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EXPO, IL CANTIERE VISTO DA CHI CI HA LAVORATO

Dove oggi si sorgono gli oltre 140 padiglioni di Expo, fino a tre anni fa c’erano solo campi e strade. Fondamentale l’opera di bonifica e di ripulitura, senza le quali tutto quello che oggi fa parte dell’esposizione non sarebbe potuto esistere. Risultato di esperienza e del lavoro degli operai. E’ stata un’azienda piacentina ad occuparsi di tutto questo, la Elios srl, leader nel settore delle bonifiche ambientali, presente nel cantiere di Rho dal febbraio del 2012 fino al giorno dell’inaugurazione. Per dare qualche dato in tre anni sono state asportate 700 mila tonnellate di rifiuti e bonificati volumi per circa 57 mila tonnellate di terreno. “Abbiamo rimosso le interferenze, costruito 23 km di reti fognarie – spiega il direttore generale Dante Bussatori – spostato tre corsi d’acqua superficiali, ripulito l’intera area dai rifiuti”. In totale, sono state impiegate circa 90 mila tonnellate di calcestruzzo e acciaio per la realizzazione di varie opere tra cui un ponte stradale a struttura scatolare da 30 metri, un tunnel pedonale interrato di 200 metri che collega la stazione ferroviaria di Rho-Pero e la linea 1 della Metropolitana al sito espositivo di Expo. I lavori, condotti da una associazione temporanea d’impresa di cui Elios era capofila, hanno impegnato 140 operai ed hanno riguardato le opere di viabilità a raso, grazie alle quali sono state realizzate strade, piste ciclopedonali, aree di parcheggio e piazzali. “Alla fine siamo arrivati in tempo- spiega Bussatori – negli ultimi tre mesi abbiamo fatti i miracoli gettando il cuore oltre gli ostacoli. I ritardi che ci sono stati non erano tanto dovuti ai cantieri, gli operai hanno sempre lavorato. Ci sono stati problemi di progettazione dei padiglioni quando si è deciso di cambiare il tema, dall’alimentazione alla nutrizione. Questo ha provocato un rallentamento in fase progettuale”. Elios è l’impresa più longeva all’interno del cantiere; nonostante la piccola parentesi di stop forzato, nel 2012, dovuto alla revoca dell’autorizzazione da parte della Prefettura di Milano. Il Tar di Milano ha accettato il ricorso ed ha riammesso regolarmente l’azienda piacentina a pieno titolo nel cantiere.

Il servizio completo nella prossima puntata di A Tutto Tondo 

redazione

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