Sono sicurezza e lavoro i settori in cui la Provincia di Piacenza emerge con i dati migliori; per contro, emerge una condizione di maggiore fragilità del territorio piacentino rispetto agli ambiti di Ricerca e innovazione e dell’Ambiente. E’ il quadro che emerge dal BES 2025, sul benessere equo e sostenibile riferito, appunto, alla provincia di Piacenza. L’edizione 2025 ha visto la partecipazione di 43 enti in 9 regioni, confermando la presenza di tutte le province dell’Emilia-Romagna e del Lazio.
Il rapporto BES 2025 della provincia di Piacenza si propone di monitorare l’evoluzione del benessere del territorio sotto il profilo economico, sociale e ambientale, con particolare attenzione ai temi della disuguaglianza, della
sostenibilità, della solidarietà e dell’inclusione, nonché alla riduzione dei divari di genere. Lo fa quest’anno attraverso una batteria di 89 indicatori riferiti ai
consueti 11 domini tematici del BES, presentati secondo l’ordine adottato nel fascicolo: Salute, l’Istruzione e formazione , il Lavoro e conciliazione dei tempi di vita, il Benessere economico, le Relazioni sociali, la Politica e istituzioni, la Sicurezza, il Paesaggio e patrimonio culturale, l’Ambiente, l’Innovazione, ricerca e creatività e la Qualità dei servizi.
Nel rapporto BES il confronto viene eseguito sia rispetto alla regione Emilia Romagna che rispetto all’Italia. Il confronto con l’Italia restituisce un quadro complessivamente favorevole per la provincia di Piacenza, che si colloca al di sopra della media nazionale nel 67% degli indicatori, a fronte del 31% di
indicatori peggiori e dell’1% in linea con la media. Di segno opposto è invece il confronto con l’Emilia-Romagna, nel quale prevalgono gli indicatori al di sotto della media regionale (55%), rispetto a quelli migliori (42%), con un
residuo 3% di indicatori in posizione di sostanziale allineamento.
Gli ambiti che nell’edizione 2025 riportano una condizione migliore di Piacenza rispetto a quella nazionale sono stati in particolare quelli della Salute, del Lavoro e della conciliazione dei tempi di vita, dell’Istruzione e formazione; al contrario, emerge una condizione di maggiore fragilità del territorio piacentino rispetto al contesto regionale per le dimensioni della Ricerca e innovazione; della Salute, del Paesaggio e patrimonio cultural e dell’Ambiente.
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