SINDACATI-GIUNTA: E’ L’ORA DELLA PACE

Pace armata? Niente di tutto questo, almeno secondo quanto hanno dichiarato le parti. La parti in questione sono il sindaco Barbieri e i sindacati confederali Cgil Cils e Uil che hanno firmato un protocollo sulle relazioni sindacali.

Una firma che arriva dopo settimane non proprio distese nei rapporti tra le parti, uno scambio di battute a dire poco vivace che aveva infastidito il sindaco tanto da organizzare una conferenza stampa ad hoc e che oggi sembra tornato sulla giusta via all’insegna del confronto.

PIACENZA CAPITALE DELLA CULTURA: E’ NATO IL COMITATO PROMOTORE

Amministrazione comunale, Curia, Fondazione di Piacenza e Vigevano, Camera di Commercio sono i componenti del Comitato Promotore per la candidatura di Piacenza a Capitale della Cultura 2020. A sottoscrivere l’accordo, approvato dalla Giunta nei giorni scorsi, e in vigore sino al completamento delle procedure previste dal bando ministeriale, il sindaco Patrizia Barbieri, il vescovo monsignor Gianni Ambrosio, il presidente della
Fondazione, Massimo Toscani e, per l’ente camerale, il consigliere Raffaele Chiappa in rappresentanza del presidente Parietti. Prende così il via l’iter di affidamento dell’incarico per la redazione del dossier di presentazione del territorio, sancendo l’impegno
congiunto delle istituzioni nel predisporre la documentazione necessaria, nel
curarne la promozione e nel coinvolgere tutte le realtà locali interessate.

Il dossier dovrà essere consegnato entro il 15 settembre, ma già nei prossimi
giorni si terrà l’incontro tra istituzioni e associazioni per la designazione di un
Comitato organizzatore, nonché per mettere a punto e focalizzare i tanti
progetti che il territorio può esprimere. “Siamo chiamati a uno sforzo corale –
hanno rimarcato stamani i presenti – nel quale la città per prima deve
credere. In queste settimane si è lavorato molto per la raccolta dei materiali
da inserire nel dossier, che sarà sottoposto al vaglio di un’apposita
commissione da cui scaturirà, successivamente, la short-list delle dieci città
finaliste. A quel punto si aprirà la seconda fase, relativa all’approfondimento
delle proposte, degli aspetti organizzativi, del calendario di eventi e del
quadro economico. E’ una sfida che affronteremo insieme, istituzioni e
associazioni, con il massimo impegno”.

“Questo Protocollo – sottolinea il sindaco Patrizia Barbieri – è il frutto di un
lavoro di squadra per il quale ringrazio tutti i soggetti coinvolti, in particolare
monsignor Ambrosio, che per primo ha avuto, in questa fase così delicata, un
ruolo strategico nel valutare l’importanza di un’unità di intenti per la qualità
del progetto”. Sul tema è intervenuto anche l’assessore alla Cultura, Massimo Polledri, il
quale ha ribadito come in questa fase stiano pervenendo numerose proposte:
“Penso ad esempio – ha affermato – al contributo e all’impegno della Banca
di Piacenza, i cui progetti culturali non solo sono importanti per il contenuto,
ma poggiano su una solida copertura finanziaria che ne garantisce la
realizzabilità”. Infine Polledri ha aggiunto che il Protocollo ha già suscitato
l’interesse di altre realtà, quali Genova e Alessandria.

ZILOCCHI, CGIL: “REGOLE CERTE PER FAR PARTIRE LA LOGISTICA PIACENTINA”

Ripartire dalle regole per riportare legalità, per non associare alla logistica quell’immagine logora legata allo sfruttamento dei facchini e alla manodopera a basso costo e svalutata. Oggi quando si parla di logistica, stringi stringi, questa è l’immagine che appare davanti agli occhi dei più. Il comune, insieme ai sindacati e alle imprese, ha rinnovato il protocollo sottoscritto nel 2012 che per varie ragioni, normative prima di tutte, aveva subito una battuta d’arresto. Dall’incontro tra comuni sindacati ed enti sono emerse la necessità e la volontà di costituire un gruppo tecnico di lavoro che rielabori i approfondisca i contenuti, una mappatura degli appalti e l’attenzione sull’evoluzione delle relazioni sindacali dei poli logistici piacentini.

SCUOLA OIL&GAS PER IL RILANCIO DI CORTEMAGGIORE

Sarà una scuola di alta formazione quella nata dalla firma del protocollo tra Piacenza Oli&Gas School e Ecu, Eni Corporate University. Si tratta di un progetto territoriale e di valorizzazione del settore attraverso la realizzazione di iniziative finalizzate alla formazione di figure professionali altamente qualificate. Eni, confindustria e Pogam uniscono forze e competenza per dare lustro al sito storico di Cortemaggiore. Una scuola per cui si è spesa fin dall’inizio anche il sottosegretario all’Economia Paola De Micheli che l’ha definita un luogo dove potranno confluire esperienze formative da tutta Italia, una grande occasione di rilancio per Cortemaggiore. La formazione avverrà proprio nel sito magiostrino, in quelle stanze che un tempo ospitarono proprio l’ufficio di Enrico Mattei.

