UNA PIANTA IN RICORDO DI STEFANO FORLINI, STORICO RAPPRESENTANTE DEI VERDI

Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa della significativa iniziativa che hanno pensato e realizzato gli amici di Stefano Forlini, storico rappresentante dei Verdi di Piacenza, scomparso lo scorso settembre.

Non è solo un albero quello che abbiamo piantato oggi. Lo abbiamo piantato vicino alla casa di un amico che ci ha lasciati lo scorso settembre: Stefano Forlini storico rappresentate dei Verdi di Piacenza fin dai loro esordi nel panorama politico italiano e da allora da lui sempre rappresentati con assidua costanza e umanità. Stefano che per qualcuno di noi è stato amico fraterno. Per altri artefice di impegno concreto e continuo in favore dell’ambiente. Per altri ancora che han seguito il suo esempio, simbolo di un sentiero che seppur impegnativo, tortuoso e controcorrente, necessita di essere percorso per poter salvaguardare la natura che ci circonda da un futuro sempre più incerto e sempre meno attento all’importanza della tutela ambientale.

Ci è sembrato naturale, trovarci in questo giardino e ricordarlo con un albero, una paulownia per l’esattezza, che oltre a produrre dei bellissimi grappoli di fiori violetti, è, fra le tante essenze arboree, quella che riesce ad immagazzinare la maggior quantità di anidride carbonica. Oggi è il 21 di marzo, equinozio e primo giorno di primavera. Periodo dell’anno nel quale la natura si risveglia in tutta la sua ricchezza e in tutte le sue forme ed è difficile rimanere indifferenti a questa esplosione di colori. Ed è per questo che abbiamo scelto proprio l’inizio della primavera per trovarci e piantare questo albero. Una giornata ricca di simboli, che ci ha lasciato in eredità Stefano, che vorremmo consegnare a tutta la città e ai suoi cittadini.

Il senso dell’impegno di Stefano è stato quello di non rimanere indifferente, di ritenere la terra su cui viviamo davvero come se ci fosse lasciata in prestito dai nostro figli e come tale tutelarla, preservarla e proteggerla. Le piante sono la vera ricchezza che possediamo per donarci un futuro, per darci, nel vero senso del termine, un respiro vitale, e per custodire la memoria del tempo e degli amici, come Stefano, che ci han lasciato ma che continuano a vivere accanto a noi. E il gruppo di amici e rappresentanti dei Verdi di Piacenza, che desideriamo possa essere sempre più numeroso, non solo cercherà di preservare la memoria di un amico, ma di portare avanti le idee e l’esempio di Stefano.

VIA MASCARETTI: L’IMMOBILE PASSERA’ AL COMUNE SE NON CESSERANNO LE ATTIVITA’ DI CULTO. SORESI “ERA ORA, MA L’ORDINANZA ESISTEVA GIA'”

L’immobile privato di via Mascaretti tornerà al Comune se non cesseranno le attività di culto incompatibili con la destinazione d’uso. Lo annuncia l’amministrazione in una nota che definisce l’ordinanza odierna una “svolta concreta. Il Comune interviene su una vicenda aperta da oltre quattordici anni: l’utilizzo di un immobile nato come laboratorio e magazzino e progressivamente trasformato in un luogo di culto, con una presenza organizzata e continuativa di persone. Una situazione più volte segnalata dai residenti e accertata anche sul piano amministrativo e giudiziario.

Il provvedimento adottato segna un cambio di passo netto. Per la prima volta, infatti, la situazione viene qualificata come abuso edilizio strutturale e non più soltanto come uso non conforme. È un passaggio tecnico ma decisivo perché consente di attivare strumenti molto più incisivi, fino a prevedere, in caso di mancato rispetto dell’ordinanza, l’acquisizione dell’immobile al patrimonio pubblico. In altre parole: se entro 90 giorni non non verrà ripristinato lo stato legittimo dei luoghi, lo stabile diventerà automaticamente di proprietà del Comune senza alcun costo per l’ente.

