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PROGETTO CASE TRA LE CASE: IN UN ANNO OBIETTIVO RAGGIUNTO

L’obiettivo iniziale è stato raggiunto: il progetto Case tra le case di Caritas e Fondazione di Piacenza e Vigevano ha fatto centro, nel senso che, a distanza di poco più di un anno, ha pienamente raggiunto l’obiettivo prefissato. Sono 25 gli appartamenti, ad oggi, agibili ed abitati da nuclei familiari in condizioni di emergenza abitativa, in sostanza, sotto sfratto esecutivo.

Un progetto che non vuole scadere nel mero assistenzialismo, ma che al contempo, ha la finalità di responsabilizzare i nuclei familiari aiutati che sono chiamati a versare un contributo per le utenze sostenute e un affitto calmierato in base ai prezzi di mercato.

DALLA CARITAS ARRIVA UN APPELLO: OCCORRONO INDUMENTI PER LE PERSONE IN DIFFICOLTA

Dalla Caritas diocesana arriva un appello urgente per far fronte ad una particolare situazione di emergenza: occorrono indumenti di diverso tipo per i quali la richiesta è particolarmente forte. Questi indumenti, che si chiedono anche usati ma in buono stato, sono destinati a famiglie e singoli che si trovano in uno stato temporaneo di difficoltà. Nello specifico c’è grande richiesta di: indumenti da bambino, in particolare per la fascia di età 5/10 anni, scarpa da uomo, asciugamani, biancheria intima, jeans da uomo. Gli indumenti potranno essere consegnati nella mattinata, da Lunedì a Venerdì (orario 09.00-12.00) alla Caritas Diocesana presso il Centro “ Il Samaritano” via Giordani 12.

EMERGENZA ABITATIVA, ARRIVA IL PROGETTO CASA TRA LE CASE

Caritas e Fondazione di Piacenza e Vigevano insieme per dare una risposta concreta all’emergenza casa. Il progetto si chiama Casa tra le case e mira a reperire 25 appartamenti messi a disposizione di famiglie in difficoltà che vivono in gravi situazioni di disagio abitativo. Il progetto intende coinvolgere un numero di famiglie compreso tra 60 e 80 e di singoli tra i 15 e i 25 nell’arco di quattro anni. Il costo per anno (quattro)  è di 57 mila euro; di questi 31 euro sono stati messi a disposizione dalla Fondazione, 25 mila dalla Caritas. L’emergenza abitativa è una realtà e sono i dati a confermarlo: in Italia il 27% della popolazione vive in condizioni di sovraffollamento, di questi il 43% è sotto la soglia di povertà. Gli sfratti sono aumentati del 5%dal 2013 al 2014 e le coabitazioni sono passata da 236 mila del 2001 a 695 mila nel 2011. Come rispondere a questa condizione? Caritas e Fondazione individueranno la famiglie che potranno occupare i 25 appartamenti messi a disposizione di privati per un affitto pari, al massimo, alla metà dell’affitto di riferimento della zona. A disposizione delle famiglie sarà rivolto un progetto educativo formativo personalizzato partendo proprio dalla conoscenza dei componenti della famiglia. “L’idea – ha detto il presidente della Fondazione Massimo Toscani – è di rivolgerci a quella fascia grigia affinchè venga recuperata e possa ritornare alla normalità”. Al momento sono già disponibili 10 appartamenti, a breve si arriverà ad una ventina tra Piacenza e provincia.

fondazione progetto casa

CARITAS, SOTTOSCRIZIONE PUBBLICA PER GLI ALLUVIONATI. COMUNE PIACENZA: TASSE LOCALI DILAZIONATE

Non si ha ancora una stima dei danni ma la Caritas diocesana ha lanciato una prima sottoscrizione per fronteggiare la prima emergenza. Quanti intendono sostenere i primi interventi possono utilizzare le seguenti modalità per specificando nella causale “emergenza alluvione in val Nure e val Trebbia”: versamento diretto presso i nostri uffici in Via Giordani, 21 a Piacenza dalle ore 9 alle 12 dal lunedì al venerdì; C/C bancario tramite Banca di Piacenza intestato a Fondazione Autonoma Caritas Diocesana di Piacenza-Bobbio. Iban: IT61 A 05156 12600 CC0000032157.

