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POLLEDRI: “PRIORITA’: UN UNICO BRAND PER PIACENZA”

L’obiettivo è arrivare a presentare la candidatura entro settembre, traguardo che suona già come una vittoria. Perchè Piacenza si possa candidare tra le città italiane a Capitale della Cultura per il 2020 occorre la collaborazione vera a fattiva di tutti i soggetti. L’esortazione arriva dal neo assessore Massimo Polledri che, sul tavolo del suo nuovo ufficio nel cuore di Palazzo Farnese, si è trovato questa importante pratica da portare a termine in pochissimo tempo. Con lui abbiamo fatto una riflessione anche sulle priorità di Piacenza in tema di cultura.

QUANDO L’ARTISTA SCEGLIE L’ESTERO PER PROFESSIONE. A TUTTO TONDO

Eleonora è una giovane artista piacentina, con una formazione completa nel campo delle arti dal vivo, che ha scelto l’estero per la sua professione. Semplicemente perchè là ci mette meno a trovare lavoro e le sue performances sono molto apprezzate. Ma c’è anche un altro motivo: all’estero c’è una mentalità differente rispetto all’Italia di considerare l’arte come una vera e propria professione, per questo equamente remunerata e riconosciuta. Insomma, là non ci si improvvisa.

La comunità La Luna Stellata ha compiuto 20 anni. Tante storie sono passate in quel luogo, storie di donne della loro tossicodipendenza e dei loro bambini. Oggi in tante ripercorrono a testa alta il loro passato. Raccontare queste esperienze è fondamentale perchè in ogni storia c’è un punto dal quale ricominciare, come nel blog 27ORA dove il condirettore del CorSera Barbara Stefanelli racconta la donne nella loro quotidianità.

Il proverbio recita: la pazienza è la virtù dei forti. Un’arte che deve essere coltivata nella vita di tutti i giorni e nella malattia. I tempi della malattia sono all’insegna della lentezza, per questo operatori sanitari e familiari devono imparare ad adattarsi. All’hospice di Piacenza questo accade ogni giorno.

PIACENZA E LA GESTIONE DELLA CULTURA. INTERVISTA AL SINDACO DOSI

Piacenza e la cultura, o meglio come l’amministrazione gestisce il patrimonio culturale e museale della città. Strategie, obiettivi, impegni, risultati. Ne abbiamo parlato con il sindaco Paolo Dosi partendo da tre pezzi unici: il tondo di Botticelli, l’Ecce Homo di Antonello da Messina e il Fegato Etrusco. Tre unici di pregio che la città possiede, e questo è già un grande passo avanti. Lo step successivo è la loro divulgazione, la loro promozione, che in termini pratici si traduce nella loro capitalizzazione, per fare di queste opere d’arte e della cultura, in generale, un volano per l’economia. Certamente non è facile, ne è consapevole anche il primo cittadino che ammette che “oggettivamente non si è mai riusciti a trovare una chiave di volta pur nella consapevolezza che sono eccellenze, ma manca l’omogeneità fra i tre, c’è poca analogia” E allora che fare? Si sono cercate altre modalità per la promozione e la valorizzazione di questi pezzi unici: per la Madonna col Bambino di Botticelli si è puntato sulla trasferta al museo di Tokyo, proprio in queste settimane stanno arrivando a Piacenza i turisti giapponesi che avevano visto il quadro al Bankamura Museum. Per il Fegato Etrusco si è puntato sul nuovo allestimento recentemente inaugurato, per l’Ecce Homo si è avviato il coordinamento con il Collegio Alberoni in concomitanza con l’Expo che, si spera, dia i suoi frutti. Certamente però si tratta di un percorso lungo. Riuscire a capitalizzare il patrimonio culturale significa trarne vantaggi economici e ricadute positive per la città intera. “E’ vero – risponde Dosi – ma non dobbiamo creare l’aspettativa di un rapporto causa effetto tra i costi di gestione e le entrate che arrivano dai biglietti”, riferendosi al grande divario che esiste tra i costi di gestione di Palazzo Farnese e gli ingressi. “L’unico museo in attivo, in rapporto al numero dei visitatori, sono i musei Vaticani. Altra cosa è utilizzare il patrimonio per attirare turisti il cui contributo in termini economici va nella prospettiva di portare, indirettamente, ricchezza al territorio”. Una lunga chiacchierata che ha toccato anche la galleria Ricci Oddi, sulla quale il sindaco ha le idee chiare: modificare lo statuto che risale al 1931 troppo rigido e poco chiaro e rendere la galleria pubblica. “E’ assurdo che il Comune sia l’unico sovventore di una struttura che non è pubblica. Dal 1931 è cambiato il mondo e la galleria è diventato un bene di natura pubblica.”

