RIFIUTI E DECORO, NUOVE MISURE PER MIGLIORARE IL SERVIZIO DI RACCOLTA: RITIRO NEI CORTILI E MASTELLI DA 20 LITRI

L’amministrazione, insieme ad Iren, ha messo a punto nuovi interventi per migliorare il sistema di raccolta dei rifiuti volti a rafforzare il decoro urbano. Tra le novità il ritorno al ritiro nei cortili delle vie commerciali e mastelli da 20 litri (anziché 40) per gli over 65enni. Le misure intervengono in modo mirato sulle criticità emerse nelle ultime settimane, grazie anche alle segnalazioni da parte dei cittadini di cui l’ente si è fatto portavoce, e introducono modifiche concrete nell’organizzazione quotidiana del servizio. Le novità entreranno in vigore progressivamente entro il 30 aprile, con alcuni interventi già attivi.

Esposizione dei rifiuti: nuovo orario serale
Per tutte le utenze che si trovano nella zona monumentale del centro storico, sia domestiche che commerciali, l’esposizione dei rifiuti – sia indifferenziati che differenziati – potrà essere effettuata entro le ore 21 anziché entro le ore 20 come previsto finora. Il posticipo dell’orario entro cui esporre i rifiuti, che sarà oggetto di successiva e specifica comunicazione, accoglie le istanze dei cittadini: per molti il limite delle ore 20 risulta incompatibile con i ritmi di vita lavorativa o familiare, con il rischio concreto di esporre i rifiuti in ritardo rispetto al passaggio degli operatori addetti al ritiro. Orario posticipato alle 21 dunque, ferma restando – naturalmente – la possibilità di esporre prima per coloro che hanno esigenze diverse (come ad esempio i commercianti che, nella maggior parte dei casi, chiudono le proprie attività alle 19:30).

Condomini nei fronti commerciali: ritiro nei cortili
Per i condomini delle vie commerciali in centro storico, zona monumentale, già serviti, il ritiro dei rifiuti differenziati (carta, plastica e barattolame, organico e vetro) potrà avvenire direttamente nei cortili, previa richiesta dell’amministratore e solo se l’accesso è possibile senza l’uso di chiavi. Le modalità di accesso potranno prevedere soluzioni diverse, come tastierini, aperture automatiche nelle fasce orarie di servizio, box dedicati o la presenza di un addetto condominiale. Dove necessario, sarà quindi richiesto un adeguamento dei sistemi di accesso ai cancelli. Questo servizio verrà svolto in orario diurno a partire dalle ore 6.

I rifiuti indifferenziati dovranno necessariamente essere esposti entro le ore 21 nei giorni indicati per la raccolta.

Potenziamento dello spazzamento e della pulizia urbana
È previsto un rafforzamento significativo delle attività di pulizia. In centro storico saranno attive due squadre aggiuntive al mattino, per sei giorni alla settimana, dedicate allo svuotamento dei cestini, pulizia dell’area intorno ai cestini e alla rimozione dei rifiuti abbandonati, mentre nei quartieri è prevista una squadra pomeridiana, anch’essa attiva sei giorni su sette, dedicata allo svuotamento dei cestini, pulizia dell’area intorno ai cestini e alla rimozione di sacchi e rifiuti ingombranti abbandonati. A queste si aggiungeranno un servizio di pulizia anche la domenica mattina in centro storico e la figura dello “spazzino di quartiere” al pomeriggio, attivo sei giorni su sette. Alcuni di questi interventi sono già operativi, mentre altri – in particolare il servizio domenicale e lo “spazzino di quartiere” – saranno avviati nelle prossime settimane.

Rifiuti abbandonati: rafforzati gli interventi diurni
È già operativo il potenziamento della raccolta diurna dei rifiuti abbandonati, sia nel centro storico sia nell’area dell’anello, con l’obiettivo di garantire interventi più tempestivi sulle situazioni di degrado in tutto il territorio comunale. Si raccomanda ai cittadini di utilizzare l’app “Iren Ambiente” per le segnalazioni.

