Critiche pesanti, in particolare, sulla forma di finanziamento del project financing e sui costi lievitati rispetto alle iniziali previsioni di spesa. Sul nuovo ospedale, presentato in audizione dalla dg Bardasi, dai tecnici e dall’assessore Fabi, si sono levate le critiche dell’opposizione e perplessità più velate anche da parte di alcuni esponenti della maggioranza.
“Non posso che essere fortemente critica – ha detto la consigliera Patrizia Barbieri (civica di centro destra) – per chi ha gestito il Covid questo è un pugno nello stomaco. Si era individuata un’altra area e la regione aveva già stanziato i finanziamenti. Oggi avete di deciso di cambiare e di ricorrere al finanziamento privato. Questa pervicacia volontà della regione di mettere in discussione quello che era stato deciso ha generato ritardo e aumento dei costi. Quello della regione era un impegno pubblico che andava rispettato”. E’ ancora la consigliera Barbieri a chiedere “che fine hanno fatto i 20 milioni di euro che l’ex ministro Speranza aveva promesso alla regione Emilia Romagna affinché arrivassero al nuovo ospedale?”
“Quale é l’interesse del privato nell’operazione del partenariato pubblico privato? – domanda il consigliere della civica di centro destra-Liberi Massimo Trespidi – avete cambiato il bambino nella culla perché all’inizio il finanziamento doveva essere tutto regionale. Oggi invece, la maggior parte del costo sarà coperta dal privato. Il finanziamento pubblico è diminuito di 91 milioni e l’opera costa di più di 70 milioni in più. Perché non ci avete spiegato quali motivazioni politiche e tecniche vi hanno spinto a passare dal finanziamento pubblico al project financing?”
“Fu l’allora assessore Venturi a parlare, nel 2015, del nuovo ospedale. Struttura che sarebbe dovuta essere finanziata totalmente dal pubblico, dieci anni dopo le cose si sono ribaltate – ha ricordato il consigliere di ApP Luigi Rabuffi – la regione riduce fortemente il finanziamento previsto e affida l’ospedale al PPP affidando al privato il 54% di risorse da impegnare (164 milioni di euro). Oggi l’opera costa 296 milioni a cui andranno aggiunti interventi extra capitolato, e se ci saranno costi aggiuntivi chi li sosterrà?”
“A chi conviene il partenariato pubblico privato? – domanda la consigliera del Gruppo Misto Claudia Gnocchi – non sarebbe stato più conveniente accedere a mutui bancari per coprire la spesa di costruzione e poi poter mettere a gara in modo realmente concorrenziale i servizi accessori appaltati ai privati? Di fronte ad una promessa pertanto mancata di un ospedale completamente pubblico, ora l’ospedale diventa nei fatti privato, è questa la sanità che vogliamo?” domanda criticamente la consigliera.
Giuseppe Gregori (civica Per Piacenza) ha esortato a “prevedere spazi dedicati anche alla formazione universitaria, non solo alla cura”; il consigliere Filiberto Putzu (Liberali), ha ringraziato la regione per avere “individuato Piacenza per il finanziamento per l’edificazione di un nuovo ospedale che serve ad attrarre nuove utenze e professionalità sanitarie ambiziose ed emergenti”.
“Quello di oggi è un passaggio importante, non solo per Piacenza ma per l’intera provincia – ha detto il capogruppo PD Andrea Fossati – non è un’idea astratta ma un percorso che sta avanzando. Il cronoprogramma è rispettato”. “Con il partenariato pubblico privato non abbiamo grande dimestichezza – ha ammesso la consigliera Caterina Pagani (Piacenza Oltre ) – il dubbio è legare una soggetto privato ad una struttura pubblica, è questo a suscitare alcuni dubbi. Quanto durerebbe questa convenzione?” ha domandato.
Perplessità e critiche sono state rivolte dai consiglieri Soresi (FdI) e Zandonella (Lega) che hanno manifestato dubbi soprattutto in merito ai costi aumentati e alla gestione del privato.
La dg Paola Bardasi ha rassicurato i consiglieri che i servizi sanitari resteranno pubblici, “il ruolo dei privati – ha specificato – riguarderà la costruzione, gestione e manutenzione con durata di 30 anni, su cui certamente l’azienda controllerà il buon andamento. La forma del project financing è una modalità di finanza pubblica; il mutuo non era possibile perché la nostra regione ha terminato la capacità di indebitamento per questi importi” ha spiegato Bardasi. E in merito all’aumento dei costi “al 2021 i finanziamenti governativi sono calati del 25%, più recentemente la guerra in Ucraina ha fatto lievitare i costi di cemento e materiali tra il 40 e il 60%, e non è escluso che aumentino ancora”. E a proposito di attrattività, la dg Bardasi ha chiuso con una riflessione personale “se non arriveremo a costruire l’ospedale avremo serie difficoltà di attrattività dei professionisti, perché un nuovo ambiente serve a lavorare meglio e ad attirate nuovi figure sanitarie”.
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