DUE PROGETTI PIACENTINI SULLA RICERCA FINALIZZATA FINANZIATI DAL MINISTERO DELLA SALUTE

Due progetti di ricerca finanziati dal Ministero della Salute nell’ambito della Ricerca finalizzata vedono protagonista l’Azienda Usl di Piacenza. Due passi avanti per contribuire a ridurre le disparità assistenziali, migliorare la sicurezza del paziente e aumentare la qualità delle cure. Si tratta di un importante riconoscimento per l’attività scientifica sviluppata dai professionisti piacentini e, soprattutto, di un’opportunità per migliorare l’assistenza sanitaria attraverso studi orientati all’appropriatezza delle cure, alla sicurezza dei pazienti e alla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale.
I protagonisti dei progetti sono Daniele Vallisa, direttore dipartimento Onco-ematologia e direttore Ematologia e centro trapianti, e Filippo Banchini, direttore Chirurgia generale. Il primo è dedicato alla leucemia linfatica cronica e allo studio della malattia minima residua; il secondo mira a valutare il rapporto costo-efficacia nella chirurgia primaria del cancro del colon-retto.
Il progetto dedicato alla leucemia linfatica cronica coinvolge Piacenza insieme a Parma, Reggio Emilia e Modena. Vallisa partecipa allo studio come principale collaboratore. «L’obiettivo è valorizzare il ruolo di laboratori altamente specializzati in grado di rilevare la malattia minima residua e fornire informazioni utili a orientare le decisioni terapeutiche», spiega il medico. «Disporre di strumenti diagnostici sempre più accurati consente di individuare il momento più appropriato per iniziare o modulare i trattamenti, con benefici sia per i pazienti sia per la sostenibilità del sistema sanitario. In alcune patologie ematologiche, le terapie possono infatti avere costi molto elevati e una maggiore appropriatezza prescrittiva rappresenta un valore clinico ed economico rilevante».
«Questo percorso di ricerca – prosegue – è stato avviato anche grazie al sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano. Il finanziamento complessivo ammonta a circa 480mila euro e a Piacenza saranno destinati 30mila euro, che saranno investiti nel potenziamento delle attività di laboratorio. Un aspetto particolarmente significativo è la possibilità di contribuire all’evoluzione delle linee guida per la diagnostica e il trattamento delle malattie linfo-proliferative». Vallisa sottolinea inoltre il contributo dei professionisti coinvolti nel progetto: Angela Rossi, direttore Biologia dei trapianti, diagnostica molecolare e manipolazione cellule staminali emopoietiche, e Annalisa Arcari, che in Ematologia segue le malattie linfo-proliferative.

Filippo Banchini è invece co-principal investigator di un progetto sviluppato con l’Istituto romagnolo per lo studio dei tumori “Dino Amadori” di Meldola e l’Azienda Usl della Romagna. «L’attività di ricerca – spiega – si concentrerà sugli outcome clinici e organizzativi dei pazienti sottoposti a intervento chirurgico per tumore del colon-retto. Valuteremo sia gli esiti clinici, anche attraverso gli indicatori del Programma nazionale esiti, sia gli aspetti economici e organizzativi. L’obiettivo è sviluppare modelli predittivi basati su un ampio database clinico, in grado di stimare il rischio chirurgico e post-operatorio dei pazienti e supportare in modo sempre più preciso i processi decisionali».
Lo studio dispone di un finanziamento complessivo di 350mila euro, dei quali circa 65mila destinati a Piacenza. Le risorse saranno utilizzate per acquisire strumenti tecnologici e informatici dedicati alla raccolta e alla gestione dei dati, oltre che per il coinvolgimento di un data manager a supporto delle attività di analisi. «Questi strumenti – osserva Banchini – consentiranno di approfondire la conoscenza dei fattori che influenzano gli esiti clinici, la durata della degenza e la qualità complessiva del trattamento, favorendo al tempo stesso l’ulteriore sviluppo delle tecnologie già presenti in ospedale». Secondo il direttore di Chirurgia generale, uno dei principali punti di forza dello studio sarà la possibilità di stimare l’impatto economico delle diverse strategie assistenziali dal punto di vista del Sistema sanitario regionale e nazionale: «L’identificazione di specifiche sottopopolazioni di pazienti nelle quali i diversi approcci chirurgici producono effetti differenti in termini di costi ed esiti clinici potrà fornire indicazioni utili ai decisori e ai professionisti, contribuendo a orientare scelte sempre più efficaci e basate sull’evidenza».
I risultati sono stati resi possibili anche grazie al settore Innovazione, ricerca e qualità dell’Azienda Usl di Piacenza che, attraverso Marina Bolzoni e Silvia Caruso, ha affiancato i professionisti coinvolti nella predisposizione della documentazione tecnico-amministrativa necessaria alla partecipazione ai bandi e nella definizione dei budget di progetto, garantendo un accompagnamento strutturato e continuativo durante tutte le fasi della candidatura.