L’intervista completa nella prossima puntata di A Tutto Tondo 

Dosi

AMBIENTE E CULTURA, COSA DI BUONO SI E’ FATTO NEL 2014? IL BILANCIO “A TUTTO TONDO”

Ambiente e cultura, salute del corpo e salute dell’anima. Per la puntata di A Tutto Tondo che chiude il 2014, ci siamo concentrati su due tematiche che ci toccano da vicino, di cui abbiamo fortemente bisogno, ma che spesso si sottovalutano. Lo abbiamo fatto capovolgendo la prospettiva: cosa di buono si è fatto quest’anno? Non è stato facile perchè ad ogni pro corrispondono molteplici conto. L’ambiente è l’aria che respiriamo che ha riflessi immediati sulla salute; la cultura è il nutrimento dell’anima, essenziale in un momento di crisi di valori come quello attuale. A volte bistrattata, ai margini, ma fondamentale per la crescita di ognuno.  Per analizzare questi due aspetti abbiamo intervistato l’assessore comunale al Verde Luigi Rabuffi che, in questi anni ha lavorato seriamente dando una svolta al settore; tra le attività a cui tiene maggiormente il monitoraggio dell’ex Acna per avere, entro il settembre prossimo, una fotografia chiara dell’area per valutare eventuali rischi per la salute dei cittadini. Capitolo cultura: con Eugenio Gazzola, membro del consiglio di amministrazione della galleria Ricci Oddi, autore di numerose e prestigiose pubblicazioni in ambito artistico, ci siamo concentrati sugli aspetti concreti. Piacenza ha potenzialità? Certo ma vanno valorizzate con intelligenza e progettualità, altrimenti si resta al palo.


 

CDA FONDAZIONE, PROSSIMO STEP LA NOMINA DI UN ADVISOR

La macchina della Fondazione si è riaccesa dopo mesi di stallo. Ne sono una conferma la riunioni settimanali del cda che, per il primo mese, ha deciso di seguire un cronoprogramma preciso sul quale lavorare in base alle priorità. E in cima all’elenco c’è senz’altro la necessità di stabilire a quanto ammonta il patrimonio dell’ente all’insegna della trasparenza e del coinvolgimento che il presidente Toscani ha più volte citato come capisaldi del suo mandato. Nell’ultima seduta del consiglio di amministrazione, terminato in tarda serata, si sono esaminati i numerosi contenziosi che la Fondazione ha in essere a partire dalla causa con l’advisor di Prometeia per l’acquisto dello Swap Fresch Monte Paschi, ma anche le azioni di Banca Monte Parma oggi in possesso della Fondazione. Non a caso nel prossimo consiglio, fissato per giovedì prossimo, all’ordine del giorno verrà discussa la nomina di un advisor che guidi e consigli le scelte finanziarie dell’ente. Per questo, l’intenzione sembra quella di istituire un bando di gara per l’incarico.

L’impressione, e non solo, è che la Fondazione nell’ultimo anno abbia davvero subito un brusco stallo: sono un numero davvero consistente, si parla di oltre un centinaio, le domande di finanziamento arretrate presentate da enti e associazioni. Per questo si è stabilito di costituire tre commissioni che vaglieranno i progetti finora presentati su arte, cultura e ambito scientifico. Ognuna di questa è formata da cinque componenti: un presidente e quattro consiglieri, che Toscani nominerà a breve. La commissione scientifica verrà presieduta da Cesare Betti che terrà i rapporti con le università, quella del welfare dal professor Giovanni Calza da sempre impegnato nel sociale e quella della cultura da Giorgio Milani. Le richieste pervenute verranno esaminate, sottoposte al cda e una volta approvate potranno essere finanziate.