Immaginate una città dove gli stimoli sensoriali sono ridotti al minimo, una città capace di offrire esperienze per qualsiasi persona, incluse le neuro divergenti, una città aperta verso la stranezza, l’eccentricità in tutte le sue forme; insomma una città autistica come l’ha definita nel suo libro Alberto Vanoli, docente di geografia politica.
In questo contesto cittadino, i negozi e i pubblici esercizi hanno la parte del leone. La fondazione La Casa Accanto, che si occupa di ragazzi autistici adulti, ha messo le basi perché questa trasformazione avvenga. Il progetto si chiama La Bottega Accanto e vuole agire concretamente per diffondere la cultura verso l’autismo e per combattere la non conoscenza.
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