Mastelli da 20 litri per gli over 65
Per andare incontro alle esigenze delle persone che hanno più di 65 anni, è prevista – su richiesta – la sostituzione dei mastelli con contenitori da 20 litri. La riduzione della capacità sarà accompagnata dal raddoppio delle vuotature minime, così da garantire un servizio adeguato e più gestibile.

Attivazione progressiva dei servizi
Il piano prevede un’attivazione progressiva: alcune misure sono già in funzione, mentre le restanti entreranno in vigore nel corso del mese di aprile, secondo una pianificazione condivisa tra Comune e gestore. Con questo insieme di interventi, l’amministrazione comunale introduce un pacchetto di nuove misure concrete, con l’obiettivo di migliorare il servizio, potenziare gli interventi per il decoro urbano della nostra città e sostenere le fasce più fragili.

In tema di raccolta differenziata, è opportuno sottolineare l’importanza della collaborazione da parte di tutti i cittadini: la differenziata non è una facoltà ma un obbligo di legge a livello nazionale, disciplinato da norme e regolamenti che hanno visto aggiornamenti anche di recente. Il decreto legge 116 dell’8 agosto 2025, poi convertito nella legge 147 dello stesso anno, introduce pene più severe e sanzioni accessorie per i reati legati alla gestione illecita dei rifiuti. Le sanzioni per i conferimenti scorretti e gli abbandoni sono diventate decisamente pesanti: si parla di un minimo di 1.500 euro a un massimo di 3.000 euro; e, se si utilizza l’automobile, è prevista anche la confisca del mezzo e la sospensione della patente.

SALVIAMOSPEDALE. “CHE IMPATTO AVRA’ LA SENTENZA DELLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA SUL PARTENERIATO PUBBLICO PRIVATO?”

A giorni l’Ausl di Piacenza si pronuncerà sulla scelta del soggetto promotore che si è candidato come partner per la realizzazione del nuovo ospedale. Delle iniziali nove imprese, solo tre hanno deciso di presentare il progetto. Una volta che l’Azienda Sanitaria Piacentina ne sceglierà uno, questo verrà messo a bando; bando al quale potranno partecipare, al ribasso, anche le altre due escluse. Ma se ciò accedesse, il soggetto promotore avrebbe il diritto di prelazione sulle altre due concorrenti; una recente sentenza della Corte di Giustizia del 5 febbraio 2026 ha affermato che questo è incompatibile con il Diritto dell’Unione Europea.

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I VIAGGIATTORI TORNANO AL POLITEAMA CON IL MUSICAL THE FULL MONTY

La storia è nota, ma nel musical The Full Monty portato in scena dalla compagnia I Viaggiattori, non mancheranno novità e colpi di scena. L’appuntamento con la terza replica dello spettacolo, ispirato al film originale del 1997, è per sabato 18 aprile al teatro Politeama. In scena tutto il gruppo teatrale di 30 elementi, che saprà portare sul palco, come in ogni spettacolo, professionalità, ironia e tanta passione. Li abbiamo incontrati durante le prove dello spettacolo.

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PERCORSO PARTECIPATIVO PER CITTADELLA, LEGAMBIENTE “CI SIAMO PER SENSO DI RESPONSABILITA’, SCELTA NON SCONTATA. OGGI SERVE UN CAMBIO NETTO”

