Queste sono le immagini registrate da Victoria a Melitopol. Dietro casa è un continuo via vai di carri armati con la ben visibile lettera Z sul fianco, per tutto il giorno e in lontananza il rumore della bombe. Vive in questa condizione da quasi 20 giorni, da quando ha lasciato la sua abitazione per scappare nello scantinato di una casa a Melitopol. Insieme a lei c’è la sorella più piccola Katerina, il marito Artur e i nipotini Anastasia che ha 8 anni, Elia 6 che soffre di una malattia grave, e Ernrst di soli 3 anni.
Questi brevi video Victoria li ha inviati alla sua mamma, Zoia che vive a Piacenza da 13 anni. Qualche settimana fa l’ha raggiunta la figlia più piccola Albina. Lei al sicuro, qui con me, ci dice. Ma il cuore e la mente sono là, in Ucraina, dove la situazione è sempre più difficile. La guerra sta uccidendo anche i civili, le città sono semi deserte. Le sirene si susseguono. Il cibo ormai scarseggia. Uscire di casa – ci racconta Zoia – è un rischio troppo grande, non si è sicuri di rientrare vivi. Anche i solidati russi entrano affamati nei pochi negozi rimasti per rubare il cibo.
I nipotini chiedono della nonna che non sentono da giorni, anche comunicare sta diventando un problema. Non c’è linea, i collegamenti internet sono saltati. Restano gli sms, poche parole per dire Siamo ancora vivi.
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