TRESPIDI: “SULLA PERTITE LA GIUNTA PASSI DALLE PAROLE AI FATTI”

E’ ora che sul nuovo ospedale e sulla Pertite l’amministrazione passi dagli intenti alla fase operativa, anche perchè il tempo stringe. A parlare è il capogruppo di Liberi Massimo Trespidi a poche settimane dal voto in consiglio che ha stralciato il protocollo con il Demanio del febbraio 2017 in cui si indicavano come area per il nuovo ospedale Pertite ed ex caserma Lusignani. ll ragionamento di Trespidi, che ha votato a favore dello stralcio, è che non sarà un nuovo immobile ad aumentare la qualità dei servizi ma semmai il capitale umano. Fermo restando che l’ospedale alla Pertite non si può fare per tre ragioni di natura urbanistica, viabilistica e ambientale.

TRESPIDI:”LA NUOVA GIUNTA STA NAVIGANDO A VISTA”

Sta per suonare il campanello dell’ultimo giro: come a dire Si agisca ora oppure attendere può diventare un alibi. La pensa così Massimo Trespidi, capogruppo in consiglio comunale del gruppo Liberi, nel commentare i primi provvedimenti amministrativi della nuova giunta.

TRESPIDI: “AUSPICO UN’AMMINISTRAZIONE AUTONOMA DAI POTERI FORTI”. LIBERI DIVENTA UN LABORATORIO POLITICO CULTURALE

Lo abbiamo incontrato a scuola, quasi al termine degli orali della maturità, dove da metà giugno è stato commissario interno per due classi quinte. A quindici giorni dal ballottaggio e ad una settimana dal primo consiglio comunale con l’insediamento della nuova amministrazione, Massimo Trespidi spiega il futuro di Liberi, il movimento su cui ha fondato la candidatura a primo cittadino, gli sviluppi e le attese di cui il movimento, oggi divenuta ufficialmente associazione civica amministrativa politico culturale, sarà protagonista. Per la nuova amministrazione un auspicio “sia autonoma dai poteri forti”.

BALLOTTAGGIO: MASSIMO TRESPIDI SARA’ L’AGO DELLA BILANCIA

Si apre il capitolo apparentamenti in vista del secondo turno: il più determinante è Massimo Trespidi, per l’interessante bacino di voti che ha lo ha portato a conquistare il 13,8% con le sue due liste civiche (Massimo Trespidi Sindaco e I Giovani con Trespidi). Ora la scelta sarà esclusivamente politica. Intervistato da Paola Pinotti nella lunga maratona elettorale che abbiamo seguito su 0523tv.it e sulla pagina Facebook Zerocinque23,  insieme ai colleghi di PiacenzaSera.it , Massimo Trespidi ha commentato il risultato raggiunto dalle sue liste siamo partiti due mesi fa da zero e abbiamo raccolto il 13,5%, il risultato delle liste conferma “siamo il secondo partito della città dopo il Pd e a testa a testa con la Lega, pur essendo, al nostra avventura, partita due mesi fa. Sull’ipotesi di apparentamento “sono molto scettico su apparentamenti e alleanze, il nostro slogan è “Liberi” e il criterio di scelta sarà questo, anche i voti saranno liberi”.
L’INTERVISTA COMPLETA SU https://www.facebook.com/zerocinque23/

BARBIERI-TRESPIDI, DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA?

Lei ha scelto la passeggiata per le vie della città, dalla stazione al centro, lui il cuore di Piacenza del sabato pomeriggio all’ora dell’aperitivo. Patrizia Barbieri e Massimo Trespidi, per certi aspetti possono sembrare l’altra faccia della stessa medaglia, quella di un centro destra obiettivamente diviso, se non altro sulla scelta del candidato. Dopo tribolazioni non da poco Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia, sono arrivati ad individuare l’avvocato Barbieri come candidata alla poltrona di primo cittadino. Eppure nella passeggiata con partenza dai giardini margherita, a sostegno dell’ex sindaco di Castelvetro, c’era il centro destra al gran completo: gli ex colleghi della giunta provinciale, proprio quella guidata da Trespidi, Sergio Bursi, Paolo Passoni, Maurizio Parma, l’ex capo di gabinetto Domenico Bergonzi, la Lega Nord locale e regionale Massimo Polledri, Matteo Rancan, Pietro Pisani, Stefano Cavalli, Forza Italia con Jonathan Papamarenghi, Fabio Callori, Antonio Agogliati, Tommaso Foti di Fratelli d’Italia.

