QUANDO IL LAVORO E’ UNA SCHIAVITU’: COME SPEZZARE LE CATENE INVISIBILI. IL CONVEGNO IN CATTOLICA CON LA PROCURATRICE PRADELLA

Esistono forme di schiavitù che non lasciano tracce visibili ma che, ugualmente, colpiscono i lavoratori con meno tutele, intrappolati in forme di sfruttamento e che faticano ad essere riconosciute. Anche sul territorio piacentino, come confermano i 32 procedimenti avviati dalla Procura della Repubblica dal 2021 ad oggi.
Se ne è parlato all’Università Cattolica nel convegno Spezzare le catene invisibili, nell’ambito di EVOLVE, la ricerca triennale co-finanziata dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano per portare alla luce lo sfruttamento silenzioso nei luoghi di lavoro e portarlo all’attenzione non solo degli accademici ma soprattutto degli studenti e della città intera. I settori dove maggiormente si concentrano forme, più lo meno gravi, di sfruttamento sono quello agricolo e logistico; l’indagine della Cattolica mettere in luce il forte legame tra schiavitù e sostenibilità, o meglio, insostenibilità ambientale.

La Procuratrice della Repubblica Grazia Pradella ha affrontato il tema dello sfruttamento lavorativo portando esempi concreti di indagini che hanno condotto alla condanna dei caporali. Uno dei casi più eclatanti è quello che ha riguardato lo sfruttamento di lavoratori del Bangladesh, impiegati in agricoltura, da parte di connazionali. Il reclutamento avveniva direttamente nella nazione di origine a fronte di una spesa di 9 mila euro per arrivare in Italia spesso insieme alla famiglia; dalle 9 alle 11 ore nei campi, con una paga oraria di 5,5 euro a fronte dei 10,46 minimi contrattuali. Dalla paga mensile venivano detratti 110 euro per il posto letto; nessuna visita medica, nessun dispositivo di protezione, se non un paio di guanti. Il tutto in un contesto di minacce da parte dei connazionali reclutatori che arrivano a pagare i lavoratori 100 euro al mese.

 

FONDAZIONE, APPROVATO IL BILANCIO 2025, QUASI 9.5 MILIONI PER IL TERRITORIO. REGGI: “RISULTATO SUPERIORE AGLI OBIETTIVI INIZIALI”

Ammontano a quasi 9,5 milioni di euro le risorse che la Fondazione di Piacenza e Vigevano ha messo a disposizione dei territori delle due province nell’anno appena concluso, a favore di azioni di welfare, istruzione, ricerca e cultura. Il volume delle erogazioni complessive, il più elevato registrato dal 2021 (anno dell’insediamento dell’attuale presidenza), è il dato che conferma come quello appena concluso sia stato un anno particolarmente positivo per la Fondazione di Piacenza e Vigevano. Il documento di Bilancio 2025 approvato conferma una struttura economica solida, con investimenti a valore di mercato pari a 450 milioni di euro e un avanzo di esercizio di 11,5 milioni di euro destinati all’attività progettuale ed erogativa del 2026.

Questo risultato è stato possibile grazie ai rilevantissimi proventi finanziari generati dalle strategie di investimento adottate dal Comitato Investimenti della Fondazione, che hanno sfruttato al meglio un contesto macroeconomico che – nonostante la crisi geo-politica generale – ha mantenuto un ciclo espansivo. «Un risultato superiore agli obiettivi posti all’inizio dell’esercizio e a quelli fissati nel Documento Programmatico Pluriennale – sottolinea il presidente della Fondazione Roberto Reggi – che ci ha consentito di conseguire un avanzo di gestione pari a quasi 11,5 milioni di euro, oltre l’8% in più dell’altrettanto buon andamento dello scorso anno».

