TARASCONI REPLICA AL MINISTRO FOTI: “NON C’ENTRA LA CAMPAGNA ELETTORALE, C’ENTRANO I FATTI”

“Definire propaganda la lettura di un documento ufficiale della Difesa, arrivato ieri al Comune e che riguarda direttamente la Pertite, è francamente surreale: qui non c’entra la campagna elettorale, c’entrano i fatti”. Così la prima cittadina risponde la ministro Foti che l’ha accusata di ave strumentalizzato la nota del ministero della Difesa riguardo all’ex Pertite.

“Leggo di una presunta smentita, ma francamente non è chiaro cosa si stia smentendo: il Comune di Piacenza ha ricevuto ieri, 15 aprile 2026, un documento ufficiale della Difesa, senza alcun coinvolgimento preventivo, che riguarda l’area ex Pertite.

All’interno di quel documento è presente una scheda che inserisce esplicitamente la Pertite nel Programma per lo sviluppo delle energie rinnovabili della Difesa e la individua come area idonea per un possibile impianto. Io ho fatto esattamente quello che deve fare un sindaco: nel momento in cui ricevo un atto ufficiale che riguarda un’area così strategica per la città, lo leggo e intervengo immediatamente. Non si tratta di interpretazioni o di polemiche, ma di atti. Nessuno sta dicendo che esista oggi un progetto definitivo, ma esiste un documento ufficiale che inserisce la Pertite in un programma nazionale per la realizzazione di impianti da fonti rinnovabili. Ed è nostro dovere prenderlo sul serio.

Per quanto ci riguarda, la posizione resta chiara: la Pertite deve diventare area verde. Se il ministro Foti intende rassicurare la città, tanto meglio. Ma proprio per questo è nostro dovere prendere sul serio i documenti ufficiali che riceviamo e agire di conseguenza”.

IMPIANTI ENERGETICI NELL’EX PERTITE? TARASCONI: “PIANO INACCETTABILE”. MINISTRO FOTI:”NESSUN IMPIANTO ALLA PERTITE. SINDACO E’ GIA’ IN CAMPAGNA ELETTORALE”

“Un piano inaccettabile” così la sindaca Tarasconi definisce l’ipotesi di inserire l’area dell’ex Pertite tra i siti destinati allo sviluppo di impianti per la produzione di energia. L’ipotesi, o la possibilità se fosse più concreta, arriva nientemeno che dal Ministero della Difesa riportato in un documento. La prima cittadina, sui suoi profili social, ha usato parole decise: “siamo sinceramente allibiti da questa impostazione. La Pertite non è un luogo qualsiasi: è uno spazio che la città ha sempre immaginato e rivendicato come grande area verde pubblica, non certo come sede di interventi di questo tipo. È evidente che così non può funzionare. Chiederemo immediatamente chiarimenti al Ministero della Difesa perché la Pertite merita rispetto e un futuro coerente con ciò che Piacenza ha sempre chiesto”.  Anche nel PUG è stata confermata la destinazione a verde pubblico dell’area.

A stretto giro è arrivata la smentita da parte del ministro gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione, Tommaso Foti: “Non verrà realizzato alcun impianto fotovoltaico sull’area ex Pertite, ma per contro vi è la disponibilità da parte dell’Autorità Militare, confermatemi dal Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, a cedere una parte della detta area – circa 60.000 metri quadrati – al Comune di Piacenza, sempre che lo stesso intenda a dare corso alla richiesta avanzata a suo tempo dal sindaco Patrizia Barbieri” si legge in una nota a firma del ministro.

E non manca una punta polemica rivolta alla sindaca “pare evidente che essendo già in campagna elettorale, il sindaco di Piacenza voglia presentarsi quale salvatrice della Città, così come la propaganda pubblicitaria per lei studiata la induce a fare, ma da una semplice verifica istituzionale, che il sindaco ha omesso di promuovere, si ha la conferma che sull’ex Pertite non sarà collocato alcun impianto fotovoltaico. L’inserimento nel Programma sottoposto a VAS del sito Ex-Pertite, che risale ad un procedimento avviato da tempo, non comporta infatti in alcun modo la realizzazione di un impianto FER, tanto più in ragione del fatto che la Forza Armata ha individuato una diversa destinazione d’uso dell’area in questione. La scheda identificativa diffusa dal Sindaco serve solo a caratterizzare il sito sotto il profilo ambientale e paesaggistico e formalizzarne la qualificazione di “area idonea” ex lege.