LUIGI LICINI NUOVO PRESIDE DELLA FACOLTA’ DI SCIENZE AGRARIE

Il professor Luigi Lucini, ordinario di Chimica Agraria, è stato eletto Preside della Facoltà di Scienze agrarie, alimentari e ambientali per il quadriennio 2026/27 – 2029/30. Il professor Lucini è l’ottavo preside nella storia della facoltà, dopo Francesco Vito (preside dal 1951 al 1955), Giuseppe Piana (1955-1981), Vittorio Cappa (1981-1988), Gianfranco Piva (1988-2009), Lorenzo Morelli (2009-2017), Marco Trevisan (2017-2024) e l’uscente Pier Sandro Cocconcelli (2024-2026).

Il Professor Lucini proseguirà la sua presidenza sino al 31 ottobre 2030. All’elezione hanno partecipato, come stabilito dallo statuto dell’Ateneo del Sacro Cuore, i docenti di prima e seconda fascia della facoltà. Direttore del Laboratorio di Metabolomica della facoltà dal 2014, Luigi Lucini è un’autorità riconosciuta a livello internazionale nel campo della chimica e della sicurezza alimentare, tra i World’s Top 2% secondo la classifica della Stanford University.

La sua attività di ricerca si concentra sull’effetto dei fattori edafici e degli stress abiotici sulla biochimica e sul metabolismo secondario delle piante, con particolare attenzione ai meccanismi di resilienza e acclimatazione vegetale. Si occupa inoltre della modulazione dei componenti funzionali negli alimenti di origine vegetale, degli effetti dei processi di trasformazione alimentare e dell’impiego di biostimolanti per incrementare la sostenibilità della produzione agricola.
Lucini è anche rappresentante nazionale nel comitato tecnico TCC/455, incaricato di definire i criteri per l’attuazione a livello europeo del Regolamento CE 2019/1009 sui biostimolanti vegetali.
Sul piano editoriale, ha ricoperto il ruolo di editor per le riviste Antioxidants, Food Research International e Current Opinions in Food Science; attualmente è guest editor per Plants e associate editor per Frontiers in Plant Science.
Ha inoltre svolto attività di valutazione per il Lithuanian Research Council, per i Ministeri dell’Istruzione di Montenegro e Polonia e per tre fondazioni scientifiche italiane.

“COSA STA ACCADENDO ALLA EX MANIFATTURA TABACCHI?”: SORESI (FDI) PRESENTA UN’INTERROGAZIONE

“Ex Manifattura Tabacchi: a che punto è la riqualificazione? La scuola, che avrebbe dovuto essere completata a marzo, risulta ancora in costruzione. Anche sul fronte degli alloggi emergono diverse criticità, sia sotto il profilo delle tempistiche, sia sotto quello contrattuale. E poi c’è il tema del parco urbano, ad oggi il grande assente del progetto, sul cui futuro è necessario fare chiarezza”.
Questi i motivi di un’interrogazione presentata dalla capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio Comunale, Sara Soresi, allo scopo di fare il punto sullo stato di avanzamento della riqualificazione ed ottenere risposte ai numerosi dubbi ed interrogativi sollevati dai cittadini e dai residenti del quartiere infrangibile.

