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BOTTI: “IL PD TORNI IN SINTONIA CON LA CITTA’ “

Paolo Botti, ex segretario PD, ex segretario Cgil, torna alla politica attiva dopo alcuni anni. Rientra nella rosa di nomi che la segreteria regionale sceglierà in vista delle politiche del 4 marzo. L’auspicio di Botti è che “il Partito Democratico torni in sintonia con la gente e che l’ambiente sia una delle priorità”.

DOMENICA SI TORNA AL VOTO PER ELEGGERE IL NUOVO SINDACO DI PIACENZA

Domenica 25 giugno i piacentini saranno nuovamente chiamati alle urne per il ballottaggio tra Patrizia Barbieri, sostenuta dalla coalizione di centrodestra (Lega Nord, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Prima Piacenza, Pensionati) e Paolo Rizzi sostenuto dalla coalizione di centrosinistra (Partito Democratico, Più Piacenza con Rizzi sindaco e La Piacenza del Futuro). Nessun apparentamento modificherà gli assetti iniziali rispetto al primo turno, quanto Barbieri ottenne il 34,78% e Rizzi il 26,20%.

I seggi resteranno aperti dalle 7 alle 23, dopodiché seguirà lo spoglio che decreterà il nuovo sindaco di Piacenza. Per restare aggiornati in tempo reale sull’andamento dello spoglio e raccogliere i commenti a caldo dei due candidati vi invitiamo a seguire la nostra diretta streaming, a partire dalle 22.30,  da Palazzo Marcanti con collegamenti in esterna, in collaborazione con PiacenzaSera, sul sito  0523tv.it e su Facebook alle pagine Zerocinque23 e Piacenzasera.it

Per votare, gli  elettori dovranno apporre una croce su uno dei due nomi sulla scheda elettorale, non dovranno scrivere preferenze e non c’è il voto disgiunto: nel caso di croce su un candidato a sindaco e di un’altra croce su una lista che sostiene l’altro contendente, prevale la x sul nome del candidato a sindaco.

Resta la grande incognita dell’affluenza: l’11 giugno al primo turno avevano votato il 56,39% degli aventi diritto. Per votare occorre al tessera elettorale e un documento di identità.

Cinque anni fa Paolo Dosi fu eletto sindaco di Piacenza con 23.710 voti pari al 57,77%, Andrea Paparo si fermò a 17331 pari al 42,23% dei consensi.

BARBIERI – RIZZI: IL FACCIA A FACCIA

Si sono confrontati su tematiche e impegni concreti partendo dal primo provvedimento che licenzieranno una volta eletti sindaco. Patrizia Barbieri e Paolo Rizzi hanno anche analizzato il dato dell’astensionismo che ha caratterizzato il primo turno che per Barbieri “deriva dalla forte delusione verso l’amministrazione uscente, che non ha sortito risposte ai cittadini che si sono sentiti abbandonati; per Rizzi “è un fenomeno non solo locale ma diffuso, ricordiamo che il voto municipale è la prima forma di democrazia. La differenza la fa il modello di città e il futuro”. Tra i temi affrontati sicurezza, cultura, politiche giovanili, politiche per la famiglia e diritti civili. Il video è visibile su Facebook alle pagine Zerocinque23 e PiacenzaSera.it

SU YOUTUBE TUTTE LE INTERVISTE E LE IMMAGINI DELLA MARATONA ELETTORALE

E’ stata una lunga maratona elettorale, dalla chiusura dei seggi fino all’alba. Insieme a PiacenzaSera.it abbiamo seguito lo spoglio per annunciare e mostrare in tempo reale i risultati relativi allo scrutinio delle 107 sezioni di Piacenza. Un grande sforzo giornalistico e tecnico, per oltre sei ore di diretta streaming. E’ possibile rivedere tutte le interviste dei protagonisti e i dati di questo primo turno di amministrative comunali su Facebook alla pagina Zerocinque23 e sul canale youtube 0523tv.it

COMUNALI, GIROMETTA: “PARTIRE DALLE COMPETENZE NON DAL CANDIDATO”

Da quando il suo nome è entrato nella lista dei papabili candidati sindaco per il centro destra ha sparigliato le carte, pur non essendo un politico di professione e pur avendo rivestito l’ultima carica politica negli anni 90. Lino Girometta, piacentino 55 anni, ingegnere, padre di due figli adolescenti, nel suo curriculum ha rivestito incarichi di rilievo a livello nazionale e locale: presidente di Aler Milano e di Sea aeroporti Milano, Amministratore delegato di Difesa Servizi spa, solo per citarne alcuni. Nel suo curriculum la politica riveste un ruolo marginale: consigliere provinciale di Alleanza Nazionale negli anni 90.

