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CYBERBULLISMO: STUDENTI ATTENTI MA NON ABBASTANZA

E’ soprattutto a scuola dove si verifica il maggior numero di fenomeni di bullismo, sui social network, Facebook e Ask primi fra tutti, se si parla di luoghi virtuali. È per gioco che, sempre più spesso, si innesca questo pericoloso meccanismo. Lo ha rivelato il progetto a cui hanno partecipato le classi seconde degli istituti Tramello e Cassinari in collaborazione con gli educatori del centro tandem.
Un progetto che ha coinvolto gli studenti sotto l’aspetto della conoscenza del fenomeno, delle emozioni e anche legale, cioè cosa si rischia.

BULLISMO, GENZIANI: “POCA FORMAZIONE E SCARSA CONSAPEVOLEZZA DA PARTE DEGLI ADULTI”

Scarsa informazione e poca consapevolezza, sono i due elementi che saltano all’occhio se si analizza il fenomeno del bullismo. Abbiamo iniziato proprio da qui la chiacchierata con Alberto Genziani, educatore professionale, ospite della nuova puntata di Di Profilo. Percezione del fenomeno bullismo , ruolo dei social network, affettività, sessualità, precocità affettiva: tutti argomenti che necessitano di un percorso serio e ben costruito che spesso manca, per mancanza di fondi ma anche di preparazione. Ed è proprio a scuola dove si sviluppano forme di prevaricazione ed esclusione, ma anche dove vengono a galla vissuti ed esperienza che vedono bambini e ragazzini in primo piano.

PD, BANDITA LA CRITICA SU MEDIA E SOCIAL

Bandito ogni “commento negativo e acostruttivo rivolto al Partito Democratico o ai segretari di Circolo, Unione Vallata o segretario provinciale tramite social network o altri mezzi d’informazione telematica e mediatica in generale” . È una parte dell’art. 29 Norme speciali per l’attività di partito approvato dalla direzione provinciale del 9 giugno. Una norma destinata a far discutere, se non altro perche mette in guardia gli iscritti dal rilasciare interviste o postare commenti negativi rivolti al PD o ai suoi dirigenti, con la concreta possibilità di essere deferiti al Presidente della Commissione di Garanzia. Le critiche sono ammesse solo dopo aver richiesto “idonea convocazione del Circolo di riferimento e affrontato e discusso le tematiche e gli argomenti che pongono l’iscritto in conflitto con il Partito stesso”. In altre parole significa che se un iscritto si sente di formulare una critica la deve prima comunicare al circolo di riferimento che deciderà se sarà il caso o meno di renderla pubblica?  Qualcuno potrebbe far notare che una critica, purche sia costruttiva, dovrebbe servire alla discussione e al confronto all’interno del partito stesso. Forse non è più così?

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