Un percorso partecipativo che non è tutto rosa e fiori, nella consapevolezza che qualcosa, molto per alcuni, non è andato come doveva. Il percorso partecipativo avviato dall’amministrazione, che si avvarrà del contributo della società Arcadis, per la riqualificazione di piazza Cittadella spinge Legambiente a spiegare perché quanto sta avvenendo non sia così scontato. Nell’incontro di venerdì, la plenaria di cittadini e associazioni, a cui ne seguiranno altri quattro fino al passaggio in consiglio comunale il 27 aprile, Laura Chiappa, in qualità di presidente Legambiente ha letto una lettere rivolta alla città e all’amministrazione. “Una scelta non scontata quella di partecipare al percorso – si legge – lo abbiamo fatto per senso di responsabilità. Essere qui oggi non significa voltare pagina senza guardare cosa è successo. Al contrario, essere qui oggi non significa per noi legittimare il percorso partecipativo in sé, ma ribadire quanto sia urgente per questa città – e per chi la amministra – cambiare paradigma nel modo di intendere la partecipazione dei cittadini”.

Per Legambiente la storia di piazza Cittadella dimostra che sono mancate le basi per costruire un percorso partecipativo “anni di incertezze, scelte portate avanti senza ascolto, un decisionismo di questa giunta rigido che ha ignorato osservazioni puntuali, anche quando riguardavano criticità evidenti, sia sul piano amministrativo sia nei rapporti con il concessionario. E oggi il risultato è sotto gli occhi di tutti: una piazza stravolta, ferita, sospesa in un tempo indefinito. Non solo brutta da vedere, ma dolorosa perché ciò che è accaduto era stato previsto, segnalato, discusso e soprattutto ignorato”. Non c’è stato quel riconoscimento che “qualcosa non ha funzionato – scrive Legambiente – che quella fiducia assoluta nel progetto era, nei fatti, un azzardo. Questo passaggio non c’è stato”.

Nella lettera si fa riferimento all’apice che ha portato alla frattura con una parte di cittadini e associazioni, il taglio delle 15 alberature e il ricorso promosso da Legambiente e undici cittadini per scongiurarne l’abbattimento, “un’azione rivolta al solo gestore non al Comune – specifica la lettera- che ha scelto comunque di schierarsi in giudizio a difesa del concessionario e contro ai propri cittadini. Lo stesso soggetto che, dopo l’abbattimento velocissimo degli alberi 2 giorni dopo l’ordinanza, ha poi lasciato la piazza bloccata per oltre un anno, mettendo in difficoltà l’intera città . Di tutto questo oggi non si parla . Si racconta invece un percorso di partecipazione come fosse l’evento finale di un percorso lineare, andato come previsto. Ma non è così. E senza questa consapevolezza è difficile ricostruire quella fiducia che serve davvero per ripartire”.

“Un parcheggio interrato in centro storico è una scelta superata, in contrasto con la mobilità sostenibile; esistono soluzioni diverse per la sosta nell’area nord; serviva un progetto unitario con Piazza Casali, come richiesto dalla Soprintendenza; il degrado dell’autostazione si poteva affrontare con interventi semplici; le alberature erano una difesa concreta contro il caldo sempre più intenso; era indispensabile verificare prima la presenza di reperti archeologici nel sottosuolo.  Oggi colpisce che, nonostante l’evidenza, non ci sia neppure un riconoscimento, anche parziale, della fondatezza di queste preoccupazioni, portate avanti per anni da cittadini e associazioni con senso civico”.
La domanda che oggi si pone l’associazione ambientalista è: da dove ripartire La linea d’azione è chiara “serve un cambio netto: abbandonare definitivamente il parcheggio interrato e individuare soluzioni alternative per la sosta; riportare il verde e le alberature, indispensabili anche per difendersi dal caldo; ripensare l’area davanti alla scuola Mazzini come spazio sicuro e vivo per studenti e attività all’aperto; pedonalizzare via Cittadella; valutare una struttura leggera nell’area dell’ex autostazione, accogliente per cittadini e visitatori, ripensare al progetto di piazza Casali alla luce di quanto risulterà dal percorso partecipato di piazza Cittadella . Non è solo una questione urbanistica. È una questione di idea di città. Una città che ascolta prima di decidere. Una città che non consuma i propri spazi, ma li cura. Una città che ricostruisce fiducia. È da qui che bisogna ripartire, è da qui che chiediamo di ripartire”.