Ciò che è grave, deplorevole e inammissibile – proseguo il ministro – e che attesta il carattere meramente strumentale della presa di posizione del Sindaco, è che la stessa, benché informata via messaggio telefonico fin dalla prima mattina dal generale Michele Sirimarco di quanto sopra, si è ben guardata fino ad ora di chiarire – come chi scrive ha fatto – la situazione, all’evidenza preferendo mantenere lo scoop il cui scopo elettorale è destinato, per altro, ad infrangersi sugli scogli come è delle barche alla deriva”.

IN DUE ANNI 738MILA PER LA RICCI ODDI. IL “MIRACOLO” DI TOSCANI PER LA GALLERIA

In due anni, Massimo Toscani è riuscito a raccogliere per la galleria Ricci Oddi 738 mila euro, di cui 560 mila da donazioni private. Inoltre con l’operazione Seul, che ha visto il Klimt in partenza per la Corea, ha portato a casa un tesoretto da 220 mila per le casse della galleria. Un piccolo miracolo casalingo, lo definisce Toscani un po’ toppo modestamente, che ha cambiato il volto della galleria piacentina, portandola dallo stato di abbandono e incuria ad un luogo vivo, ricercato e totalmente rinnovato. Il 27 aprile, a pochi giorni dal termine del mandato che Toscani ha deciso di non proseguire, ci sarà l’inaugurazione delle nuove sale, dalle finiture sobrie ed eleganti.

Nel corso dell’audizione in commissione 3, il presidente ha snocciolato i numeri del suo biennio improntato a cambiare il volto della galleria: personale rinnovato e locali improntati allo stile e alla classe. In un anno sono passate alla Ricci Oddi 350 classi, sono stati organizzati work shop per adulti e famiglie, 19 convegni, 7 restauri, 2 grandi mostre, 3 focus, 10 concerti e spettacoli. La direttrice Lucia Pini, che ha lavorato a stretto concerto con il presidente Toscani, ha anticipato anche alcune attività in programma per il 2026: una mostra dedicata ad Armando Spadini, di cui non ci sono esposizioni da 25 anni; e poi nella primavera del prossimo anno una mostra sullo scultore Medardo Rosso. È stato Toscani che nel tracciare l’identikit del suo successore, uomo o donna dotato di entusiasmo e pure innovativo, ha tracciato la strada dei prossimi lavori da realizzare: il rifacimento dell’ingresso della galleria, la teca per il Klimt e una sala multimediale dedicata al celebre dipinto.

Più che soddisfatto del suo operato toscani, c’è da scommetterlo, guarderà sempre con vivo interesse la galleria Ricci Oddi, ma non se ne occuperà più direttamente, nonostante il corteggiamento della sindaca a restare per un altro mandato. Nel suo futuro non ci sarà neppure la politica: “non c’è mai stata e mai ci sarà” ci dice con il sorriso.

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LA GUIDA MICHELIN TORNA AL TEATRO MUNICIPALE. LA PRESENTAZIONE IL 12 NOVEMBRE

Sarà il teatro Municipale ad ospitare, per la seconda volta, la presentazione della Michelin Guide Restaurant Italy ; l’evento si svolgerà il 12 novembre 2026 in quello che è considerato tra i teatri più affascinanti d’Italia.

Michelin è lieta di comunicare che la presentazione della selezione italiana 2027 della Guida MICHELIN avrà luogo a Piacenza, in Emilia-Romagna.

Durante la cerimonia verranno svelate le nuove Stelle Michelin, le nuove Stelle Verdi e i premi speciali, oltre al riconoscimento Passion Dessert, conferito ai ristoranti che offrono una vera e propria esperienza per l’alta qualità della proposta dei dessert.