Il Comune di Piacenza, nel ringraziare tutti i volontari che in questo momento stanno aiutando le famiglie in difficoltà, sta predisponendo il dilazionamento dei termini di pagamento dei tributi locali per i cittadini alluvionati, ed è inoltre in via di definizione una raccolta fondi per la quale sono in corso contatti tra Comune e Provincia di Piacenza (e in tal senso il presidente Rolleri si è reso disponibile a coordinare il Tavolo), le organizzazioni sindacali, il mondo imprenditoriale e le associazioni di categoria, per valutare le modalità di avvio e gestione di tale iniziativa, che saranno rese note a breve. A questo proposito, l’Amministrazione invita gli organizzatori delle varie manifestazioni culturali e ricreative previste nel fine settimana ad attivare raccolte fondi da destinare allo stesso scopo. Per ragioni di opportunità e sensibilità istituzionale, sono stati sospesi gli appuntamenti a tema gastronomico “Un mare di sapori” e “In viaggio verso Expo”, in calendario venerdì sera in piazza Cavalli. Si sta considerando la possibilità di allestire un punto informativo comunale temporaneo, con persone che siano in grado di dare le necessarie risposte alle richieste dei cittadini colpiti dall’alluvione. Siamo in attesa – precisa a questo proposito l’Amministrazione comunale – del riconoscimento dello stato di emergenza per il risarcimento dei danni alle persone colpite, attraverso la presentazione di appropriata documentazione, sulla base delle indicazioni che verranno rese note quanto prima. La Giunta conferma quanto già comunicato ieri, a seguito dei danni ingenti riportati dalla farmacia di Roncaglia: i cittadini potranno avere a domicilio i medicinali necessari telefonando, 24 ore su 24, alla farmacia di via Manfredi. Inoltre, la Società Fcp sta predisponendo un container in loco per attrezzare una farmacia provvisoria, in attesa di poter riaprire al più presto la sede fissa di Roncaglia, che resta un punto fermo nella mappa delle farmacie comunali piacentine.

bettola strada crollata

SOUMAILA: “SPERO IN UNA VITA MIGLIORE, SONO UN UOMO COME VOI”

Soumaila ha 22 anni, è arrivato a Piacenza nel marzo del 2014. Fa parte dei giovanissimi originari della Costa d’Avorio arrivati in città insieme ai primi gruppi di richiedenti asilo. Proprio quelli partiti dall’Africa a bordo dei barconi, gli stessi che si vedono sulle pagine dei giornali o nelle immagini dei tg. Raccontare la sua storia gli costa fatica, si vede, ripercorrere i momenti che lo hanno staccato dalla famiglia, la guerra civile che oggi sta vivendo il suo paese, lo rattristano. “Sono arrivato con in barconi dalla Sicilia – racconta – poi a Bologna in aereo e in pullman a Piacenza dai Frati di Santa Maria di Campagna”. Soumaila, insieme a 13 connazionali, è ospite dei frati minori di santa maria di campagna. Una convivenza segnata da regole, orari, pranzi e cene insieme, turni per la preparazione dei pasti. Poi la scuola. Soumaila, nel suo anno e mezzo di permanenza a Piacenza ha ottenuto la licenza media e studiato l’italiano che oggi parla correttamente ed è stato invitato, insieme al mediatore culturale della Caritas in alcune scuole della città per raccontare la sua esperienza. “Quando sono arrivato a Piacenza ho incominciato ad andare a scuola ed ho preso la licenza media, è stata dura ma, con l’impegno, ce l’ho fatta. Quando vado nelle scuole a raccontare la mia esperienza i ragazzi mi chiedono perchè sono scappato dal mio paese; loro pensano che noi siamo venuti in Italia per rubare il lavoro, ma non è così. Abbiamo bisogno di amici – spiega – di gente con cui parlare per imparare la lingua. I primi tempi mi sono sentito spesso solo, senza amici, ora però va meglio. E per il suo futuro spera di ottenere, al più presto, il permesso di soggiorno, la carta d’identità e il titolo di viaggio. E poi un lavoro, per una vita migliore. “Spero in una vita migliore, in un buon futuro, sono un uomo come voi che ha diritto a vivere una vita migliore”. Soumaila fa parte del gruppo di giovani africani accolti dalla Caritas diocesana. Una realtà che ha messo in campo professionisti e volontari per rendere l’accoglienza migliore, al di là del vitto e dell’alloggio, con un progetto di formazione volto all’integrazione e all’autonomia. “Abbiamo seguito un percorso specifico – spiega Youness Kabouchi collaboratore Caritas, mediatore linguistico e culturale progetto accoglienza profughi – che non si limita solo al vitto e alloggio, ma anche ai corsi di italiano, attività sportiva. Abbiamo provato ad integrare questi ragazzi togliendolo dall’isolamento e dalla solitudine”.

PROFUGHI, DALLA PROSSIMA SETTIMANA ANCHE IN PROVINCIA?

