La “Casa della YouthBank”, nei locali del complesso Santa
Margherita di via Sant’Eufemia a Piacenza, ha vissuto sabato una delle sue giornate più intense e significative. Sono stati ben 98 i ragazzi e le ragazze, tra Banker e Planner, che hanno partecipato alla giornata di formazione ufficiale dedicata ai protagonisti dell’edizione 2026. L’evento era promosso dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano con il patrocinio del Comune di Piacenza, presente la consigliera d’Amministrazione Giovanna Palladini.
Hanno organizzato la giornata, oltre al coordinatore della YouthBank Edoardo Favari, il gruppo dei ‘Banker’ 2026. «I dati diffusi oggi confermano un trend di crescita straordinario per questa esperienza, che abbiamo avviato in maniera un po’ sperimentale, e che anno dopo anno dimostra la sua forza e la sua capacità di sviluppo – sottolinea il presidente della Fondazione Roberto Reggi -. La partecipazione a quest’ultimo Bando la dice lunga sull’interesse che i giovani sanno dimostrare, quando gli viene dato modo di confrontarsi e esprimersi come meritano».
Per il Bando 2026 sono stati presentati 43 progetti, un numero che testimonia la vitalità del network tra Piacenza (Città, Levante e Ponente) e Vigevano, superando i 39 progetti dello scorso anno. Particolarmente rilevante la capacità dei giovani di fare rete: il 58% delle proposte è nato in collaborazione con associazioni locali, segno di un dialogo sempre più maturo tra le nuove generazioni e il tessuto del Terzo Settore. In termini di progettualità, le idee messe in campo dai ragazzi riflettono un’ambizione senza precedenti: il valore complessivo delle richieste di finanziamento presentate raggiunge infatti la cifra record di 459.265 euro. Un dato che, se da un lato evidenzia la vivacità del fermento giovanile, dall’altro apre ora una fase di attenta selezione e “limatura” dei budget, in cui i Banker avranno il compito di valutare la sostenibilità e l’impatto reale di ogni iniziativa. Proprio perché non tutte le proposte potranno accedere ai fondi e molte dovranno essere rimodulate, la giornata di sabato ha assunto un valore cruciale. La formazione è stata pensata come una vera “palestra di progettazione”, dove i 98 partecipanti hanno ricevuto gli strumenti per rendere le loro proposte più solide e competitive.
La mattinata è stata dedicata alla costruzione della visione comune. Dopo un focus sull’identità e sui valori della YouthBank, i ragazzi hanno affrontato sessioni di comunicazione strategica e fondamenti di Project Management. L’obiettivo è stato fornire le basi per passare dall’idea creativa a un piano d’azione strutturato, capace di dialogare con le istituzioni e con la comunità.
Nel pomeriggio, i lavori sono entrati in una fase tecnica e operativa. I Planner si sono cimentati con workshop di “Pianificazione attiva”, apprendendo l’uso di strumenti professionali come la WBS (Work Breakdown Structure) e il diagramma di Gantt per la definizione dei tempi e delle fasi dei progetti. Il momento più importante è stato quello delle interviste con i Banker: un confronto diretto in cui i proponenti hanno dovuto “difendere” e spiegare le proprie idee ai coetanei che gestiscono il fondo. Questo scambio è stato fondamentale per identificare i punti di forza e le criticità di ogni proposta, avviando quel processo di revisione dei budget e delle attività necessario per arrivare alla selezione finale.
Con la seconda fase del Bando 2026, le idee dovranno essere formalizzate come vere e proprie richieste di contributo, indirizzate a Fondazione, in collaborazione con un’organizzazione no profit che affiancherà i giovani.
Per questo, all’incontro di ieri, ha preso parte anche la referente territoriale di CSV Emilia Raffaella Fontanesi. Le domande dovranno essere presentate on-line entro il 31 maggio.
Nel mese di giugno, nel corso di un evento pubblico, verranno presentati i progetti vincitori, che dovranno essere realizzati e rendicontati entro il 30 aprile del prossimo anno.
«YouthBank è un’esperienza di educazione alla responsabilità finanziaria e civica unica nel suo genere – aggiunge il presidente Reggi -. Affidando ai giovani il compito di ideare, valutare e selezionare i progetti, la nostra Fondazione investe sulle loro capacità critiche. Tra i 98 presenti non ci sono solo futuri progettisti, ma giovani cittadini che stanno imparando a gestire risorse pubbliche, a negoziare e a scegliere in base al bene comune, rendendo i nostri territori all’avanguardia nella filantropia giovanile nazionale».
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