 

PIAZZA CITTADELLA, AVVIATO IL PERCORSO PARTECIPATIVO. MARTEDI’ SI PROSEGUE CON I TAVOLI TEMATICI

È iniziato nella serata di venerdì 27 marzo il percorso partecipativo dedicato al futuro di piazza Cittadella, con la passeggiata di quartiere e il successivo momento di confronto pubblico nella ex chiesa del Carmine. Obiettivo comune, al di là dei diversi punti di vista cui è stata data voce, restituire vita e identità a uno spazio storico, tutelandolo dal degrado e da una condizione di abbandono per riportarlo ad essere, invece, luogo di incontro, capace di rispondere alle molteplici esigenze espresse dalla comunità.
Presenti al primo appuntamento cittadini, associazioni e realtà del territorio, chiamati a portare osservazioni, idee e proposte per una pianificazione inclusiva, improntata alla sostenibilità ambientale, socio-culturale ed economica. L’Amministrazione comunale ha affidato alla società Arcadis il compito di accompagnare e facilitare il confronto, raccogliendo contributi utili alla definizione delle possibili evoluzioni della piazza.

“Innanzitutto – sottolinea l’assessora alla Partecipazione Serena Groppelli – vorrei ringraziare le persone che, singolarmente o in rappresentanza della propria associazione, hanno scelto di dialogare ed essere fattivamente coinvolte in questo processo di rigenerazione urbana vitale per il centro storico e per il futuro di Piacenza. Con Arcadis abbiamo iniziato un cammino in cui crediamo molto, per il quale abbiamo investito energie e risorse importanti nella convinzione che dalle difficoltà si possa e si debba ripartire insieme alla cittadinanza, in tutte le sue componenti”. Parole cui fanno eco quelle della sindaca Katia Tarasconi, intervenuta al Laboratorio Aperto per portare un saluto ai presenti, ribadendo la fiducia nel contributo che la comunità potrà dare per delineare il futuro assetto di piazza Cittadella: “Il confronto con la città – rimarca la sindaca – è un passaggio fondamentale quando si affrontano temi complessi come quello di piazza Cittadella. L’Amministrazione ha scelto di aprire un percorso di ascolto e di lavoro condiviso: di fronte alle difficoltà si può restare fermi ad attendere, oppure mettersi al lavoro insieme alla comunità. Noi abbiamo scelto la seconda strada”.

Tanti i temi oggetto di dibattito, fermi restando i vincoli progettuali da cui non si può prescindere tra cui, ad esempio, il mantenimento del “cono ottico” che garantisca la prospettiva su Palazzo Farnese da via Cittadella, come richiesto dalla Soprintendenza e il transito veicolare su via Baciocchi. Proprio in merito alla viabilità, tra le proposte emerse nel corso della passeggiata intorno al perimetro della piazza c’è la creazione di un’isola pedonale nella zona prospiciente il cortile del plesso Mazzini – Faustini (con inversione del senso di marcia e possibilità di svoltare a sinistra per chi proviene da via Cittadella) e di un’eventuale area ludica o “di respiro” in cui i bambini possano fermarsi uscendo dalla primaria o dalla scuola dell’infanzia.
In primo piano l’aspetto della tutela ambientale, la richiesta di rafforzare la presenza delle alberature, ma anche le questioni inerenti alla sicurezza, al decoro e alle iniziative che, favorendo la frequentazione della piazza e la rivitalizzazione del tessuto commerciale, possano concretamente costituire un elemento di prevenzione del degrado. Non è mancata la suggestione, da parte di alcuni cittadini, di una nuova struttura polifunzionale che, in armonia con i volumi esistenti, sia teatro di attività culturali e ricettive, magari ospitando un’area caffè o ristorante panoramica. Istanze che, come hanno ricordato gli operatori di Arcadis, saranno esaminate anche sotto il profilo tecnico e scientifico, dalla valutazione sull’impatto dei materiali a quella sulle essenze arboree.

