GABBIANI: “SONO UN BATTITORE LIBERO NON UNO YES MAN”

E’ Andrea Gabbiani il nuovo ospite di #Diprofilo. In primo piano la questione del nuovo ospedale che infiamma i dibattiti delle ultime settimane, in vista del consiglio comunale di lunedì 25 giugno in cui si deciderà se stralciare l’ipotesi Pertite. “E’ davvero necessario?” si domanda Gabbiani che si definisce “un battitore libero non uno yes man” fortemente critico nei confronti del Movimento 5 Stelle.

PERTITE: L’S.O.S. DI LEGAMBIENTE

“S.O.S. Parco Pertite. Cosa resterà del parco se ci costruiranno l’ospedale?” E’ la domanda che campeggia sui cartelloni in alcune zone della città che portano la firma di Legambiente Piacenza e del Comitato Pertite Bosco in Città. Perché questi sono i giorni a ridosso della seduta di consiglio comunale del 25 giugno in cui verrà deciso se stralciare o meno l’area della Pertite come luogo dove far sorgere il nuovo ospedale. Per focalizzare l’attenzione dei piacentini su questo tema, il Comitato ha organizzato per il 23 giugno “La marcia dei passeggini”aperta alla città per gridare ancora una volta no all’ospedale nell’area di via Emilia Pavese.

E’ un tema che divide fortemente: i cittadini e la politica, la stessa che dovrà decidere sul futuro di quest’area. I partiti si sono espressi: qualcuno a favore del parco, altri possibilisti. Sta di fatto che quest’area porta con sé una storia che è significativo ricordare: dal concerto di Battiato nel 1982, alla nascita del comitato nel 2009 lo stesso che raccolse 12 mila firme pro parco, dall’abbraccio del 2010 a cui parteciparono in 2500, al referendum del 2011 dove in 30 mila votarono per mantenere l’area verde. Poi nel 2017, in consiglio comunale, la variante a verde pubblico attrezzato dell’area; poche settimane fa la nascita di un nuovo comitato a favore dell’ospedale nella Pertite.

Una storia densa di avvenimenti, in cui i cittadini sono stati fortemente coinvolti, come lo sono ancora oggi; alcuni convinti che nei 280 mila metri quadrati possa coabitare anche il nuovo ospedale, altri fermi esattamente sul contrario. L’attenzione è alta, l’interesse monta, perché intorno a questa decisione si intrecciano questioni come credibilità, coerenza e interesse comune.

NUOVO OSPEDALE: DECIDA LA POLITICA, IN FRETTA

E’ un botta e risposta tra comitati ormai da qualche giorno. Al centro c’è l’ex Pertite che potrebbe ospitare il nuovo ospedale. La partita relativa alla nuova struttura che dovrebbe sostituire l’attuale Polichirurgico si gioca su due fronti: quello amministrativo, ovvero confermare o meno la volontà politica di lavorare per il nuovo ospedale accaparrandosi quei 100 milioni di euro messi a disposizione della Regione, e quello sulla collocazione. Due fronti che si intrecciano fortemente, quasi che il primo dipenda dal secondo. Ad ingarbugliare ancora di più la situazione è la nascita di un nuovo comitato a favore dell’ospedale nuovo all’interno del parco della Pertite. Un gruppo molto nutrito, i cui promotori sono per lo più professionisti del campo sanitario. Gli stessi che sette anni si erano espressi favorevolmente per la Pertite a parco. Una contraddizione? No, è la risposta. Anzi “per tanti concittadini la realizzazione del polo sanitario in quella locazione consentirà di passare dai sogni alla realtà di un parco non solo sognato”.

Dall’altra parte il comitato Partite Bosco in città fa leva proprio sulla volontà popolare del referendum del 2011, e sul fatto che l’ospedale in quel luogo eliminerebbe l’unico polmone verde in città. E’ qui che si scatena la guerra dei numeri: secondo il comitato a favore l’area dell’ospedale andrebbe a occupare lo spazio attualmente occupato da piste, aree cortilizie, edifici di 114 mila metri quadrati; dati ben diversi quelli del comitato pro parco che riducono l’area attualmente edificata a circa 35 mila quadrati.

