L’ESASPERAZIONE DI RITA “NON RICONOSCO PIU’ IL MIO QUARTIERE”

La signora Rita abita nei palazzoni del Peep da 40 anni. Un quartiere di cui conosce ogni angolo, ogni mattonella, un quartiere che oggi sembra non appartenerle più. È esasperata mentre ci racconta che deve badare all’anziana madre in carrozzina e alla sorella disabile. I due figli le danno una mano per tirare avanti. Fino al 2015 c’era il marito a sostenerla, ma un enfisema polmonare se l’è portato via. Si ammalò nel 2011 e da quel momento le cose non furono più come una volta. A partire proprio da quella casa che ha ospitato per anni le sua famiglia numerosa. Muffa, intonato che si stacca, pittura che non riesce a nascondere il marcio che c’è sotto; fino alla decisione, come segno di protesta, di sospendere il pagamento delle spese annuali di condominio 2500 euro e, da agosto, dell’affitto mensile di 200 euro.

“GLI AMMINISTRATORI VENGANO ANCHE AL PEEP”

Giuseppe insieme alla moglie ai suoi due bambini vive da un anno e mezzo circa al Peep. E’ una delle quattordici famiglie che abita nei palazzoni del quartiere popolare di Piacenza, dove, a suo dire, le istituzioni faticano ad arrivare. In tutto una settantina di appartamenti, se si considerano anche i complessi vicini gestiti da Acer.I problemi ci sono anche se Giuseppe e la moglie hanno cercato di rendere la loro casa accogliente, con muri colorati di fresco e mobili nuovi. Dopo il primo mese sono arrivate le segnalazioni: infiltrazioni, buchi negli infissi e nei muri isolati alla bell’e meglio con la gommapiuma, scarafaggi e blatte.

CASE POPOLARI, GLI INQUILINI: “SPESE TROPPO ONEROSE”

Canoni di affitto troppo alti, gestione e suddivisione delle spese poco eque. L’ultima fattura per le spese condominiali da pagare entro il 29 aprile arriva a 93 euro. Gli inquilini delle case Acer chiedono di fare chiarezza. Se ne è fatta portavoce la capogruppo in consiglio comunale di Forza Italia Lucia Girometta con una interrogazione urgente. “Acer richiede ogni anno ai propri utenti di produrre la documentazione riguardante il reddito e la situazione patrimoniale del nucleo familiare ( attestazione ISE-ISEE) – si legge nel testo dell’interrogazione – Al fine di evitare dichiarazioni non veritiere per ottenere un canone di locazione più basso, l’ACER ha attivato un programma di verifiche incrociate tra i dati dichiarati dagli utenti all’Azienda e quelli dichiarati dagli stessi all’Anagrafe Tributaria e all’Ufficio del Territorio. Diversi residenti hanno chiesto di eseguire accertamenti “in merito ai canoni di affitto e alla gestione e suddivisione delle spese, in quanto i medesimi non sono soddisfatti degli importi assegnati e lamentano altresì irregolarità e iniquità”.

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