Al netto degli accantonamenti alle riserve finalizzati a conservare il valore del patrimonio, il volume delle risorse erogate nel corso del 2025 comprende innanzitutto fondi diretti, circa 8,4 milioni di euro, a cui si aggiunge oltre un milione di euro di contributi messi a disposizione da soggetti terzi in cofinanziamento, che portano il totale a quasi 9,5 milioni di euro.

«Grazie al ruolo di aggregatore di risorse che la Fondazione esercita – commenta Reggi -, ulteriori importanti risorse si sono riversate sul nostro territorio. Favorire la collaborazione tra pubblico e privato, facendo da ponte tra istituzioni, imprese e società civile, consente di mettere in rete competenze e risorse e aumenta così l’efficacia degli interventi moltiplicandone l’impatto positivo e la loro sostenibilità nel tempo».

Per ciò che concerne l’attività istituzionale, nel 2025 sono stati sostenuti 211 progetti del territorio, con una netta prevalenza delle iniziative in area Welfare – principalmente interventi per la cura e l’inclusione rivolti a tutte le fasce di età – a cui sono state destinate il 40% di risorse. Le iniziative per la ricerca, la formazione e l’innovazione espresse in ambito Istruzione hanno avuto il 34% delle risorse, mentre il 25% è andato all’area Arte e Cultura. Il restante 1% delle erogazioni ha riguardato prevalentemente interventi in ambito sportivo, collegati al welfare e al benessere.

Gli interventi deliberati riguardano per la quasi totalità i due territori di riferimento della Fondazione, con l’88% del deliberato su Piacenza e il 12% per i progetti proposti da Vigevano. Gli interventi che non sono concentrati sui due territori di appartenenza sono collegati alle partnership di sistema, maturate in ambito Acri, o in concorso con altre fondazioni bancarie, e riferite a progetti di valenza nazionale e internazionale. A questo proposito si segnalano le partecipazioni ai fondi nazionali Acri a supporto dei “Centri di Servizio per il Volontariato”, di “Fondazione con il Sud”, “Impresa Sociale Con i Bambini”, “Repubblica Digitale” e “Progetto Migranti”, oltre alle iniziative di aiuto alle missioni in Africa sostenute da organizzazioni umanitarie con sede nella provincia di Piacenza e a Vigevano.

Un risultato complessivo, quello fotografato dal Bilancio 2025, per il conseguimento del quale il presidente Reggi, durante la seduta del Consiglio, ha ringraziato l’intera governance e lo staff dell’ente che ne ha supportato l’azione: «Ancora una volta i consiglieri del CdA e del Consiglio Generale, supportati dal competente ed efficiente staff e dagli organi di controllo della Fondazione, hanno lavorato con generosità e dedizione, consolidando una visione di lungo periodo, puntando a creare valore sostenibile nel tempo. È questa la sfida che portiamo avanti: sostenere progetti complessi e innovativi, che richiedono pazienza, continuità e una prospettiva strategica. È importante che le fondazioni bancarie si consolidino come strumento concreto di sviluppo integrato, economico, sociale e culturale. Investendo nel bene comune, contribuiamo a costruire comunità più forti, inclusive e dinamiche».

TOSCANI PRESENTA LA NUOVA GALLERIA. “UN AUGURIO AL PROSSIMO PRESIDENTE? CHE SIA FORTUNATO QUANTO LO SONO STATO IO”

Eccole le 22 sale della Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi completamente rinnovate. È soddisfatto il presidente Massimo Toscani nel giorno della presentazione alle autorità, dopo un anno di lavori che danno alla galleria un volto unitario, un risultato sobrio ed elegante al tempo stesso, come un abito ben cucito che sa mettere in risalto la figura senza appesantirla o ridondarla. Così è la nuova galleria di via san siro. E per aprirsi ulteriormente alla città l’ingresso sarà gratuito per tutta la settimana, compresi sabato 2 e domenica 3 maggio.

