Cronaca

FEMMINICIDIO AURORA: 17 ANNI DI RECLUSIONE PER IL SEDICENNE. LA MADRE “GIUSTIZIA E’ FATTA. ORA FAREMO UN’ASSOCIAZIONE”

Diciassette anni di reclusione: è la sentenza emessa dal giudice del Tribunale per i minorenni di Bologna nei confronti del 16enne accusato di omicidio pluriaggravato di Aurora Tila. Un anno fa la 13enne era morta dopo essere precipitata da un balcone del settimo piano del palazzo in cui viveva con la madre. L’imputato è stato giudicato con rito abbreviato (che dà diritto allo sconto di un terzo della pena). Il pubblico ministero aveva chiesto 20 anni e 8 mesi, mentre la difesa aveva sollecitato l’assoluzione. Secondo l’ipotesi accusatoria, riconosciuta dal Tribunale, sarebbe stato proprio l’allora 15enne, con il quale Aurora aveva avuto una storia poi da lei interrotta, a spingerla dal balcone. Dopo che si era aggrappata alla ringhiera, la ragazza sarebbe anche stata colpita alle mani dal ragazzo nel tentativo di farla precipitare.

I giudici hanno riconosciuto tutte le aggravanti, compreso lo stalking, tasto sul quale batteva il collegio di legali della madre della ragazzina, Morena Corbellini. Nel complesso, l’unica attenuante riconosciuta al giovane, che si è sempre dichiarato innocente, è quella della minore età. Le motivazioni della sentenza saranno depositate nel giro di 90 giorni.

“Sono soddisfatta per la condanna a 17 anni, anche se 20 erano meglio. Ma almeno giustizia è stata fatta. Io ho sempre creduto nella giustizia, l’ho detto dall’inizio”, ha detto Morena Corbellini, la mamma di Aurora, che ha confermato l’intenzione di dare vita ad un’associazione in nome della figlia, “l’obiettivo è quello di andare in giro e informare e aiutare i ragazzi e le ragazze che hanno problematiche a non fidarsi di personaggi come il ragazzino incontrato da mia figlia”.

L’avvocato Ettore Maini, uno dei legali del 16enne, ha annunciato “Faremo senz’altro appello. C’è stata una condanna che non rispecchia le richieste del pubblico ministero e nel corso dell’arringa abbiamo evidenziato che le fonoregistrazioni delle dichiarazioni rese dai testi dicono qualcosa in più rispetto a quello che è stato verbalizzato, e soprattutto contraddicono certi aspetti delle verbalizzazioni, per cui l’attendibilità dei testi è in discussione”.

 

 

redazione

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