Politica

SUICIDIO MEDICALMENTE ASSISTITO: APPROVATA LA RISOLUZIONE DI APP. “L’EMILIA ROMAGNA APPROVI LA LEGGE SUL FINE VITA”

Un dibattito di livello elevato su una questione che tocca una scelta estremamente personale; intorno alla risoluzione presentata da Alternativa per Piacenza sul suicidio medicalmente assistito i consiglieri hanno esposto il loro pensiero specchio delle singole e differenti sensibilità. La risoluzione a firma dei consiglieri Luigi Rabuffi e Stefano Cugini, in sintonia con Alleanza Verdi Sinistra, è passata con 17 voti a favore, un contrario (Giuseppe Gregori), cinque astenuti (Albasi, Dallanegra, Fossati, Scafuto, Putzu) e otto non votanti (Barbieri, Casati, Domeneghetti, Papamarenghi, Sgorbati, Soresi, Trespidi, Zanardi, Zandonella). Con l’approvazione il consiglio comunale, ritenendo necessario anche la regione Emilia Romagna legiferi su tema del suicidio assistito, chiede all’amministrazione comunale di Piacenza di assumere ogni iniziativa affinché venga approvata anche dal consiglio regionale una legge regionale sul fine vita. “Una risoluzione nel segno della dignità e che risponde al bisogno di autodeterminazione del malato terminale – ha detto il consigliere Rabuffi nella presentazione – oggi non esiste una normativa sul tema e questo provoca una situazione di incertezza e indubbia sofferenza a chi si trova nelle condizioni di non poter scegliere, consapevolmente e lucidamente, sulla propria fine. Tra i casi più eclatanti che le cronache ricordano ci sono quelli di Luca Coscioni, Piergiorgio Welby, Giovanni Nuvoli, Eluana Englaro e dj Fabo. La regione Toscana, ad oggi, è l’unica in Italia, ad aver approvato una legge regionale sul fine vita nel marzo del 2025, con la quale ha disciplinato, sul proprio territorio, tempi e modi del suicidio assistito. Legge di cui – ha concluso Rabuffi – anche la Corte Costituzionale ha dichiarato legittimi i principi generali”.

“La risoluzione non vuole sostituirsi al legislatore – ha detto il consigliere Stefano Perrucci (PD) che si è dichiarato favorevole – ma chiede che la regione faccia la sua parte rispettando la dignità delle persone. E’ un atto di responsabilità istituzionale”. Favorevole anche il consigliere Matteo Anelli (Pc Coraggiosa), “la risoluzione non chiede che lo Stato decida per qualcuno, ma che chi si trova prigioniero di una patologia irreversibile non lo sia anche di un vuoto legislativo”. “Per i temi sul fine vita e sul suicidio medicalmente assistito ci vuole molto rispetto – ha detto la consigliera Gloria Zanardi (FdI) –  tutti siamo mosso dalla volontà di dare risposte, ma la priorità resta il potenziamento delle cure palliative, del sostegno psicologico; crediamo più corretto che sia il governo centrale ad affrontare questa materia per evitare differenze territoriali”. Perplessa sulla regionalità della legge si è detta anche la consigliera Barbara Mazza (civica centro destra), “perché si corre il rischio di intervenire a macchia di leopardo”; dello stesso avviso anche la capogruppo della civica di centro destra Patrizia Barbieri “serve una legislazione nazionale che si occupi del tema, ci vogliono scelte condivise ed equilibrate”. Favorevoli alla risoluzione il gruppo di Piacenza Oltre: il consigliere Sandro Spezia ha detto “di fronte all’inerzia è giusto dare un segnale, questa risoluzione la è”; la collega Caterina Pagani l’ha definita “uno stimolo ulteriore per la nostra regione affinché si arrivi a una legge anche a livello nazionale”. Convintamente favorevole la consigliera Costanza De Poli (PD) “ben venga che le regioni possano essere autonome finché non ci sarà una legge nazionale”. Dello stesso parere anche la consigliera Margherita Lecce (Per Piacenza) “morire in dignità è fondamentale e è quello che un paese civile dovrebbe garantire”. Non così d’accordo, il capogruppo Andrea Fossati “siamo davanti non a un tema senza regole ma gestito da troppi, non possiamo che il tema sia consegnato in ordine sparso alle regioni”. Si è commosso il consigliere Filiberto Putzu (Liberali) quando ha raccontato la storia di un collega che si è ammalato e che avrebbe voluto morire qualora fosse peggiorato in modo irreparabile. Oggi sta molto meglio.  “La decisione d’impulso è legittima – ha detto – ma va  contestualizzata in quel momento. Per questo credo sia necessaria una legge nazionale”.” L’inerzia degli anni precedenti sull’argomento è stato superato dall’iter parlamentare che ha preso avvio perché vi è una sostanziale convergenza della legge” ha detto il consigliere Massimo Trespidi. “L’obiettivo della nostra risoluzione – ha concluso il consigliere Cugini – era quello di mettere l’accento sull’inerzia delle istituzioni. Con questa discussione abbiamo dato una bella immagine del consiglio comunale”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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