Per arrivare a questo risultato è stato necessario un lavoro approfondito da parte degli uffici comunali. “Come sempre, per fare le cose bene è necessario prima studiarle al meglio – commenta la sindaca Katia Tarasconi – E in questa vicenda, che arriva da lontano e attraversa varie amministrazioni, ricostruire gli atti e tutti i passaggi è stato particolarmente complesso. Oggi siamo in grado di attivarci grazie al quadro normativo consolidato e grazie agli esiti del contenzioso. È su questa base che l’amministrazione ha costruito un provvedimento solido, efficace, con un’impostazione giuridica totalmente diversa”.

La nuova ordinanza si basa infatti su una ricostruzione puntuale che evidenzia come il cambio di destinazione d’uso dell’immobile sia avvenuto senza il necessario titolo abilitativo, configurando così un abuso edilizio a tutti gli effetti. Da qui discende l’ordine di cessazione dell’utilizzo come luogo di culto e il ripristino dello stato legittimo dei luoghi entro tre mesi, con conseguenze automatiche in caso di inottemperanza.

La vicenda, come si diceva, ha origini lontane. L’immobile di via Mascaretti – che è di proprietà privata – nasce con una destinazione produttiva, ma già dal 2012 emergono utilizzi difformi, con attività di culto e una presenza significativa e organizzata di persone. Il Comune interviene più volte con diffide nel 2013 e nel 2015, seguite da ulteriori richiami nel 2016, fino all’ordinanza del 2018 che impone la cessazione dell’uso come luogo di culto.

A quella fase segue il contenzioso amministrativo, che si conclude con due pronunciamenti chiari: il TAR nel 2022 e, più recentemente, il Consiglio di Stato nel 2025 confermano la legittimità dell’azione del Comune, accertando in modo inequivocabile l’utilizzo continuativo dell’immobile come luogo di culto e la sua incompatibilità con la disciplina urbanistica vigente. Le sentenze ribadiscono inoltre un principio fondamentale: la libertà di culto è pienamente garantita, ma deve esercitarsi nel rispetto delle regole urbanistiche e delle condizioni di sicurezza.

È proprio rispetto a questo percorso che emerge con chiarezza la differenza tra l’impostazione seguita in passato e quella adottata oggi. I provvedimenti precedenti, e in particolare l’ordinanza del 2018, si fondavano infatti su un inquadramento legato all’assenza o all’inadeguatezza del titolo edilizio dichiarato, con conseguenze prevalentemente sanzionatorie e con un’efficacia limitata sul piano operativo. La nuova ordinanza, invece, introduce una qualificazione giuridica completamente diversa: non più una semplice irregolarità, ma un intervento realizzato in assenza di permesso di costruire. È un salto decisivo, perché consente di attivare strumenti molto più incisivi e con esiti automatici.

“Il problema non riguarda il culto islamico – sottolinea la sindaca – ma riguarda l’incompatibilità di quell’immobile con la sua trasformazione stabile in luogo di culto, qualsiasi esso sia”.

Pronta la reazione della consigliera Sara Soresi che ha più volte sollevato il tema; sul profilo Facebook commenta “meglio tardi che mai, risale ad una settimana fa la mia interrogazione dove chiedo la chiusura dell’immobile e faccio presente che in questi anni ci sono stati pochissimi controlli e una sola contravvenzione; l’ordinanza già esisteva (dal 2018) è già consentiva la risoluzione del problema, semplicemente mediante la chiusura; infine – chiede retoricamente Soresi – sarà una casualità che proprio ieri è arrivata a Piacenza una troupe televisiva di Mediaset per un servizio proprio sulla moschea abusiva di via Mascaretti?”