Il giorno dopo è toccato a Massimo Trespidi accolto in piazza Cavalli, proprio sotto palazzo mercanti, da circa 300 persone. Pochi per la verità i volti della politica piacentina, molti quelli delle gente comune e degli studenti del professore del Colombini. L’appuntamento era per il Trespritz, parafrasando il noto cocktail, che Trespidi ha offerto ai presenti. Tutto avrebbe lasciato presagire l’annuncio della corsa per le comunali, in realtà rimandato di qualche settimana.

AMMINISTRATIVE COMUNALI, FORZA ITALIA DIETROFRONT SU TRESPIDI

L’intenzione iniziale era quella di presentarsi uniti, con un unico candidato, alle prossime amministrative. Nelle ultime ore però, in casa centrodestra, sta accadendo un pò di tutto. Mai come ora il condizionale è d’obbligo, anche se sembrava tutto pressoché deciso; se da una parte il sondaggio commissionato a Euromedia Research darebbe per favorita Patrizia Barbieri tra i sei nomi proposti dal centrodestra, Luigi Cavanna, Paolo Mancioppi, Fabio Callori, Lino Girometta e Massimo Trespidi, sarebbe proprio su quest’ultimo che Forza Italia avrebbe tolto il veto inizialmente posto. Erano ben due gli esponenti che nutrivano dubbi sulla candidatura di Trespidi: il coordinatore provinciale Jonathan Papamarenghi e quello di Massimo Palmizio coordinatore regionale di Forza Italia. In una nota di Anna Borsarelli, vice coordinatrice regionale, Forza Italia torna clamorosamente indietro sulle sue posizioni scrivendo che  “A dispetto di quanto dicono i giornali sono stati male informati le trattative su Piacenza non sono chiuse e Forza Italia tra Trespidi e Barbieri sceglie Trespidi. La questione è sul tavolo del Presidente Berlusconi”. Addirittura Berlusconi, segno che la questione è scottante, forse più per logiche di partito che altro. Un dietrofront quanto mai inaspettato forse anche per lo stesso Trespidi che, alla luce del risultato del sondaggio, sembrava stesse lavorando ad una lista autonoma, quindi fuori dalla coalizione di centrodestra, pur di partecipare alla competizione elettorale. Sarebbe lui il nome che in un eventuale ballottaggio potrebbe competere con più chances con il candidato del Pd Paolo Rizzi. Sta di fatto che la situazione resta molto ingarbugliata e l’immagine che ne esce non è certamente quella di una coalizione unita.

 

