MISEROTTI: “IL GREEN PASS NON HA SIGNIFICATO SCIENTIFICO. ANDREBBE ABOLITO”

Un paradosso, uno strumento che non avrebbe giustificazione preventiva. Non ci gira intorno il dottor Giuseppe Miserotti, medico di medicina generale in pensione da qualche anno, “il green pass andrebbe abolito subito, perché non significato scientifico né preventivo, ma una chiara manovra politica per dividere i cittadini” ha scritto qualche giorno fa sul suo profilo Facebook.

Dopo la fase iniziale dell’esplosione del virus, nella quale anche la comunità scientifica ha navigato a vista, oggi si domanda su quali basi imporre il green pass piuttosto che puntare sulla terapia domiciliare precoce e sulla medicina territoriale. Ecco la sua intervista

MISEROTTI, ISDE, GUARITO DAL COVID 19: “IL VIRUS SI CURA A PARTIRE DALL’AMBIENTE”

Sono l’urbanizzazione senza controllo, la perdita della biodiversità, i cambiamenti climatici, in una parola, il rapporto con l’ambiente il nocciolo della questione relativo all’emergenza Covid 19, anche oggi a pochi giorni dalla Fase 2. Ne abbiamo parlato in questa intervista con il dottor Giuseppe Miserotti, presidente ISDE Emilia Romagna e membro della giunta esecutiva nazionale dei Medici per l’Ambiente Italia “il virus si cura a partire dall’ambiente, che dobbiamo ripensare nel senso più ampio del termine”. A proposito di cure per combattere il coronavirus, che il dottor Miserotti ha contratto all’inizio dell’epidemia: “penso che sia molto efficace la cura del plasma dei guariti, applicata con giudizio clinico e nella fase corretta della malattia, come sta facendo il dott. De Donno all’ospedale di Mantova. Ha un solo difetto, costa troppo poco e forse crea scarso interesse nelle lobby farmaceutiche”.

ASPETTATIVE DI VITA IN SALUTE IN CALO, COLPA ANCHE DELL’ARIA MALATA

Giuseppe Miserotti, medico di base, vice presidente nazionale nord Italia di Isde racconta a Di Profilo come la qualità dell’aria e l’inquinamento influiscono sulla salute. I dati di Eurostat rivelano che, dal 2004, le aspettative di vita in salute, siano drasticamente diminuite, di 9 anni per le donne e di 7 per gli uomini. In un contesto di questo tipo diventano determinanti le scelte politiche  e la sensibilizzazione dei cittadini. Un appello ai futuri amministratori “fate scelte coraggiose per la nostra salute”.

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PIACENZA TERRA DEI FUMI? NO GRAZIE

Sono oltre un centinaio gli studi che mettono in correlazione la salute alla presenza degli inceneritori sul territorio. Studi, tra l’altro, verificati ed attendibili. Uno di questi è quello sugli inceneritori del Veneto firmati dalla professoressa Zambon e dal collega Ricci che ha rilevato un aumento di sarcomi, ma anche lo studio di Coriano sui riferimenti geografici: in base alla collocazione dei termovalorizzatori si è registrato un aumento delle malattie autoimmuni e dei ricoveri. Lo stesso studio Moniter condotto dalla Regione Emilia Romagna, nonostante il limite di aver preso in esame solo 4 inceneritori, è sulla stessa linea dei precedenti mostrando un aumento dei nati prematuri, degli aborti spontanei e dei tumori al fegato. Abbiamo chiesto al dottor Giuseppe Miserotti, vice presidente Isde nord Italia, che strada deve seguire Piacenza perchè non diventi la terra dei fumi. 

