RICCI ODDI, ARIA DI RINNOVAMENTO?

Chissà che alla Ricci Oddi l’ingresso di Laura Bonfanti porti quel rinnovamento da più parti auspicato. La nomina nel cda della 31 enne piacentina da parte della Prefettura, in sostituzione del dimissionario Giuseppino Molinari, ha reso più concreta l’idea che, forse, un rinnovamento è possibile. Non foss’altro per la giovane età ma anche per “l’esperienza artistica e culturale attinente al settore specifico dell’arte moderna nonché uno spiccato senso di intervento finalizzato alla promozione, nel rispetto delle risorse patrimoniali della Galleria stessa” secondo il criterio disposto dal Prefetto di Piacenza. Le ultime vicende della galleria di via San Siro sono note: all’inizio di ottobre, proprio nel giorno in cui si doveva eleggere il nuovo presidente, Giuseppino Molinari si dimette ed emerge ancora una volta il nodo che riguarda la natura dell’ente, privato da statuto datato 1930, ma di fatto pubblico perchè l’unico sovventore è il comune di Piacenza. Da una parte Molinari che non voleva snaturare la galleria, dall’altra il sindaco Dosi che rimarcava “una contraddizione intrinseca allo statuto stesso, che si è sempre prestata a dubbi interpretativi pur essendo stata più volte oggetto di approfondimenti”, come aveva scritto in una nota. Speriamo che il nuovo ingresso porti equilibrio e la forza alla galleria per spiccare il volo.

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TIBALDI MONTENZ: “CERCO MOTIVAZIONI PER RIMANERE IN FONDAZIONE”

Per portare avanti seriamente un impegno che si è assunto ci vogliono motivazioni, ancora di più se questo impegno è nei confronti della città. Milena Tibaldi Montenz, consigliere della Fondazione di Piacenza e Vigevano, sta vivendo un forte disagio che la porta a mettere in discussione il suo ruolo. “La Fondazione con l’elezione del presidente Toscani – spiega Tibaldi – ha vissuto una restaurazione aurea sia dal punto di vista della comunicazione che della trasparenza. La forma è ineccepibile. Nonostante ciò – continua – mi sento fondamentalmente inutile”. Parole pensanti soprattutto se a pronunciarle è una donna votata al pragmatismo e all’operatività come Milena Tibaldi Montenz. Si tratta di un disagio personale che porta Tibaldi a riflettere e a cercare motivazioni per continuare a sedere all’interno del consiglio generale e della commissione cultura. Dimissioni in vista nel parlamentino di via Sant’Eufemia? Un disagio frutto, probabilmente, di una mancanza di partecipazione nelle decisioni prese dal cda o una scarsa considerazione delle proposte avanzate dal consiglio. Solo ipotesi.

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FONDAZIONE: SUL FONDO NOTRINE RISPOSTE INSUFFICIENTI

Un consiglio di amministrazione domenicale, prima delle festività natalizie. Un cda da veri stakanovisti. Il Presidente della Fondazione Massimo Toscani ha convocato i suoi consiglieri per una seduta prima della feste, lo ha fatto di domenica per sfruttare al massimo tutto il tempo. Di cose, infatti, da fare ce n’è eccome, per far ripartire quel motore  fermo ai box da troppo tempo,  e che da pochi mesi sta facendo gli straordinari. Liquidata la pratica Banca Monte con le vendita delle azioni per 28 milioni 500 mila euro, approvato il finanziamento per Expo 2015 per 250mila euro, sul tavolo rimane un argomento che scotta. Il fondo Notrine e la banca lussemburghese che conducono al milione di euro in una banca del Gibuti. Già nell’audizione in consiglio comunale, Toscani aveva confermato che il Ministero aveva chiesto chiarimenti su questo investimento della passata gestione Marazzi. La storia inizia nel 2006 quando l’ente di via Sant’Eufemia entra nel capitale della Notrine, finanziaria specializzata nell’assunzione di partecipazioni in banche internazionali con sede in Lussemburgo: capitale sociale 885mila euro suddiviso in 35.400 azioni ordinarie. Valore nominale 25 euro: la Fondazione ne acquista 5.310 al costo di 188 euro. Totale investimento: un milione di euro. Nel 2009 la Fondazione gira il capitale in una banca del Gibuti. Due anni dopo, nel 2011, la partecipazione viene azzerata. Si sarebbero occupati di fornire spiegazioni e chiarimenti riguardo questo investimento il collegio sindacale e il direttore generale Marco Mezzadri. Le argomentazioni presentate al Ministero però non sarebbero sufficienti, quindi sarà compito del Presidente e del nuovo cda mettere mano e vederci chiaro. Un compito non da poco anche perchè l’argomento è assai delicato. Compito demandato a dopo le feste, ai primi giorni del nuovo anno.

