L’innata riservatezza si manifesta anche dalla postura. Sorridente ed emozionata con lo sguardo basso quasi a fuggire obiettivi e telecamere, ma anche gli sguardi della gente. Madre Anna Maria Canopi, badessa fondatrice del monastero benedettino Isola di San Giulio, ha ricevuto l’Antonino d’Oro 2015 dalla mani del vescovo Gianni Ambrosio al termine della cerimonia solenne nella basilica di Sant’Antonino. Originaria di Pecorara dove ha vissuto solo i primi sei anni della sua vita, madre Canopi ha consacrato l’esistenza alla preghiera e alla clausura. Una condizione che oggi, a 84 anni, la stare nascosta in disparte, come nel corso della massa che ha seguito defilata per mostrarsi ai fedeli solo alla fine. “Rispondo con una sola parola – ha detto visibilmente emozionata e con un filo di voce – grazie. Ricambio tutto l’affetto che ho ricevuto lo porterò nel mio cuore in cui c’è posto anche per voi, c’è ancora tanto posto”. Un segno di riconoscimento e di stima verso una piccola grande donna di origini piacentine, riservata a tal punto da essere estranea ad ogni forma protagonismo personale. L’Antonino d’oro consegnato a lei – ha spiegato il parroco della basilica don Giuseppe Basini – significa anche riportare l’attenzione dei piacentini alle numerose congregazioni religiose presenti in città, tra cui due comunità femminili di vita claustrale, come una bella risorsa a disposizione di tutti, credenti e non. Dalle parole e dal volto di Madre Canopi emerge chiaramente come la ricerca di Dio è sempre sorgente di libertà e bellezza”. “E’ doveroso ricordare tutte le donne che si sono dedicate al bene di tutti – ha detto il vescovo Ambrosio nell’omelia – Le suore consacrate e le monache dedite alla vita contemplativa sono un esempio per tutti noi. Nel silenzio ci indicano la strada da seguire come Madre Anna Maria Canopi alla quale va il mio più sentito grazie”.
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