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PERCORSO PARTECIPATIVO PER CITTADELLA, LEGAMBIENTE “CI SIAMO PER SENSO DI RESPONSABILITA’, SCELTA NON SCONTATA. OGGI SERVE UN CAMBIO NETTO”

Un percorso partecipativo che non è tutto rosa e fiori, nella consapevolezza che qualcosa, molto per alcuni, non è andato come doveva. Il percorso partecipativo avviato dall’amministrazione, che si avvarrà del contributo della società Arcadis, per la riqualificazione di piazza Cittadella spinge Legambiente a spiegare perché quanto sta avvenendo non sia così scontato. Nell’incontro di venerdì, la plenaria di cittadini e associazioni, a cui ne seguiranno altri quattro fino al passaggio in consiglio comunale il 27 aprile, Laura Chiappa, in qualità di presidente Legambiente ha letto una lettere rivolta alla città e all’amministrazione. “Una scelta non scontata quella di partecipare al percorso – si legge – lo abbiamo fatto per senso di responsabilità. Essere qui oggi non significa voltare pagina senza guardare cosa è successo. Al contrario, essere qui oggi non significa per noi legittimare il percorso partecipativo in sé, ma ribadire quanto sia urgente per questa città – e per chi la amministra – cambiare paradigma nel modo di intendere la partecipazione dei cittadini”.

Per Legambiente la storia di piazza Cittadella dimostra che sono mancate le basi per costruire un percorso partecipativo “anni di incertezze, scelte portate avanti senza ascolto, un decisionismo di questa giunta rigido che ha ignorato osservazioni puntuali, anche quando riguardavano criticità evidenti, sia sul piano amministrativo sia nei rapporti con il concessionario. E oggi il risultato è sotto gli occhi di tutti: una piazza stravolta, ferita, sospesa in un tempo indefinito. Non solo brutta da vedere, ma dolorosa perché ciò che è accaduto era stato previsto, segnalato, discusso e soprattutto ignorato”. Non c’è stato quel riconoscimento che “qualcosa non ha funzionato – scrive Legambiente – che quella fiducia assoluta nel progetto era, nei fatti, un azzardo. Questo passaggio non c’è stato”.

Nella lettera si fa riferimento all’apice che ha portato alla frattura con una parte di cittadini e associazioni, il taglio delle 15 alberature e il ricorso promosso da Legambiente e undici cittadini per scongiurarne l’abbattimento, “un’azione rivolta al solo gestore non al Comune – specifica la lettera- che ha scelto comunque di schierarsi in giudizio a difesa del concessionario e contro ai propri cittadini. Lo stesso soggetto che, dopo l’abbattimento velocissimo degli alberi 2 giorni dopo l’ordinanza, ha poi lasciato la piazza bloccata per oltre un anno, mettendo in difficoltà l’intera città . Di tutto questo oggi non si parla . Si racconta invece un percorso di partecipazione come fosse l’evento finale di un percorso lineare, andato come previsto. Ma non è così. E senza questa consapevolezza è difficile ricostruire quella fiducia che serve davvero per ripartire”.

“Un parcheggio interrato in centro storico è una scelta superata, in contrasto con la mobilità sostenibile; esistono soluzioni diverse per la sosta nell’area nord; serviva un progetto unitario con Piazza Casali, come richiesto dalla Soprintendenza; il degrado dell’autostazione si poteva affrontare con interventi semplici; le alberature erano una difesa concreta contro il caldo sempre più intenso; era indispensabile verificare prima la presenza di reperti archeologici nel sottosuolo.  Oggi colpisce che, nonostante l’evidenza, non ci sia neppure un riconoscimento, anche parziale, della fondatezza di queste preoccupazioni, portate avanti per anni da cittadini e associazioni con senso civico”.
La domanda che oggi si pone l’associazione ambientalista è: da dove ripartire La linea d’azione è chiara “serve un cambio netto: abbandonare definitivamente il parcheggio interrato e individuare soluzioni alternative per la sosta; riportare il verde e le alberature, indispensabili anche per difendersi dal caldo; ripensare l’area davanti alla scuola Mazzini come spazio sicuro e vivo per studenti e attività all’aperto; pedonalizzare via Cittadella; valutare una struttura leggera nell’area dell’ex autostazione, accogliente per cittadini e visitatori, ripensare al progetto di piazza Casali alla luce di quanto risulterà dal percorso partecipato di piazza Cittadella . Non è solo una questione urbanistica. È una questione di idea di città. Una città che ascolta prima di decidere. Una città che non consuma i propri spazi, ma li cura. Una città che ricostruisce fiducia. È da qui che bisogna ripartire, è da qui che chiediamo di ripartire”.

 

redazione

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