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MISEROTTI, ISDE: “E’ SBAGLIATO DEMONIZZARE LA CARNE”

L’Organizzazione Mondiale della Sanità non ha usato troppi giri di parole: salsicce, hot dog, prosciutto e carni rosse trattate possono causare il cancro. Gli insaccati sono stati inseriti nella black list delle tabelle a rischio, al pari di fumo e amianto. Certo non si deve scadere in allarmismi ingiustificati, come ha specificato anche Coldiretti, anche se in casi come questi il limite è molto labile. Che il consumo di carne sia da limitare si sa, anche la stessa piramide alimentare alla base della dieta mediterranea, posiziona carne ed insaccati in cima alla piramide stessa. C’è da considerare anche il fatto che negli stati uniti le leggi sulla lavorazione delle carni sono molto più permissive rispetto all’Europa e ancora di più rispetto all’Italia dove i controlli sono maggiori; le carni molto lavorate, affumicate o sotto sale, già di per se stesse sono problematiche da un punto di vista del trattamento per cui è opportuno limitare al massimo il consumo. Tuttavia sarebbe sbagliato demonizzare la carne. Ecco la posizione del dottor Giuseppe Miserotti, referente Isde, medici per l’ambiente.

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LA STORIA DI GIULIA, UCCISA DUE VOLTE. A TUTTO TONDO

Un libro nel quale è racchiuso il bisogno di raccontare al mondo chi era Giulia, uccisa per mano del marito, e uccisa un’alta volta, dal processo, dalle istituzioni, dall’opinione pubblica. Giovanna Ferrari, la mamma di Giulia assassinata a 30 dal marito l’11 febbraio del 2009 in un paesino in provincia di Modena, ha bisogno di raccontare alle persone come sono andare le cose e di tornare un’altra volta a parlare di femminicidio, una piaga che non trova soluzione. Per questo ha scritto il libro Per non dargliela vinta. Non c’è nulla di passionale, dietro ad una storia di violenza psicologica o fisica che sia, non c’è amore dietro le minacce velate di un uomo che tiene in pugno la sua compagna.

L’inquinamento è un cancerogeno certo. A confermarlo è la IARC, l’agenzia internazionale per la ricerca sul cancro nella monografia numero 103. Il dottor Miserotti, referente dell’Isde, medici per l’ambiente, conferma che uno stile di vita sano certo aiuta a prevenire patologie gravi, ma spesso si insiste troppo sulla condotta personale del singolo cittadino, addossandogli un carico di responsabilità eccessivo. A proposito di inquinamento, continua la battaglia di comitati, cittadini e Legambiente contro il progetto del Carbonext. L’ultimo atto in ordine di tempo, è stato il sit-in sotto la Provincia e la consegna al presidente Rolleri di 5600 firme raccolte contro il progetto. Il pressing dei cittadini e dei comitati sulle istituzioni va avanti, nonostante le risposte tardino ad arrivare.

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SALUTE PUBBLICA E INTERESSI ECONOMICI, IL CASO CARBONEXT

E’ destinato a diventare un caso, se mai non lo sia già. Un caso nel quale si mischiano interessi economici alla salute dei cittadini che, a dire la verità, dovrebbe avere la priorità su qualsiasi cosa. Per il progetto presentato dal cementificio storico della Val d’Arda, Buzzi Unicem, pare proprio che la cittadinanza abbia sviluppato una notevole sensibilità, testimonianza ne sono la nascita dei comitati sorti spontaneamente e l’interesse intorno a questa tematica. Il progetto prevede la sostituzione di una parte del combustibile fossile tradizionalmente utilizzato con il Carbonext, un combustibile solido secondario derivato da rifiuti solidi urbani, proposta che sta preoccupando, non poco, cittadini, associazioni ambientaliste, titolari di aziende agricole e amministrazioni. Il comune di Lugagnano, portacolori centrodestra, ha portato avanti un iter improntato alla condivisione e alla trasparenza con i cittadini e associazioni ambientaliste, con la richiesta della Vis, la valutazione di impatto sulla salute, corredata da una petizione popolare di oltre 4 mila firme raccolte in tutta la Val d’Arda. “Un iter di trasparenza e chiarezza ci ha contraddistinto da subito – ha detto il sindaco Jonathan Papamarenghi – sena fare populismo non si può barattare la salute con qualunque altro interesse”.

La Vis in Italia non è obbligatoria, ma fortemente caldeggiata dalla Regione Emilia Romagna in attesa che diventi obbligatoria. Il progetto della Buzzi Unicem era stato presentato nel corso di due conferenza dei servizi e corredata da un cospicuo screening. Stando così le cose la decisione finale se concederla o meno spetterà all’ente Provincia.