Due anni intensi quella della presidenza targata Toscani che ha deciso di finire il mandato in bellezza e di lasciare il testimone. Lavori eseguiti grazie ai 738 mila euro raccolti per lo più da donazioni i cui nomi sono all’ingresso della  galleria. Per colui o colei che prenderà il posto di toscani alla guida della fondazione Ricci Oddi ci sarà da completare l’allestimento del Klimt, la cui teca è già in arrivo, e i lavori di sistemazione della biglietteria.

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UNA PIAZZA SENZA AUTO E IMMERSA NEL VERDE: ECCO LA CITTADELLA USCITA DAL PERCORSO PARTECIPATIVO

E’ stato Andrea Vercellotti di Arcadis ad illustrare ai consiglieri comunali l’esito del primo step del percorso partecipativo per il futuro di piazza Cittadella; “una fase inziale di ascolto delle istanze – ha detto – da oggi in poi, prenderà il via la fase di progettazione”. Sono stati molti gli stimoli e i momenti di condivisione, ha rilevato Vercellotti, rispetto alle tre categorie di soggetti ascoltati: consulta e associazioni, scuole, residenti e commercianti. Da più parti – ha spiegato – in particolare dalle scuole e dai residenti, è arrivata l’esigenza di avere una piazza libera dalle auto. Da studenti e insegnanti poi, la principale istanza è di avere uno spazio antistante sicuro e ad accesso controllato. Da parte di Confcommercio e Confesercenti  – ha proseguito – il tema principale è quello della sosta, ma anche di avere una zona sicura grazie ad una potenziata illuminazione”. Sulla questione pedonalizzazione le opinioni divergono, e c’era da immaginarselo, ma l’idea comune è che la piazza sia da considerarsi in un’ottica più comprensiva rispetto all’area nord della città. “Per la sosta – ha spiegato Vercellotti – l’idea che è emersa è di sfruttare le ex scuderie di Maria Luigia per cui si sta procedendo alla riqualificazione, nell’ottica di ottimizzare e gestire questi interventi già presenti”.

“Pedonalizzare completamente Cittadella – ha proseguito il referente di Arcadis – significa far defluire il traffico su via Bacciocchi e via Gregorio X. Restano poi dei punti fermi come la connessione tra via Cittadella e Palazzo Farnese e la vista aperta sulla piazza. E’ emerso inoltre una forte volontà di inserire una importante presenza arborea, altri hanno chiesto grandi quantità di superfici erbose, che però devono fare i conti con i costi di gestione e di mantenimento. Certo – ha confermato Vercellotti – l’intenzione è di una piccola foresta urbana con diversi tipi di arbusti soprattutto nella parte antistante le scuderie per diminuire le isole di calore. Nella parte più a sud invece è emersa l’esigenza di un verde più governato e attrezzato; nella parte più centrale invece uno spazio più libero, aperto a tanti usi, secondo la conformazione originaria della piazza magari in connessione con gli eventi organizzati a palazzo Farnese, aprendola a tanti utilizzi, compreso quello teatrale. Nella parte sud est – ha spiegato Vercellotti – una zona con chiosco attrezzato arricchito dal tema acqua e recupero naturale”.