PIAZZA CITTADELLA, APP “PERCORSO PARTECIPATIVO DA VALORIZZARE SENZA RETROPENSIERI”

Il percorso partecipativo che si sta avviando per la riqualificazione di piazza Cittadella continua a suscitare le reazioni delle politica locale. In particolare Alternativa per Piacenza, per mezzo del presidente Luigi Rabuffi, non è d’accordo chi ha già osteggiato il percorso riferendosi, in particolare, ai colleghi dell’opposizione che hanno definito il percorso “illeggibile, ritenendolo fumo negli occhi. Quasi truffaldino. Alternativa per Piacenza non è d’accordo con queste valutazioni. La partecipazione dei cittadini alle scelte di una Comunità merita sempre rispetto e deve essere valorizzata senza retropensieri.
Immaginare che questo percorso partecipativo serva solo a coprire colpe e responsabilità pregresse appare una preoccupazione strumentale. Un alibi al disimpegno. Una giustificazione all’indifferenza.

Nessuna amnesia potrà mai cancellare quanto avvenuto in questi anni. Ci penseranno i giudici, con le loro sentenze, a ricordarci le colpe e le responsabilità amministrative e politiche di chi ha “giocato”, al tavolo di Piazza Cittadella, una partita durante la quale – tra “bluff” spudorati, rilanci “al buio”, pistole fumanti e silenzi accomodanti – abbiamo visto e sentito di tutto.
In attesa che si “girino finalmente le carte” (e a farlo saranno i giudici, con le loro sentenze definitive), a noi cittadini spetta il compito di arricchire quel capitolo partecipativo in un contesto, Piazza Cittadella, certamente violentato dalle motoseghe, certamente devastato dalle ruspe, sicuramente offeso dalla protervia di alcuni protagonisti, ma che rappresenta sempre il cuore della nostra città.
Anticamera di Palazzo Farnese. Nobile corridoio verso le Scuderie di Maria Luigia e Chiesa del Carmine. Concentrato di storia, arte e cultura. Dal valore immenso. Da riconquistare, non certo da abbandonare. Per questi motivi, Alternativa per Piacenza ha presentato, qualche mese fa, una specifica mozione in Consiglio Comunale chiedendo l’avvio di un percorso di vera e leale partecipazione finalizzato a scrivere un nuovo capitolo, a garanzia di piazza Cittadella. Dove il finale, l’auspicato finale scritto insieme a tutto coloro che amano e vivono Piacenza, obbligherà i prossimi inquilini di Palazzo Mercanti
a rispettare, al netto delle pronunce giudiziarie, la volontà dei cittadini.
Non cogliere questa opportunità ci appare una grande occasione persa.

ASTRA PASSA A LEONARDO, PAPAMARENGHI “LA SINDACA INFORMI LA CITTA’ DI QUESTA OPERAIZONE”

La notizia di acquisizione di Leonardo spa della piacentina Astra, insieme al comparto difesa di Iveco Group, ha spinto il consigliere della civica di centro destra Jonathan Papamarenghi a presentare alla giunta una interrogazione urgente “affinché il consiglio comunale e la città siano resi edotti dello scenario presente e futuro legato all’operazione in questione, considerata la centralità dell’azienda per l’intero territorio” scrive il consigliere.

Attualmente l’organico Astra è di circa 500 persone. Dal 2022 l’azienda piacentina è integrata in Iveco Group e da questo gruppo industriale à avvenuto lo scorporo di Astra e della divisione Iveco Defence Vehicles (IDV) per essere cedute, con l’operazione appena autorizzata, a Leonardo per 1.6 miliardi di euro. A questo scenario già rivoluzionario si aggiunge la prospettiva, tutt’altro che remota, di un’alleanza con i tedeschi di Rheinmetall finalizzata alla fornitura di mezzi corazzati all’Esercito Italiano per veicoli le cui operazioni di assemblaggio dono essere svolte prioritariamente in Italia ma il cui brevetto è proprio tedesco.

