SANT’ANTONINO NEL SEGNO DELLA CONDIVISIONE E DELLA FRATERNITA’

E’ stata una celebrazione sobria pur nella sua solennità. Una tradizione che, pur essendo tale, ha in sé sempre un elemento di novità. Novità nel messaggio che si intende lanciare tra la gente, chi più chi meno attirata dalla grandiosità basilica nel suo giorno di festa. Una imponenza leggera quella della basilica di Sant’Antonino che anche quest’anno, ha rinnovato, nei gesti e nei simboli, il senso di forte appartenenza alla comunità. L’Antonino d’Oro all’avvocato sottosegretario pontificio Linda Ghisoni che ha commentato: “Dedico il premio a tutte le donne per una maternità feconda”.

ANTONINO D’ORO A MONS. CORBELLINI: “GRAZIE ALLE PERSONE CHE MI HANNO CRESCIUTO”

Un riconoscimento che va alla terra e alle persone che lo hanno allevato e che lo hanno cresciuto nel cammino di fede e di uomo di chiesa. L’Antonino d’oro a Mons. Giorgio Corbellini, Presidente dell’Ufficio del Lavoro della Santa Sede, ha questo significato, un tributo all’impegno costante che i canonici del Capitolo hanno deciso di conferire ad un alto prelato piacentino, originario di Viserano di Travo, che da oltre 35 anni svolge il servizio a Roma in Vaticano. La consegna ufficiale è avvenuta al termine della santa messa all’interno della basilica di Sant’Antonino, cuore della celebrazioni dedicate al santo patrono.

E’ stato il vescovo Gianni Ambrosio a consegnare il premio a monsignor Corbellini, davanti alla commozione della mamma 96 enne. Nel corso dell’omelia le parole del vescovo hanno richiamato al vita di Sant’Antonino “Un giovane – ha detto – rimasto fedele al signore professando la fede senza compromessi”. Da qui un’esortazione a che proprio i giovani siano al centro della vita della comunità, chiedendo alla platea se i comportamenti degli adulti sono d’aiuto a crescere con giusti valori gli uomini e le donne di domani, lanciando così il progetto giovani nel nome di Sant’Antonino. 

FIERA DEL PATRONO SEGNATA DALLO SCIOPERO. DOSI “NESSUN DISAGIO”

Il giorno del patrono per la città è anche una festa di profumi e sapori d’estate. All’esterno della basilica il tradizionale serpentone di bancarelle a cui di quasi quattro chilometri, a cui si sono aggiunti il mercato del sabato e la sera precedente i venerdì piacentini. Una concentrazione di eventi su cui è pesato lo sciopero degli agenti della polizia municipale. Sindaco e assessori non hanno indossato le pettorine, ma si sono limitati al consueto tour tra le bancarelle dal Facsal a Piazza Sant’Antonino. In strada è stato garantito il corretto svolgimento della fiera con gli agenti che non aderito alla mobilitazione. Certo un braccio di ferro quello che si sta consumando tra amministrazione e polizia municipale particolarmente duro che si sta portando avanti ormai dai parecchi mesi. “L’assessore Gazzola ha fatto oltre 30 incontri con le sigle sindacali – ha detto il sindaco Dosi – da parte nostra c’è stata massima collaborazione e ci sembra che le domande avanzate abbiano avuto una risposta adeguata. Nei prossimi giorni, se ci sarà bisogno, ci siederemo ancora intorno al tavolo”. Per ora le posizioni sembrano ancora viaggiare su binari distanti.

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SINDACO E GIUNTA PRONTI PER FIERA. E PER LO SCIOPERO DELLA MUNICIPALE

Sindaco e assessori programmano il giorno del patrono come da tradizione: ritrovo alle 9.30 alla statua di Sant’Antonino, classico tour tra gli stand della Fiera, accompagnati dal comandante della Polizia Municipale, fino alla piazza della Basilica dove alle 11 si svolgerà la cerimonia e la consegna dell’Antonino d’Oro. Certo, tutto come da tradizione. Ma quest’anno forse qualcosa non andrà come al solito. Sulla fiera pende lo sciopero proclamato dai sindacati Diccap-Sulpl e Ugl per le 24 ore, dalle 18 del 3 luglio fino alla stessa ora del 4 luglio. Dalle prime stime sembra che gli agenti che aderiranno alla mobilitazione saranno certamente oltre una sessantina, il numero solitamente impiegato per la fiera del patrono. Alcuni agenti pare abbiano manifestato la volontà di aderire al doppio sciopero, venerdì e sabato. Come l’amministrazione intenderà garantire comunque il corretto svolgimento della giornata, che dal punto di vista organizzativo entra nel vivo da questo pomeriggio con l’assegnazione dei posti agli ambulanti provenienti da tutta Italia? Scenderanno davvero in strada sindaco e assessori? Impiegheranno i volontari e tutto ciò che è consentito, nei termini di legge, per garantire uno svolgimento sicuro della kermesse? Staremo a vedere. Sicuramente saranno ore delicate per studiare a tavolino il “piano B di sopravvivenza allo sciopero”.

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CASA DI CURA PIACENZA E SANT’ANTONINO: “ALTO GRADIMENTO DEI SERVIZI EROGATI”

Le dichiarazioni del consigliere comunale PD Stefano Borotti hanno avuto strascichi polemici non indifferenti. Nella scorsa seduta di consiglio il rappresentante del Partito Democratico aveva espresso preoccupazione per la qualità dei servizi di lungodegenza erogati da alcune strutture sanitarie private convenzionate in città, senza fare alcun nome per “non fare pubblicità negative”. Pubblichiamo di seguito la nota della direzione della Casa di Cura Privata Piacenza e Sant’Antonino. Una forte presa di distanza in cui la direzione riporta il risultato dei questionari di gradimento in cui risulterebbe che mediamente il 97 per cento dei pazienti giudica positivo il comportamento del personale medico della struttura, mentre per quanto riguarda il personale infermieristico la soddisfazione dei pazienti sale addirittura al 99 per cento.