Che fare a questo punto? Occorre che la politica prenda una decisione, seria e nel bene della comunità considerando molteplici variabili che finiranno comunque per scontentare qualcuno.

PERTITE A PARCO: OGGI TUTTO E’ IN DISCUSSIONE

Nel 2011 in 30 mila si erano espressi, attraverso un referendum, perché diventasse un parco. Nel 2017 il consiglio comunale ha approvato la destinazione a parco nel piano regolatore. L’oggetto del contendere, di questa vicenda che si sta ingarbugliando sempre di più, è l’area della Pertite, che negli ultimi tempi pare catalizzare l’attenzione per il nuovo ospedale. Certo non da parte del comitato di cittadini Pertite Bosco in città che da anni si battono perché l’area possa ospitare un parco.

PERTITE A VERDE PUBBLICO, IL COMITATO: “OTTIMO RISULTATO MA NON CI FERMIAMO”

Canta vittoria il comitato parco Pertite – Bosco in città dopo il voto favorevole del consiglio comunale che ha modificato da verde attrezzato (possibilità di costruire fino al 70% impianti sportivi) a verde pubblico (parco) la destinazione d’uso dell’area. Il comitato ringrazia quei 15 consiglieri che, in modo trasversale maggioranza e opposizione, hanno votato perchè fosse recepita, negli atti comunali, quella volontà che, partita dagli studenti della scuola media Calvino è diventata patrimonio dell’intera collettività piacentina. Un ottimo risultato per il comitato, che si aspettava però un voto unanime da parte del consiglio che in realtà non c’è stato, si presentano nuovi ostacoli. Tra questi “che l’area della Pertite, ultimo polmone verde di vaste dimensioni – si legge in una nota – possa essere utilizzato per la costruzione di un nuovo ospedale. Nuovo nosocomio che è diventato improvvisamente una priorità senza che siano stati oculatamente valutati gli aspetti economici, la località, l’utilizzo di quello che verrà dismesso e, soluzioni logisticamente alternative che non creino ulteriore cementificazione di suolo (nel caso della Pertite), aumento di problemi viari e quindi nuovo inquinamento. Ci sentiamo di dire che il Verde e quindi i Parchi sono necessari anche per mitigare questo fenomeno che attanaglia la Pianura Padana e che quindi il prevenire l’insorgere di malattie, ricoveri e morti è molto più importante che curare quando i fenomeni si sono manifestati. Auspichiamo, ma non sappiamo se questa amministrazione si adopererà ancora per trovare una soluzione al trasferimento della pista carri anche in attesa che termini la bonifica dell’area da parte della difesa, oppure se il tutto sarà demandato alla prossima amministrazione”. Il lavoro del comitato di certo non si ferma ora. 

PERTITE, ECCO IL PROGETTO PER IL NUOVO PARCO

Un primo tassello, di quella che sarà la città dei prossimi anni, è stato posto; la Pertite diventerà un parco pubblico attrezzato. Certo non è stato un percorso né facile né immediato. Nel nuovo psc, l’area di 270 mila metri quadrati tra via Emilia Pavese e via I Maggio sarà un parco. Un progetto esiste già, dal 2009 ad opera degli studenti della scuola Calvino che il comitato Parco Pertite approva in toto. In particolare verrebbe mantenuto lo stato di fatto degli edifici e il recupero di gran parte di essi perchè diventino a portata di cittadini, luoghi di condivisione, storia e cultura. Nell’intento del progetto dei giovani studenti c’è una forte propensione a non cancellare la vocazione di Piacenza come città militare, proprio per mostrare quello la città è stata dalla cittadella fino ai nostri giorni. 

AREE MILITARI DAL DEMANIO AI COMUNI. E ADESSO?