Gwendal Poullennec, Direttore Internazionale della Guida MICHELIN, commenta: “Siamo felici di annunciare il ritorno a Piacenza e di essere in Emilia-Romagna per il terzo anno, per svelare la prossima selezione italiana di ristoranti della Guida MICHELIN. Questa regione, rinomata a livello internazionale per i suoi prodotti tipici e le ricette tradizionali, si distingue come punto di riferimento gastronomico per tutto il Paese e offre un ambiente unico e stimolante per mettere in risalto la creatività e la passione dei protagonisti della cucina italiana”.

Roberta Frisoni, Assessora Regionale al Turismo, Sport e Commercio, commenta: “Per la clientela a cui si rivolge e per la vasta eco mediatica che le ruota attorno, la cucina stellata rappresenta un efficace strumento promozionale per l’Emilia-Romagna e il suo patrimonio turistico, dalla Motor Valley alle Città d’Arte, nonché un potente generatore di indotto economico. Non solo, il riconoscimento delle Stelle Verdi introdotto dalla Guida MICHELIN anni fa è in linea con le nostre politiche per un turismo sempre più green. Non c’è luogo migliore della nostra Food Valley, unica al mondo, per ospitare la presentazione della Guida che premia l’eccellenza culinaria italiana e siamo felici di avere con noi la “Rossa” anche quest’anno, con Piacenza splendida cornice della première dell’edizione 2027”.

“Con i suoi 45 prodotti Dop e Igp – evidenzia l’Assessore Regionale ad Agricoltura, Caccia, Pesca e rapporti con l’UE, Alessio Mammi – l’Emilia-Romagna si conferma la Food Valley d’Italia. Un patrimonio che vale 3,9 miliardi di euro per la sola Dop Economy. Nel complesso il comparto agroalimentare regionale genera un valore alla produzione di 37 miliardi di euro, con quasi 10 miliardi di export. Si tratta di produzioni di qualità grazie ai nostri agricoltori, delle aziende agroalimentari, di una filiera consolidata sul territorio che genera qualità alimentare, economia di territorio e posti di lavoro. La ristorazione è un elemento chiave di questo cammino di qualità perché porta in tavola tutto il valore della nostra regione, ed è un grande onore ospitare il prestigio della Guida MICHELIN, che sa tenere insieme il valore del food&wine e dell’accoglienza, un tratto distintivo dell’Emilia-Romagna”

La cerimonia di presentazione della Guida Michelin Italia 2027 sarà trasmessa in diretta streaming sul canale Youtube Michelin Guide e sulla pagina Facebook Michelin Italia, consentendo a tutti gli appassionati di vivere in diretta le emozioni di questo prestigioso evento.

Come di consueto, al termine dell’evento la nuova selezione sarà disponibile sul sito e sull’app della Guida Michelin.

MICHELE SERRA E IL SUO SGUARDO SULL’AFRICA

Un continente giovanissimo di cui sappiamo poco e che si tende a non considerare, ma dalle mille potenzialità. Così Michele Serra definisce il continente africano nella sua visita alla mostra Sguardi sull’Africa allestita da Paolo Giglio a Palazzo Gotico. Serra, giornalista, profondo osservatore delle dinamiche politiche interne ma anche internazionali, non si è sottratto ad una riflessione sul delicatissimo momento storico che stiamo attraversando alla ricerca di qualcuno che con intelligenza e onestà possa ridare un assetto al mondo.

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GAZZOLA, PD: “CON UMILTA’ OGNUNO FACCIA UN PASSO INDIETRO PER IL CAMPO LARGO”

Con un lungo passato nell’Italia dei Valori, per poi confluire naturalmente nel centro sinistra, Luigi Gazzola è stato anche assessore al bilancio nella giunta Dosi, oggi ha la tessera del Partito Democratico verso il quale non lesina critiche. Si definisce, insomma, un battitore libero. Nessuna sorpresa sulla ricandidatura di Katia Tarasconi al secondo mandato, “sarebbe un caso più unico che raro non ricandidare un sindaco uscente in presenza della sua disponibilità” ci ha detto.
E guardando al 2027, il parallelismo con le elezioni nazionali, che probabilmente non si svolgeranno nello stesso giorno delle amministrative, è immediato. Se di campo largo si deve parlare perché il centro sinistra torni a governare, lo stesso dovrebbe avvenire anche a livello locale. Ecco allora che i prossimi mesi saranno fondamentali per tracciare alleanza e obiettivi comuni: come si è fatto con il recente referendum sulla giustizia in cui Pd, Movimento 5 Stelle, Avs e Alternativa per Piacenza hanno lavorato insieme per il No.

