Decidere di interrompere una gravidanza è una scelta estremamente dolorosa e difficile, un fallimento. L’età media delle donne che si sottopongono a questo intervento oscilla per lo più tra i 20 e i 35 anni, con una massiccia incidenza di straniere. I dati Istat mostrano che in emilia romagna la percentuale arriva al 45% a Piacenza al 52,8%. Il tasso di abortività è al 18 per mille tra le straniere e al 5 per mille tra le italiane. I dati dell’ultimo report del Ministero della Salute del novembre 2015 confermano un calo drastico di aborti anche in valore assoluto: in Italia nel 1983 se ne eseguirono 243 mila contro i 97 mila del 2013, in Emilia Romagna 12 mila nel 1993, 8474 nel 2014. In questa scelta, il medico ha un ruolo fondamentale; la presa in carico di una donna che decide di sottoporsi ad una interruzione volontaria di gravidanza va oltre la metodica tradizionale. Anche per il medico, nel senso che non sempre accetta di eseguire materialmente l’aborto. In Italia la percentuale dei medici obiettori di coscienza arriva al 70%, con punte anche del 90, soprattutto negli ospedali del sud. Nell’Asl di Piacenza su 20 medici ginecologi, 14 sono obiettori, il 70%, confermandosi la provincia della regione con la percentuale più alta. Quella con il valore più basso è l’Asl di Parma. Ne abbiamo parlato con la dott.ssa Maria Cristina Molinaroli, direttore dei Consultori familiari Asl Piacenza.
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