Se a dire a dire ai ragazzi di non avere paura a chiedere aiuto è una coetanea, l’invito fa tutto un altro effetto.
Carlotta, studentessa 18enne dell’istituto Romagnosi Casali, è partita dalla sua storia personale, per certi aspetti dolorosa, nell’ideazione del convegno Aiutami – comunichiamo facendo rete, nato proprio dal progetto di Carlotta e alcune studentesse con il supporto di CSV Emilia e il sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano attraverso il bando YouthBank.
“Comunicare il proprio disagio è cura” ha detto la presidente del Tribunale di Piacenza Marisella Gatti, che nella sua lunga esperienza si trovata, in quanto giudice, a dove stabilire quale fosse il miglior interesse per i minori in momenti più o meno difficili di separazione dei genitori; un principio deve guidare ogni decisione il bambino o il ragazzo è di tutti; la procuratrice Grazia Pradella ha esortato la platea di studenti ad ascoltarsi, a parlarsi guardandosi negli occhi; “la maggior parte de ragazzi che ha bisogno si rivolge all’intelligenza artificiale – ha detto – questo dimostra l’incapacità degli adulti ad ascoltare, ma anche la vostra” ha detto rivolgendosi proprio a loro.
“Capire quali sono le persone che nella propria vita fanno la differenza aiuta ad avere un riferimento nei momenti di smarrimento e a superarli con maggiore facilità” è stata l’esortazione dell’assessora Nicoletta Corvi.
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