Oltre a Fratelli d’Italia che non ha partecipato al dibattito uscendo dall’aula, anche l’opposizione di centro destra si è dimostrata critica verso la scelta dall’amministrazione di iniziare un percorso partecipativo quando ancora è in corso un iter giudiziario, “nessuno ha piacere che l’ara resti bloccata, anzi il contrario – ha detto la consigliera Patrizia Barbieri –  Oggi mi pare che ci sia ancora molta confusione, avete coinvolto una società che si è trovata calata in una situazione che neanche conosce ed è chiamata a fare sintesi”; “da questa prima fase – fa eco il collega Massimo Trespidi – emerge che i piacentini chiedono l’esatto contrario di quanto voleva fare l’amministrazione, ovvero un parcheggio sotterraneo”; “tutto quello che si è fatto finora – ha accusato il consigliere Luca Zandonella – poteva essere a carico del Comune, ed evitare così un affidamento da 100 mila euro, ma si sa, all’amministrazione piace esternalizzare”; “avete solo la polemica nelle vene – è la riposta del consigliere di maggioranza Salvatore Scafuto –  altro che avere a cuore il futuro di piazza Cittadella. Facile fare i leoni da tastiera sui social, più difficile stare in aula e confrontarsi” ha detto riferendosi ai consigliere di Fratelli d’Italia; “discussione sgradevole e irrispettosa rispetto al lavoro della società Arcadis” ha detto il consigliere di maggioranza Boris Infantino.  A fine seduta ha preso la parola anche la sindaca Tarasconi “secondo noi il percorso giudiziario e quello del futuro della piazza sono paralleli, perché non dovremmo usare questo tempo per guardare avanti – ha domandato all’aula – lo sappiamo che non tutti hanno partecipato al percorso, molti cittadini ci hanno dato la fiducia con il voto e noi ci dobbiamo prendere la responsabilità, lo sappiamo. Questa maggioranza ha votato compattamente la necessità di un parcheggio interrato in quell’area della città, ad oggi non ci sono più le condizioni per realizzarlo, ma la necessità resta per cui dobbiamo trovare altre soluzioni. Su una cosa – ha concluso – siamo tutti d’accordo che la piazza deve ritornare al Comune”.

 

 

 

PERCORSO PARTECIPATIVO DI PIAZZA CITTADELLA: FRATELLI D’TALIA ESCE DALL’AULA “PER SENSO DI RESPONSABILITA’ ISTITUZIONALE”

Il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia ha deciso di non partecipare al dibattito durante la seduta odierna del Consiglio comunale, per senso di responsabilità istituzionale rispetto alla discussione su Piazza Cittadella.

La nostra scelta nasce da una valutazione chiara: il dibattito posto all’ordine del giorno è, allo stato attuale, prematuro e privo dei presupposti minimi per essere affrontato in modo serio e trasparente.
Ad oggi, infatti, il Comune non ha la piena disponibilità dell’area interessata dall’intervento, essendo pendenti contenziosi che incidono direttamente sulla possibilità di procedere in modo consapevole e legittimo.

Abbiamo chiesto, senza ottenere risposte puntuali, un aggiornamento preciso su questi aspetti fondamentali: lo stato dei contenziosi pendenti, i loro sviluppi e le tempistiche prevedibili, oltre a chiarimenti sulla procedura negoziata relativa a Piazza Cittadella, in particolare sulla scadenza del termine dei quattro mesi ed eventuali proroghe. In assenza di queste informazioni, qualsiasi discussione nel merito risulta inevitabilmente viziata e rischia di diventare fuorviante nei confronti dei cittadini.

Ma il punto è anche e soprattutto politico.

Su Piazza Cittadella non siamo di fronte a una semplice scelta urbanistica, bensì a un caso evidente di incoerenza tra indirizzo politico e capacità di attuazione amministrativa. Il parcheggio interrato è stato indicato dal Sindaco sin dal 2022 come opera strategica per la città, ribadito negli atti ufficiali e confermato con delibera del Consiglio comunale del 31 luglio 2023 sull’interesse pubblico del parcheggio interrato. Non un’ipotesi, ma una scelta politica chiara e reiterata, più volte giustificata anche come parte integrante del programma elettorale. Ancora nell’ottobre 2025 il Sindaco dichiarava che, “se avesse avuto la bacchetta magica”, avrebbe realizzato subito il parcheggio interrato.

Oggi, però, quella certezza viene rimessa in discussione senza che venga spiegato il perché.
Cosa è cambiato rispetto a una priorità così nettamente definita? È stata forse modificata una scelta che era alla base del programma elettorale? Il rischio concreto è che si scarichi sui cittadini il peso di scelte errate assunte dall’amministrazione, chiedendo loro di esprimersi su un’area di cui non è certa la disponibilità, senza tempi definiti e senza un quadro normativo strutturato.

