LINEE PROGRAMMATICHE, CUGINI: “SE QUESTO E’ IL FUTURO, NON SIAMO MESSI BENE”

Da una parte c’è l’intenzione di attenersi alla contingenza, nessuna grande promessa non realmente fattibile; dall’altra si leva la voce dell’opposizione che invoca “se questo è il futuro non siamo messi bene”. E’ il gioco della parti, la politica lo insegna. Di mezzo però ci sono i prossimi 5 anni di sviluppo di Piacenza e dei piacentini. Queste le critiche avanzate dal capogruppo in consiglio comunale del PD, Stefano Cugini. 

LINEE PROGRAMMATICHE GIUNTA BARBIERI: “NESSUN GRANDE PROGETTO, MA CONCRETEZZA NELLE AZIONI”

Nessun grande progetto, ma concretezza, interventi precisi e mirati a migliorare la quotidianità dei cittadini. Volare basso all’insegna dell’essenziale perchè, si sa, i voli pindarici sono pericolosi. Si potrebbero riassumere così le tanto attese, per altro già in parte svelate, linee programmatiche di mandato dell’amministrazione Barbieri 2017-2022.

Qualcuno potrebbe però obiettare: a non pensare in grande non si cresce. Ma tant’è. Ecco le priorità: aumentare la sicurezza, diminuire il degrado e rimediare all’insoddisfacente condizioni di alcune strade e verde pubblico. Il futuro? “Non ci faremo sfuggire l’occasione – si legge nel documento – di completare, se avviati, o di iniziare, se nuovi, i progetti e gli interventi di ricucitura urbanistica e infrastrutturale della città, favorendo il recupero di quelle aree ancora dismesse, indispensabile allo sviluppo e all’innovazione del territorio”.

Sette i punti dettagliati nel corposo documento:

  1. Sicurezza dei cittadini e dei luoghi: con il rilancio del ruolo della polizia locale e il potenziamento del sistema di videosorveglianza.
  2. Welfare, salute e famiglia: saranno individuate soluzioni condivise con tutti i soggetti ed enti del territorio: un mix pubblico-privato. Nodo primario della linea programmatica sarà quello di tutelare le famiglie, in particolare le giovani coppie con figli. A fronte della scarsità di risorse, la tutela della comunità piacentina richiede, nell’accesso ai servizi e agli alloggi comunali, di attribuire la priorità ai cittadini secondo criteri di anzianità di residenza nel Comune. Si svilupperanno programmi di prevenzione attraverso la sensibilizzazione e informazione per contrastare, in particolare, i fenomeni di bullismo, violenza, pedofilia e abuso di sostanze alcoliche e stupefacenti. Saranno messe in campo tutte le possibili opzioni per limitare e ridurre l’impatto sul territorio delle problematiche connesse all’immigrazione.
  3. Impresa, competitività, turismo: particolare attenzione al tema della logistica con l’insediamento di nuove imprese, la rivitalizzazione del centro storico e la costituzione del brand Piacenza.
  4. Territorio, mobilità, ambiente, rigenerazione urbana: recupero delle aree dismesse, utilizzo delle aree militari. “E’ necessario rivedere il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) per promuovere, accanto al trasporto pubblico locale, altre forme di mobilità innovativa e pulita quali il car-pooling, il car-sharing ed il bike sharing. La Zona a Traffico Limitato va rivista sia nella sua dimensione sia nella sua estensione temporale.E’ necessario prevedere, oltre a parcheggi a pagamento, ampie zone a sosta gratuita. La salvaguardia dell’ambiente e il potenziamento dell’utilizzo di energie non dannose sono fondamentali per un sano sviluppo della città. Le azioni saranno mirate a contrastare l’inquinamento e a migliorare la qualità dell’aria, alla lotta al degrado, alla promozione di campagne di sensibilizzazione ed educazione ambientale, al potenziamento della raccolta differenziata ed al controllo sulla depurazione delle acque”.
  5. Cultura, giovani, sport: intensificare i rapporti con la Diocesi, la Curia Vescovile e l’associazionismo cattolico. Progetti per la promozione della piacentinità e la costituzione del tavolo dei giovani.
  6. Frazioni, quartieri e periferie: “Si darà voce ai residenti delle zone in cui si segnalano molteplici problemi: dall’ambiente alla viabilità, dal trasporto pubblico ai servizi di assistenza alla persona”.
  7. Città più veloce, trasparente, vicino al cittadino: saranno valorizzate e sviluppate le diverse forme di partecipazione tra cui la “cittadinanza attiva”, Verrà istituito il “baratto amministrativo”, nelle modalità consentite dalla legge.