Oltre alla sfida industriale – sottolinea Papamarenghi – sarà importante il passaggio con il mondo sindacale sul piano dei diritti dei lavoratori del ramo ceduto; lavoratori che non devono veder cadere sulle loro spalle l’ennesima scelta riorganizzativa, anche in considerazione del fatto che essi arrivano da inquadramenti con Contratti Collettivi Specifici del Lavoro diversi da quanto applicato invece in Leonardo, dove si adotta il contratto nazionale metalmeccanici. Seppur i diritti acquisiti saranno certamente tutelati, resteranno da gestire le differenze tra i contratti che sarà necessario affrontare.

Considerati tutti questi aspetti che coinvolgono in modo profondo sia il tessuto produttivo ed economico di Piacenza che diverse centinaia di famiglie di lavoratori legati alla storica azienda, il consigliere della civica di centro destra chiede che la sindaca aggiorni il consiglio su quanto sta avvenendo e sulle interlocuzioni che sta mantenendo in queste importanti fasi.

CITTADELLA, PD: “SI APRE IL CONFRONTO CON LA CITTA’, MA IL CENTRO DESTRA ABBANDONA L’AULA. FDI “LA PARTECIPAZIONE NON SI IMPROVVISA”

“Si apre il confronto con la città su piazza Cittadella, ma il centrodestra abbandona l’aula e sceglie ancora la polemica” scrivono le segretarie cittadine e provinciali del PD. E il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia risponde “la partecipazione non si improvvisa a valle di decisioni già assunte e di un iter amministrativo ormai compromesso: se davvero si voleva coinvolgere la città, andava fatto fin dall’inizio e non quando ormai le criticità, da noi denunciate da tempo, sono ormai sotto gli occhi di tutti”.

“Piazza Cittadella è al centro del dibattito cittadino da molti anni – scrive il PD in una nota –  proprio per questo la scelta dell’Amministrazione di aprire oggi un percorso partecipativo rappresenta un passaggio importante: significa coinvolgere la città, spiegare con trasparenza il quadro entro cui si muove il progetto e costruire insieme ai cittadini una visione condivisa della piazza. Oggi si apre una fase nuova; ed è questo il punto politico decisivo.
La scelta di attivare un percorso partecipativo rappresenta un cambio di passo concreto: non una resa, ma un atto di responsabilità e di apertura. Significa riconoscere che, dentro un quadro complesso, esiste ancora spazio per migliorare, per ascoltare, per spiegare i vincoli che esistono su quell’area e per costruire insieme ai cittadini una visione condivisa della piazza.

Quando si apre uno spazio di partecipazione, la cosa più naturale dovrebbe essere restare, ascoltare, fare domande e portare contributi. Lasciare l’aula, come hanno fatto  alcuni esponenti del centrodestra, significa invece rinunciare al confronto per trasformare anche questa occasione nell’ennesima polemica che, soprattutto se semplicistica, distorce la realtà e non aiuta Piacenza. La partecipazione, invece, si. Per questo riteniamo che questo sia il momento di superare le contrapposizioni sterili e concentrarsi su ciò che conta davvero: dare alla città uno spazio pubblico migliore, più vivibile, più condiviso.
Il percorso è aperto. La città ha l’occasione di costruire insieme il percorso di piazza cittadella”.

“Le dichiarazioni del Partito Democratico sul c.d. “percorso partecipativo” relativo a Piazza Cittadella risultano non solo tardive, ma profondamente strumentali – risponde il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia – definire questa iniziativa come l’apertura di una “fase nuova” è semplicemente non credibile.

La partecipazione non si improvvisa a valle di decisioni già assunte e di un iter amministrativo ormai compromesso: se davvero si voleva coinvolgere la città, andava fatto fin dall’inizio e non quando ormai le criticità, da noi denunciate da tempo, sono ormai sotto gli occhi di tutti. Colpisce inoltre l’evidente incoerenza di chi oggi richiama il valore del confronto pubblico, mentre in altri progetti significativi per la città – come l’ex Manifattura Tabacchi ed il polisportivo – sono state apportate modifiche, anche sostanziali, senza un analogo percorso partecipato né una reale attenzione alle posizioni dei cittadini. Due pesi e due misure che smentiscono nei fatti la narrazione proposta.