La realtà è che la volontà di questa amministrazione era quella di realizzare il parcheggio interrato, portando avanti questa scelta in ogni modo “ di riffa o di raffa” e dichiarandolo più volte. Non essendo riuscita nel suo intento, oggi tenta di riposizionarsi utilizzando uno strumento – quello della partecipazione – che per mesi è stato osteggiato, trasformandolo in un percorso privo di reali basi e di effettiva incidenza.

A ciò si aggiunge un ulteriore elemento di forte preoccupazione: l’assenza totale di un piano parcheggi alternativo e credibile. Piazza Cittadella è oggi bloccata (e, in ogni caso, da sola non sarebbe sufficiente a risolvere in modo strutturale il problema della sosta), mentre altre soluzioni – come l’ex Acna e l’ex Silos di via 10 giugno – risultano non disponibili o non funzionali. La città resta così priva di una strategia complessiva sulla sosta, con ricadute evidenti su accessibilità, commercio e vivibilità urbana. Siamo quindi di fronte a una frattura tra decisione politica, strumenti amministrativi e capacità di attuazione. Quando questa catena si interrompe, non si governa il processo: lo si subisce.

Per queste ragioni abbiamo ritenuto doveroso non partecipare al dibattito.
Il confronto su un’opera strategica deve avvenire quando esistono condizioni reali, chiarezza giuridica e trasparenza amministrativa, non quando si cerca di costruirle a posteriori. Fratelli d’Italia resta disponibile a un confronto serio e nel merito, ma solo nel momento in cui verranno forniti elementi concreti e verificabili. Fino ad allora, non intendiamo prestare il fianco a operazioni di facciata.

PIACENZA EXPO: NUOVA GOVERNANCE CON VILLA, MONTESISSA E MAGGI. CAVALLI “GRAZIE A TUTTI SOCI E AI COLLEGHI PER LA COLLABORAZIONE”

Dopo nove anni alla guida della società fieristica di Le Mose, infatti, Giuseppe Cavalli ha chiuso la sua esperienza in veste di Presidente nel corso dell’Assemblea dei soci riunitasi questa mattina per l’approvazione del bilancio consuntivo 2025. Per la composizione del nuovo organo di governo di Piacenza Expo, l’Assemblea ha indicato il nome di Davide Villa, già componente del Consiglio di Amministrazione negli ultimi due anni, della Vicepresidente uscente Elisabetta Montesissa, e del commercialista piacentino Fabio Maggi. Il nuovo assetto della governance, con la distribuzione delle cariche e delle funzioni aziendali, prenderà formalmente vita nei prossimi giorni in occasione del primo Consiglio di Amministrazione.

Oltre a rinnovare l’organo di governo, l’Assemblea dei soci ha approvato all’unanimità il bilancio 2025. I dati del conto economico – illustrati in assemblea del Presidente uscente, Giuseppe Cavalli – hanno evidenziato un fatturato complessivo di 2.367.960,00 euro (2.296.585,00 nel 2024, anno preso come riferimento in quanto senza Geofluid), a fronte di un costo della produzione di 2.595.822,00 euro; numeri che, al netto delle imposte, hanno determinato una perdita di esercizio pari a 351.523,00 euro, “in sensibile diminuzione – ha precisato Cavalli – rispetto ai disavanzi registrati negli anni passati in cui non rientravano i ricavi generati da Geofluid che, come noto, si svolge a cadenza biennale. Piacenza Expo, quindi, prosegue la sua marcia d’avvicinamento al pareggio di bilancio”.

Ai dati contabili, il Presidente Cavalli ha accostato il recente studio effettuato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore, “secondo cui la nostra società fieristica genera ogni anno un indotto complessivo a favore del territorio di 50,6 milioni di euro, confermandosi un hub determinante per lo sviluppo dell’economia piacentina”.
Il Presidente uscente ha poi illustrato i numeri relativi all’attività fieristica svolta nel 2025. Nell’ultimo anno Piacenza Expo ha complessivamente mandato in scena 43 eventi di cui 15 organizzati autonomamente, 12 in collaborazione o direttamente da altri soggetti, e 16 mettendo la propria location a disposizione di aziende e società per convegni, congressi, convention aziendali o concorsi. L’attività fieristica, nel corso del 2025, ha portato sul territorio piacentino 172.250 visitatori (+26,1% rispetto al 2024) e 2.481 espositori (+15,2%).

