Otto istituti, comprendenti 18 scuole, un migliaio di alunni, da bambine e bambini di 5 anni a ragazze e ragazzi di 18 e decine di docenti, degli istituti Romagnosi, Gioia, Colombini, delle scuole secondarie Dante-Carducci, Frank e Calvino e del Quarto e Quinto Circolo, quest’ultimo è la scuola capo-fila. Sono i numeri della rete Io Cittadino Consapevole, progetto giunto alla quarta edizione che ha festeggiato la conclusione all’auditorium Sant’Ilario alla presenza delle realtà coinvolte.
L’idea portante è di coniugare esperienza diretta e attività didattica, incrementando in verticale il piano della cittadinanza attiva, con lo scopo di promuovere iniziative volte ad incentivare la socialità e la scoperta. L’intento è di stimolare bambini e ragazzi, di sviluppare la conoscenza del nostro territorio partendo da un percorso di formazione per i ragazzi più grandi, per poi realizzare un’azione pedagogica sotto forma di peer tutoring tra alunni di ordini di scuola diversi. Tra gli obiettivi focalizzare l’attenzione sulla dimensione relazionale e di socializzazione nei processi di insegnamento e apprendimento e sul benessere dello studente; valorizzare la conoscenza del proprio contesto di riferimento per rendere significativo il legame tra le persone e costruire un senso di comunità; contribuire alla formazione civica dei futuri cittadini, agevolando nuove forme di conoscenza e scoperta, in modo diretto e partecipato, della città in cui viviamo.
Quest’anno il progetto si è focalizzato sui quartieri significativi della città, approfondendo storia e conoscenza attraverso audio interviste a commercianti, a cittadini “storici”, a speciali conoscitori dei quartieri e perlustrando angoli nascosti. I ragazzi più grandi sono diventati tutor dei ragazzi più piccoli, fino a raggiungere i bambini delle scuole dell’infanzia. Sono stati realizzati numerosi laboratori “sul campo” dove, oltre a conoscere, si è conferita ai rispettivi spazi una specifica e sostanziale connotazione. Tutta l’attività è stata documentata con la realizzazione di podcast e cortometraggi.
Il progetto si è concluso con seminari condotti dall’architetto Mao Fusina, che ha incontrato un gruppo di rappresentanza di bambini e ragazzi e lo ha guidato nella parte finale di ricerca e rivisitazione del quartiere, individuando nuove possibili evoluzioni e destinazioni di spazi che ci piacerebbe condividere con l’amministrazione comunale.
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