LA GRANDE ZOLLA E’ PRONTA AD INCANTARE EXPO

Il taglio del nastro è stato un successo. Un successo in termini di pubblico e di entusiasmo. Piazzetta Piacenza con la sua Grande Zolla si è presentata al mondo. Lo ha fatto a due giorni dall’avvio di Expo, seguita da più di trecento persone, tra istituzioni, famiglie e piacentini curiosi di vedere cosa si cela dentro il simbolo di Piacenza e di visitare i padiglioni tra il Cardo e il Decumano. Alla presenza del ministro Maurizio Martina, ormai presenza consueta nel piacentino, dell’amministratore delegato Giuseppe Sala, del presidente di Expo Diana Bracco, del sottosegretario Paola De Micheli, del sindaco Paolo Dosi, del presidente della Provincia Francesco Rolleri e dell’ex Massimo Trespidi, Piacenza si prepara alla sfida di Expo. L’auspicio è davvero che questa Terra di Valori possa conquistare e incuriosire i visitatori che, alcuni più distrattamente altri più attentamente passeggiano sul Cardo. Il tema è nobile; citiamo le parole di Umberto Veronesi, ex ministro della Salute, comparse sulla stampa nazionale: nè la celebrazione della cultura italiana, nè i milioni di biglietti già venduti e neppure il fascino dei padiglioni, basteranno infatti a far passare alla storia l’esposizione italiana se su un tema impegnativo quale è “Nutrire il pianeta”, non riusciremo a trasmettere un lascito morale. Come sradicare la fame e la malnutrizione che colpisce ancora 800 milioni di persone; come riequilibrare l’ingiustizia alimentare che fa sì che a questi affamati da una parte del mondo, corrisponda, dall’altra parte, un numero persino superiore di persone che soffrono e muoiono per eccesso di cibo; come utilizzare in modo equi e sostenibile le risorse che la terra ci mette a disposizione. 

piazzetta piacenza3piazzetta piacenza4piazzetta piacenza1

VALLISA: “SONO ANDATO ALL’INFERNO E SONO TORNATO” IL RACCONTO DELLA LIBERAZIONE A TUTTO TONDO

“Andare all’inferno e poi tornare ti fa scoprire aspetti nuovi della vita a cui prima non badavi”. Sono le parole di Marco Vallisa, ostaggio per quattro mesi in mano a rapitori senza scrupoli in Libia dove stava lavorando. Oggi, a due mesi dalla sua liberazione, Vallisa sta meglio, torna a parlare della sua esperienza con parole che fanno riflettere e mettono in discussione, ancor più in queste settimane tra la strage di Parigi e il rilascio di Greta e Vanessa, le due cooperanti italiane rapite in Siria. Eviterebbe banali strumentalizzazioni e andrebbe alla radice del problema, business e interessi economici.

Che fine ha fatto il tesoretto da 7 milioni di euro che aveva lasciato l’ex Presidente della Provincia Trespidi? E’ servito a non cadere sotto i colpi della Legge di Stabilità, ha dato, cioè, una boccata d’ossigeno agli amministratori della nuova Provincia che dovranno dare allo Stato 15 milioni di euro. E i cittadini chi li sente, le buche nelle strade, le scuole da sistemare? La riforma delle province fa acqua da tutte le parti e agli amministratori non resta che raschiare il fondo del barile.

Una frase che ha nettamente spiazzato il Vaticano. L’ultima dichiarazione di Papa Francesco che suona come un’esortazione rivolta ai cristiani che “non si riproducano come conigli” ha fatto il giro del mondo. Dietro alla semplicità di queste parole, sta il concetto di maternità e paternità responsabile. Abbiamo chiesto un commento a Don Giancarlo Conte, storico parroco della parrocchia di San Giuseppe Operaio

CALZA, PROVINCIA: “STIAMO RASCHIANDO IL FONDO DEL BARILE”

Che fine hanno fatto i 7 milioni di euro di tesoretto che l’ex Presidente della Provincia Trespidi aveva destinato all’ente piacentino? Si trattava certamente di un bel gruzzoletto, in parte destinato al trasporto pubblico, in parte ai collegamenti stradali sulle principali arterie provinciali. Niente di tutto questo. Sono serviti all’attuale amministrazione a non soccombere pesantemente ai colpi della Legge di Stabilità del Governo centrale. La legge tanto odiata dagli amministratori locali che ha costretto, soprattutto le province in vista del loro ridimensionamento, a decurtare i bilanci. A Piacenza è toccato un taglio da 15 milioni di euro. Quei 7 milioni di euro cautamente accantonati sono andati nelle casse dello Stato. E quale sorte toccherà alla nuova provincia di Piacenza, una delle più virtuose d’Italia dal punto di vista del bilancio? A rimetterci sono quei settori che richiedono più spese vive come edilizia scolastica e viabilità, dove cioè, se c’è da mettere in sicurezza il tetto di una scuola o una strada, occorre spendere denaro. Con 1100 chilometri di trade provinciali di gestire, la situazione non è facile, anzi diventa complicatissimo anche mettere una pezza sulle buche dei principali assi viabilistici. “Stiamo raschiando il fondo del barile – ha detto la vicepresidente della Provincia, con delega alla viabilità, Patrizia Calza – stiamo facendo qualsiasi cosa per eliminare gli sprechi.  Noi amministratori siamo prima di tutto cittadini e sindaci, quindi capiamo benissimo quello che la gente sta passando, risentiamo dei disagi che tutti stanno vivendo. Siamo preoccupati perchè, dal Governo, non arrivano quelle risposte che ci aspettavamo”

