Sono oltre un centinaio gli studi che mettono in correlazione la salute alla presenza degli inceneritori sul territorio. Studi, tra l’altro, verificati ed attendibili. Uno di questi è quello sugli inceneritori del Veneto firmati dalla professoressa Zambon e dal collega Ricci che ha rilevato un aumento di sarcomi, ma anche lo studio di Coriano sui riferimenti geografici: in base alla collocazione dei termovalorizzatori si è registrato un aumento delle malattie autoimmuni e dei ricoveri. Lo stesso studio Moniter condotto dalla Regione Emilia Romagna, nonostante il limite di aver preso in esame solo 4 inceneritori, è sulla stessa linea dei precedenti mostrando un aumento dei nati prematuri, degli aborti spontanei e dei tumori al fegato. Abbiamo chiesto al dottor Giuseppe Miserotti, vice presidente Isde nord Italia, che strada deve seguire Piacenza perchè non diventi la terra dei fumi.
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