Alcuni funzionari de sindacato SiCobas erano presenti alla festa del rugby ed hanno assistito all’aggressione ai danni di Pascai. Ecco il racconto
“Il S.I. Cobas Piacenza esprime solidarietà a Marco Pascai, sindacalista CGIL, vigliaccamente aggredito dai militanti neonazisti del Veneto Fronte Skinhead.
Svariati nostri funzionari erano presenti dalle ore 21:00 alla “festa del rugby” in quanto amici del gruppo che doveva esibirsi, i Bull Brigade, di dichiarata fede antifascista.
Verso le 21:30 i neonazisti hanno invaso il prato dedicato ai concerti assumendo da subito atteggiamenti di sfida e minaccia verso i ragazzi giovanissimi presenti. Solo il frapporsi pacifico di alcuni ragazzi più grandi, schierati a difesa dei minorenni, ha impedito che la situazione degenerasse.
Il pubblico è rimasto saldo e fermo senza cedere alle provocazioni fino a che la band ha dichiarato dal palco di non volersi esibire alla presenza dei neonazisti.
Di questi, solo tre persone erano piacentine, gli altri erano volti altrettanto noti provenienti da Modena e Pavia, chiaramente giunti in città per compiere un agguato.
Quando la polizia è sopraggiunta hanno inscenato saluti romani e minacciato svariati funzionari del S.I. Cobas Piacenza, che tuttavia sono rimasti saldi e fermi prevenendo lo scontro.
Compreso di essere indesiderati dal pubblico e dalla band, i neonazisti sono stati scortati all’esterno dalla polizia, e durante l’uscita hanno lanciato birre e altri oggetti contro il pubblico.
Al termine del concerto, quando ormai il grosso dei partecipanti si era allontanato, il gruppo di neonazisti ha tuttavia fatto ritorno verso l’area della festa, non si comprende se sottraendosi al controllo delle forze dell’ordine o da esse autorizzato. In questo contesto, a poca distanza dall’ingresso, il gruppo ha sfogato la sua sete di violenza contro l’inerme funzionario della CGIL, colpendolo alle spalle e sotto la sguardo del figlio.
Una dinamica gravissima che non può che interrogare la collettività su come sia possibile che un ristrettissimo numero di persone arci note riproponga da venti anni le identiche modalità di terrorismo politico agendo indisturbato in un eterno ripetersi dell’uguale.
Lavoratori e organizzazioni sindacali non si faranno intimidire da chi semina violenza per aizzare poveri contro poveri e distrarre l’attenzione dalla drammatica situazione di precarietà economica e sociale che il nostro Paese sta attraversando”.
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