MOLINARI: “VOLTIAMO PAGINA TUTTI INSIEME”

Di seguito le linee programmatiche del candidato Giuseppino Molinari. Anche per il presidente della Ricci Oddi è importante una svolta, un cambiamento rispetto al passato; fondamentale puntare sui giovani e sullo sviluppo del territorio. E propone una vision di futuro per la “ri-Fondazione”.

Di seguito la nota integrale

La mia candidatura e LA PROPOSTA che mi permetto sottoporre al Consiglio Generale sono finalizzati a mettere in campo un progetto che non vuole contrapporsi ad altre candidature né creare dannose spaccature, ma che intende arricchire il quadro d’insieme e consentire al Consiglio Generale una valutazione e una scelta più aperta e consapevole.

Una candidatura spontanea, totalmente libera da vincoli o condizionamenti e non subordinata ad accordi, patteggiamenti e interessi di parte e quindi tale da assicurare un profilo di garanzia. Le considerazioni che seguono sono il frutto di una esperienza di vita e di lavoro vissuta nel mondo universitario e nella sua complessa gestione sia economico-finanziaria che gestionale e organizzativa, a Piacenza e in altre importanti realtà del Paese (Università Cattolica di Milano-Roma-Piacenza-Brescia, Università degli Studi di Padova, Politecnico di Milano, Università degli Studi di Pavia), nella scuola e nella Galleria Ricci Oddi (pertanto nei primi tre settori rilevanti per la Fondazione) e con particolare sensibilità al sociale (i restanti due settori rilevanti) e mi consentono di ritenere bello e possibile mettere esperienze e professionalità al servizio della comunità, cercando di migliorare l’esistente, con grande umiltà, ma anche con la necessaria determinazione.
“Voltiamo pagina tutti insieme”
Non è uno slogan né un programma, ma un metodo di lavoro
Non si tratta infatti di perpetuare una analisi e un giudizio solo critico sul passato, perchè insistere su ulteriori discussioni rischia di fomentare una conflittualità con ripercussioni molto negative di credibilità e di immagine della Fondazione e di diventare un esercizio improduttivo e sterile quanto alla vita della Fondazione. Soffermarsi solo o troppo sul passato è un segno di decadentismo. Il nostro dovere è di guardare al futuro e di ripartire con passione ed entusiasmo per lo sviluppo della Fondazione
Voltare pagina non significa ignorare o ripudiare il passato e il presente, che devono essere visti da chi ha responsabilità nella Fondazione con rispetto per le cose positive realizzate, trasformando invece gli errori in opportunità per le scelte future
Il nostro segno distintivo dovrà esprimere: la positività, l’unità e l’unitarietà, il senso e l’orgoglio di appartenenza, l’orgoglio di essere chiamati a svolgere un servizio positivo e utile al territorio (Piacenza e Vigevano)

“il futuro è nelle nostre mani”
Ciascuno ricopre un ruolo di responsabilità nella Fondazione
Le responsabilità sono diverse e chiaramente definite dallo Statuto cui, in attesa di eventuali modifiche, occorre richiamarsi con rispetto e coerenza
Sulla base delle esperienze recenti, probabilmente occorre una riflessione “comune e condivisa” sulla definizione dei ruoli, delle competenze e delle responsabilità sulla base delle parole contenute nello Statuto
Ciò sarà possibile se ciascuno saprà far prevalere gli interessi della Fondazione e non quelli, ipotetici ma sempre in agguato, di gruppi contrapposti, schieramenti basati su logiche di potere, di interessi personali, di alleanze trasversali e improprie frutto di intrecci di pressione o di esercizio del potere come proprietà privata
I veri e unici portatori di interesse per la Fondazione sono le persone dei territori di Piacenza e Vigevano
Il futuro della Fondazione non teme errori o difficoltà se alla base dei nostri comportamenti prevale lo spirito di servizio nei confronti della Fondazione e dunque della Società