Il servizio con le interviste nella prossima puntata di A Tutto Tondo 

CALZA

NUOVA PROVINCIA, SUL MODELLO DELL’UNIONE DEI COMUNI

Comunque la si pensi è una svolta. Fin da subito l’immagine che esce della nuova Provincia, quella della riforma a metà, quella eletta dagli amministratori e non più dal popolo, è decisamente diversa. “Due epoche diverse di un’unica storia – il presidente uscente Massimo Trespidi ha definito così il nuovo assetto  – una storia che continua affidata a buone mani di chi vive la responsabilità di amministrare il territorio ogni giorno”. Nel giorno del passaggio di consegne tra Massimo Trespidi e Francesco Rolleri, sancito da una stretta di mano nella sala che fino a ieri è stata dedicata alle riunioni di giunta, si respira aria di novità condita da parecchia incertezza. A partire da quei settori che rimarranno di competenza della provincia (sembra viabilità, edilizia scolastica e ambiente) e quelli che passeranno alle regioni. Ora Presidente, consiglio e assemblea dei sindaci eletti dovranno lavorare al nuovo statuto. Dalle prime parole di Rolleri nella vesti di presidente, anche la prospettiva sembra cambiata. “Vorrei uscire dal concetto di maggioranza e minoranza – ha detto – mi piacerebbe non sentire più parlare di opposizione. La nuova provincia deve prendere quelle che c’è di buono dell’esperienza dell’Unione”. Una sorta di indicazione al modo di lavorare, votato al fare squadra, maggiore flessibilità. Il presidente della Provincia dovrà continuare ad esercitare il ruolo di sindaco nel suo comune, così come il collegio dei 10 a cui verranno affidate deleghe precise, così come i consiglieri eletti. Nessuno percepirà compenso dalla nuova attività. Se il nuovo assetto piace al neo presidente, più critica è Patrizia Calza, consigliere eletto con 8214 voti ponderati:”Ritorno in Provincia con emozione – ha detto – sono stata consigliere, poi assessore e oggi sono vivrò direttamente questa trasformazione, ma la riforma non mi piace, anche se mi adeguo. Ha aspetti che non sono condivisibili – prosegue – ad esempio sugli aspetti viabilistici ci saranno difficoltà a prendere scelte che mettano tutti d’accordo. Viene chiesto un impegno in più, ma i sindaci devono continuare a lavorare così come gli assessori dei piccoli comuni, togliendo tempo alla propria occupazione. Sarà un impegno particolarmente gravoso. C’è il rischio che la nuova Provincia acquisti sempre più una connotazione tecnica a scapito di quella politica? “E’ il modello organizzativo quello che conta – ha spiegato Rolleri – occorre costruire obiettivi con i tecnici e realizzarli. Se siamo bravi nella fase di impostazione, si può fare tutto. Bisogna ragionare seguendo il modello aziendale”. Parte così l’avventura della Provincia di secondo livello, un soggetto ancora ibrido, che rischia di essere troppo tecnico e poco politico.

I consiglieri eletti sono Luca Quintavalla (10523 voti), Patrizia Calza (8214), Paolo Dosi (7662), Massimo Castelli (7062), Stefano Perrucci (5308), Alessandro Piva (3889), Filippo Bertolini (5007), Sergio Bursi (4824), Gloria Zanardi (4595), Paola Galvani (4046).

PROV. NUOVA