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TOSCANI: UN CONCORSO DI IDEE PER IL CONVENTO SANTA CHIARA

Il clima che si respira in Fondazione effettivamente è diverso. Lo si percepisce anche dalle piccole cose  come riunire la stampa intorno ad un tavolo al quale siedono, oltre al presidente,  i membri del consiglio di amministrazione; come a dire che, oggi, le decisioni si prendono insieme. Tanto per cominciare, ci tiene particolarmente a sottolineare il presidente Toscani, tutte le delibere del primo consiglio generale della nuova gestione sono state approvate all’unanimità e anche i consiglieri hanno acconsentito a decurtarsi il compenso come hanno fatto presidente e cda. Ripartenza, trasparenza, riorganizzazione e consolidamento sono le linee direttive del nuovo assetto di via Sant’Eufemia.

Capitolo erogazioni: per il 2015 sono a disposizione 5 milioni 250 mila euro , l’8,7 per cento in meno rispetto al 2014 quando le erogazioni ammontavano a 5milioni 750 mila euro compresa la somma gia’ stanziata per Expo. Il consiglio ha deciso di favorire maggiormente il settore welfare, beneficenza,  filantropia e volontariato (+3%), e togliere qualcosa ad arte e cultura (-2%) e anziani (-1%).   Tutto sommato un bel gruzzoletto, ribadisce la squadra di Toscani, se si conta che la nuova tassazione impone alle Fondazioni un aggravio di 800 mila euro.

Ci sono novità in vista anche per quanto riguarda il patrimonio immobiliare della Fondazione; la Soprintendenza ha liberato da un vincolo ultradecennale il convento di Santa Chiara sullo Stradono Farnese. Intorno alla struttura ci sono grandi progetti che vedono un coinvolgimento diretto della città; l’idea di Toscani è quella di istituire un concorso di idee pubblico per valorizzare il convento.

Il passo è cambiato è il leitmotiv, diversa è la visione con la quale si guarda al futuro nella consapevolezza di ciò che si  è ereditato.  Prossimo passaggio fondamentale,  entro la fine dell’anno, la irme per la vendita delle azioni Monte Parma. Come dire, un altro taglio con il passato.

CDA FONDAZIONE, TOSCANI: “ABBIAMO RIMESSO IN MOTO LA MACCHINA”