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TARASCONI PRONTA AL SECONDO MANDATO, PD: “AMPIA CONVERGENZA SULLA RICANDIDATURA”

“Ampia convergenza sulla ricandidatura di Katia Tarasconi per il 2027”. Si è così ufficializzato quello che era ormai nell’aria da settimane, la sindaca è pronta a riprovarci per il secondo mandato; l’annuncio durante l’assemblea cittadina del Partito Democratico, alla Camera del Lavoro, a cui ha partecipato anche il segretario regionale Luigi Tosiani.

Il comunicato stampa, inviato all’una di notte dal PD, descrive un confronto “ampio e partecipato da cui è emersa una convergenza chiara e condivisa: la ricandidatura della sindaca Katia Tarasconi viene individuata come il punto di partenza più solido e coerente su cui costruire il percorso politico e programmatico dei prossimi anni”.

“Una scelta – si legge – che nasce dal lavoro svolto in questi anni, dalla visione condivisa di città e dai risultati già conseguiti, ma anche dalla volontà di dare continuità a un progetto amministrativo che ha avviato trasformazioni importanti per Piacenza”. La riqualificazione del Polisportivo, il progetto dell’ex Manifattura Tabacchi, la bonifica dell’ex Acna sono stati citati come esempi di “valore di un’azione amministrativa che ha saputo determinare un cambiamento in meglio della città sbloccando situazioni ferme da tempo, attivando investimenti rilevanti e mettendo in campo interventi strategici”.

E poi “la riorganizzazione della macchina comunale, il processo di digitalizzazione dei servizi, gli investimenti sull’ambiente e sull’energia – dalla Comunità energetica rinnovabile e solidale all’elettrificazione del trasporto pubblico – così come il rafforzamento dei servizi educativi e il rilancio delle politiche culturali, con iniziative e progetti che hanno riportato Piacenza al centro di circuiti nazionali”.

Si è toccato anche il tema dell’unità del partito, considerato che non è una novità che all’interno ci siano sensibilità diverse; “il confronto interno è una risorsa, ma solo se si fonda su lealtà, responsabilità e rispetto reciproco – ha dichiarato la segretaria cittadina Michela Cucchetti – Da questa assemblea esce un messaggio chiaro: il Partito Democratico vuole essere una comunità politica coesa, capace di costruire sintesi e di sostenere con convinzione un percorso amministrativo che ha già prodotto risultati importanti e che deve essere portato a compimento”.

Sulla stessa linea anche il segretario Tosiani: “Piacenza in questi anni è cresciuta ha accettato la sfida di cambiare, per migliorare la vita delle sue cittadine e dei suoi cittadini. Una comunità forte e coesa che vuole crescere ed attrarre investimenti, opportunità, capitale umano, senza rinunciare ad una sua caratteristica peculiare, la cura dei bisogni, delle fragilità, per non lasciare indietro nessuno. Katia Tarasconi, con la sua squadra, il lavoro del gruppo PD in Comune, ha fatto un lavoro importante, dedicando a Piacenza ogni energia, con visione, passione e capacità di costruire relazioni strategiche, in Emilia-Romagna e non solo. Merita di proseguire questo percorso, ed il PD ad ogni livello la sostiene con convinzione e determinazione”.

Al termine della nota stampa si fa un accenno anche percorso politico da qui ai prossimi mesi, sarà “strutturato e progressivo: dalla costruzione delle alleanze alla definizione di un programma credibile e radicato nei bisogni della città, fino alla selezione di una proposta amministrativa all’altezza delle sfide future. La ricandidatura di Katia Tarasconi rappresenta oggi la base più naturale e solida su cui costruire questo percorso – ha concluso Cucchetti –. Il nostro obiettivo è chiaro – si legge in conclusione – rafforzare una proposta politica capace di unire, decidere e generare fiducia, mettendo al centro Piacenza e il suo futuro”.

