato proprio da qui la chiacchierata con Alberto Genziani, educatore professionale, ospite della nuova puntata di Di Profilo. Percezione del fenomeno bullismo , ruolo dei social network, affettività, sessualità, precocità affettiva: tutti argomenti che necessitano di un percorso serio e ben costruito che spesso manca, per mancanza di fondi ma anche di preparazione. Ed è proprio a scuola dove si sviluppano forme di prevaricazione ed esclusione, ma anche dove vengono a galla vissuti ed esperienza che vedono bambini e ragazzini in primo piano.

LE SCUOLE IN PRIMA LINEA CONTRO IL BULLISMO

Nella prima giornata nazionale contro il bullismo alcune scuole superiori piacentine scendono in campo con progetti concreti per denunciare questa realtà che tra i banchi di scuola trova terreno fertile per crescere e fare danni. Sono i dati a confermarlo: Invalsi a livello nazionale ha reso noto che, nelle classi quinte delle primarie, solo il 19,3% degli alunni ha dichiarato di non aver mai subito atti di bullismo, il 59% li ha subito ogni tanto, l’11% a cadenza settimanale e il 10%a cadenza giornaliera. Anche nelle classi I e II superiore il quadro è pressoché identico: il 48% degli studenti è vittima di bullismo, il 12% lo è settimanalmente e addirittura quotidianamente. Gli istituti Isii Marconi, Tramello e il liceo Cassinari hanno elaborato due progetti grazie ai fondi, 10 mila euro in tutto, messi a disposizione del Comune e della Fondazione di Piacenza e Vigevano. A prova di cyberbull è il progetto ideato da Isii Marconi, Romagnosi e Raineri che coinvolge sei classi per un totale di circa 150 studenti: gli studenti delle classi II, affiancati dai compagni del triennio, verranno aiutati a portare a galle le proprie esperienze conducendoli, attraverso delle interviste, a raccontare le loro esperienze riguardo il fenomeno del bullismo. Alla fine verrà realizzato un video fruibile a tutta la popolazione scolastica. Schermo nero: c’è una persona dietro la tastiera è il progetto di informazione e prevenzione curato dal liceo Cassinari, istituto Tramello in collaborazione con la cooperativa sociale Casa del Fanciullo, insieme all’associazione BACA. L’obiettivo è offrire agli studenti la giusta formazione e informazione per avvicinarsi ed utilizzare al meglio al meglio i social networks e la tecnologia in generale, perché non diventi una micidiale arma a doppio taglio.

IL TEATRO LABORATORIO CONTRO IL BULLISMO

Risolvere e  imparare a capire episodi di bullismo si può, anche con il teatro laboratorio. E’ il progetto NO BULLS/BE FRIENDS, Oltre il silenzio, oltre storie di ordinario bullismo, per riconoscere, scoprire, analizzare e drammatizzare i comportamenti a rischio della comunità scolastica, il contesto dove più frequentemente si sviluppano episodi di bullismo. Educare alla lettura dei comportamenti può aiutare a “scoprire” il proprio ruolo in un eventuale dinamica di “ciclo dell’abuso” che spesso si attua negli eventi di bullismo. La maggior parte delle volte, sono evidenti solo i ruoli della vittima e dell’istigatore, ma meno
quella dell’attendente, colui che assiste più o meno consapevolmente ai fatti. Il teatro, come funzione antropologicamente attivante di energie non convenzionali, introduce l’individuo ed il gruppo in stati e fasi liminali, in cui le relazioni personali ed interpersonali assumono ed acquistano valori cognitivi profondi, grazie alla forza coinvolgente dell’azione collettiva ed alla libera espressione del corpo e della voce. L’indagine si estende ai SOCIAL NETWORK, alla pubblicità, ai nuovi eroi digitali, ai modelli di comportamento che propongono la velocità e la forza come caratteristiche del “vincente”: il sondaggio e la destrutturazione di tali forme di comunicazione ci dà la possibilità di individuare devianze di comportamento e percezioni distorte di se stessi e della propria immagine nel mondo. La prima fase, di incontri formativi dal titolo BULLO SARAI TU!, si svilupperà sotto forma di
conferenze-spettacolo, sessioni di lavoro teatrale e di rappresentazione con gli attori di Manicomics dedicate a tre classi per ogni Istituto coinvolto. La seconda fase di SCRITTURA CREATIVA AUTOBIOGRAFICA, condotta da Manicomics,
coinvolgerà due gruppi interclasse per ogni Istituto. Attraverso l’analisi dei media
particolarmente vicini ai giovani (pubblicità, cinema, videoclip e social network) e dei comportamenti a rischio (guida in stati alterati, uso di sostanze e alcool) si elaboreranno i contenuti per la scrittura drammaturgica collettiva che sarà portata in scena nella terza fase. La terza fase di LABORATORIO TEATRALE porterà alla produzione di uno spettacolo finale realizzato da un gruppo interclasse delle scuole coinvolte. Lo spettacolo finale sarà presentato al termine del progetto ed aperto al pubblico.

 

IL VIDEO DELLA LITE INFIAMMA LA RETE

Gli strascichi della lite finita sul web tra l’autista di Seta e il ragazzo africano stanno infiammando il popolo della rete e non solo. I commenti si dividono a favore di uno o dell’altro quasi come se ci fosse da decretare un vincitore. Intanto Seta ha confermato la sospensione in via cautelare dal servizio nei confronti dell’autista che si sarebbe “attivato spontaneamente e tempestivamente – si legge nella nota di Seta – per avvisare i propri superiori dell’accaduto, giustificando il proprio comportamento con l’esasperazione causata dal reiterato clima di provocazioni, offese ed ingiurie a cui viene sottoposto il personale viaggiante. Il conducente ha inoltre pregato l’azienda di formulare a suo nome le scuse per l’accaduto a tutti i passeggeri presenti  bordo, con particolare riferimento al ragazzo con cui il litigio è stato più acceso“. L’autista entro lunedì dovrà presentare un rapporto scritto nel quale darà spiegazioni sull’accaduto. L’azienda ha aperto un procedimento disciplinare nei suoi confronti. Al momento non è stata presentata alcuna denuncia, se questo avvenisse il procedimento a carico dell’autista potrebbe avere conseguenze più pesanti. Seta non può che stigmatizzare la condotta del proprio autista ingiustificata e non consona ad un lavoratore con una esperienza di quasi 30 anni. “E’ compito dell’autista – ci ha detto Seta – mantenere la sicurezza e il decoro a bordo dei mezzi, quando questo non avviene, purtroppo sempre più spesso, bisogna fermarsi e chiamare la centrale che chiederà l’intervento delle forze dell’ordine. Anche davanti all’insulto pesante come è avvenuto in questo caso nessuno è titolato ad intervenire in prima persona, tanto meno ad alzare le mani”. Capita spesso che intervengano le forze dell’ordine per riportare la calma? “Facciamo prima a dire quando non capita – ci rispondono a Seta – il 99 per cento degli episodi ha come protagonisti i verificatori che si trovano davanti a persone non in regola con  il biglietto. Ma si verificano anche casi di bullismo tra i ragazzi o atti di vandalismo sui mezzi come sedili divelti o bruciati”.

PULLMAN