“A questa prima tappa – conclude l’assessora Groppelli – seguiranno, martedì 31 marzo, a Palazzo Farnese, tre tavoli tematici cui invito sin d’ora tutti coloro che si riconoscono in una delle categorie a intervenire numerosi: dalle 17 alle 18.30 l’appuntamento è per la Consulta Ambiente e Territorio e le associazioni, dalle 18.30 alle 20 per le scuole, dalle 20 alle 21.30 per residenti e commercianti. Il concetto su cui tutti, credo, abbiamo concordato, è quello di una ripartenza, su basi oggettive, che dalla situazione attuale ci permetta di restituire alla città la piazza che merita: l’obiettivo è raccogliere il maggior numero possibile di contributi e costruire, passo dopo passo, una visione condivisa per il futuro di piazza Cittadella”.

TARASCONI, SI AVVICINA LA CANDIDATURA AL SECONDO MANDATO. MA NEL PD SONO TUTTI D’ACCORDO?

Sulla candidatura di Katia Tarasconi al secondo mandato pare che manchi solo l’ufficialità; a testimoniarlo l’apertura della stessa sindaca, pochi giorni fa, durante un’intervista a Telelibertà “come faccio a dire, dopo quattro anni di impegno, è finita, si chiude qui e arrivederci? È la collettività a decidere”. E fin qui si può dire che in molti se lo aspettavano: sarà perché alla fine del primo mandato c’è il desiderio di portare a termine o vedere realizzati i progetti più ambiziosi che richiedono più di un quinquennio e, a quanto pare, Piacenza non farà eccezione. Il tema ricandidatura e amministrative 2027 è stato ampiamento discusso anche nell’ultimo esecutivo del Partito Democratico, dove non tutti hanno apprezzato le modalità con cui Tarasconi avrebbe pubblicamente aperto ad un secondo mandato. Non tanto per il contenuto, quanto per il metodo: perché non parlarne prima in esecutivo o negli organi preposti, si domandano alcuni esponenti del partito locale. Se forse è eccessivo parlare di malcontento, di certo corrisponde a verità sostenere che una maggiore condivisione sarebbe stata apprezzata.

Non solo: non è passata inosservata la mancata partecipazione di Tarasconi a quegli eventi organizzati dal PD durante la campagna referendaria. La sua non partecipazione alla serata con Pier Luigi Bersani ha sorpreso non poco. Certamente alla prima cittadina non è piaciuto il clima divisivo che si  è creato durante le settimane che hanno preceduto il voto, un clima da tifoseria che non è stato apprezzato. Sarà stato questo, probabilmente, a farla desistere dalla partecipazione agli eventi più importanti organizzati dal suo partito. Per qualcuno invece, sempre del suo stesso partito, sarebbe stato un segnale incoraggiante annoverarla tra i presenti. Un peccato anche perché il voto referendario ha riportato alle urne una fetta di popolazione, nella fattispecie i più giovani tra 18 e 34 anni, che per anni hanno disertato le urne e che hanno convintamente votano No, determinandone la vittoria netta. Riuscire ad intercettare quella parte di elettorato è fondamentale.

C’è poi un altro tema dirimente in vista del voto amministrativo della prossima primavera, quello delle alleanze. Se anche a livello locale si volesse ricalcare quello che sta avvenendo a livello nazionale, si dovrebbe lavorare per la creazione di un campo largo che va dal centro sinistra fino alla sinistra, sul modello di PD-Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi Sinistra. Ma nello scacchiere piacentino ci sono anche i Liberali che, pur non avendo nulla a che fare con la sinistra e sedendo all’opposizione a palazzo Mercanti, sono stati più di una volta in sintonia con l’amministrazione, anche su partite importanti.

