Alleanza Verdi Sinistra e Alternativa per Piacenza intervengono in merito alle ultime dichiarazione, riportate dalla stampa, del segretario del Pd Massimiliano Gobbi sulla logistica piacentina. Il rammarico principale è che non venga fatto cenno al coinvolgimento, nelle decisioni strategiche, anche dei comitati e delle associazioni di cittadini che da tempo denunciano i reali impatti sociali del settore.
Il punto centrale non è negare l’utilità del dialogo tra politica e imprenditoria, ma esigere che tale interlocuzione avvenga in modo trasparente, in sedi istituzionali, e non a porte chiuse. L’impegno primario deve essere quello di impedire che la direzione strategica della logistica sia dettata dagli
interessi privati, a scapito di una visione di futuro pubblica e condivisa per il territorio. A tal fine – stupisce e rammarica che Gobbi non ne abbia fatto cenno – è indispensabile coinvolgere nelle decisioni strategiche non solo le categorie economiche, ma anche, e soprattutto, i comitati di cittadini e le associazioni che da tempo denunciano con dati oggettivi i reali impatti ambientali e
sociali del settore.
L’aggettivo “virtuosa” usato per definire la logistica piacentina lascia interdetti. Ci si interroga se questa “virtuosità” si riferisca a compensazioni come le nuove bretelle stradali, ovvero interventi che, di fatto, consumano altro suolo naturale. Gestire l’aumento del traffico pesante deve passare dagli investimenti nel trasporto su ferro. Ricordiamo inoltre al segretario Gobbi e al Presidente de Pascale che la legislazione regionale e il PTAV non bastano a proteggere la provincia da ulteriori espansioni, data la sua posizione strategica ricca di caselli autostradali e tracciati ferroviari. In questo scenario, l’idea di un “futuro sostenibile” appare più una chimera che una possibilità concreta.
Non si può ignorare poi il lato sociale del comparto. L’attenzione non può limitarsi al mero numero di posti di lavoro creati, ma deve focalizzarsi sulla loro qualità e sostenibilità sociale. La logistica è, infatti, associata a problematiche relative a salari bassissimi, scarsi diritti sindacali e ritmi di lavoro insostenibili. Garantire una vita dignitosa ai lavoratori è un imperativo sociale che la politica deve affrontare.
In conclusione, sollecitiamo, ancora e sempre, una svolta nella gestione della logistica, inquadrandola in una visione di lungo periodo che bilanci l’interesse economico con una reale sostenibilità ambientale e sociale. Per questo, la richiesta di una moratoria non è un approccio ideologico, ma la richiesta di un ripensamento aperto e ponderato, essenziale per tutelare l’interesse pubblico e il territorio, spesso sacrificati in favore di pochi.
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