Sulla candidatura di Katia Tarasconi al secondo mandato pare che manchi solo l’ufficialità; a testimoniarlo l’apertura della stessa sindaca, pochi giorni fa, durante un’intervista a Telelibertà “come faccio a dire, dopo quattro anni di impegno, è finita, si chiude qui e arrivederci? È la collettività a decidere”. E fin qui si può dire che in molti se lo aspettavano: sarà perché alla fine del primo mandato c’è il desiderio di portare a termine o vedere realizzati i progetti più ambiziosi che richiedono più di un quinquennio e, a quanto pare, Piacenza non farà eccezione. Il tema ricandidatura e amministrative 2027 è stato ampiamento discusso anche nell’ultimo esecutivo del Partito Democratico, dove non tutti hanno apprezzato le modalità con cui Tarasconi avrebbe pubblicamente aperto ad un secondo mandato. Non tanto per il contenuto, quanto per il metodo: perché non parlarne prima in esecutivo o negli organi preposti, si domandano alcuni esponenti del partito locale. Se forse è eccessivo parlare di malcontento, di certo corrisponde a verità sostenere che una maggiore condivisione sarebbe stata apprezzata.
Non solo: non è passata inosservata la mancata partecipazione di Tarasconi a quegli eventi organizzati dal PD durante la campagna referendaria. La sua non partecipazione alla serata con Pier Luigi Bersani ha sorpreso non poco. Certamente alla prima cittadina non è piaciuto il clima divisivo che si è creato durante le settimane che hanno preceduto il voto, un clima da tifoseria che non è stato apprezzato. Sarà stato questo, probabilmente, a farla desistere dalla partecipazione agli eventi più importanti organizzati dal suo partito. Per qualcuno invece, sempre del suo stesso partito, sarebbe stato un segnale incoraggiante annoverarla tra i presenti. Un peccato anche perché il voto referendario ha riportato alle urne una fetta di popolazione, nella fattispecie i più giovani tra 18 e 34 anni, che per anni hanno disertato le urne e che hanno convintamente votano No, determinandone la vittoria netta. Riuscire ad intercettare quella parte di elettorato è fondamentale.
C’è poi un altro tema dirimente in vista del voto amministrativo della prossima primavera, quello delle alleanze. Se anche a livello locale si volesse ricalcare quello che sta avvenendo a livello nazionale, si dovrebbe lavorare per la creazione di un campo largo che va dal centro sinistra fino alla sinistra, sul modello di PD-Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi Sinistra. Ma nello scacchiere piacentino ci sono anche i Liberali che, pur non avendo nulla a che fare con la sinistra e sedendo all’opposizione a palazzo Mercanti, sono stati più di una volta in sintonia con l’amministrazione, anche su partite importanti.
Non saranno mesi facili perché nel PD non mancano le posizioni di coloro che vedono nell’apertura a sinistra il naturale approdo dell’intera coalizione, e che auspicano maggiore condivisione sulle scelte importanti.
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