 

 

CUGINI E LA FAVOLA DEL “PAESE DEL DOPO”: “LA PRIORITA’ DELL’AMMINISTRAZIONE E’ DIVENTATO IL TERZO TEMPO”

Il Paese del Dopo: è il titolo della favola dal sapore amaro che ha scritto il consigliere Stefano Cugini; una fiaba che ha come protagonisti il Comune e la sua amministrazione chiamata a gestire le risorse pubbliche. L’ispirazione è arrivata dalla determina dirigenziale che ha previsto l’affidamento ad una società specializzata nella formazione del personale di un percorso rivolto a dirigenti a funzionari mirato allo sviluppo della leadership e al potenziamento delle competenze. Costo 60mila euro. Modalità: attività legate alla pratica del rugby.

Ma tornando alla favola, nel Paese del Dopo, il mondo si ritrova, magicamente, senza più guerre, né conflitti, grazie ad un accordo globale che pone fine a tutte le guerre. E una pioggia di fantastiliardi è destinata a cadere sulle città, compresa Piacenza e quindi anche su Palazzo Mercanti. “Ecco che nella Piacenza ideale, che ha il culto delle priorità e dell’etica come esempio, la povertà viene cancellata, le fragilità sostenute, ogni cittadino aiutato” recita il consigliere di Alternativa per Piacenza. “La primavera è perenne, i prati curati, le strade come piste da biliardo, nessuna crepa o buca, le barriere architettoniche lontani ricordi dei libri di storia. Ossigeno puro, viabilità nuova verso il polo logistica improntata alla sicurezza e alla fluidità. E poi il miracolo dei miracoli: il buco di Cittadella chiuso trasformato nella piazza gioiello della città. Eppure – prosegue Cugini – nonostante l’eden padano, c’è un avanzo di denaro che sindaca e giunta hanno pensato a come investire”. Sessantamila euro, appunto, che “l’amministrazione decide di spendere mandando dirigenti e funzionari a giocare a rugby. Nella fiabe questa si chiama ciliegina sulla torta, ma fuori dalla favola?” domanda il consigliere “la realtà fuori da qui è ben diversa”. Fuori dalla bolla l’aria che si respira è un’altra, insomma.

“Ci dite che non è un capriccio – prosegue Cugini – e chi lo hai mai detto? Ma ci sono i contesti da analizzare. Questa non è formazione ma distacco dalla realtà. Ci vogliono misura, capacità di leggere i contesti, rispetto del denaro pubblico; in questo caso è una meta fuori tempo massimo”.

Fuori dalla metafora della favola, Cugini ha definito quella della formazione sui campi da rugby “un dibattito fatto male, una formazione che costa 60mila euro, in questo momento storico, dove c’è chi muore attraversando la ferrovia per andare a lavorare (riferimento all’operaio pachistano del polo logistico  travolto dal treno mentre si recava al lavoro ndr), pare davvero troppo; ci sono altre priorità, si poteva fare una formazione che costava meno, perché nel percepito delle gente, 60mila euro sono una botta. E fare ilarità su un tema così è grave”. Game over. Fine della storia.

EDUCATIVA DI STRADA: IN UN ANNO 70 USCITE E 150 ADOLESCENTI INTERCETTATI

Una settantina di uscite, soprattutto pomeridiane, che hanno coinvolto circa 150 ragazzi tra i 16 e i 20 anni. Sono numeri dell’attività dell’Educativa di Strada che opererà nei quartieri della città fino al prossimo settembre. L’esperienza iniziata nel 2021, per una precisa volontà dell’amministrazione, è cresciuta coinvolgendo una rete educativa composta dall’associazione Laboratorio di Strada Odv, dal gruppo informale Educatori di Strada, dalla cooperativa sociale L’Arco e dal Centro Sociale Papa Giovanni XXIII. I ragazzi sono stati intercettati e coinvolti grazie ad alcune associazioni sportive che si sono messe a disposizione in alcune discipline: boxe, musica, capoeira e skateboard.