“Negli ultimi mesi – spiega Soresi – ho raccolto diverse segnalazioni da parte di persone che attendono di poter entrare nelle proprie abitazioni. Ad alcuni assegnatari degli alloggi in locazione erano state comunicate tempistiche di consegna inizialmente previste per marzo 2026, successivamente slittate a maggio e poi ulteriormente rinviate. Una situazione che sta creando notevoli difficoltà organizzative. Molti cittadini, infatti, hanno già programmato il trasferimento, alcuni hanno dato disdetta degli immobili in cui attualmente vivono, altri hanno avviato l’acquisto di mobili e arredi senza poter però accedere agli appartamenti per effettuare le necessarie misurazioni. Da qui la necessità di conoscere con precisione le date effettive di consegna e le ragioni degli eventuali ritardi”.
Osserva l’esponente di Fratelli d’Italia: “Altri dubbi riguardano gli obblighi richiesti agli assegnatari degli alloggi in locazione. Diverse segnalazioni riferiscono infatti della necessità di aderire ad una cooperativa, con un costo di circa 1.032 euro per ciascun intestatario del contratto, nonché dell’obbligo di affidarsi ad Iren per la gestione dei servizi energetici. Aspetti sui quali è necessario fare chiarezza, comprendendo quali siano le motivazioni tecniche o organizzative alla base di tali scelte e quali siano gli obblighi effettivamente previsti nei contratti”.
“Non solo – prosegue la capo gruppo – in merito al futuro parco urbano, nella convenzione urbanistica risulta previsto che la manutenzione dell’area pubblica sia a carico del soggetto attuatore privato. Tuttavia, sono emerse preoccupazioni circa il fatto che tali costi siano successivamente ribaltati, direttamente o indirettamente, sui proprietari o sugli inquilini attraverso le spese condominiali, di cui non possono però conoscerne l’entità”.
In riferimento al parco, l’interrogazione chiede di conoscere quale sarà l’effettiva superficie, se siano intervenute modifiche rispetto alle previsioni iniziali, quando sarà pienamente fruibile dai cittadini e se si tratterà di uno spazio realmente pubblico o soggetto a particolari limitazioni di accesso o gestione. Vengono inoltre richiesti chiarimenti sulle tempistiche aggiornate per la sua realizzazione e sulla piena fruibilità dell’area verde prevista all’interno del comparto.

“Non meno importante – sottolinea Soresi – è il tema del nuovo plesso scolastico previsto nell’ambito del progetto: i lavori che dovevano essere conclusi per il mese di marzo 2026 sono ancora in corso, pertanto è opportuno che l’Amministrazione chiarisca sin da ora se il cronoprogramma sia ancora compatibile con l’apertura della scuola per l’anno scolastico 2026-2027 e quali eventuali misure siano state adottate per recuperare i ritardi”.

L’interrogazione affronta inoltre il tema della commercializzazione degli alloggi, chiedendo quanti siano quelli destinati alla vendita e alla locazione, quanti risultino già assegnati o venduti e quanti siano ancora disponibili. Tra i cittadini interessati all’acquisto sono infatti emerse preoccupazioni rispetto al futuro degli eventuali appartamenti che dovessero rimanere invenduti. In particolare, vi è il timore che tali immobili possano essere successivamente acquisiti dal Comune, da Acer o da altri soggetti pubblici per essere destinati a programmi di edilizia residenziale pubblica o sociale.
Per questo Soresi chiede all’Amministrazione di chiarire in maniera formale e definitiva se tale ipotesi sia mai stata valutata e, in caso contrario, di escludere categoricamente la possibilità che gli alloggi destinati al libero mercato possano in futuro essere trasformati in edilizia pubblica o assimilabile.
Infine, vengono richieste informazioni sull’eventuale realizzazione di ulteriori edificazioni rispetto a quelle già in corso di completamento, con particolare riferimento all’area prospiciente Strada Raffalda, specificandone destinazione d’uso, volumetrie, numero di piani e tempistiche di realizzazione.
“Parliamo di un intervento che avrà un impatto significativo sul futuro della città – conclude la capogruppo –. Proprio per questo ritengo doveroso che vi sia la massima trasparenza nei confronti dei cittadini, sia di coloro che hanno investito acquistando un’abitazione, sia di chi attende di entrare in un alloggio in locazione, sia dell’intera comunità piacentina che attende di poter usufruire dei nuovi servizi pubblici previsti dal progetto. E’ necessario che l’Amministrazione fornisca risposte precise e ufficiali su tutti gli aspetti ancora aperti.”

