FIAMMETTA BORSELLINO: “LA LEGALITA’ NON E’ UNA PAROLA ASTRATTA”

“La lotta alla mafia parte proprio dai più giovani più predisposti a sentire quel profumo di libertà che si contrappone al puzzo del compromesso e della complicità”. Sono le parole del giudice Paolo Borsellino che non mancava di andare nelle scuole a parre di lotta alla mafia. Parole che oggi sono le stella polare anche per la figlia Fiammetta, che attraverso l’Italia in lungo e in largo per incontrare i ragazzi. Al liceo Gioia ha incontrato gli studenti di quinta, accompagnati dalla preside e dalla presidente di Verso Itaca Carla Chiappini.

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CONFISCATI BENI 2.0: CITTADINI MONITORANTI

Oltre al capannone di Calendasco che dallo scorso maggio appartiene al comune, in provincia di Piacenza ci sono altri beni confiscati alla mafia: un’intera lottizzazione ad Alseno, un appartamento a Piacenza e uno a Cortemaggiore.
Come si agisce? Come si fa a monitorare le pratiche di riutilizzo nella massima trasparenza?
Libera ha lanciato Confiscati Beni 2.0 uno strumento che permette di diventare cittadini monitoranti.

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CHINNICI “HO FATTO IL MAGISTRATO SUL MODELLO DI MIO PADRE”

Decidere di fare il magistrato, per lei, è stato naturale, una evoluzione della crescita e del modello che, fin da bambina grazie al padre, ha fatto suo. A parlare ad una interessata platea di studenti dell’Università Cattolica per il ciclo Let’s Book, è Caterina Chinnici, figlia di Rocco, giudice palermitano ucciso dalla mafia il 29 luglio del 1983. Inventore del pool antimafia, il giudice Chinnici è stato soprattutto un padre presente, affettuoso, ma sempre discreto. E’ così lieve il tuo bacio sulla fronte, scritto dalla figlia Caterina, parte proprio da qui.

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ESTORSIONE E USURA, COSI’ SI MANIFESTA LA MAFIA A PIACENZA

Neppure il nostro territorio è immune dalle infiltrazioni mafiose. La conferma è arrivata dal Rapporto 2014 per una Emilia Romagna senza mafia presentato da Salvatore Calleri presidente della Fondazione Antonino Caponnetto. Piacenza e la sua provincia non sono un’isola felice, anzi la posizione geografica e la ricchezza del territorio le rendono terreni fertili per le infiltrazioni mafiose.

La Provincia di Piacenza – si legge nel rapporto – è diventata importante crocevia per i narcotrafficanti italiani e stranieri. Hanno assunto livelli preoccupanti anche le problematiche connesse allo sfruttamento della prostituzione, all’immigrazione clandestina e alla riduzione in schiavitù. Rilevante è la presenza della criminalità organizzata soprattutto calabrese ma anche cosa nostra. Un sodalizio preoccupante che si manifesta soprattutto in attività estorsive e usurarie ai danni delle imprese. Come si manifesta tutto questo? Chi si sente sottomesso alla criminalità organizzata è indotto ad effettuare false fatturazioni, creando operazioni commerciali inesistenti diventando di fatto complici dei criminali. I settori in cui le mafie riescono meglio ad infiltrarsi sono l’edilizia pubblica e privata e le acquisizioni immobiliari e commerciali.

rapporto mafia2usura