Il valore sociale dell’Educativa di Strada è stato racchiuso in una pubblicazione che mette in luce cosa questa rappresenti per la comunità che la ospita. Bastano tre parole: segno, sentinella e connessione. Ed è proprio grazie alla flessibilità del metodo che l’Educativa di Strada riesce ad intercettare anche le necessità e, a volte, i disagi, più nascosti. La connessione con gli altri servizi, come associazioni sportive, sportello ascolto, Informagiovani, è fondamentale. Negli ultimi tempi è emerso, come testimoniano anche le cronache, un aspetto legato all’aggressività che spesso sfocia in risse, aggressioni con l’uso di coltelli.

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ISTITUTI COMPRENSIVI, GROSSI: “ABBIAMO CERCATO DI RISOLVERE LE CRITICITA’ DEGLI SPOSTAMENTI FISICI. MA LA CONTINUITA’ NON E’ UN DIRITTO COSTITUZIONALE”

La rivoluzione degli istituti comprensivi, operativi dal prossimo settembre, coinvolge 8700 studenti e circa 1200 dipendenti tra docenti e personale amministrativo e Ata; “un processo complesso a cui si è arrivati a step, come hanno fatto anche le altre città capoluogo della regione Emilia Romagna” è stata la premessa del direttore dell’Ufficio Scolastico provinciale Andrea Grossi nel corso dell’audizione in commissione richiesta dalla minoranza.

“Un percorso che non è ancora possibile dettagliare, perché non vi sono ancora le definizioni dell’organico che prenderà servizio da settembre – ha spiegato Grossi – i ruoli e le competenze sono molteplici, poi ci sono le famiglie con cui abbiamo fatto incontri e a cui abbiamo cercato di spiegare l’intero processo e affrontato le varie criticità, che hanno riguardato soprattutto le primarie di secondo grado dove abbiamo incontrato più volte i  genitori per far capire loro il senso del nostro lavoro”.

Ecco i numeri delle iscrizioni per l’anno scolastico 2026/2027 nelle scuole cittadine; “dati che non si discostano di troppo da quelli dell’anno scolastico in corso” ha specificato Grossi. Gli iscritti alla scuola dell’infanzia sono 1480 (+17 rispetto all’anno precedente), 746 gli iscritti alla primaria (-81 rispetto all’anno precedente), 976 gli alunni delle scuole primarie di secondo grado (+56 rispetto all’anno scorso). “I comprensivi – ha riassunto il direttore dell’Ufficio Scolastico – non hanno sconvolto più di tanto gli assetti alle iscrizioni da parte dei genitori”. Dato che proiettati nel nuovo assetto sono così distribuiti:  1121 studenti all’istituto comprensivo n.1 (Mazzini e Nicolini secondarie primo grado, Mazzini e Giordani primarie, Mazzini infanzia); 974 studenti al comprensivo n.2 (Alberoni e Pontieri secondarie primo grado, Alberoni Mucinasso e San Lazzaro primarie, Alberoni Borghetto Gerbido infanzia); 853 studenti all’istituto comprensivo n.3 (Calvino via Stradella secondaria prima grado, De Gasperi S.Antonio e 25 Aprile primarie, De Gasperi Fratelli Grimm infanzia); 1331 alunni all’istituto comprensivo n.4 (Anna Frank secondaria primo grado, Caduti sul Lavoro e De Amicis primaria, Moro, Rodari, Farnesiana infanzia); 1163 studenti all’istituto comprensivo n.5 (Dante secondaria primo grado, Vittorino primaria, Dante e Collodi infanzia); 1155 studenti all’istituto comprensivo n.6 (Carducci secondaria primo grado, Due Giugno e Carella primaria, Due Giugno, Carella e Barbattini infanzia); 917 studenti al comprensivo n.7 (Ex Manifattura Tabacchi secondaria primo grado, Pezzani e Taverna primarie, Taverna e Cervini infanzia); 924 alunni all’istituto comprensivo n.8 (Calvino Boscarelli secondaria prima grado, Don Minzoni primaria, Don Minzoni, Besurica, Andersen infanzia). “Dati iniziali – ha commentato Grossi – che potranno oscillare di poco, ma non in modo significativo; nei prossimi anni invece dovremmo fare i conti con il calo demografico”.