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PROFUGHI, SINDACI CONTRO

Una soluzione al problema profughi sembra praticamente impossibile. Un tentativo è stato fatto con il protocollo che avrebbe dovuto, nell’intento dei sindaci che l’hanno presentato, mettere i singoli comuni al centro della questione. Ma non è bastato. Certo su una cosa i sindaci sono d’accordo ovvero la mala gestione del problema a livello centrale. Lo Stato insomma sembra il nemico numero uno. Bene, ma le modalità di difesa da questo sistema che non funziona, non si trovano. Non si riesce a trovare una quadra, e quindi la prefettura continuerà ad andare avanti in autonomia contattando i privati. In sostanza, tutti si lamentano ma non è cambiato nulla rispetto a prima. Un secco no al protocollo è stato ribadito dai sindaci di San Giorgio, Lugagnano, Cadeo, Nibbiano, Besenzone, Pianello, Morfasso, Alseno, Borgonovo, Cortemaggiore, Ziano, Caorso e Castel san giovanni, dove il sindaco Fontana è disposta a restituire la fascia da primo cittadino nel caso le venga imposto dall’alto di ospitare i profughi. “Apprezzo la moderazione e l’equilibrio del protocollo – ha detto Lucia Fontana – ma la mia posizione e quella della comunità che rappresento è un no senza se e senza ma. Rifiuto l’iconografia della sindaco chiamato ad eseguire ordini imposti dall’alto. Io non ci sto. Se mi venisse imposto di ospitare profughi mi vedrei costretta a restituire la fascia”. Sulla stessa linea anche il sindaco di Caorso Roberta Battaglia: “il mio comune non può ospitare profughi, è già abbastanza martoriato dalla presenza dei rom. Se arrivassero, informerei i cittadini che questa è una decisione calata dall’alto,  dopodichè saranno liberi fare le proprie manifestazioni. Demagogia? Assolutamente no – risponde Battaglia – noi dobbiamo far fronte ai problemi effettivi del territorio”. Favorevoli al protocollo che impegni la Prefettura ad una migliore gestione dei profughi i sindaci di Fiorenzuola, Bettola, Agazzano, Calendasco, Caminata, Podenzano, Monticelli, Travo, Vernasca, Gragnano e Rottofreno. “Ritengo che sia meglio affrontare l’emergenza prima che arrivi sul territorio – ha detto Raffaela Veneziani sindaco di Rottofreno – temo che i sindaci contrari si troveranno ad affrontare l’emergenza già esplosa”. “Ogni decisione è rispettabile – ha detto il primo cittadino di Gragnano Patrizia Calza – ma nonostante alcuni sindaci dicano no la legge consente al Governo e ella Prefettura di far arrivare ugualmente profughi sul territorio. Credo che queste di posizione siano troppo demagogiche e che non rispondano alla realtà”.

 

“PROFUGHI, I SINDACI AL CENTRO DELLE DECISIONI”

I sindaci siano al centro della questione profughi. E’ l’essenza del protocollo che verrà sottoposto alla prefettura elaborato dopo oltre due ore di confronto tra i primi cittadini, moderati dal Presidente della Provincia Rolleri. La proposta di redigere un patto tra i sindaci è arrivata dal primo cittadino di Rottofreno Raffaele Veneziani e predisposto dai sindaci dell’unione della bassa Val Trebbia e Val Luretta. Il protocollo che verrà discusso la prossima settimana, punta a evitare soluzioni imposte dall’alto precisando che è sbagliato parlare di emergenza ma piuttosto di un fenomeno demografico storico , di un vero e proprio esodo di una parte del popolo africano che continuerà nel tempo e quindi , non si può far finta di nulla. Il patto è necessario proprio per aiutare a gestire la situazione. “Tutta la comunità è chiamata a risolvere la situazione – ha detto il sindaco di Bettola Sandro Busca – non si può lasciare alla prefettura questa responsabilità.  In campo scendano anche chiesa curia e volontariato”. “Non possiamo permettere alla prefettura di decidere – ha rincarato Ghillani sindaco di Gossolengo – Il rischio e di avere tante Caratta in ogni comune”. Il primo cittadino di San Giorgio Giancarlo Tagliaferri ha fatto un gesto significativo; ha annodato la fascia tricolore che non indosserà nelle cerimonie pubbliche  fino a quando non riceverà risposte chiare dalla prefettura.

Da più parti è arrivata l’esigenza di impostare un chiaro progetto educativo per i profughi che arrivano sul nostro territorio. Da parte di coloro che si candidano ad ospitarli è necessario un percorso che impegni gli stranieri in attività favore della comunità come è accaduto a Ponte dell’Olio, per favorire una pacifica convivenza con i cittadini. Poi un appello ai parlamentari del governo perchè venga in qualche modo modificata la politica nazionale sull’immigrazione, per molti apastti deficitaria. Il sospetto è quello che dietro ai bandi per la disponibilità dei luoghi di accoglienza si crei un business pericoloso.