E’ stato un consiglio di amministrazione di ricognizione durato oltre tre ore. Il primo che ha visto riuniti in Fondazione il presidente Massimo Toscani e i suoi sette consiglieri freschi di nomina: Roberto Rovero, Domenico Battaglia, Cesare Betti, Giorgio Milani, Giovanni Calza, Franco Egalini e Carlo Ghisoni. “Abbiamo rimesso in moto la macchina – ha detto il presidente – in un clima sereno e disteso, quasi come fossimo tra amici”. Primo punto all’ordine del giorno la nomina dei due vice: Domenico Battaglia e Roberto Rovero nel ruolo di vicario come avevamo ventilato nei giorni scorsi. Una scelta quella dell’avvocato Rovero che conferma una delle parole d’ordine che deve caratterizzare la nuova Fondazione, la legalità e trasparenza. Nel corso della seduta sono stati attribuiti alcuni incarichi particolari in base alle attività dei consiglieri, seguendo le linee che Toscani aveva annunciato dopo la nomina dei consiglieri di amministrazione. Al consigliere Betti, per esempio, è stata attribuito l’incarico di analizzare la struttura della Fondazione partendo dal personale. Ogni consigliere in base all’incarico ricevuto, sarà chiamato a riferire nel corso del consiglio generale. All’attenzione del cda il tema fondamentale dell’esame della situazione patrimoniale dell’ente e la sua organizzazione. Il notaio Toscani aveva inserito nell’elenco delle priorità proprio questo: capire a quanto ammonta il patrimonio della Fondazione; anche se non era all’ordine del giorno si è presa in considerazione l’ipotesi di individuare un advisor , probabilmente attraverso un bando di gara, che guidi e consigli l’ente nelle scelte di investimento e nella gestione del patrimonio. “Abbiamo un bilancio da leggere e valutare attentamente – ha detto Toscani – in base a quello faremo le scelte migliori per la città, nelle prossime sedute valuteremo la situazione del portafoglio e della struttura”.  Confermata l’intenzione di riunire il cda una volta alla settimana per il primo mese “per lavorare seriamente e riprendere in mano la macchina” ha riferito il notaio. Prossimo appuntamento martedì 4 novembre.

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FONDAZIONE, LUNEDI’ PRIMA RIUNIONE DEL NUOVO CDA

Il presidente Toscani l’aveva annunciato il giorno della presentazione della sua squadra: per il primo mese il nuovo cda dovrà riunirsi una volta a settimana. E così è. Già lunedì 27 è fissata la prima riunione, la prima seduta di insediamento in cui oltre alle presentazioni tra i consiglieri, se mai ce ne fosse bisogno, si guarderà alla stesura di un programma da seguire per le prossime settimane. Toscani ha ribadito di voler impostare la sua presidenza su trasparenza, sobrietà e moderazione. Tra i primi impegni quello di quantificare il patrimonio dell’ente per chiarire alla città le somme di erogazioni disponibili. Prossimo passaggio formale sarà la nomina del vice presidente vicario. Indiscrezioni vedrebbero in pole position l’avvocato Roberto Rovero.

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FONDAZIONE, CDA SENZA SORPRESE. SI PARTE DAL TAGLIO DEI COMPENSI

La squadra definitiva l’ha annunciata il Presidente Toscani al termine della seduta di consiglio. Per la verità le indiscrezioni che si sono susseguite nei giorni scorsi si sono rivelate fondate, compreso l’ingresso del cardiochirurgo infantile Calza di cui avevamo riferito nei precedenti articoli. I membri del cda sono Domenico Battaglia di Vigevano nel ruolo di Vice presidente, ex notaio; Cesare Betti direttore di Confindustria scelto dal presidente Toscani le sua doti organizzative; Giovanni Calza, cardiochirurgo oggi in pensione del Gaslini di Genova, a cui il presidente si affiderà per il welfare e per le attività scientifica; Franco Egalini commercialista; Carlo Ghisoni dirigente d’azienda, responsabile del gruppo Chiesi Farmaceutici, esperto di finanza; Giorgio Milani scultore esperto d’arte; l’avvocato Roberto Rovero. Una squadra che Toscani ha sottoposto nella sua interezza al consiglio generale. Una cda approvato dal voto di tredici consiglieri, con l’astensione di undici. “Non mi preoccupo – ha commentato Toscani – siamo passati da sei voti contrari alle astensioni, quindi abbiamo cominciato un percorso insieme. Le astensioni sono state costruttive, il clima dell’assemblea è stato collaborativo e costruttivo”. E’ un presidente, nella sua prima uscita ufficiale, apparso decisamente rilassato, pronto alla battuta desideroso di voltare pagina. Alla domanda se sia stato difficile trovare una quadra nella squadra, risponde che i nomi erano quelli che aveva in mente fin dal luglio scorso, da quando cioè ha presentato la sua candidatura, smentendo così le voci delle ultime settimane che parlavano di pressioni per l’ingresso nel cda. Fino all’ultimo sembrava confermata la presenza di Stefano Pareti anche nell’attuale consiglio, poi sostituita da Giorgio Milani. Parole d’ordine del Presidente “sobrietà e moderazione nei comportamenti”; primo provvedimento la riduzione dei compensi: quello del presidente passa da 68mila euro lordi annui a 30mila, il compenso del vicedirettore vicario da 25mila a 13 mila, quello dei consiglieri da 20mila a 10 mila. Un risparmio annuale di 106mila euro.