ELEZIONI, DOSI NON SCIOGLIE LA RISERVA: “DEVO TUTELARE LA GIUNTA”

La riserva se candidarsi o meno alle prossime elezioni non l’ha ancora sciolta. Lo ha fatto per tutelare e preservare l’operato della sua giunta che imploderebbe su se stessa. E’ stato proprio il sindaco Paolo Dosi a confermarlo nel corso del tradizionale momento di scambio di auguri con la stampa che di fatto è diventato un bilancio a pochi mesi dalla scadenza di mandato. Sono stati proprio la giunta con i suoi assessori al centro del lungo discorso del sindaco che orgogliosamente ha snocciolato quanto realizzato nonostante le ristrettezze economiche mai così forti come dal dopoguerra.

HA VINTO IL NON-VOTO. AFFLUENZA MAI COSI’ BASSA AL 36%

Il vero dato è 36,29%. Come ha scritto Ilvo Diamanti ieri su Repubblica gli emiliani, e anche i piacentini a quanto pare, hanno scelto il non-voto come voto. Un dato preoccupante che dovrebbe far riflettere la classe politica, forse troppo occupata a coniare slogan che a tastare il polso della gente. Anche in Emilia Romagna la tela rossa della cultura politica e del voto si è smagliata. Certo Stefano Bonaccini, candidato del PD, è il nuovo Presidente della Regione con il 48,03% ma dietro di lui il portacolori della Lega Nord Alan Fabbri con il 43,22% delle preferenze. Un risultato quest’ultimo in parte annunciato considerato il costante aumento del livello di gradimento del leader del Carroccio Matteo Salvini che ha impostato, di fatto, la campagna elettorale sulla sua figura. Venendo a Piacenza il candidato presidente di Lega e Fratelli d’Italia Alan Fabbri ha trionfato ottenendo il 47.09% delle preferenze; a seguire Stefano Bonaccini con il 37, 57% dei voti; terza Giulia Gibertoni del Movimento 5 Stelle al 9,96%. Per quanto riguarda gli eletti piacentini il PD ottiene due seggi premiando Paola Gazzolo (6003) e Gian Luigi Molinari (5820), la Lega un seggio assegnato a Matteo Rancan (4515) e uno a Fratelli d’Italia con Tommaso Foti (2222). Resta a bocca asciutta Forza Italia che sulle prima aveva sperato in Fabio Callori. Il PD è il primo partito in provincia (35,07%), ma anche qui è da segnalare l’exploit del Carroccio (28,20%).

ELEZIONI REGIONALI, ULTIMI GIORNI DI UNA CAMPAGNA “SCOPPIETTANTE”

Soni gli ultimi giorni di una campagna elettorale in vista del voto di domenica per l’elezione del presidente della Regione. Una campagna elettorale che, almeno a Piacenza, ha avuto toni decisamente scoppiettanti. Soprattutto per una parte politica, la sinistra e in particolare il Partito Democratico. Quattro i candidati al consiglio, tutti decisamente “forti”, nel senso che tutti hanno ottime carte da giocare e buone chance di entrare. Ma perchè complicarsi la vita, verrebbe da chiedersi, e non scegliere due candidati sicuri di fare ingresso in regione e gli altri due cosiddetti outsider? Invece no le due coppie, Molinari-Tarasconi da una parte e Gazzolo-Ghisoni dall’altra hanno dato il meglio di sè. Non sono mancate dichiarazioni pungenti, frecciatine, insomma hanno decisamente combattuto. Renziani della prima ora Katia Tarasconi e Gianluigi Molinari, ma anche l’ex sindaco di Podenzano Alessandro Ghisoni in coppia  con l’assessore uscente Paola Gazzolo, renziana dall’ultimo congresso. Favoriti? Indiscrezioni mettono in lista alla classica il segretario provinciale Molinari, ma ben piazzate sembrano anche le donne: Tarasconi godrebbe di maggior consenso soprattutto in città grazie al suo doppio mandato nelle vesti di assessore al Commercio, Gazzolo invece in provincia dove è particolarmente conosciuta e apprezzata nel ruolo di assessore regionale alla Protezione Civile e al Sottosuolo. Sembra dunque che si giocherà nel PD la partita più importante, chi può sperare potrebbe essere la Lega Nord forte dell’ascesa del segretario Matteo Salvini, l’unico leader che sta aumentando il consenso tra i cittadini. Candidati del Carroccio sono Matteo Rancan, Manuel Ghilardelli Loredana Bossi e Silvia Testa.

Per Forza Italia sono in lizza Fabio Callori, Wendalina Cesario, Federica Sgorbati, Andrea Pollastri.

Per Fratelli d’Italia invece si schierano Tommaso Foti, Edoarda Ghizzoni, Anna Gregori e Giancarlo Tagliaferri.