A conclusione della relazione sui dati di bilancio e sulla produzione, Cavalli è stato salutato e ringraziato per il suo lavoro dal’Assemblea dei soci con un lungo e caloroso applauso. “Sono io – ha chiosato Cavalli – che devo ringraziare tutti i soci, tutta la struttura interna di Piacenza Expo e i colleghi del CdA per il supporto e la costruttiva collaborazione. Un grazie anche al compianto avv. Sforza Fogliani per i preziosi consigli che non mi ha mai fatto mancare”.
L’Assemblea ha anche approvato all’unanimità il Budget 2026-2028, che nell’arco del triennio prevede un utile complessivo di oltre un milione di euro, la composizione del nuovo Collegio Sindacale, confermando Alberto Squeri (Presidente) e Cristina Betta e inserendo come nuovo componente Giorgio Visconti, e confermando anche Matteo Cifalinò nel ruolo di Revisore legale-contabile.

ARMANI TRIBUTE: SI COMINCIA IL 23 MAGGIO ALLO SPAZIO TOO. IL MURALE ENTRO L’ANNO IN VIA RADINI TEDESCHI

Sarà sabato 23 maggio la giornata che darà il via agli eventi, che Piacenza ha deciso di dedicare allo stilista Giorgio Armani. Eventi che culmineranno, entro l’anno, nel murale, realizzato dall’artista Koté, su un muro dei palazzi di via Radini Tedeschi alla Farnesiana. Particolarmente ricco l’evento del 23 maggio che si svolgerà allo spazio giovani Too di via XXIV maggio; il pomeriggio si aprirà con una masterclass diretta da Frank Pagano che ha recentemente scritto un libro su Armani uomo, marchio e azienda. A seguire un talk multidisciplinare dedicata ad un pubblico giovane per capire e riflettere su cosa ha rappresentato Giorgio Armani nella moda ma anche nell’imprenditoria. Sarà poi l’artista Koté a raccontare, senza svelare troppo, l’approccio al bozzetto che verrò poi realizzato sul muro di via Radini Tedeschi; per poi concludere la serata con un aperitivo a tema, dove si potrà richiamare, con l’abbigliamento, il design e la moda Armani iconica degli anni 90.

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“IL 25 APILE E’ LA RINASCITA DELL’ L’ITALIA. CELEBRIAMOLA GUARDANDO AL FUTURO”

Una memoria che non appartiene al passato ma guarda al futuro, un impegno costante continuo per diritti. Questo rappresenta oggi la celebrazione del 25 aprile, come l’ha declamata la senatrice Albertina Soliani, vicepresidente di ANPI, nella sua orazione ufficiale in piazza Cavalli.
“Quella che è avvenuta 81 anni fa rappresenta una rinascita per l’Italia liberata dal nazi fascismo, una libertà che ha dato la vita alla Costituzione – ha detto –  come può dire oggi chi ha giurato nella Costituzione che la Resistenza è uguale alla repubblica di Salò?” Ha domandato Soliani alla piazza facendo riferimento alla parole del presidente del senato La Russa.

Il corteo, aperto dalla banda Ponchielli, con le istituzioni civili e militari oltre che tanti cittadini è partito da piazzale Genova per fermarsi al Dolmen di Stradone Farnese dove la sindaca Tarasconi ha reso omaggio ai caduti. Poi tutti verso piazza Cavalli dove in tanti hanno atteso gli interventi delle istituzioni. Personale e toccante quello della prima cittadina che ha ricordato il nonno Franco nei suoi racconti della resistenza.

