Sul nuovo capitolo di Piazza Cittadella (prima di parlare di epilogo servirà tempo), si potrebbero dire tante cose e, come lecito attendersi, la politica delle parti è già tornata a far volare gli stracci.
Per noi di Alternativa per Piacenza il punto di non ritorno di questa storia ormai grottesca risale alla seconda metà del 2024, quando il Direttore Generale del Comune mise nero su bianco che oltre il 31 maggio, data indicata dagli istituti bancari per le garanzie, non si sarebbe potuti andare, senza che i ritardi diventassero inadempimento grave. Era il 27 maggio. Ciò nonostante, 13 giugno il vicesindaco, ammettendo che “non si è ancora arrivati al deposito della bancabilità definitiva e manca ancora la nuova fideiussione”, rimandava all’attesa che tutto venisse perfezionato, in linea con la Sindaca, che a domanda del cronista rispose: ”che fare su Cittadella? Non sappiamo, serve altro tempo”. Da questo cortocircuito istituzionale in poi, si è sentito e letto tutto e il suo contrario.
Ora, si lascino a giudici e avvocati i risvolti della vicenda, che saranno lunghi. Rintuzzare lo scontro tra tifoserie è adesso esercizio semplice quanto inutile e irresponsabile. In attesa di capire la portata di queste scelte sulle tasche dei cittadini e l’impatto sul consenso di una linea ostinata e indisponibile a mediare, si dia la politica una sola priorità: recuperare la piazza con un percorso condiviso e partecipato tra la gente, con tanto di tabella di marcia che garantisca tempi definiti e al riparo da altre sorprese. Se è vero che “l’ente è libero da impegni contrattuali” e che “i fondi necessari per il ripristino sono già disponibili”, nulla osta a tirarsi su le maniche tutti insieme e liberare i piacentini dal peso di dover sopportare un simile obbrobrio davanti al Farnese, che offende la vista e fa male al cuore.
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