Riteniamo altresì inopportuno avviare incontri pubblici e momenti di confronto su un progetto che è oggetto di contenziosi giudiziari tuttora pendenti e che insiste su un’area di cui il Comune, allo stato attuale, non ha disponibilità. In questo contesto, iniziative di questo tipo, rischiano di risultare non solo inefficaci, ma anche potenzialmente interferenti rispetto alle procedure in corso. Resta poi una domanda politica, a cui nessuno ha dato risposta: come si giustifica l’impiego di circa 100 mila euro di risorse pubbliche per un percorso partecipativo su un progetto che, ad oggi, non ha alcuna certezza di realizzazione?
Di fronte a questo quadro, la nostra scelta di non partecipare, non è affatto una fuga dal confronto, ma un atto di serietà e coerenza: non intendiamo prestare il fianco ad operazioni di facciata che rischiano di trasformare la partecipazione in uno strumento di legittimazione di un iter che, fino ad oggi, ha dimostrato gravi limiti e risultati fallimentari.
Questa iniziativa appare un evidente tentativo di distogliere l’attenzione dalle scelte discutibili e improvvide compiute finora su questa vicenda, costruendo una narrazione che non corrisponde alla realtà dei fatti. Ribadiamo che il confronto vero si costruisce con trasparenza, tempestività e rispetto dei cittadini, non con iniziative tardive e prive dei presupposti concreti per incidere davvero sulle scelte”.

 

RIAPERTO IL PONTE SUL NURE, SALVINI: “ABBIAMO TUTTO IL TERRITORIO PIACENTINO SOTTO CONTROLLO”

“Volere è potere” così il ministro per le Infrastrutture e i Trasporti Matteo Salvini ha concluso l’intervento dal palchetto montato sul ponte sul Nure nel giorno dedicato alla sua riapertura alla circolazione.
Un bel segnale per il territorio, è stato il refrain di amministratori e tecnici, un ottimo lavoro che ha restituito alla provincia un’opera di snodo fondamentale, nel rispetto dei tempi del cronoprogramma, sei mesi dal 15 settembre scorso.

Resteranno le corse ferroviarie aggiuntive, che si assesteranno a 27 anche con la riapertura del ponte; una decisione frutto dell’esponenziale aumento di cittadini che in questo mesi hanno deciso di utilizzare il treno per gli spostamenti, passato da 800 a 8mila. E poi il Frecciarossa che, come ha confermato il ministro Salvini, resterà il collegamento serale diretto tra Roma e Piacenza.

Ma non c’è solo il nuovo ponte sul Nure; il ministro assicura che “tutto il territorio piacentino è sotto controllo”: dall’ammodernamento della Ss 45 dove nel tratto Perino-Cernusca è in corso un esproprio, fino alla tangenziale di Giovanni dove potrebbe arrivare un commissario per velocizzare le procedure, anche entro l’estate.

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IN PROVINCIA IL TAVOLO PER GLI ORFANI DI FEMMINICIDIO. “OCCORRE CONSOLIDARE LA RETE DI SOSTEGNO E LA CONSAPEVOLEZZA COLLETTIVA”

“Oltre il silenzio: impegno istituzionale e tutele legislative per le donne e gli orfani di femminicidio”: è il titolo del convegno che si è svolto in Provincia su iniziativa del Tavolo provinciale contro la violenza alle donne e di genere,
presieduto dalla Consigliera alle Pari Opportunità Nadia Pompini.
Proprio la video-testimonianza di un’orfana di femminicidio ha quindi introdotto il delicatissimo tema al centro del convegno “Oltre il silenzio”: Giovanna ha infatti ripercorso la sua dolorosa, personale vicenda che da
bambina l’ha vista perdere la madre e la nonna per mano di suo padre biologico. La stessa Giovanna però, oggi docente di una scuola del piacentino, ha anche parlato del suo percorso di rinascita nel quale i suoi genitori adottivi hanno avuto un ruolo fondamentale. Per questo, appena divenuta maggiorenne, come un grazie perenne, ha scelto di prendere il loro cognome: Cardile. “Gli orfani di femminicidio rimangono soli e patiscono ferite profonde sul piano personale, sociale ed economico – ha evidenziato Gloria Zanardi, Consulente esterno della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio nonché su ogni forma di violenza di genere -: momenti di riflessione e confronto, soprattutto con il coinvolgimento delle nuove generazioni, aiutano a comprendere i loro bisogni e a costruire una cultura di solidarietà concreta. Il legislatore, anche grazie al lavoro della Commissione parlamentare sul femminicidio, ha rafforzato con il tempo gli strumenti a loro tutela – ha osservato Zanardi -, ma occorre continuare a consolidare la rete di sostegno e la consapevolezza collettiva”. Zanardi ha inoltre compiuto un excursus sulle leggi vigenti in materia.

