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EOLICO A FERRIERE, PROVINCIA: “PROGETTO INCOMPATIBILE CON LE STRATEGIE DI PIANIFICAZIONE E CON LA TUTELA DEL PATRIMONIO PAESAGGISTICO”

La Presidente della Provincia di Piacenza ha informato che gli uffici hanno concluso le verifiche tecniche sul progetto di impianto eolico “Ferriere”, proposto da Ferriere Wind S.r.l. e attualmente in fase di Valutazione di Impatto Ambientale presso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica al quale compete la determinazione finale in merito all’ammissibilità dell’intervento. Il progetto prevede la realizzazione di 7 aerogeneratori per una potenza complessiva di 31,5 MW, oltre alle relative opere di connessione tra il Comune di Ferriere e il Comune di Santo Stefano d’Aveto.

Sulla base dell’istruttoria degli uffici l’Ente è orientato a presentare proprie osservazioni in merito all’impianto per evidenziare le criticità rilevate. Queste osservazioni (che in base all’iter procedurale la Provincia non è tenuta a presentare ma che l’Ente sente il dovere di presentare in
ossequio alla sua competenza di pianificazione urbanistica e di “Casa dei Comuni”) nei prossimi giorni saranno indirizzate al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, ma anche alla Regione Emilia-Romagna, perché quest’ultima ne tenga conto nelle proprie valutazioni.
L’analisi tecnica condotta ha riguardato, in coerenza con le competenze dell’Ente, la compatibilità dell’intervento con la pianificazione provinciale.
Premesso che l’analisi della documentazione progettuale ha evidenziato carenze significative, che non consentono al momento una valutazione esaustiva del progetto, in particolare in riferimento al Piano Territoriale di Area Vasta (PTAV) vigente, sono emerse le seguenti rilevanti criticità: l’area interessata dal progetto è soggetta a numerose tutele ancora vigenti ereditate
dal precedente PTCP che limitano e condizionano le trasformazioni territoriali, tra le quali si evidenziano quelle relative ai crinali, alle aree forestali, ai corsi d’acqua, alle zone di particolare interesse paesaggistico ambientale e alla unità di paesaggio. Gli uffici segnalano, inoltre, la necessità di approfondimenti rigorosi, non presenti nella documentazione esaminata, in merito al rischio di dissesto, alla protezione dei terreni, delle acque e alla tutela delle sorgenti destinate al consumo umano.
Il progetto risulta non coerente con la strategia paesaggistica del PTAV che, per l’ambito di paesaggio “Crinali di confine piacentino-parmense” interessato dagli interventi, riconosciuto come territorio di elevata sensibilità, definisce prioritaria la tutela e conservazione del patrimonio naturale, la continuità delle aree boscate e la protezione delle emergenze geomorfologiche. La tutela e valorizzazione del patrimonio vegetazionale, che garantisce un’elevata fornitura di servizi ecosistemici con valenza per tutta la provincia, si
caratterizza nella pianificazione provinciale come un importante obiettivo a cui fanno riferimento specifiche azioni, fra le quali anche quella di contrastare la perdita dei prati pascolo in montagna, quali importanti elementi di sostegno della biodiversità.

“Premesso che sull’ammissibilità o meno del progetto è chiamato ad esprimersi il Ministero dell’Ambiente, come Provincia presenteremo al Ministero le osservazioni tecniche per evidenziare le forti criticità emerse dall’analisi effettuata dai nostri uffici rispetto alla pianificazione provinciale – dichiara, a nome di tutto il consiglio provinciale, la presidente Monica Patelli. Questo progetto non è compatibile con le strategie di tutela del patrimonio paesaggistico di difesa della biodiversità e di sviluppo condivise da tutto il consiglio provinciale con l’approvazione del PTAV: la nostra avversità si
esprime dunque nel merito di un progetto che, oltretutto, risulta carente a livello di documentazione. Questa istanza, inoltre, insiste su un territorio a rischio dissesto, rischio testimoniato da fenomeni noti come, un esempio su tutti, il crollo di un tratto di strada lungo la Strada provinciale della Val d’Aveto, e questo aspetto deve essere tenuto in considerazione e approfondito”.

“La produzione di energia pulita è un obiettivo condivisibile ma deve avvenire nel rispetto degli strumenti di pianificazione elaborati dal territorio per il perseguimento della tutela del territorio stesso e del suo sviluppo sostenibile – dichiara Franco Albertini, Vicepresidente della Provincia di Piacenza- sulla base delle analisi tecniche effettuate dagli uffici provinciali questo progetto evidenzia una serie di criticità, non risultando coerente con gli obiettivi della
pianificazione territoriale. Nello specifico è nostro dovere tutelare quest’area del territorio, tra il Comune di Ferriere e il Comune di Santo Stefano d’Aveto, a cavallo tra due Provincie, tra due Regioni, un’area rispetto alla quale l’impegno dell’Ente è orientato alla risoluzione dei problemi di dissesto, alla tutela del paesaggio e alla valorizzazione della montagna”.

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