Ad oggi l’unico strumento che l’amministrazione di Lugagnano possiede per la qualità dell’aria è una centralina posizionata una ventina di anni fa davanti alle scuole che rileva le polveri sottili, non la presenza di metalli pesanti, diossina o ceneri. Buzzi Unicem ha diramato una nota per tranquillizzare la popolazione sulla non pericolosità del Carbonext: “occorre evitare di diffondere falsi allarmi su “emissioni allarmanti” e/o con influenze negative sulla sanità pubblica. Anni di controlli e serie verifiche condotti sul territorio cuneese da ARPA e CNR su impianti che usano da tempo CSS, dimostrano che in Val d’Arda non si avrebbe alcun effetto nocivo per la salute – si legge. E ancora “– La combustione CSS, a temperature fino a 2000° con lunghi tempi di permanenza, non modifica le emissioni attuali e non produce ceneri”. Il comitato spontaneo Basta nocività in val d’arda, composto da circa 25 cittadini delle più svariate esperienze ed appartenenze politiche, chiede più chiarezza proprio in merito al progetto. Il dottor Giuseppe Miserotti, referente locale di Isde, società internazionale dei medici per l’ambiente, non ha mancato, fin dall’inizio di sottolineare l’importanza di ottenere un documento ufficiale come la Vis per valutare l’impatto che il css (Carbonext) avrebbe sulla salute nel tempo, come lo sviluppo di alcune patologie non solo tumorali.

 Il servizio completo con tutte le interviste raccolta nella prossima puntata di A Tutto Tondo 

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MEDICI PER L’AMBIENTE, INTERFACCIA TRA CITTADINI E ISTITUZIONI

Non c’è storia che tenga, la correlazione tra l’inquinamento atmosferico e gli effetti sulla salute a breve e lungo termine è strettissima, e per certi aspetti allarmante. Basti pensare che i bambini che nascono e crescono nelle zone dove l’aria è più malata, come la Pianura Padana, avranno i polmoni che cresceranno più lentamente e meno elastici. L’inquinamento causato da traffico veicolare e industriale è il più pericoloso per la salute, lo ha confermato il professor Paolo Crosignani, già Direttore del “Registro Tumori ed Epidemiologia Ambientale dell’Istituto Nazionale dei tumori di Milano. Risolvere il problema non è facile, anche perchè ci si scontra-incontra con la politica, sia sul piano amministrativo che nazionale. Il prof. Crosignani ha partecipato all’evento organizzato dalla neonata sezione piacentina ISDE, l’associazione dei Medici per l’Ambiente. A guidare il gruppo di questi 27 medici il dottor Giuseppe Miserotti da 11 anni membro di Isde a livello nazionale. Nella sezione piacentina ci sono medici, pediatri, fisici, chimici, veterinari e genetisti, oltre che studenti di medicina. Chiara e dichiarata la mission del gruppo: essere interfaccia tra cittadini, istituzioni e società sulle tematiche che riguardano la salute, il benessere e l’aria che respiriamo.

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INQUINAMENTO E SALUTE, A PIACENZA NASCONO I MEDICI PER L’AMBIENTE

L’aria che respiriamo e gli effetti sulla salute sono un binomio ormai imprescindibile. Su questo tema si confronteranno il prof. Paolo Crosignani, dell’Istituto Nazionali dei Tumori di Milano, e alcuni medici piacentini che fanno parte della sezione ISDE di Piacenza. L’incontro, aperto alla città, è sabato 14 febbraio alle 16 all’auditorium della Fondazione. Sarà l’occasione anche per presentare la nuova associazione dei Medici per l’Ambiente che nasce ufficialmente anche a Piacenza. Isde (International Society of Doctors for the Environment) opera nei campi di ambiente e salute, elementi che a Piacenza, per la sua posizione geografica e le reti viabilistiche, sono a stretto contatto. A guidare il nuovo team di medici sarà il dottor Giuseppe Miserotti, già Presidente dell’Ordine dei Medici.

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