L’hanno accusata non esercitare l’imparzialità che il ruolo super partes le impone, oltre che svilire il ruolo dei consiglieri stessi. I capigruppo di minoranza non hanno certo usato guanti di velluto per definire l’operato della presidente del consiglio comunale Paola Gazzolo. Una gestione mal sopportata che ha trovato il suo culmine nella mancata convocazione del consiglio comunale del 13 febbraio nonostante i 50 atti ispettivi ancora da discutere datati luglio e agosto. Gazzolo risponde: “non sono la stampella né della maggioranza né della giunta”.
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