Attualità

CASSA INTEGRAZIONE: NEL 2025, IN PROVINCIA DI PIACENZA ORE AUMENTATE DEL 60%

Nel 2025 le ore di Cassa Integrazione autorizzate a sostegno dei lavoratori delle imprese piacentine in difficoltà sono state 1 milione e 874 mila 1 , in aumento del 58,5% rispetto all’anno precedente (+691mila
ore). L’incremento della CIG è risultato da noi decisamente più elevato di quello registrato a livello nazionale (+10,3%), ma soprattutto in controtendenza rispetto all’andamento medio regionale (-5,5%), dove si è osservata in particolare una riduzione delle ore a Reggio Emilia, Modena e Bologna, oltre che in provincia di Rimini. Da questo punto di vista, solo Parma condivide il trend non positivo di Piacenza, anche se in entrambi i casi i volumi complessivi di CIG rimangono sempre molto contenuti a confronto con gli altri territori.

La ripartizione in base alla tipologia di Cassa evidenzia per Piacenza 1.137.000 ore autorizzate (pari al 61% del totale) relative ad interventi ordinari (a sostegno delle crisi congiunturali), e 737 mila ore relative ad interventi straordinari (a sostegno delle crisi strutturali e delle riconversioni aziendali), risultando azzerata anche nel 2025 la cassa integrazione in deroga. La CIG ordinaria registra a Piacenza un aumento del 17% rispetto al 2024 (circa 160 mila ore in più), mentre diminuisce a livello regionale (-19%) e nazionale (-13%); le ore di Cassa straordinaria sono invece più che triplicate, ben 528 mila in più, a fronte di una crescita molto meno sostenuta in Emilia-Romagna (+34%) e in Italia (+58%).

A livello settoriale è sempre l’industria manifatturiera ad assorbire (stavolta con una quota vicina al 90%) la quasi totalità della CIG nel 2025, per un totale di 1 milione 642mila ore. L’incremento rispetto all’anno precedente è del 73% (+693mila ore), concentrato all’interno della meccanica (+482mila),
della chimica-gomma-plastica (+216mila), dell’editoria e della stampa (+101mila), delle lavorazioni dei minerali non metalliferi (+82mila). Il comparto delle costruzioni ha pesato invece per il 6% del totale delle ore
autorizzate, circa 120mila, in diminuzione del 34% rispetto all’anno precedente. Residuali infine sono risultati il commercio e gli altri settori del terziario, tra cui la logistica (poco più di 3mila ore).

redazione

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