Per Sel Giuseppe Mori, Roberto Bassi, Alessandra Calì e Sara Dallabora, mentre il “Centro Democratico con Bonaccini” Fabrizio Faimali, Lara Devoti, Luigi Balordi e Corinna Alberti.  “Emilia Romagna civica”, sempre a sostegno di Bonaccini, candida Michela Bavaccini, Gabriella Meo, Fabrizio Falaguasta e Maurizio Molinari.

Il Movimento 5 Stelle, dopo una consultazione interna, candida nel nostro territorio Silvana Lucia Gnecchi, Roberta Buzzini, Roberto Accordino e Leonardo Vecchi, con candidata presidente Giulia Gibertoni.

Udc e Nuovo Centrodestra tentano la corsa solitaria con Alessandro Rondoni: nel piacentino i candidati sono Giulio Maserati, Laura Ruscio, Alessandro Lanzi e Mariangela Casali.

Cristina Quintavalla è il candidato presidente di “L’altra Emilia Romagna”, rappresentata a Piacenza e provincia da Emanuela Bruschini, Andrea Poggi, Stefania De Micheli e Basilio Riga.

 

MOVIMENTO 5 STELLE, ARRIVI E PARTENZE?

Il voto regionale del 23 novembre costituirà per alcune forze politiche la prova del nove quanto a tenuta. Non è una novità, ad esempio, il calo di gradimento verso il Movimento 5 Stelle testimoniato anche dai sondaggi nazionali nei confronti del leader Beppe Grillo, che si vede sorpassato da una Lega in rimonta grazie al segretario Matteo Salvini che, in pochi mesi, è l’unico ad avere visto crescere il livello di consenso personale da parte degli elettori. Anche nel M5S piacentino il periodo non è dei migliori. Indiscrezioni rivelano di mal di pancia da parte del consigliere comunale Andrea Gabbiani che starebbe valutando l’ipotesi di lasciare il movimento. Il diretto interessato ha preferito non pronunciarsi, come riporta l’ultimo numero del Corriere Padano, ma probabilmente dopo il 23 novembre, se il movimento uscisse pesantemente ridimensionato, potrebbe decidere per una rottura. Ma ci sono anche volti nuovi e insospettabili che nelle ultime settimane si sono avvicinati ai pentastellati; uno di questi è l’ex assessore delle giunta Guidotti Rosarita Mannina ma anche l’ex sindaco di Ferriere Bruno Ferrari. “Sono una cittadina libera – ha detto al Corriere Padano – non ho mai avuto tessere e credo che oggi sia il Movimento 5 Stelle il soggetto politico che meglio interpreta i sentimenti del popolo. I partiti classici hanno fallito la loro missione”. Bruno Ferrari, negli ultimi anni portacolori dell’Udc, guarda al Movimento con interesse e simpatia. E chi l’avrebbe mai detto?

mannina

REGIONALI, NEL PD DOMINA LA COMPONENTE FEMMINILE

Altro che scaldare i motori, la macchina elettorale del Pd sembra già sufficientemente riscaldata in vista delle elezioni regionali. I quattro democratici in lizza, Paola Gazzolo, Alessandro Ghisoni, Gianluigi Molinari e Katia Tarasconi, hanno tutti buone chances di entrare in consiglio, per questo la partita si fa dura a colpi di frizioni e di botta risposta, che nel Partito vengono smorzati definendoli “confronti interni sereni e costruttivi”. E’ palese che si siano formate due “squadre” tra i candidati: Gazzolo-Ghisoni da una parte e Molinari-Tarasconi dall’altra. Entrambe le coppie hanno inaugurato insieme i rispettivi point elettorali, si sono fatti fotografare insieme su manifesti e cartelloni. Ma le differenze ci sono; un pò per la corrente d’appartenenza, un pò per il meccanismo elettorale che prevede la scelta fino a due preferenze, con l’alternanza uomo donna. Proprio la componente femminile sembra particolarmente agguerrita e pronta ad affrontare la sfida per conquistare un posto in Regione. Per Paola Gazzolo sarebbe un ritorno, in quanto assessore uscente, per Katia Tarasconi, assessore comunale al secondo mandato, sarebbe un nuovo ingresso. Il terreno del vivace scambio di pareri è sul ruolo di Piacenza in Regione, quanto in questi anni ha avuto e quanto è stata valorizzata. Gazzolo porta i numeri a giustificare il fatto che in questi anni la Regione c’è sempre stata anche per Piacenza, Tarasconi invece auspica un cambio di passo di renziana memoria, più risorse per fare sentire Piacenza parte di una delle regioni più floride e non la “Cenerentola” a due passi da Milano. Tutto lascia pensare ad una scoppiettante campagna elettorale.

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