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VALIGIA SPECIALE E SCORTA ARMATA PER IL FEGATO ETRUSCO CHE LASCIA PIACENZA PER LA PRIMA VOLTA

Il Fegato etrusco ha lasciato oggi Piacenza per la prima volta nella storia dal suo ritrovamento, nel 1877. Il prezioso oggetto in bronzo, realizzato oltre due millenni fa e custodito presso i Musei Civici di Palazzo Farnese, è partito per gli Stati Uniti con destinazione finale San Francisco. Sarà il “pezzo forte” della mostra internazionale “The Etruscans: From the Heart of Ancient Italy” in programma dal 2 maggio al 20 settembre 2026 al Legion of Honor Museum della città californiana.

Ad accompagnare oltreoceano il tesoro piacentino è il direttore dei Musei Civici di Palazzo Farnese, Antonio Iommelli. Lo sta trasportando personalmente e fisicamente all’interno di una speciale valigia – con tanto di catena e manetta al polso – dalla quale non si separerà mai sino alla destinazione finale, dove il Fegato di Piacenza verrà preso in custodia dal museo di San Francisco che ospita la mostra curata da Renée Dreyfus, studioso di riferimento a livello internazionale.

Alle operazioni di smontaggio della teca presso la sezione archeologica di Palazzo Farnese e allo spostamento del Fegato dal suo supporto alla speciale valigia messa a disposizione da un’azienda specializzate nel trasporto di opere d’arte, erano presenti anche la sindaca di Piacenza Katia Tarasconi e l’assessore alla Cultura Christian Fiazza.

In queste delicate fasi, l’unico autorizzato a toccare fisicamente il Fegato era, ed è, il direttore Antonio Iommelli (che lo andrà anche a recuperare a mostra conclusa e lo riporterà a Palazzo Farnese).

Con guanti bianchi in tessuto particolare, estrema cautela e una buona dose di visibile emozione, Iommelli ha prelevato il reperto e l’ha posizionato nello speciale contenitore il cui interno era stato precedentemente sagomato a mano in modo da renderlo perfettamente personalizzato sul Fegato grazie a una riproduzione pressoché perfetta dello stesso. Una volta chiuso nella valigia – rigida, climatizzata e dotata di tecnologia per il tracciamento – il reperto etrusco è stato caricato su un furgone alla presenza dello stesso Antonio Iommelli e, scortato da guardie armate, è partito per l’aeroporto.

La scorta è prevista per tutto il tragitto, compreso lo scalo statunitense prima dell’arrivo a San Francisco, dove verrà poi preso in custodia dal museo.

E’ il primo viaggio che il Fegato di Piacenza intraprende dopo quello, ancora misterioso, che l’ha portato in territorio piacentino, dove è stato ritrovato il 26 settembre 1877 in modo del tutto fortuito da un contadino che stava arando un campo agricolo nei pressi di Gossolengo. Mai avrebbe immaginato che quella riproduzione in bronzo del fegato di una pecora rappresentasse – e rappresenti tutt’oggi – uno dei reperti più importanti al mondo per comprendere la religione e la straordinaria cultura della civiltà etrusca.

ECCO I NUOVI GIARDINI MARGHERITA CHE RIAPRONO ALLA CITTA’

Sono stati i bambini delle scuole Alberoni e Mazzini i protagonisti della riapertura dei Giardini Margherita, che dopo 25 anni sono stati oggetto di una importante riqualificazione. Oggi l’inaugurazione alla presenza delle istituzioni ma anche di tanti cittadini, in anticipo di qualche settimana rispetto al cronoprogramma, dopo circa quattro mesi di chiusura.
Costo complessivo dell’intervento 500 mila euro a carico del Comune; sono stati sistemati i vialetti, è stato predisposto un nuovo sistema di deflusso per l’acqua piovana, nuova illuminazioni, panchine rinnovate, predisposizione per la videosorveglianza.

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