PAPA’ GIANPIETRO: “MIO FIGLIO EMANUELE MI HA SALVATO DA ME STESSO”

Gianpietro Ghidini è il fondatore della Fondazione Pesciolino Rosso, con sede in provincia di Brescia, nata nel 2013 per e grazie ad Emanuele.

Emanuele è il figlio di Gianpietro che il 24 novembre del 2013 si è buttato nel fiume Chiese dietro casa, proprio dove dieci anni prima, a 6 anni, aveva gettato insieme al papà il suo pesciolino rosso che stava per morire. Una notte d’autunno di dieci anni dopo, quelle stesse acque avevano inghiottito Emanuele dopo una serata di eccessi.

Da quel giorno la vita di Gianpietro e della sua famiglia è stata sconvolta. Grazie alla Fondazione Pesciolino Rosso papà Gianpietro ha girato oltre 400 città, fatto oltre 1000 incontri in piazze, oratori e teatri. Il suo è un messaggio forte che rivolge ai genitori e ai figli, a quel rapporto difficile e unico che deve essere vissuto nel modo migliore. Gianpietro ha raccontato la sua storia Di Profilo

VIOLENZA DI GENERE, ANCHE LE PAROLE HANNO UN PESO

Chi può chiamare amore un cuore spezzato? La violenza di genere è un fenomeno complesso che esiste e che cresce nei numeri. Il convegno organizzato in Fondazione da comune di Piacenza, Castel San Giovanni, Fiorenzuola e Provincia ha cercato di dare strumenti per affrontare questa realtà. A partire proprio dalle parole e dal linguaggio con cui si affronta e si racconta la violenza di genere contro le donne. Chiara Cretella, assegnista di Ricerca in sociologia all’Università di Bologna ha spiegato quanto il linguaggio è importante per conoscere il problema; partendo dalla comunicazione dei cartelli fino alla pubblicità. “Bisognerebbe istituire il reato di stalking mediatico – ha detto – soprattutto nei casi di femminicidio” riferendosi alla morbosità con cui alcuni media pretendono di mostrare emozioni e situazioni assolutamente private, violando, in certi casi, il dolore e la privacy di una famiglia. Le parole hanno un forte peso nei casi di violenza: si dovrebbe evitare di utilizzare la parola raptus, così come vittima di violenza ma survival, ovvero sopravvissuta alla violenza.

Un convegno rivolto agli operatori del settore ma anche agli amministratori, un’occasione per fare il punto su quanto si è fatto e su quanto è ancora da fare. L’assessore al Nuovo Welfare Stefano Cugini ha ribadito l’impegno che più soggetti hanno messo per ampliare il centro antiviolenza e la casa rifugio antiviolenza che oggi può ospitare fino a 17 donne, oltre che un servizio di reperibilità grazie alle professionalità del Telefono Rosa. Da marzo a dicembre 2015 sono state accolte 14 donne e 17 bambini.

fondazione antiviolenza

FONDAZIONE, LUNEDI’ PRIMA RIUNIONE DEL NUOVO CDA

Il presidente Toscani l’aveva annunciato il giorno della presentazione della sua squadra: per il primo mese il nuovo cda dovrà riunirsi una volta a settimana. E così è. Già lunedì 27 è fissata la prima riunione, la prima seduta di insediamento in cui oltre alle presentazioni tra i consiglieri, se mai ce ne fosse bisogno, si guarderà alla stesura di un programma da seguire per le prossime settimane. Toscani ha ribadito di voler impostare la sua presidenza su trasparenza, sobrietà e moderazione. Tra i primi impegni quello di quantificare il patrimonio dell’ente per chiarire alla città le somme di erogazioni disponibili. Prossimo passaggio formale sarà la nomina del vice presidente vicario. Indiscrezioni vedrebbero in pole position l’avvocato Roberto Rovero.