PIACENZA EXPO: PRESENTATO IL PIANO INDUSTRIALE. VILLA: “RAFFORZEREMO GLI EVENTI ORGANIZZATI DALLA FIERA”

L’Assemblea dei soci di Piacenza Expo ha approvato all’unanimità il Piano industriale 2026-2030 predisposto dal nuovo Consiglio di Amministrazione insediatosi ad aprile.
In un contesto economico come quello attuale, pesantemente segnato dalla difficile situazione geopolitica, dall’aumento dei costi delle materie prime e dell’energia, il nuovo Piano industriale – presentato in Assemblea dal Presidente di Piacenza Expo, Davide Villa, dalla Vicepresidente Elisabetta Montesissa e dal Consigliere Fabio Maggi – punta sia a migliorare ulteriormente le performance economiche sia al potenziamento dell’attività espositiva.

Dopo un inquadramento generico sul mercato fieristico italiano, “il quarto al mondo per importanza e per volumi d’affari – ha precisato il Direttore, Sergio Copelli – dopo Cina, Stati Uniti e Germania, caratterizzato da previsioni di crescita del 2% nei prossimi quattro anni”, il Presidente Villa ha illustrato ai soci i punti fondamentali del Piano.
“Abbiamo un teorico squilibrio economico – ha evidenziato il Presidente – tra gli anni con Geofluid e quelli senza questo importante evento fieristico in calendario. Per questo abbiamo individuato tre pilastri strategici che caratterizzano il Piano industriale: rafforzamento degli eventi organizzati da Piacenza Expo, da rendere ulteriormente attrattivi con nuovi format, innovazione del calendario fieristico, con mostre specialistiche di alto profilo tecnico da proporre negli anni senza Geofluid, maggiore e migliore utilizzo della nostra struttura che, per la sua logistica e le sue caratteristiche di versatilità, può ospitare anche eventi non espositivi come convegni, convention aziendali, manifestazioni sportive e spettacoli. Per rendere concreto questo Piano industriale occorre la collaborazione e la sinergia non solo di tutti i nostri soci, con cui dialoghiamo continuamente e costantemente, ma anche delle istituzioni del territorio in un’ottica di crescita congiunta”.
“A gennaio 2028 – ha aggiunto il Consigliere Maggi – concluderemo il pagamento dell’Imu pregressa relativa al periodo 2013-2019, liberando risorse che potranno essere indirizzate all’efficientamento energetico e ai processi di digitalizzazione che ci consentiranno di migliorare ulteriormente l’attività della nostra struttura operativa. I numeri previsionali per il quinquennio 2026-2030 sono eloquenti, ed evidenziano un utile che, complessivamente, dovrebbe superare il milione di euro”.

Eloquenti, pur non essendo compresi in bilancio, anche i numeri evidenziati dalla Vicepresidente Montesissa, che ha concluso l’Assemblea con alcune riflessioni sul recente studio dell’Università Cattolica sulle ricadute prodotte da Piacenza Expo a favore del territorio.
“Oltre 50 milioni di euro di indotto economico – ha detto Montesissa – 175.000 presenze registrate nel 2025 e il 17% degli arrivi turistici riscontrati ogni anno. Questo significa che Piacenza Expo non produce solo ricchezza e visibilità a favore del territorio, ma svolge anche un importante attività di incoming e di fidelizzazione, un hub strategico, quindi, per l’economia piacentina ma anche per l’attività di marketing a favore del territorio”.