Non si placa la questione profughi, dopo il ponte di Ferragosto, la gestione dei nuovi arrivi si farà nuovamente pressante e bisognosa di una soluzione. Dopo la riunione con i sindaci e l’appello lanciato ai privati, la Prefettura continua a cercare nuovi alloggi per questi migranti che già venerdì sono arrivati sul nostro territorio. E nonostante Piacenza sia già “al completo” e oltre, i nuovi arrivi della scorsa settimana sono stati temporaneamente sistemati in due strutture che già ospitano gli stranieri, in attesa che i sindaci della provincia mettano a disposizione, attraverso i privati, strutture idonee. In città, insieme al comune di Piacenza, la Caritas continua a mettere a disposizione i suoi spazi per l’accoglienza dei richiedenti asilo. “In pochi mesi abbiamo raddoppiato il numero dei profughi ospitati presso le nostre strutture – conferma il direttore di Caritas Giuseppe Chiodaroli – passando da dieci a venti. Abbiamo sistemato un appartamento nella parrocchia di San Savino dove alloggiano due coppie di sposi, di cui una donna è in attesa di un bimbo; in un appartamento vicino alla parrocchia del Corpus Domini ci sono cinque persone, altre dodici dai frati di Santa Maria di Campagna, una decina presso la suore di Casaliggio e alla Casa della Giovine in centro. L’accoglienza non si deve tradurre solo nella ricerca di un alloggio – spiega Chiodaroli -altrimenti a fine a se stessa, ci vogliono programmi seri che gli stranieri devono seguire. Come Caritas abbiamo due figure professionali che seguono i ragazzi e con loro svolgono le diverse attività, dai corsi di italiano, inglese ai tornei di calcetto. Questo anche per offrire un segnale positivo alla città”. Il sindaco di Sarmato Anna Tanzi ha spedito una lettera ad alcuni cittadini che sapeva nelle condizioni di poter offrire un alloggio: “una lettera sintetica – conferma – in cui ho spiegato la situazione e le richieste arrivate dalla Prefettura, ma non ho avuto alcuna risposta in merito. Devo dire che questo è un atteggiamento che riscontro anche in altre circostanze, meno delicate di quella in oggetto in questo momento. C’è un forte assenteismo di fondo”. Nonostante questo, dalla prossima settimana i nuovi arrivi dovrebbero essere collocati nei comuni della Provincia, almeno quelli che hanno trovato una sistemazione adeguata per accoglierli.

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PIACENZA SOLIDALE AD EXPO 2015: RACCOLTE 82 TONNELLATE DI CIBO IN UN ANNO

I n Piazzetta Piacenza oggi si è parlato cibo invenduto, sprechi e recupero di risorse. Il minimo in un  luogo, l’Expo, il cui tema principale è il nutrimento con tutte i suoi contrasti e le sue contraddizioni. Il Progetto Piacenza Solidale è stato il protagonista della giornata alla quale ha preso parte anche il vescovo di Piacenza Mons. Gianni Ambrosio, il presidente della Caritas Giuseppe Chiodaroli, il direttore dell’Unione Commercianti Giovanni Struzzola e il sottosegretario Paola De Micheli. Nato nel 2008, il progetto ha raccolto nel 2014, 82 tonnellate di derrate alimentari che hanno consentito l’erogazione di 58.000 pasti alle persone in condizioni di disagio sociale per un valore complessivo di 215.000 euro. Piacenza Solidale nasce nel 2008 quando l’Unione Commercianti di Piacenza e la Caritas decidono di unirsi, insieme al Comune e alla Provincia di Piacenza, al Rotary Club, alla Fondazione Piacenza e Vigevano, all’Ausl, a Iren e a Sol.Co. per dare vita, di concerto con le aziende produttrici e la grande distribuzione, a un circuito che recuperi i beni alimentari freschi rimasti invenduti per destinarli alle mense che si occupano di assistere le fasce più svantaggiate della società e combattere lo spreco di cibo. Nel 2012 sono state raccolte 98 tonnellate di cibo, nel 2013 la quantità è scesa a 81 tonnellate – calo in parte dovuto alle promozioni sui cibi in scadenza operate da alcuni supermercati – mentre nell’ultimo anno sono stati raccolti 82.357 kg. Il valore complessivo di donazione è salito dai 177.871 euro del 2013 ai 215.290 del 2014.

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JASNA: “AFFRONTO LA MALATTIA CON IL SORRISO”. A TUTTO TONDO

Il suo sorriso è contagioso nonostante la storia che ha alle spalle. Jasna ha 53 anni, è nata a Zagrabria di origini austroungariche. È mamma di due figli di 16 e 19 anni. Fin qui tutto nella norma, se non fosse che otto anni si è ammalata di sclerosi multipla. La sua vita è stata stravolta, a partire dal marito che l’ha lasciata, così senza una spiegazione.

Profughi muratori, profughi alle prese con piccoli lavori di manutenzione e muratura a servizio della città. Il comune di Ponte dell’Olio, quasi un anno fa, fece da apripista a questo progetto grazie ad un protocollo con la Scuola Edile. Oggi anche il comune capoluogo segue questa direzione. Una ventina di migranti per due settimane saranno impegnati in opere di manutenzione per la collettività.

C’è chi ha troppo cibo e chi non ha per nulla. Chi muore per obesità chi per malnutrizione. Sono i paradossi che il tema della nutrizione si porta dietro. La Caritas diocesana nel 2014 ha distribuito 5700 borse viveri, 700 in più rispetto all’anno scorso. Insieme agli altri enti e alla parrocchie, i tutto sono state confezionate e distribuite 50 mila borse viveri.

Quando l’indifferenza si combatte con il cuore. Mariangela Marchionni e Fernanda Trecordi sono assistenti sanitarie al Day Hospital Oncologico dell’ospedale. Hanno salvato un uomo colpito da malore che non si era presentato ad una eseme programmato in reparto. Al termine del turno hanno raggiunto la casa del 60 enne salvandogli la vita.