Non saranno mesi facili perché nel PD non mancano le posizioni di coloro che vedono nell’apertura a sinistra il naturale approdo dell’intera coalizione, e che auspicano maggiore condivisione sulle scelte importanti.

 

LEONARDO, 20 ANNI: “I POLITICI NON PARLANO CON I GIOVANI E NOI NON CI ACCONTENTIAMO”

Tra coloro che, nella fascia d’età 18-34 anni, hanno massicciamente votato No al referendum costituzionale sulla giustizia c’è anche Leonardo, 20 anni, piacentino, studente fuori sede dalla facoltà di Medicina a Bologna.
Fa parte di quei giovani che hanno votato con convinzione al referendum, e che invece, al contrario, nutrono molti dubbi sulla partecipazione alle politiche del prossimo anno. “Io stesso non so l’anno prossimo voterò alle politiche – ci ha detto – i politici non parlano ai giovani e noi non ci accontentiamo di un banale campo largo a sinistra”.

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REATI IN CALO NEL 2025, MA CRESCONO I MALTRATTAMENTI IN FAMIGLIA E I FURTI IN CASA

Il trend dei reati, nella provincia di Piacenza, è in calo; lo confermano i dati relativi al 2025 emersi nel corso del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica presieduto dalla prefetta Patrizia Palmisani alla presenza della procuratrice Grazia Pradella, della presidente della Provincia Monica
Patelli, della sindaca Katia Tarasconi, del questore Gianpaolo
Bonafini, del comandante provinciale dell’Arma dei Carabinieri Col.
Pierantonio Breda, del comandante della Guardia di Finanza Col. Massimo
Amadori e del Comandante della Polizia Locale Mirko Mussi.

A livello provinciale, nell’anno 2025 si è registrata una riduzione del
numero dei reati nell’ordine del -3,47%, passati da 10.122 del 2024 ai
9.771 del 2025. Nella fattispecie i furti sono calati del 10.04% rispetto al 2024, sono aumentati invece i furti in abitazione passati da 885 a 940, come pure le rapine passate da 107 nel 2024 a 119 nel 2025. In calo i delitti contro la persona ad eccezione dei maltrattamenti in famiglia: 191 i casi nel 2025, contro i 180 nel 2024, con un aumento del 6.11%. Un dato che evidenzia, pur nella sua gravità, una maggiore propensione alla denuncia da parte delle vittime, anche grazie alle campagne di sensibilizzazione: nel 2025 non ci sono stati omicidi a fronte dei 2 nel 2024; tentati omicidi in calo del 81,82%; violenze sessuali calate del 6,98% e le minacce del 21,15%.

Nel comune di Piacenza è emersa una contrazione più importante della delittuosità generale rispetto a quella provinciale nell’ordine del -6,71%.
Rispetto ai delitti contro il patrimonio nel capoluogo si registra un calo dei furti (-18,82%)  passati da 2635 del 2024 a 2139 del 2025,  confermato per tutte le tipologie comprese quella in abitazione, fatta eccezione per quelli di auto.
In lievissima diminuzione le rapine, pressoché costanti (81 nel 2025), in lieve controtendenza i danneggiamenti aumentati da 741 nel 2024 a 766 nel 2025.

I delitti contro la persona sono, in generale, diminuiti, ad eccezione dei maltrattamenti in famiglia aumentati: 87 casi nel 2025 a fronte dei 72 del 2024.

NUOVE SALE OPERATORIE A FIORENZUOLA: PIACENZA COMPLETA LA RETE CHIRURGICA PROVINCIALE

Con l’avvio delle attività nel nuovo blocco operatorio dell’ospedale di Fiorenzuola, l’Azienda Usl di Piacenza completa la piattaforma chirurgica aziendale, articolata su tre presidi e organizzata per livelli di complessità.
Un modello che vede l’ospedale di Piacenza dedicato alle urgenze e agli interventi ad alta complessità, Castel San Giovanni alla media complessità e alla week surgery, e Fiorenzuola come riferimento per la chirurgia programmata in regime di day surgery, con interventi che consentono al paziente di rientrare a casa nella stessa giornata.
Si tratta di un passaggio importante nel percorso di sviluppo dell’offerta sanitaria provinciale, che consente di aumentare e qualificare l’attività chirurgica, migliorando l’efficienza complessiva del sistema e la risposta ai bisogni dei cittadini.
L’intervento ha comportato un investimento complessivo di 2 milioni e 300 mila euro.