“vision per la ri-Fondazione”
la Fondazione è patrimonio di tutti e deve essere finalizzata al bene comune, in particolare –senza escludere gli altri settori rilevanti- al sostegno delle persone e delle famiglie deboli, che vivono situazioni drammatiche di povertà, di isolamento, di sofferenza e delle associazioni e istituzioni che lavorano per alleviare il disagio vissuto
La Fondazione non è fine a se stessa e le persone che la rappresentano devono sentire su di sé il carico di questa missione, come finalità primaria e prioritaria. Fatte queste doverose premesse fondative, cercherò di tracciare qualche proposta sulle linee programmatiche che si rivolgono sia a Piacenza che a Vigevano, anche se ritengo che il programma più articolato dovrà essere elaborato dal Presidente sulla base delle indicazioni che verranno espresse dai Consiglieri (del Consiglio generale e del Consiglio di amministrazione) e quindi sottoposto come proposta all’approvazione degli Organi competenti.

Obiettivi strategici

1. rispetto rigoroso dell’art. 7 e seguenti (Titolo II) in merito ai criteri dettati per la conservazione del valore, l’amministrazione, la gestione e gli investimenti del patrimonio – l’economicità della gestione – la destinazione del proprio reddito
2. investimenti: per quanto riguarda gli immobili, mi propongo di partire da una analisi e una valutazione della situazione attuale alla luce del dettato statutario, in particolare dell’art. 7, comma 4. La definizione delle strategie future per una gestione oculata dei beni immobili dovrà tenere conto innanzitutto delle finalità, delle priorità e dei vincoli dettati dall’art. 7, commi 1 e 2 dello Statuto, ma anche delle priorità che il Consiglio deciderà di scegliere sulla destinazione del patrimonio e sull’impiego del reddito
3. gestione finanziaria: il principio basilare su cui fondare le scelte della Fondazione sarà la tutela e la conservazione del patrimonio (-di cui va fatta una verifica rigorosa e professionale sulla reale consistenza-), attraverso una oculata e prudente gestione degli investimenti finanziari, alla ricerca di rendimenti il più elevati possibile -al fine di ottenere un reddito che consenta erogazioni elevate-, ma riducendo al minimo i rischi connessi
4. erogazioni: le erogazioni dovranno rispettare i criteri e le modalità che il Consiglio generale vorrà approvare nell’individuazione e nella selezione dei progetti presentati, possibilmente evitando le erogazioni a pioggia, ma privilegiando quelle rivolte direttamente alle istituzioni aventi quegli specifici scopi, onde evitare dispersione delle sia pur scarse risorse. Nel rispetto dell’art. 3 dello Statuto e tenuto conto sia della rilevante riduzione delle risorse disponibili sia della situazione generale del Paese che si rispecchia anche nei territori di Piacenza e Vigevano, mi impegno a sottoporre al Consiglio generale la proposta di privilegiare, nella destinazione del reddito, il welfare nelle sue varie articolazioni con particolare attenzione ai settori più deboli e bisognosi: povertà, anziani, bambini, famiglie. Essi costituiscono l’anello debole della catena, troppo spesso sono emarginati e a tutte queste tipologie va riservata una solidarietà concreta e non ideologica e una attenzione vigile e capace di riconoscere e intercettare le criticità vissute e i veri bisogni sociali
5. conseguentemente si dovrà effettuare una valutazione delle priorità dei settori ammessi e dei settori rilevanti, sulla base delle disponibilità esistenti, avendo presente che il sostegno dei settori deve essere orientato allo sviluppo del territorio (art. 7, comma 2). Questo principio deve saper coniugare le priorità di cui al precedente punto 4 con il sostegno degli altri settori rilevanti: istruzione, ricerca, cultura, con una impostazione che favorisca e incentivi obiettivi comuni e sinergici, privilegiando le eccellenze e i progetti strategici e innovativi per il rilancio del territorio
6. In questa ottica potrà essere valutata, accanto alle finalità e agli obiettivi di cui ai punti 4 e 5, la possibilità di incentivare e sostenere iniziative strutturali (start up, avvio di nuove attività) che garantiscano nuovo lavoro a giovani, disoccupati, famiglie in difficoltà
7. razionalizzazione dei rapporti con gli Enti e le Istituzioni pubbliche locali, attraverso piano e modalità di erogazioni condivisi sulla base delle priorità concordate e secondo il principio della sussidiarietà Al fine di garantire la realizzazione degli obiettivi strategici una particolare attenzione va dedicata agli aspetti metodologici e organizzativi, che ritengo possano essere impostati secondo i seguenti punti di attenzione

