Una sentenza che lascia senza parole. Un’altra sentenza per cui nessuno, a quanto pare, ha responsabilità per quanto accaduto. Ma quando a crollare è l’intera campata di un ponte, si rimane senza fiato. Certo, occorre attendere le motivazioni, ma una prima certezza è che il Tribunale di Lodi ha assolto i cinque dirigenti ed ex dirigenti di Anas per disastro colposo, crollo e lesioni per ciò che accadde quel 30 aprile 2009 tra le 12.30 e le 13 tra San Rocco e Piacenza sul ponte del Po. Per i giudici “il fatto non sussiste”. Una sentenza che esclude anche l’ipotesi di incuria della struttura che nel corso del processo pare fosse emersa. Nessuno morì, praticamente un miracolo. I feriti invece, loro porteranno sul corpo i segni di quel terribile fatto per lungo tempo, mentalmente per tutta la vita. Quel giorno se lo ricordano tutti, ognuno di noi se ripensa a quel momento si ricorda esattamente cosa stava facendo e dove si trovava, come accade per quei fatti che segnano la vita delle persone. La stessa cosa che è accaduto per l’11 settembre, ma anche per il disastro del pendolino il 12 gennaio 1997, e per il C130 algerino che si schiantò su un campo alla Besurica, era il 13 agosto 2006. Il pubblico ministero aveva chiesto per gli imputati la condanna a due anni e mezzo, ma la sentenza di primo grado ha ribaltato pesantemente la prospettiva. Questi i fatti che, c’è da aspettarselo, faranno a cazzotti con la voce della gente.
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