Al convegno sono intervenute anche Donatella Scardi ed Anna Gallazzi del Centro antiviolenza “La città delle donne O.d.v.” che hanno evidenziato l’importanza della diffusione della cultura del rispetto e della parità
di genere quali strumenti di prevenzione.
La parola è poi passata a Roberta Beolchi, presidente dell’associazione “Edela” per gli orfani di femminicidio e autrice del libro “Fata Mamy e la magia dell’amore”, già presentato alla Camera dei Deputati: un volume
finalizzato ad insegnare ai più piccoli, grazie ad una storia fiabesca, il valore delle relazioni sane, l’importanza di accettare un no e di riconoscere la bellezza delle differenze, un libro la cui prefazione è stata curata proprio dalla Presidente della commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio nonché su ogni forma di violenza di genere Onorevole Martina Semenzato.
“L’obiettivo di questo Tavolo è trasformare i convegni in azioni concrete – ha spiegato la Consigliera provinciale alle Pari Opportunità Nadia Pompini, Presidente del Tavolo contro la violenza alle donne e di genere -. Parlando di orfani di femminicidio oggi, di fatto, arriviamo a parlare della violenza assistita: dunque, come riconoscere i segnali? Come interpretarli? Su questo fronte, la Provincia si è impegnata in questi mesi offrendo una formazione mirata per docenti, acquistando e distribuendo il libro “Fata Mamy e la magia dell’amore” per educare i più piccoli al rispetto e promuovendo vari progetti nelle scuole.

CITTADELLA, ARCADIS PRESENTA IL PERCORSO PARTECIPATIVO. CENTRO DESTRA “FUMO NEGLI OCCHI”, BONGIORNI “PROVIAMO A TROVARE UN PUNTO IN COMUNE”

Il percorso partecipativo per la riqualificazione di piazza Cittadella è cominciato, come da programma, con l’audizione, trasmessa su richiesta dei consiglieri anche in streaming, dei referenti di Arcadis, la società che ha ricevuto dall’amministrazione l’incarico per 100mila euro. Un momento di avvio a quel percorso di partecipazione che nasce proprio da una richiesta consiliare, in particolare da una mozione di Alternativa per Piacenza, che aveva trovato l’approvazione del consiglio. “Un percorso che comincia in ritardo – ha esordito l’assessora alla Partecipazione Serena Groppelli – perché la pratica si trascina da 12 anni. Vedremo oggi quale svolta prenderà il percorso”.

E’ stato Andrea Vercellotti a prendere la parola per Arcadis, società di consulenza e ingegneria con una storia di oltre cent’anni, “con 28mila professionisti nel mondo, oltre 30mila in Italia e più di 35mila progetti all’attivo – si legge nelle slide proiettate – come lo stadio Tardini di Parma, la cittadella di Mondovì e corso Francia a Torino simile, per struttura, a ciò che potrebbe diventare piazza Cittadella”. La sostenibilità è al centro della metodologia di Arcadis “con un approccio alla rigenerazione urbana mirato a rendere le città inclusive, sicure, sostenibili e capaci di gestire eventuali conflitti. Ascolteremo tutte le idee e le proposte – ha detto Varcellotti – perché in una piazza coesistono e si uniscono diversi livelli: chi vive, lavora, fa acquisti, gioca, si connette, passa il tempo; i livelli di progetto saranno poi integrati con il coinvolgimento di vari soggetti tra cui in primis la Sovritendenza”.