Caserma Nino Bixio, Lusignani, Nicolai, ex arsenale militare, ex 3° Centro automobilistico, ex ospedale militare, ex Pertite. Sette immobili di proprietà statale che da oggi passano al comune di Piacenza. Insieme al Ministero della Difesa incomincia un percorso di valorizzazione e razionalizzazione su immobili che porteranno, si spera, benefici alla città. Questo in poche parole il succo dell’accordo firmato dal Sottosegretario Giocchino Alfano, dal direttore del Demanio Roberto Reggi dal sindaco di Piacenza, ma anche dai primi cittadini di Padova, Trieste e Torino, le tre città coinvolte nel piano di razionalizzazione. La domanda a questo punto è: e adesso? Gli obiettivi sono chiari, forse il modo per raggiungerli un pò meno. Restituire alla città le aree militari è prerogativa di tutte le amministrazioni, il come è cosa complicata. La palla insomma ora nelle mani degli enti locali. Un punto di partenza? Secondo il Direttore del Demanio Roberto Reggi, per certi aspetti è un traguardo. In caso di alienazione dei compendi immobiliari di proprietà dello stato, sarà assegnata al Comune di Piacenza una quota non inferiore al 5 per cento e non superiore al 15 per cento del ricavato attribuibile alla rivendita sul mercato dei beni valorizzati se questo avverrà nell’arco di 12 mesi. Per valorizzare, rendere fruibili spazi che rischiano di diventare buchi neri nelle città, ci vuole progettualità soprattutto investitori, il comune da solo non può farcela. Altrimenti i beni rischiano di diventare un problema.

 

PERTITE A PARCO, E I TEMPI DELLA BONIFICA?

La partita sulle aree militari ha subito davvero una brusca accelerazione; i viaggi a Roma alla Difesa e al Demanio dall’ex sindaco Reggi si fanno sempre più frequenti, e ultimamente il primo cittadino Dosi e l’assessore Bisotti sono tornati a casa con buone notizie per la città. Ma il nodo sta nei tempi d’acquisizione e sull’utilizzo futuro da parte della città che il comune ha chiesto alla Difesa. In 3/4 anni i militari si ritireranno tra Arsenale, Macra Staveco, Scalo Pontieri e Artale; il Comune punta su ex Ospedale militare, Laboratorio Pontieri dove trovare il museo dell’agricoltura e l’ex Pertite. In cima alle priorità pare esserci proprio lei, quest’immensa area verde che una larga parte cittadini vorrebbe rimanesse tale. Ma un altro nodo pare essere la bonifica di quest’area. L’assessore Bisotti ha dichiarato al Corriere Padano che “ci vorrà ancora un congruo numero di mesi”. Il Comitato Parco Pertite ha accolto con esultanza l’annuncio: “vediamo avvicinarsi sempre più la realizzazione del parco – ha spiegato Maria Pia Romano referente del Comitato – dal prossimo incontro a Roma speriamo nella formalizzazione della cessione dell’area”. E a chi sperava in un parco verde  più in centro? “La Pertite rappresenta l’ultima area in città – risponde Romano al Corriere Padano – non possiamo non salvarla. Certo, ben vengano altre aree verdi in città, una cosa non esclude l’altra”.

 

CITTA’ CHE CAMBIA, CHE RUOLO PER PERTITE E PIANO CARICATORE?

Il futuro sviluppo di Piacenza di cui abbiamo parlato nel servizio dedicato al psc (piano strutturale comunale) si lega a doppio filo con il discorso legato alle aree militari. Questa volta è ufficiale l’ok del Ministero della Difesa a dismettere tutta l’area del Piano Caricatore e a liberare una fetta della macro area Pertite. Come riporta l’articolo sull’ultimo numero del Corriere Padano il piano Caricatore è un’area strategica perchè  si colloca in un punto di soglia in cui si toccano la radiale d’ingresso alla città, il fascio de binari ferroviari, l’anello dei bastioni ed è baricentrica rispetto all’autostrada e alla tangenziale sud. Per l’area della Pertite invece siamo solo all’inizio: i 26 mila metri quadrati pronti ad essere destinati a verde sono solo un piccola parte del tutto, quei 276mila metri quadrati che il comitato sorto ad hoc e i circa 30 mila piacentini che si erano espressi con il referendum vorrebbero a parco pubblico. Per conciliare e tenere conto di ogni esigenza, a breve si riunirà il Tavolo Tecnico sulle dismissioni a cui siederanno amministratori e militari per una discussione, si spera costruttiva, sulla partita aree militari.

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