“Per quanto riguarda il numero dei docenti non vi è ancora un dato preciso, ma le previsioni sono abbastanza affidabili – ha confermato il direttore Grossi – per la primaria i docenti titolari (cioè a tempo indeterminato) sono 372, per la secondaria di primo grado circa 200. I docenti la cui scuola è dislocata su più plessi ( come ad esempio la media Calvino), potranno esprimere una preferenza e in base alle graduatorie dell’istituto potranno essere accontentati. Il personale amministrativo titolare invece si attesta a 37 e quello Ata a un centinaio”.

Nella relazione, il direttore Grossi ha esaminato anche le criticità principali che, in alcuni casi, sono confluite in proteste vibranti; “il primo tema – ha spiegato – riguarda lo spostamento fisico. Abbiamo studiato la situazione considerando che il plesso dei Pontieri non sarà ancora completato a settembre: per cui abbiamo definito che la media Calvino avrà alcune classi che si sposteranno alla ex Manifattura Tabacchi, si tratta delle classi già attive (prime e seconde attuali, le terze resteranno in via Boscarelli).
Alla scuola Dante lo spostamento di alcune classi non partirà da subito. Per cui abbiamo due classi seconde e due classi prime che amministrativamente vengono attribuite all’istituto comprensivo 2 (scuola Pontieri), ma che vi si trasferiranno a partire dal 2027. Queste classi – ha proseguito Grossi – potranno anche completare il loro percorso di studi restando nell’edificio attuale della media Dante”.

“Dalle rilevazioni abbiamo capito che c’era un tema legato alla continuità legata alla scuola media Faustini. Qui – spiega il direttore dell’ufficio scolastico – abbiamo incontrato i genitori, ragionato, ma la situazione non si è sbloccata. D’intesa con il dirigente Silvestri abbiamo pensato di spostare l’attuale classe prima dalla sede dell’Alberoni al plesso Mazzini in modo che l’anno prossimo entri nel comprensivo 1 e così facendo possa avere maggiore tasso di continuità. Abbiamo fatto il possibile per venire incontro alle esigenze di tutti, ma la continuità non è un diritto costituzionale” ha concluso Grossi.

L’assessore Mario Dadati ha annunciato le novità che riguardano il trasporto pubblico locale per facilitare gli spostamenti degli studenti e venire incontro alle richieste dei dirigenti. “La dirigente Solari aveva chiesto un addetto alla sicurezza sulla linea 12 e la dirigente Stefanelli il prolungamento del trasporto da Vallera alla scuola Calvino per proseguire fino alla ex Manifattura Tabacchi e alla Genocchi. Entro l’estate – ha annunciato Dadati – sarà disponibile una guida digitale con le linee di trasporto pubblico locale, pedibus e piste ciclabile dedicata agli studenti per il raggiungimento delle scuole”.

giusto riconoscere lo sforzo che si sta facendo. “Come tutte le trasformazioni  anche questa ha una sua complessità – ha commentato il consigliere Trespidi –  che ha trovato, a mio modo di vedere, inizialmente una prima criticità nella carenza di comunicazione alle famiglie” ha detto rivolgendosi all’assessore Dadati che ha ammesso la sua responsabilità.
“Già nella delibera del 18 marzo 2024 – ha proseguito Trespidi – veniva evidenziata la criticità dell’istituto comprensivo 2, rispetto alla lontananza della media Pontieri alle frazioni di Mucinasso, Gerbido e Borghetto; con questa organizzazione non si rispetta il criterio della limitazione dello spostamento fisico che in realtà dovrebbe essere alla base degli istituti comprensivi. Vi faccio una proposta che vi prego di considerare: spostare Gerbido, Mucinasso, San Lazzaro e Borghetto all’istituto comprensivo 4, destinazione certamente più naturale rispetto al n.2”. “Il prossimo anno – ha risposto l’assessore Dadati – sarà fondamentale per valutare eventuali criticità e possibili modifiche da apportare”.

 

 

 

 

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