Ci sono poi alcuni vincoli progettuali pressoché imprescindibili: “il significato storico della piazza per la presenza di palazzo Farnese; il carattere originario di piazza d’armi; il mantenimento del cono ottico da Cittadella a piazza Cavalli; il mantenimento del passaggio veicolare da via Baciocchi e da via Cittadella. Sarà nostro compito – ha proseguito Varcellotti – trovare soluzioni che facciano coesistere diverse esigenze, spesso anche opposte, e armonizzare il tutto con quello che già è sulla carta, come la nuova piazza Casali”.

Il percorso durerà un paio di mesi per sei incontri: dopo la commissione di oggi, seguirà la plenaria del 27 marzo, l’incontro con gli stakeholder il 31, il 14 aprile il laboratorio tematico in plenaria, il 21 la plenaria di restituzione intermedia per arrivare al 27 aprile con la restituzione del quadro esigenziale
complessivo e discussione pubblica in consiglio comunale.

“Mi sembra un sogno che rimarrà tale perché al momento l’area non è ancora nella disponibilità del Comune, ma c’è un iter giudiziario in corso – ha ribadito la consigliera Sara Soresi – Fratelli d’Italia non si può prestare a questa operazione da fumo negli occhi”, tanto che di lì a poco ha lasciato l’aula insieme alla collega Gloria Zanardi. “Si sta facendo un percorso senza pensare al rischio che l’area potrebbe non tornare al Comune, in più si sono pure spesi 100mila euro per l’incarico. Direi – ha concluso il consigliere Zandonella – che non è un atteggiamento da buon padre di famiglia”. “L’amministrazione ci può spiegare come mai non vi è più l’interesse pubblico di un parcheggio interrato votato a maggioranza – ha incalzato il consigliere Papamarenghi – se non sappiamo ancora cosa vogliamo come facciamo a fare un percorso partecipativo?”. “Le slide proposte – ha commentato il consigliere Rabuffi – traguardano qualcosa di ignoto, perché sarà la partecipazione a decidere come sarà la piazza del futuro. All’inizio sarà molto complicato far capire che la fase di partecipazione potrebbe essere effettiva, perché oggi c’è molta disillusione. Starà a voi – rivolgendosi ai referenti di Arcadis – recuperare il rapporto con la città che su questa partita si è sentita lesa per il comportamento dell’amministrazione”. “Anche se c’è l’avvio di un percorso si dovrebbe capire fin dall’inizio cosa si può e non si può fare – ha esortato la consigliera Barbieri –
il percorso di partecipazione deve coinvolgere necessariamente sia l’assessore Bongiorni sia Fantini.  Lì c’è ancora una vostra delibera di interesse pubblico di parcheggio interrato. Insomma questa amministrazione chiarisca cosa vuole fare. Bene la partecipazione ma riempiamola di contenuti”. “Ho sentito parlare di sostenibilità sociale, ambientale e economica – ha detto la consigliera Gnocchi – la fiducia tra cittadini e amministrazione è ciò di cui si deve tenere conto, come ad esempio le proposte degli studenti della scuola Mazzini”. “Spiace che le consigliere Soresi e Zanardi non siano in aula – ha detto il consigliere Fossati, l’unico a prendere la parola della maggioranza – proprio loro che avevano richiesto questa audizione”.