Un progetto significativo che ha permesso di riqualificare il terzo piano dell’ospedale di Fiorenzuola e realizzare una nuova piattaforma chirurgica di day surgery moderna e funzionale, progettata per garantire sicurezza, qualità delle cure ed efficienza organizzativa.
L’attività è già iniziata con le prime sedute di endoscopia, affidate all’équipe di Gastroenterologia, diretta da Giovanni Aragona, attive cinque giorni su sette e con la possibilità di aumentare la complessità delle procedure eseguite.
Dalla metà di aprile è prevista l’apertura della seconda sala operatoria, con tre sedute settimanali al mattino dedicate alla Terapia del dolore e alla Ginecologia. Nei mesi successivi, tra maggio e giugno, l’attività sarà progressivamente estesa fino a quattro o cinque sedute settimanali, con il coinvolgimento di ulteriori specialità, a partire dall’Otorinolaringoiatria e, a seguire, Chirurgia vascolare (in particolare flebologia), Urologia e Ortopedia. A regime, la piattaforma potrà arrivare a trattare fino a circa 70 pazienti a settimana.
La Terapia del dolore assumerà a Fiorenzuola un ruolo di riferimento, anche in relazione alla presenza della Medicina riabilitativa e dell’Unità spinale. L’ospedale è infatti già oggi un punto di riferimento per la riabilitazione intensiva e per percorsi specialistici dedicati, e lo sviluppo della piattaforma chirurgica si inserisce in modo coerente in questa vocazione.
La responsabilità sanitaria del Blocco operatorio di Fiorenzuola è affidata a Ruggero Massimo Corso, direttore di Anestesia e rianimazione, mentre la programmazione delle attività è coordinata dalla Gestione operativa e committenza, diretta da Nicholas Rossetti.
Il comparto, situato al terzo piano dell’ospedale, comprende due sale operatorie, un’area di day surgery con sei posti letto, spogliatoi e locali di servizio, ed è organizzato con percorsi distinti per garantire sicurezza ed efficienza lungo tutto il percorso assistenziale. L’intervento ha interessato una superficie complessiva di circa 670 metri quadrati, completamente riqualificati.
La nuova piattaforma è stata presentata oggi alla presenza del presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale, dell’assessore alle Politiche per la salute Massimo Fabi, del sindaco di Fiorenzuola Romeo Gandolfi e del direttore generale Paola Bardasi.
“Questa inaugurazione – sottolinea il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale – conferma la scelta di investire nella sanità pubblica come pilastro fondamentale di equità e coesione sociale. Le nuove sale chirurgiche di Fiorenzuola rappresentano un passo avanti per tutto il territorio e il risultato di una visione strategica che mette al centro il diritto alla salute e la dignità della persona”.
“In un contesto in cui la domanda di assistenza cresce e si evolve – aggiunge l’assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi – diventa fondamentale mettere in rete competenze, strutture e professionalità. La rete chirurgica di Piacenza, oggi completa, rappresenta un modello organizzativo che consente di migliorare l’intero percorso di cura, dalla diagnosi alla fase post-operatoria, riducendo i tempi di attesa e garantendo standard elevati di sicurezza”.
“Si tratta di un investimento atteso da tempo – sottolinea il direttore generale Paola Bardasi – che amplia in modo concreto la capacità dei servizi chirurgici e rafforza l’offerta a livello distrettuale. La day surgery rappresenta una risposta organizzativa e culturale: significa appropriatezza, riduzione dei tempi di attesa, maggiore sicurezza per il paziente e un utilizzo più efficace delle risorse. Questa piattaforma nasce da un lavoro condiviso tra professionisti, direzione e territorio, e si inserisce in un modello integrato che mette al centro il cittadino e la qualità dei percorsi di cura”.
Un sentito ringraziamento dal primo cittadino di Fiorenzuola Romeo Gandolfi. “Oggi il presidente De Pascale da corpo alla promessa fatta dal suo predecessore e noi come amministratori e come cittadini non possiamo che ringraziare dell’obiettivo raggiunto, che non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza per una sanità integrata e partecipata al servizio del cittadino di tutta la provincia di Piacenza. Siamo in una struttura di eccellenza con professionisti di alto livello. Grazie quindi alla Regione e all’Azienda: siamo pronti per il futuro”.