FONDAZIONE TARGA

CDA FONDAZIONE, COLOSIMO: “VECCHIO MODUS OPERANDI”

Il giorno dopo la presentazione del cda della Fondazione il consigliere comunale di Piacenza Viva Marco Colosimo interviene per rimarcare la necessità di condivisione e partecipazione della città sulle scelte che riguardano l’ente di via Sant’Eufemia, in questo caso i membri del consiglio di amministrazione.
Prendiamo atto della nomina ed approvazione del nuovo Cda in Fondazione. Possiamo parlare di, alcuni, nomi nuovi, ma il modus operandi è vecchio. Tutti ne parlano, tutti la vogliono……Non è che la condivisione e la partecipazione siano assolutamente necessarie, ma vedere 13 voti a favore (tra cui i 3 che passeranno in Cda) e 12 astensioni, non è un inizio promettente. Bene la riduzione degli emolumenti anche se il Presidente Toscani ed il suo Consiglio sanno bene che la partita non è questa, o meglio non solo questa. Constatiamo che a differenza del passato il presidente ha inviato una mail con la lista dei nomi ai membri del consiglio generale.
Forse per superare qualche attrito e cercare maggiore partecipazione di tutto il consiglio, in generale, era meglio parlare e almeno in parte condividere alcune scelte. Il problema non è tanto vedere una predominanza dei commercialisti, uno in Cda ed uno come direttore generale, in Fondazione; il problema è la massima unità d’intenti per ritrovare credibilità e serenità. Solo con un serio, celere ed accurato lavoro di analisi finanziaria sul patrimonio, oltre a rispondere ai quesiti del ministero ed ai dubbi della procura, si potrà sperare di tornare credibili davanti ai cittadini. E se errori ci sono stati, una volta appuratane la gravità e l’implicazione, il Cda ed il presidente non potranno esimersi da una dovuta azione di responsabilità.
 Come a suo tempo avevamo fatto con il dr.Toscani, anche al nuovo Cda auguriamo buon lavoro, nella speranza che il lavoro di squadra possa essere effettuato non solo nell’ambito del Cda ma anche nell’ambito del Consiglio generale nella sua totalità, nonostante le varie problematiche che nel suo ambito potranno nascere. Vi aspettiamo quanto prima in consiglio comunale per aggiornare la cittadinanza sul Vostro lavoro e sulla Vostra analisi sulla situazione patrimoniale della Fondazione.
Marco Colosimo 
Consigliere comunale 
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FONDAZIONE, CDA SENZA SORPRESE. SI PARTE DAL TAGLIO DEI COMPENSI

La squadra definitiva l’ha annunciata il Presidente Toscani al termine della seduta di consiglio. Per la verità le indiscrezioni che si sono susseguite nei giorni scorsi si sono rivelate fondate, compreso l’ingresso del cardiochirurgo infantile Calza di cui avevamo riferito nei precedenti articoli. I membri del cda sono Domenico Battaglia di Vigevano nel ruolo di Vice presidente, ex notaio; Cesare Betti direttore di Confindustria scelto dal presidente Toscani le sua doti organizzative; Giovanni Calza, cardiochirurgo oggi in pensione del Gaslini di Genova, a cui il presidente si affiderà per il welfare e per le attività scientifica; Franco Egalini commercialista; Carlo Ghisoni dirigente d’azienda, responsabile del gruppo Chiesi Farmaceutici, esperto di finanza; Giorgio Milani scultore esperto d’arte; l’avvocato Roberto Rovero. Una squadra che Toscani ha sottoposto nella sua interezza al consiglio generale. Una cda approvato dal voto di tredici consiglieri, con l’astensione di undici. “Non mi preoccupo – ha commentato Toscani – siamo passati da sei voti contrari alle astensioni, quindi abbiamo cominciato un percorso insieme. Le astensioni sono state costruttive, il clima dell’assemblea è stato collaborativo e costruttivo”. E’ un presidente, nella sua prima uscita ufficiale, apparso decisamente rilassato, pronto alla battuta desideroso di voltare pagina. Alla domanda se sia stato difficile trovare una quadra nella squadra, risponde che i nomi erano quelli che aveva in mente fin dal luglio scorso, da quando cioè ha presentato la sua candidatura, smentendo così le voci delle ultime settimane che parlavano di pressioni per l’ingresso nel cda. Fino all’ultimo sembrava confermata la presenza di Stefano Pareti anche nell’attuale consiglio, poi sostituita da Giorgio Milani. Parole d’ordine del Presidente “sobrietà e moderazione nei comportamenti”; primo provvedimento la riduzione dei compensi: quello del presidente passa da 68mila euro lordi annui a 30mila, il compenso del vicedirettore vicario da 25mila a 13 mila, quello dei consiglieri da 20mila a 10 mila. Un risparmio annuale di 106mila euro.

FONDAZIONE, CDA TRA PASSATO E FUTURO?