VINCENZO CERCIELLO NUOVO PRESIDENTE DI CONFAPI INDUSTRIA PIACENZA

Un passaggio di testimone nel segno della continuità; Vincenzo Cerciello è il nuovo presidente di Confapi Industria Piacenza e succede a Giacomo Ponginibbi. L’annuncio è stato dato nel corso della XXII Assemblea dei soci di Confapi Piacenza che si è svolta nella ex chiesa di Sant’Agostino. Un’eredità raccolta con emozione nella consapevolezza che l’esperienza maturata in Nordmeccanica, l’azienda di famiglia di cui è vicepresidente, certamente lo guiderà anche nei prossimi tre anni.  Tre le priorità del neo presidente: rendere i servizi associativi sempre più accessibili alle imprese, rafforzare la rappresentanza nei confronti delle istituzioni e accompagnare le aziende nelle grandi scelte che stanno cambiando il modo di fare impresa.

Per il presidente uscente Ponginibbi sono stati sei anni intensi e ricchi di soddisfazioni, con un mandato iniziato in piena pandemia che tuttavia non ha mai fermato i lavori dell’associazione e che ha continuato ad essere punto di riferimento per aziende. L’assemblea introdotta dai saluti dei rappresentanti istituzionali, ha offerto l’occasione di presentare anche il nuovo consiglio direttivo e i componenti del Collegio dei Revisori dei conti.

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YOGA RADIO BRUNO ESTATE, CITTA’ SI PREPARA AD ACCOGLIERE L’EVENTO

Fervono i preparativi per l’atteso concerto di Yoga Radio Bruno Estate Tour 2026, che vedrà la sua tappa piacentina nella serata di giovedì 11 giugno in piazza Cavalli. “Come già avvenuto per le precedenti edizioni – sottolinea l’assessore al Marketing Territoriale Simone Fornasari – stiamo lavorando in sinergia con gli organizzatori e in costante raccordo con Prefettura e Questura, nel loro ruolo di coordinamento tra Forze dell’ordine, Vigili del fuoco, operatori del Soccorso e di Protezione Civile, per garantire che lo spettacolo possa svolgersi in un contesto sicuro e accogliente per tutte le fasce d’età, a maggior ragione in un quadro generale che impone, in tutta Italia, misure ulteriori di attenzione per gli eventi pubblici che richiedono la gestione controllata dell’afflusso di migliaia di persone. A tal proposito desidero ringraziare tutte le istituzioni che condividono, con l’Amministrazione comunale, l’impegno per regalare alla città questo grande appuntamento, presidiandone ogni aspetto con professionalità e competenza”.

“Siamo consapevoli – aggiunge Fornasari – che eventi di questa portata comportano inevitabilmente alcune modifiche alle abitudini quotidiane di chi vive, lavora o gestisce un’attività nell’area interessata: la scelta della data è ricaduta sul giovedì, tradizionale pomeriggio di chiusura dei negozi, anche con l’obiettivo di minimizzare i disagi. Per questo desideriamo ringraziare fin da ora residenti, commercianti, professionisti e operatori dei servizi per la comprensione e la collaborazione che sapranno garantire nell’osservare le misure organizzative, di sicurezza e di prevenzione previste per lo svolgimento della manifestazione. Un contributo prezioso che, attraverso spirito di comunità e senso di responsabilità, consentirà di realizzare un appuntamento importante per l’intera città, nelle migliori condizioni di sicurezza per tutti. A questo proposito, un ringraziamento doveroso e sentito va tutti i Servizi comunali e a coloro che da mesi stanno lavorando e collaborando all’organizzazione di questa iniziativa, che ancora una volta porta il nome di Piacenza sulla scena nazionale”.

Con riferimento alle prescrizioni che l’evento renderà necessarie, “sono già state avviate attività di informazione e confronto con le attività economiche interessate dall’evento – spiega l’assessore Fornasari – sia attraverso contatti diretti effettuati sul territorio, sia dando riscontro alle richieste e alle segnalazioni pervenute agli uffici comunali. A partire da lunedì 8 giugno sarà comunque avviata una specifica attività di distribuzione di materiale informativo “porta a porta” con la diffusione di volantini che riepilogano le principali indicazioni relative alle limitazioni alla circolazione, alle misure organizzative previste e alle modalità di accesso all’area del concerto”.