LA STAFFETTA DELLA PLACENTIA HALF MARATHON A SOSTEGNO DI CASA RONALD MCDONALD

Alla Placentia Half Marathon, in programma il prossimo 10 maggio, torna la staffetta solidale che per la prima volta sosterrà Casa Ronald McDonald che, dal 1999 in Italia, accoglie attraverso le sue strutture, Family Room e Case Ronald, le famiglie dei bambini in cura lontano da casa. L’iniziativa “RUN4Casa Ronald McDonald” trasformerà i chilometri percorsi in sostegno diretto a queste famiglie. Un appuntamento che unisce sport, comunità e responsabilità sociale in un unico gesto collettivo.

La staffetta è aperta ad aziende, associazioni e gruppi del territorio piacentino. Il percorso di 21,1 chilometri viene suddiviso tra i due componenti della squadra. Un formato pensato per essere inclusivo, adatto a corridori a tutti i livelli di preparazione, capace di rafforzare il senso di squadra e
la coesione tra colleghi. Ogni squadra al via permetterà, nei fatti, un contributo concreto alla costruzione della Casa che verrà.
L’intero ricavato delle iscrizioni aziendali alla staffetta sarà destinato ai lavori di ampliamento della Family Room dell’Ospedale Niguarda di Milano, che diventerà a tutti gli effetti una Casa Ronald McDonald. La struttura passerà da 300 a 600 metri quadrati: sette camere al posto delle attuali tre, cucine condivise, spazi living, lavanderie, aree per lo smart working e una stanza del silenzio. Un luogo all’interno dell’ospedale dove chi ha un figlio in corsia può fermarsi, riposare e sentirsi meno solo.

Il bisogno è reale e documentato. Ogni anno in Italia circa 90.000 famiglie sono costrette a spostarsi per garantire ai propri figli cure specialistiche lontano dalla città in cui vivono. Affrontano costi imprevisti, disagi logistici e un isolamento emotivo che si somma alla fatica quotidiana della malattia.
La Family Room di Niguarda è stata inaugurata nel 2020, in piena emergenza sanitaria, per supportare i reparti di Pediatria e Terapia Intensiva Neonatale. Da allora ha già accolto gratuitamente più di 700 famiglie. Con la nuova struttura quella capacità potrà più che raddoppiare.
Casa Ronald McDonald Italia è attiva dal 1999 ed è la sede italiana di Ronald McDonald House, presente in 62 Paesi nel mondo. Oggi gestisce otto strutture tra Case Ronald e Family Room a Milano, Brescia, Alessandria, Bologna, Firenze e Roma, accogliendo ogni anno circa 3.000 famiglie. Il modello di riferimento è quello della Family Centered Care, che mette al centro il benessere dell’intero nucleo familiare. L’obiettivo dichiarato è raddoppiare il numero di famiglie accolte entro il 2030, ampliando le strutture esistenti e aprendone di nuove, a partire proprio da Casa Ronald McDonald Niguarda.

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