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A ZERBIO NASCE IL COMITATO PER LE ENERGIA TRASPARENTE E SOSTENIBILE, “MA NON A QUALSIASI COSTO”

È stato ufficialmente costituito il Comitato “Sì all’Energia Trasparente e Sostenibile”, nato con l’obiettivo di promuovere uno sviluppo delle energie rinnovabili e dei sistemi di accumulo realmente compatibile con le caratteristiche dei territori e rispettoso delle comunità locali in una cornice di governance partecipata multilivello che garantisca trasparenza amministrativa e tutela sociale, ambientale ed economica.

Proprio questi principi, secondo i promotori, non troverebbero adeguata applicazione nel progetto di impianto di accumulo elettrochimico (BESS-Battery Energy Storage System) da 225 MW previsto a ridosso dell’abitato di Zerbio di Caorso, attualmente sottoposto alla procedura autorizzativa presso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE).

L’impianto sorgerebbe infatti a circa 50 metri dall’abitazione più vicina, a soli 20 metri da un sito appartenente alla rete Natura 2000 e occuperebbe circa 9 ettari di terreni classificati ad alta produttività agricola.

Un impianto BESS a ridosso di un centro abitato rappresenta un elevato livello di rischio per la popolazione. Innumerevoli studi scientifici di indiscutibili enti di ricerca, come ad esempio il JRC (Centro Comune di Ricerca della Commissione europea) valutano i BESS come tecnologie importanti per la transizione energetica, ma caratterizzate da rischi specifici e severi legati alla sicurezza chimica, termica (Thermal Runaway) ed elettrica. La stessa Circolare 21021/2024 del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco richiama l’esigenza di sicurezza della vita umana e incolumità delle persone nei processi valutativi.

L’assemblea costitutiva ha eletto Angelo Giostri quale presidente del Comitato.

«In assenza di un quadro regolatorio nazionale che indichi almeno le distanze minime dai ricettori più sensibili, come ad esempio le abitazioni, ed i limiti di applicabilità del concetto di “interesse pubblico prevalente”, il nostro Paese non può permettersi che le scelte sulle FER siano lasciate esclusivamente alle dinamiche di mercato. Diversamente, rischieremmo di trovarci di fronte a un vero e proprio far west incontrollato e ingovernabile», dichiara il neopresidente Angelo Giostri, sottolineando come il Comitato possa contare su un ampio sostegno da parte della popolazione locale.

«Abbiamo voluto inserire un “Sì” nel nome del Comitato e non definirci semplicemente contrari all’impianto BESS di Zerbio perché siamo convinti che le energie rinnovabili debbano rappresentare una componente fondamentale del nostro sviluppo. Riteniamo tuttavia che la transizione energetica, per essere realmente sostenibile, non possa e non debba prescindere dalla tutela delle persone, delle famiglie, delle attività economiche e dei territori interessati. Una transizione perseguita esclusivamente in funzione del raggiungimento di obiettivi quantitativi, senza un adeguato bilanciamento con la salute pubblica, la sicurezza e la qualità della vita delle comunità coinvolte, rischierebbe infatti di tradire i suoi stessi fondamenti».

«Eppure, nelle aree prospicienti il sito individuato per l’impianto, esisterebbero almeno due alternative localizzative che presentano caratteristiche riconducibili ai criteri di idoneità indicati dall’articolo 11bis del dlgs 190/2024, che disciplina i procedimenti autorizzativi delle fonti di energia rinnovabile. Questo dimostra come sia possibile conciliare le esigenze della transizione energetica con una maggiore attenzione alla tutela del territorio e delle sue peculiarità”

“Siamo pronti- conclude Giostri- ad avviare un dialogo con gli Enti pubblici preposti al governo e alla tutela del territorio, con il MASE, con le Organizzazioni professionali agricole e con chiunque voglia partecipare ad un confronto franco, trasparente e costruttivo, un confronto che, fino ad oggi, è purtroppo mancato a partire dal MASE, che sta gestendo il processo autorizzativo sulla piattaforma PERMITTING blindata ed accessibile solo su invito o dietro dimostrazione di avere un diritto inciso nel procedimento, fino ad arrivare agli Enti locali che hanno espresso parere sull’impianto in se stesso senza alcuna valutazione sugli effetti cumulativi e sulle interazioni con l’ambiente circostante», conclude Giostri.

Il Comitato “Sì all’Energia Trasparente e Sostenibile” è sostenuto da Legambiente Piacenza e da Caorso futura, gruppo di minoranza che da mesi sta presentando interpellanze al Sindaco sul tema.

Nella foto l’area progettuale dove dovrebbe sorgere l’impianto

redazione

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