“La serata di giovedì 11 – rimarca il vicesindaco Matteo Bongiorni – si regge su un’organizzazione complessa e su un lavoro di squadra molto importante, che si estende anche ai cittadini. Non solo perché confidiamo nel rispetto delle regole di ordine pubblico (dal divieto di ingresso con bottiglie di vetro e oggetti contundenti, all’attesa paziente nell’accodarsi per accedere ai varchi), ma ancor prima perché siamo consapevoli che qualche inevitabile, momentaneo disagio potrà crearsi, nella giornata stessa, per i residenti e per chi deve raggiungere, in piazza Cavalli e dintorni, il proprio posto di lavoro”.

L’area del concerto, che oltre alla piazza si estende lungo la direttrice da via Cavour (varco di ingresso) a largo Battisti (varco di uscita), sarà a ingresso gratuito e contingentato, nel rispetto delle misure di sicurezza: verrà infatti transennata e chiusa anche a ciclisti e pedoni già dalle prime ore del pomeriggio, presumibilmente intorno alle 13, prevedendo tuttavia che i residenti, le persone che lavorano all’interno del perimetro in questione e i turisti con prenotazione presso le strutture ricettive della zona possano sempre attraversare il passaggio per raggiungere i propri punti di riferimento.

A tutela della manifestazione sarà allestito un punto medico avanzato in via Sopramuro (nel tratto tra piazzale Plebiscito e piazzetta Mercanti), mentre un avamposto di presidio sanitario, in forma più leggera, sarà collocato all’angolo tra via Romagnosi e via Cavour.

Sarà vietato introdurre, nell’area del concerto, contenitori in vetro, borracce, lattine di metallo, bombolette spray, ombrelli, materiale esplosivo, caschi, valigie e borse di grandi dimensioni, oggetti contundenti o a scopo offensivo.

Le misure organizzative e le eventuali prescrizioni definitive saranno quelle che verranno stabilite dalla Commissione Provinciale di Vigilanza sui Locali di Pubblico Spettacolo, presieduta dalla Prefettura. Ogni aggiornamento sarà reso noto nei prossimi giorni attraverso il sito web e i canali social del Comune di Piacenza.

Per permettere l’allestimento – e il successivo smontaggio – del palco e di tutte le strutture correlate, il mercato bisettimanale in centro storico si sposterà sul Pubblico Passeggio sia mercoledì 10 giugno, sia sabato 13.

Nel contempo, la prossima settimana si renderanno necessarie alcune modifiche alla viabilità ordinaria, a partire da largo Brigata Piacenza dove già dalle ore 8 di lunedì 8 giugno, sino alle 24 di sabato 13, gli spazi di sosta saranno riservati ai mezzi a servizio dell’organizzazione, identificati dall’apposito contrassegno sul parabrezza. Contestualmente, già dalle 8 di lunedì 8 giugno e sino alle 24 di sabato 13, varrà per tutti il divieto di sosta permanente con rimozione forzata in piazzetta Grida.

Giovedì 11 giugno, dalle 9 sino al termine dell’evento, sosta vietata anche in piazza Cavalli, piazzetta Mercanti, piazzale Plebiscito, via San Donnino, via Medoro Savini, via Sopramuro, nel tratto di via Cavour tra piazza Cavalli e via Gregorio X, in largo Matteotti, in via San Marco (da largo Matteotti a via Mandelli), nel tratto di via Romagnosi tra via Cavour e via San Francesco, in via Chiapponi, via Illica, nel tratto di via Cittadella tra via Mazzini e largo Matteotti, nel tratto di via Mazzini tra via Mentana e piazza Cavalli, nonché in corso Garibaldi (da via Vigoleno a largo Battisti).