“Non ci vogliamo nascondere dietro a un dito – ha detto l’assessore Bongiorni – questa amministrazione lo ha ribadito: i posti auto nel comparto nord trovavano soddisfacimento del bisogno nel parcheggio interrato di piazza Cittadella. Ma lo scenario è cambiato; non tanto sul tema fabbisogno, quanto del parcheggio, perché per questa amministrazione il contratto è risolto, perché riteniamo che ci sia un grave inadempimento, consapevoli che un giudice potrà dire il contrario. Oggi l’area non è in nostro possesso ma, vi chiedo, è possibile far atterrare in campo neutro, ovvero Arcadis, le varie visioni, proposte, idee, esigenze, anche qualora un giudice decida che il percorso deve continuare?” è la domanda del vicesindaco che, al momento, rimane sospesa in attesa che il percorso partecipativo inserisca davvero la marcia.

NIDO VALLERA: ESEMPIO VIRTUOSO DI RESPONSABILITA’ SOCIALE D’IMPRESA

L’asilo di nido di Vallera, insieme ai servizi integrati che esso contiene, amplia  e mantiene la sua offerta di posti grazie ad una generosa azione di sponsorizzazione di Confindustria Piacenza e di alcune aziende associate. Per i prossimi tre anni, grazie ad un contributo di 104 mila euro all’anno, il nido continuerà ad ospitare 16 bimbi da 15 a 36 mesi offrendo così un vero e proprio servizio prima di tutto alla mamme che possono così tornare al lavoro, ma anche all’intero territorio.

Un impegno concreto e tangibile che va nella direzione di coniugare l’aspetto educativo e l’imprenditoria in quella responsabilità sociale d’impresa che porta benessere all’intera comunità. La struttura di Vallera era stara chiusa nel 2000, allora era una scuola dell’infanzia; nel 2023 è stata riaperta, come nido, in concomitanza alla chiusura degli asili Astamblam e Girasole che riapriranno a settembre.

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EX ACNA: ASSEMBLEA PUBBLICA MERCOLEDI’ CON IL VICESINDACO BONGIORNI

Il futuro dell’area ex Acna torna al centro del confronto pubblico. Mercoledì 18 marzo alle ore 20.45, alla Sala della Partecipazione di via Taverna 39 a Piacenza, si terrà un incontro aperto alla cittadinanza dedicato alla bonifica e alla riqualificazione dell’ex area industriale.
Dopo il partecipato appuntamento dello scorso 8 gennaio, i cittadini potranno confrontarsi nuovamente con l’amministrazione comunale sugli sviluppi del progetto. Alla serata interverrà il vicesindaco Matteo Bongiorni, assessore ai lavori pubblici.

Durante l’incontro saranno illustrati gli aggiornamenti sullo stato della bonifica, sulla riapertura di via Cantarana, sull’accesso al parcheggio previsto nell’area e sul cronoprogramma dei lavori per il parcheggio e la futura area verde.
Al centro del confronto anche una proposta elaborata da un gruppo di residenti per spostare l’accesso veicolare al nuovo parcheggio da Porta Borghetto all’inizio di via Tramello. Questa soluzione consentirebbe di ridurre sensibilmente il traffico lungo il fronte delle Mura Farnesiane, accorciando il percorso dei veicoli diretti al parcheggio e limitando la presenza di traffico nell’area soggetta al vincolo di tutela della Soprintendenza. La percorrenza complessiva dei veicoli diretti al parcheggio verrebbe Infatti ridotta di oltre la metà, passando da oltre 1.100 a circa 500 chilometri al giorno, con una conseguente diminuzione delle emissioni annue di CO₂ da circa 53 a poco più di 24 tonnellate. Rispetto alla soluzione prevista dal progetto dell’amministrazione, si tratterebbe quindi di un miglioramento significativo per la vivibilità del quartiere e della città.

La proposta, inviata il mese scorso all’amministrazione comunale, richiede tuttavia una modifica puntuale del vincolo della Soprintendenza relativo al tracciato della strada di accesso. Per questo, durante l’incontro dell’8 gennaio, era emersa la necessità di un’interlocuzione dell’amministrazione comunale con la Soprintendenza, come suggerito dall’assessore Bongiorni.
L’incontro del 18 marzo sarà quindi un momento di aggiornamento e confronto su un progetto che riguarda da vicino il futuro del quartiere e della città.

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