LELLA E PAOLO INSIEME NELL’AMORE CONTRO LA MALATTIA

Appena uscita dalle acque delle piscine di Lourdes, Lella ha capito che qualcosa sarebbe cambiato. Subito, all’istante. Così è stato. Quelle acque che per tutti sono gelide, per lei erano talmente avvolgenti da voler restarci immersa oltre mezz’ora. Era il 3 giugno del 2016, parte da qui il viaggio di Emanuela, che anche noi chiamiamo Lella, e del marito Paolo, racchiuso nel libro Allunga la tua mano, quando la malattia sconvolge, ma non vince. Quella malattia si chiama sclerosi multipla, che accompagna la vita di Lella da 28 anni.

JASNA: “ESSERE POVERA NON SIGNIFICA ESSERE UNA CATTIVA MADRE”

Da quest’estate vive in un camper. Avevamo incontrato Jasna la primavera scorsa nel suo monolocale in città dove viveva con i figli. Ci aveva raccontato la sua storia, il suo impegno per fare valere i diritti delle donne sole con problemi di salute. Jasna convive da anni con la sclerosi multipla, una malattia destinata a degenerare. Ogni giorno non sa come il suo corpo affronterà una nuova giornata, ma nonostante questo non si piange addosso, con il sorriso guarda avanti. L’appartamento dove Jasna abitava fino a qualche mese fa non ha l’ascensore, e per lei diventa difficile, in certe giornate, poter scendere e salire, nonostante l’aiuto delle stampelle. Dallo stato le arriva ogni mese una pensione di invalidità di 280 euro con i quali deve badare a lei e in parte ai figli, dopo la separazione, dieci anni fa dal marito. Il 10 novembre per Jasna sarà una data importante, dopo la quale potrà, forse, chiudere un capitolo doloroso della sua vita.