La direzione della Casa di Cura Privata Piacenza e della Casa di Cura Privata Sant’Antonino desidera replicare alle dichiarazioni del consigliere del Pd Stefano Borotti espresse durante il consiglio comunale tenutosi a Palazzo Mercanti lunedì 9 febbraio e riprese da alcuni organi di informazione locali nei giorni successivi all’assemblea. Il consigliere Borotti, nell’intervento pubblico in questione, esprime preoccupazione per la qualità dei servizi di lungodegenza erogati da alcune strutture sanitarie private convenzionate della città: servizi che il consigliere arriva a definire addirittura “vergognosi”. Innanzitutto, in apertura del proprio intervento, il consigliere Borotti sceglie deliberatamente di non fare nomi sostenendo pubblicamente di “non voler fare pubblicità negative”. L’esponente del Pd, però, si dimentica che nel Comune di Piacenza le strutture sanitarie private convenzionate che effettuano servizio di lungodegenza sono solo due, appunto la Casa di Cura Piacenza e la Casa di Cura Sant’Antonino: l’obiettivo di non infangare l’immagine delle due strutture, dunque, fallisce in partenza. Secondariamente ciò che colpisce negativamente sono i contenuti dell’intervento del signor Borotti che fin dall’inizio confessa di basare le proprie convinzioni, e quindi le proprie critiche, su alcune voci raccolte da cittadini, senza specificare il numero di segnalazioni e la provenienza delle testimonianze. Parla di racconti e vicende preoccupanti senza entrare nel dettaglio, cita lamentele da parte di alcuni utenti senza precisare i fatti concreti e le situazioni precise. Borotti si limita a parlare di una non meglio specificata carenza nell’aspetto umano delle lungodegenze, di poca attenzione all’umanizzazione delle cure, sempre restando nel vago, senza citare dati ed episodi precisi, sostenendo genericamente di dare voce, in quanto consigliere comunale, al malcontento di un numero non meglio precisato di fruitori. Ebbene, in quanto consigliere comunale, Borotti è un personaggio pubblico, eletto dai piacentini con lo scopo di evidenziare problematiche reali e proporre soluzioni pratiche. Per questo motivo riteniamo sconveniente che lo stesso consigliere decida di avanzare pesanti accuse all’indirizzo di due strutture sanitarie cittadine senza presentare il minimo dato, il minimo esempio, la minima prova a sostegno delle sue dichiarazioni e basandosi soltanto su quello che viene comunemente definito “il sentito dire”. Alla fine del suo intervento Borotti avanza la necessità di introdurre questionari di gradimento per verificare la soddisfazione degli stessi utenti che accedono a queste strutture private convenzionate. A dimostrazione delle precarie informazioni in possesso del consigliere teniamo a precisare che i suddetti questionari non solo esistono già e vengono regolarmente sottoposti agli utenti, ma addirittura dimostrano una generalizzata soddisfazione per il servizio offerto dalle Case di Cura Piacenza e Sant’Antonino. E a differenza dello stesso Borotti siamo in grado di proporre dati e numeri concreti a sostegno delle nostre dichiarazioni. I questionari dimostrano, infatti, che mediamente il 97 per cento dei pazienti giudica positivo il comportamento del personale medico della struttura, mentre per quanto riguarda il personale infermieristico la soddisfazione dei pazienti sale addirittura al 99 per cento. Passando alla struttura materiale e all’edificio nel senso stretto del termine, il 95 per cento degli utenti valuta positivamente la qualità degli ambienti, l’igiene e la pulizia degli stessi mentre il 96 per cento dei fruitori considera positiva la qualità dei servizi alberghieri. Infine il 98 per cento circa dei pazienti dichiara, sempre per mezzo dei suddetti questionari, di aver ricevuto un servizio in linea con le aspettative o addirittura più alto. Forti di questi dati ci rivolgiamo anche al sindaco Paolo Dosi che, a sostegno dell’intervento di Borotti, ha confermato la presenza di criticità legate ad alcune strutture convenzionate e ha espresso la forte volontà di agire nonostante la “limitata autonomia di intervento da parte del Comune”. I dati in nostro possesso dimostrano, come sopra evidenziato, un altissimo gradimento da parte degli utenti nei confronti delle Case di Cura Piacenza e Sant’Antonino, motivo per cui siamo a più completa disposizione del sindaco qualora desiderasse conoscere non uno, bensì due esempi di strutture sanitarie private perfettamente funzionanti e attente all’umanizzazione delle cure. 

CAMERA OSPEDALE

SANT’ANTONINO TRA TRADIZIONE E NOVITÀ

E’ il giorno del patrono, il giorno in cui la città si ferma a festeggiare. Una festa tra sacro e profano, nuova ogni anno. Il fulcro dei festeggiamenti nella basilica di Sant’Antonino dove è stato consegnato il cero, simbolo di devozione della città verso il santo patrono, e il riconoscimento dell’Antonino d’oro a Giuseppe Menozzi tra i fondatori dello scoutismo a Piacenza. “E’ un premio che dedico a tutti gli scout – ci ha detto – perché è grazie a loro se questo movimento continua a crescere e tanti ragazzi vi si avvicinano. Lo scoutismo diventa uno stile di vita che continua ad accompagnarmi”.