E’ una povertà crescente quella che ogni giorno bussa alla porta delle parrocchie delle periferie cittadine, succede anche dalle nostre parti, nonostante Piacenza sia una città ricca e benestante. Ma non per tutti. Padri e madri di famiglia che non ce la fanno con la spesa e le bollette a cui si aggiungono la mancanza di un lavoro stabile e la difficoltà a gestire i rapporti umani e gli affetti familiari, spesso i primi a risentire negativamente della situazione di difficoltà. A questo si aggiunge un’altra emergenza quella dei profughi, che vanno a rinfoltire quel già troppo nutrito esercito di persone che non ce la fanno. Eppure non si può far finta di nulla, voltarsi dall’altra parte o fingere che il problema non esista. Mettere la testa sotto la sabbia e non pensare che uomini e donne sono disposti a fare migliaia di chilometri a piedi per poi imbarcarsi su mezzi di fortuna per arrivare in italia, non è corretto. Ma non si può nemmeno ignorare il disagio e le fragilità che ogni giorno si incontrano per le nostre strade, a due passi dalle nostre case. Di seguito la lunga intervista a Don Pietro Cesena, parroco di Borgotrebbia
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