E’ il giorno del cda. Il giorno in cui il presidente Toscani annuncerà la squadra che lo affiancherà nella gestione della Fondazione. In attesa di sapere se verrà aggiunto anche un settimo membro al consiglio, si parlava del professor Giovanni Calza, cardiochirurgo infantile dell’ospedale Gaslini di Genova, piacentino, da anni impegnato in collaborazioni con associazioni umanitarie a favore dei bambini, fa discutere l’inclusione, praticamente certa, di Giorgio Milani. Il Corriere Padano (sul suo sito www.corrierepadano.it) definisce il ticket Pareti-Milani un ritorno al passato non uno slancio verso una nuova Fondazione. Nel testo si legge: “C’è chi si chiede se Milani stia approfittando della forza dell’appoggio del quotidiano locale, e addirittura c’è chi si spinge a sostenere che sia lo stesso artista piacentino a “dettare” la linea a Libertà. E ancora: “la presenza di Milani nel cda porterebbe all’esclusione dell’unica donna – si parlava di Lucia Favari – che era sul punto di farne parte: in una fase storica nella quale in ogni contesto la presenza femminile cresce ed è sempre più apprezzata, si configurerebbe come un ennesimo smacco all’immagine della Fondazione, alla quale il neopresidente Massimo Toscani – se venisse confermata la presenza nel cda di Milani – non sarebbe quindi in grado di imprimere la necessaria svolta”. Aggiungiamo noi, a questo punto, l’ipotetico ingresso del professor Calza, professionista di chiara e illustre fama, potrebbe smussare le critiche che in questo momento si stanno alimentando tra gli addetti ai lavori.

FONDAZIONE

 

FONDAZIONE, CDA DI OTTO MEMBRI?

La squadra è pronta,  o sarebbe meglio dire quasi. Nel senso che il presidente Toscani sta valutando, fino all’ultimo, se aggiungere un nuovo membro al cda,  facendo così salire otto il  numero complessivo dei consiglieri (compreso il presidente). C’è da immaginare che non sia stata un’operazione semplice quella cheToscani ha affrontato per la composizione della squadra; bilanciare equilibri e competenze, smussare le ambizioni di alcuni per un ingresso nel cda, insomma un’operazione davvero delicata mirata al “cambio di passo” tanto auspicato fin dal giorno dell’elezione. L’ipotesi del settimo consigliere risponderebbe al nome del professor Giovanni Calza, pediatra piacentino che lavora all’ospedale Gaslini di Genova.  71 anni, originario di Quarto il professor Calza, oggi in pensione, continua a collaborare con l’Istituto genovese e con l’associazione “Children in the World”. Una figura la sua particolarmente votata alla solidarietà civile, sociale e culturale. Lo scorso giugno ha ricevuto il “Bisturi d’Oro 2014” il riconoscimento che ogni anno viene assegnato ai medici che si sono distinti per professionalità e umanità.  L’ingresso di Calza non è certo, Toscani sta ponderando attentamente questa possibilità.  Sembrerebbero confermati Cesare Beti, direttore di Confindustria,  l’avvocato Roberto Rovero, Carlo Ghisoni, il vigevanese Domenico Battaglia, il commercialista Franco Egalini e Giorgio Milani, che all’inizio aveva cercato di favorire l’ingresso di Stefano Pareti (già membro del cda) il quale, per senso di responsabilità,  ha fatto un passo indietro.

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FONDAZIONE, CDA DI SETTE COMPONENTI?

Sono giorni di lavoro intenso quelli che separano il neo presidente della Fondazione Massimo Toscani dal prossimo consiglio generale fissato per il 20 ottobre. Nonostante le intenzione di lavorare in un clima collaborativo nell’interesse comune, la composizione del cda qualche fibrillazione inevitabilmente la porta. Sedersi nel consiglio di amministrazione pare un’ambizione di molti. Il notaio Toscani sta cercando una quadra che sembra vicina. Il numero dei componenti del cda da sei dovrebbe passare a sette, non otto come inizialmente si ventilava, questo probabilmente per garantire un ingresso in un primo momento escluso. Secondo i ben informati la squadra di Toscani sarebbe praticamente pronta, a parte qualche nodo da sciogliere; come quello di Stefano Pareti che, appoggiato dal consigliere Giorgio Milani, avrebbe l’ambizione di entrare a far parte anche del nuovo cda. Così come l’altro nodo che riguarda il rappresentante dei vigevanesi che vorrebbero riproporre De Candia. Confermata la volontà di tagliare in modo significativo i compensi di presidente e consiglieri di amministrazione.

Un rebus che il presidente Toscani ha ancora qualche giorno per risolvere prima di cominciare a lavorare per la “nuova” Fondazione.

 

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