FONDAZIONE E SENSO DI RESPONSABILITÀ. CDA QUASI AL COMPLETO

Mancano pochi giorni al consiglio generale della Fondazione del 20 ottobre e il presidente Toscani avrebbe, sul tavolo, ancora qualche nodo da sciogliere, in particolare la formazione del cda. La squadra che accompagnerà Massimo Toscani nella “nuova” Fondazione votata al “cambio di passo” come l’aveva definta lui stesso nel giorno dell’elezione, è il tema fondamentale. La formazione di una squadra coesa che punti esclusivamente all’interesse della collettività,  è il primo obiettivo perche non si ripeta cio’ che è accaduto pochi mesi tra l’ex presidente Scaravaggi e una parte del cda.

Stefano Pareti e il vigevanese  Renzo De Candia sarebbero sul punto di fare un passo indietro per senso di responsabilità,  come riporta il nuovo numero del settimanale Corriere Padano. Chi prenderà il loro posto? Ci sarebbero ancora alcune questioni da chiarire tanto che anche un altro nome (inizialmente dato per certo) potrebbe non entrare nel consiglio di amministrazione.  Sarebbe invece confermato il numero dei membri, dagli attuali sei a sette. C’è da immaginare che saranno ore frenetiche per il notaio Toscani alla ricerca di equilibrio e competenza per la nuova squadra.

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FONDAZIONE, I NODI DA SCIOGLIERE DEL PRESIDENTE TOSCANI

Manca una settimana al primo consiglio generale del nuovo presidente Massimo Toscani. Ci sarebbero però ancora alcuni nodo da sciogliere che riguardano soprattutto la composizione del cda. Il numero dei componenti dovrebbe passare da sei a sette, all’interno molte new entry e alcune riconferme come, pare, Stefano Pareti. L’altra quadra che il notaio deve trovare è quella del secondo vicepresidente che deve fare capo a Vigevano. Proprio i vigevanesi spingerebbero per la riconferma del rag. Renzo De Candia; secondo statuto però non sarebbe più candidabile perchè in carica 4 anni e già riconfermato una volta come recita l’art.11 al comma 2.

Una volta risolti questi nodi, il presidente Toscani sarà pronto ad affrontare il primo consiglio generale e ad affrontare i primi temi: taglio delle indennità a se stesso e ai consiglieri e attenta valutazione del patrimonio allo stato attuale.

 

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FONDAZIONE, CDA DI SETTE COMPONENTI?

Sono giorni di lavoro intenso quelli che separano il neo presidente della Fondazione Massimo Toscani dal prossimo consiglio generale fissato per il 20 ottobre. Nonostante le intenzione di lavorare in un clima collaborativo nell’interesse comune, la composizione del cda qualche fibrillazione inevitabilmente la porta. Sedersi nel consiglio di amministrazione pare un’ambizione di molti. Il notaio Toscani sta cercando una quadra che sembra vicina. Il numero dei componenti del cda da sei dovrebbe passare a sette, non otto come inizialmente si ventilava, questo probabilmente per garantire un ingresso in un primo momento escluso. Secondo i ben informati la squadra di Toscani sarebbe praticamente pronta, a parte qualche nodo da sciogliere; come quello di Stefano Pareti che, appoggiato dal consigliere Giorgio Milani, avrebbe l’ambizione di entrare a far parte anche del nuovo cda. Così come l’altro nodo che riguarda il rappresentante dei vigevanesi che vorrebbero riproporre De Candia. Confermata la volontà di tagliare in modo significativo i compensi di presidente e consiglieri di amministrazione.

Un rebus che il presidente Toscani ha ancora qualche giorno per risolvere prima di cominciare a lavorare per la “nuova” Fondazione.

 

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