Categories: Attualità

CRISI DEL COMMERCIO, SOFFRONO ANCHE I GRANDI MARCHI

Il commercio è in forte sofferenza e i soldi da spendere sono sempre meno. Potrebbe sembrare un’affermazione banale, ma non la è. Non la è quando la realtà offre agli occhi degli osservatori uan fotografia vivida e reale e quando le saracinesche, inesorabilmente, si abbassano. Accade anche, e sempre di più, nella florida Piacenza. L’ultimo caso quello del supermercato Carrefour che ha chiuso i battenti il 24 aprile scorso. Oggi per i 22 dipendenti c’è la cassa integrazione e domani verrà avviata la procedura di mobilità. Tra l’altro la chiusura di carrefour ha reso praticamente priva la zona ovest della città di un qualsiasi punto vendita alimentare. Ma a fronte di un biennio in cui le perdite sono arrivate a 800 mila euro, l’unica prospettiva era la chiusura. Il pericolo, oltre quello principale occupazionale, è anche che si creino nuove cattedrali nel deserto, immensi siti vuoti, difficili da rilevare. “Stanno girando voci che stiamo verificando interessate a rilevare Carrefour – spiega Giuliano Zuavi segretario della Filcams – abbiamo avuto anche un incontro con il Comune che ha preso un chiaro impegno a verificare la possibilità di ingresso di un nuovo marchio che possa dare una risposta al rischio desertificazione della zona e al problema occupazionale”. Non se la passa di certo meglio un altro marchio famoso, Mercatone Uno che in sette anni ha collezionato un passivo per oltre 630 milioni di euro a livello nazionale. Le conseguenze sono arrivate a caduta sui singoli negozi, quello di Fiorenzuola non è passato indenne. Qui ci sono una trentina di lavoratori che non hanno alcuna certezza per il futuro. Anche il colosso della tecnologia Mediaworld ha annunciato, in tutta Italia, la chiusura di 7 punti vendita e numerose procedure di mobilità. A Piacenza la situazione sembra sotto controllo ma è l’inizio di una fase non certamente positiva dal punto di vista occupazionale. Secondo il sindacalista le principali responsabilità di questa moria del commercio sono soprattutto politiche. “Il vero punto è il potere d’acquisto. La crisi cominciata nel 2008 è fortemente peggiorata. Abbiamo un’esigenza – spiega Zuavi – mettere nelle tasche dei lavoratori una buona quota di soldi prelevati, in questi anni, in modo scellerato spostando le ricchezze da una parte all’altra del paese. Io credo che la crisi sia destinata a peggiorare”.

Il servizio completo nella prossima puntata di A Tutto Tondo 

redazione

Quando l'approfondimento fa la notizia

Recent Posts

RABBINO JEREMY: “DENUNCIARE ISRAELE NON E’ FARE ANTISEMITISMO”

E' stato ricevuto anche nella sala consiliare di Palazzo Mercanti il rabbino Jeremy Milgrom accolto…

7 ore ago

CONTENZIOSO PIAZZA CITTADELLA: IL COMUNE RAFFORZA IL FONDO CREDITO DI 177MILA EURO

La Giunta comunale di Piacenza ha approvato una variazione di bilancio che prevede il rafforzamento…

1 giorno ago

ECCO LA NUOVA BIBLIOTECA DEL CASALI CHE ENTRA NELLA RETE DI BIBLOH

Oggi la biblioteca dell'istituto professionale Casali si presente completamente rinnovata. Pareti colorate, espositori ordinati che…

1 giorno ago

BARDASI: “CAU, IL MIGLIORE IN REGIONE”. GNOCCHI: “PERCHE’ C’E’ CARENZA DI PERSONALE?”

“Di una cosa siamo certi, di non avere una visione miope sulla sanità piacentina, ma…

2 giorni ago

AMAZON, PRESIDIO E SCIOPERO DEGLI ADDETTI ALLA SICUREZZA. “ESUBERI SENZA BASI. IL LAVORO NON E’ MERCE”

La Filcams Cgil di Piacenza è davanti ai cancelli dello stabilimento Amazon di Castelsangiovanni insieme…

3 giorni ago

COMPRENSIVI, GROSSI: “NESSUNO VUOLE SMEMBRARE LE CLASSI, ANZI FACILITEREMO IL PASSAGGIO”

Gli istituti comprensivi sono ormai una certezza; lo ha decretato il commissario del Governo che…

3 giorni ago