obiettivi di metodo

8. definizione “condivisa” delle responsabilità della Governance, in modo da evitare duplicazioni, sovrapposizioni, scarico di responsabilità con conseguente inefficienza nella catena decisionale. Sulla base di queste linee e nel rispetto di questi criteri verrà fatta la scelta del componenti il Consiglio di amministrazione, che dovrà essere costituito prevalentemente da personalità eminenti e di alto profilo, che rispecchi tutte le istanze e rispetti tutti gli orientamenti mediante una composizione integrata e aperta a tutti)
9. riflessione e conseguente emanazione di poche ma chiare regole e indicazioni fondative su indirizzo, procedure, controlli, soprattutto con riferimento alle materie sensibili: investimenti ed erogazioni
10. valorizzazione degli Organi, attraverso una filosofia improntata al coinvolgimento nelle scelte, alla partecipazione, alla responsabilizzazione
11. revisione dell’assetto organizzativo, che deve essere snello e corto, con attribuzione chiara delle responsabilità in relazione agli obiettivi assegnati e ai risultati che devono essere valutati con indicatori misurabili e il più possibile oggettivi
12. messa in cantiere del processo di elaborazione delle proposte da sottoporre agli organi: input interni e/o esterni, elaborazione di proposte, preparazione degli argomenti da mettere in discussione, attraverso un processo maieutico e di coinvolgimento che eviti il rischio dell’improvvisazione
13. revisione dello Statuto, che risale alla prima metà degli anni 2000 e che, sulla base dell’esperienza, richiede qualche opportuna integrazione o modifica
14. elaborazione di un Codice etico che, anche se da solo non risolve i problemi che possono insorgere dal comportamento dei singoli, deve diventare un punto di riferimento e di impegno comportamentale
15. valutazione circa l’istituzione di Commissioni istruttorie e/o Gruppi di lavoro consultivi sui principali argomenti e temi di gestione
16. garanzia di trasparenza e di partecipazione, pur nella salvaguardia dell’autonomia programmatica e decisionale degli Organi della Fondazione, sia nella definizione delle strategie sia nelle modalità di gestione sia nelle scelte che riguardano gli investimenti e le erogazioni. Dovrà quindi essere programmato un percorso di ascolto e confronto dei singoli, delle Istituzioni locali e religiose e delle organizzazioni sociali, imprenditoriali, sindacali, culturali, il cui apporto propositivo costituirà un contributo importante per il momento decisionale finale che compete responsabilmente alla Fondazione.

Le riflessioni di cui sopra costituiscono una presentazione sintetica che non vuole prevaricare le competenze del Consiglio generale e del Consiglio di amministrazione, ai quali compete la definizione delle linee strategiche e di indirizzo generale. A seguito dell’auspicata approvazione di queste indicazioni generali, verranno poi declinati in maniera più analitica e dettagliata i singoli punti.
Se la presente proposta verrà condivisa, mi impegno a un comportamento coerente con questa impostazione (perseguire il bene comune come un buon padre di famiglia senza intenti o metodi speculativi), con la necessaria flessibilità nel metodo ma con altrettanto rigore nella salvaguardia dei valori etici e dei principi fondanti.
Il metodo di lavoro e di relazione saranno improntate al dialogo e all’ascolto, pur garantendo le necessarie assunzioni di responsabilità per una conduzione efficace della Fondazione, in uno sforzo permanente di sintesi, di mediazione e di coordinamento. In questa ottica mi sembra opportuno dedicare una iniziale e adeguata attenzione agli amici che rappresentano il territorio di Vigevano e alle esigenze del loro territorio sia a livello di investimenti che di erogazione.
Il successo della Fondazione passa attraverso la coesione e l’unitarietà delle scelte e dei comportamenti, lo slancio e l’entusiasmo che ciascuno saprà trasmettere agli altri e che consentirà a tutta la squadra di superare qualsiasi divergenza e contrapposizione attraverso un rapporto sereno e leale, improntato all’ascolto e al dialogo costante. Mi permetto soltanto di chiedere a ciascuno di saper spersonalizzare le proprie singole e legittime visioni in una armonica composizione di finalità e di risultati per diventare vera comunità di intenti e di persone: solo così credo che si potrà recuperare la credibilità e l’immagine della Fondazione nei confronti dei nostri principali interlocutori e ridare slancio a una Istituzione storica e fondamentale per il sostegno e lo sviluppo della vita sociale di Piacenza e Vigevano.