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AUSL SU LISTE DI ATTESA E LIBERA PROFESSIONE: “FUORVIANTE METTERLE SULLO STESSO PIANO. SEGUONO DUE CANALI DISTINTI”

L’Ausl di Piacenza ci tiene a fare alcune precisazioni sul funzionamento del sistema delle liste di attesa. Pur non facendo esplicito riferimento, l’Azienda sanitaria locale si riferisce al caso sollevato dal consigliere comunale Luigi Rabuffi che, riportando un’esperienza personale, aveva denunciato come occorressero dieci mesi per una operazione chirurgica e pochi giorni se si fosse rivolto alla libera professione. Una situazione, per altro, rilevata ufficialmente anche dalla Corte dei Conti dell’Emilia Romagna, come ha fatto presente lo stesso Rabuffi.

Tuttavia l’Ausl specifica che “la gestione delle liste di attesa chirurgiche avviene secondo criteri uguali su tutto il territorio nazionale, definiti a livello ministeriale e applicati da Regioni e Aziende sanitarie. Queste regole prevedono che venga data priorità alle situazioni più gravi o che rischiano di peggiorare, mentre i casi meno urgenti vengono programmati in tempi più lunghi. Ogni paziente viene valutato dal punto di vista clinico e inserito in un percorso che tiene conto della gravità del problema, dell’impatto sulla qualità di vita e del tempo già trascorso in attesa. Il sistema sanitario di Piacenza opera nel pieno rispetto di questi criteri, con l’obiettivo di garantire cure tempestive a chi ne ha maggiore bisogno e, allo stesso tempo, assicurare equità di accesso a tutti i cittadini.

L’Azienda sanitaria di Piacenza – prosegue la nota – è pienamente consapevole del desiderio dei cittadini di ridurre il più possibile i tempi di attesa e lavora quotidianamente per migliorare l’organizzazione dei servizi e ampliare l’offerta di prestazioni. Allo stesso tempo, è corretto ricordare che, in base agli obiettivi assegnati dalla Regione Emilia-Romagna alle Aziende sanitarie, l’Ausl di Piacenza registra, in ambito chirurgico e in particolare nei casi più complessi di area oncologica e cardiovascolare, risultati tra i migliori a livello regionale. A questi si aggiunge il dato particolarmente significativo della capacità di recupero delle liste d’attesa, ossia dell’abbattimento dei pazienti non ancora operati nell’anno precedente, ambito nel quale l’Ausl di Piacenza si colloca ai vertici regionali.

Quanto alla libera professione, la normativa vigente riconosce ai professionisti la possibilità di svolgere attività libero-professionale all’interno delle strutture sanitarie, secondo regole precise e condivise. Si tratta di un’attività regolata in modo chiaro e riconosciuta come un diritto dei professionisti. L’attività serve anche per rendere l’Azienda sanitaria attrattiva e per evitare la perdita di medici e specialisti, che potrebbe avere conseguenze negative sulla qualità complessiva dei servizi offerti ai cittadini.

È pertanto fuorviante ricondurre la libera professione e le liste di attesa a un unico ambito. Si tratta di due canali distinti che convivono – specifica l’Azienda sanitaria locale- secondo regole chiare e condivise, e che rispondono a finalità diverse. Le liste di attesa della sanità pubblica seguono criteri di priorità clinica e percorsi organizzativi specifici, mentre la libera professione si basa su una scelta volontaria del cittadino e su un rapporto diretto con il professionista, senza interferire con l’accesso alle prestazioni del Servizio sanitario.

Con riferimento al caso specifico richiamato, l’intervento è stato valutato come ambulatoriale e privo di carattere di urgenza. Il paziente è stato regolarmente visitato e giudicato operabile senza necessità di trattamento prioritario. Trattandosi di una prestazione non urgente e non riconducibile ai percorsi programmati per gli interventi più complessi, l’inserimento in lista di attesa non avviene secondo criteri di priorità clinica, ma in base all’ordine temporale. Inoltre, il paziente ha scelto una equipe con una propria agenda autogestita, motivo per cui l’intervento è stato inserito nella lista di attesa dell’Unità operativa di riferimento. Qualora la prenotazione fosse stata effettuata tramite Cup, la prima data disponibile sarebbe stata il 9 luglio.

Si segnala infine che la Direzione aziendale ha già avviato un percorso di riorganizzazione e coordinamento delle liste di attesa per la chirurgia ambulatoriale, con l’obiettivo di creare una lista unica aziendale (prenotabile tramite Cup) che consenta un ulteriore efficientamento del percorso e garantisca massima trasparenza ed equità di accesso, migliorando i tempi di risposta ai cittadini.
Per quanto riguarda le osservazioni formulate dalla Corte dei conti, stimoli considerati molto importanti, si precisa che l’Ausl di Piacenza si è uniformata alle raccomandazioni rivolte dalla Corte a tutte le Aziende sanitarie, come risulta dai dati pubblicamente disponibili.

Il Servizio sanitario di Piacenza conferma il proprio impegno a garantire trasparenza, correttezza ed equità di accesso alle cure, nel rispetto delle regole nazionali e con l’obiettivo costante di migliorare la qualità dei servizi offerti alla comunità.

redazione

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