Dalle ore 13 di giovedì 11 giugno, sino al termine dell’evento, divieto di circolazione in piazza Cavalli, piazzetta Grida, piazzetta Mercanti, piazzale Plebiscito, via San Donnino, via Medoro Savini, via Sopramuro, nel tratto di via Cavour tra piazza Cavalli e via Gregorio X, in largo Matteotti, in via San Marco (da largo Matteotti a via Mandelli), nel tratto di via Romagnosi tra via Cavour e via San Francesco, in via Chiapponi, via Illica, nel tratto di via Cittadella tra via Mazzini e via Borghetto, nel tratto di via Mazzini tra via Mentana e piazza Cavalli, nonché in corso Garibaldi (da via Vigoleno a largo Battisti), nel tratto di via Chiapponi tra piazza Duomo e via Sopramuro, nel tratto di via Calzolai tra via Illica e via Mentana, in largo Battisti,in vicolo Perestrello e nel tratto di via XX Settembre tra piazza Cavalli e via San Francesco.

Sempre a partire dalle ore 13 di giovedì 11 giugno, sino al termine dell’evento, i soli residenti e i mezzi di soccorso potranno transitare in via Sant’Antonino, via Felice Frasi e via Carducci, mentre negli stessi orari verrà eccezionalmente istituito il doppio senso di marcia, valido solo per i mezzi di soccorso, in via Sopramuro, nel tratto di via Romagnosi tra via Cavour e via San Francesco, nonché nel tratto di via Chiapponi tra via Sopramuro e via Scalabrini.

Dalle ore 14 di giovedì 11 giugno, sino a fine manifestazione, senso unico alternato in vicolo Sant’Ilario per i soli mezzi autorizzati e i veicoli atti a servizi ambientali. Negli stessi orari, nel tratto di corso Garibaldi tra via Vigoleno e vicolo Sant’Ilario potranno circolare in entrambi i sensi di marcia solo i veicoli autorizzati, atti a servizi ambientali e i mezzi di soccorso, mentre in piazzetta Sant’Ilario – a partire dalle 14 di giovedì 11 – potranno fermarsi unicamente i mezzi autorizzati, per il tempo strettamente necessario a consentire la salita e la discesa dei passeggeri.

Infine, per permettere lo svolgimento del mercato cittadino sul Facsal, dalle ore 4 del mattino alle 17, nelle giornate di mercoledì 10 e sabato 13 giugno, in via Alberici sarà vietata la sosta su entrambi i lati della carreggiata.

RITORNO AL NUCLEARE: CAORSO POTREBBE OSPITARE IMPIANTI A PICCOLI REATTORI MODULARI

Anche nella centrale in via di dismissione di Caorso gestita da Sogin, così come a Trino, Latina e Garigliano, potrebbero essere installati gli SMR (Small modular reactor). Si tratta di piccoli reattori, ovvero impianti di taglia di più piccola che arrivano fino a 350 megawatt. I reattori che si installano oggi (terza generazione avanzata) hanno una potenza tra 1.100 MW e 1.650 MW. Lo spiega il Corriere della Sera in un’intervista al ministro Pichetto Fratin l’indomani del voto alla Camera del ddl sul ritorno al nucleare, approvato a maggioranza, prima diventi legge dovrà esprimersi anche il Senato. Se verrà approvato si avrà una legge delega che fissa i principi e i criteri a cui deve attenersi il governo per disciplinare una determinata materia, in questo caso il “nucleare sostenibile”; ci vorranno poi altri 8-9 anni prima dell’installazione dei primi impianti.

Il Governo ha indicato che questi dovranno essere, appunto Small modular reactor che “hanno la potenzialità di superare più agevolmente le difficoltà sorte in Occidente nella realizzazione di grandi reattori basati sull’economia di scala, inoltre consentono di ampliare gli utilizzi dell’energia nucleare. Per esempio in modalità cogenerativa per la produzione di calore a uso civile e industriale, la produzione di idrogeno, i trasporti navali – rafforzando così la capacità dei Paesi di soddisfare il fabbisogno energetico attuale e futuro in modo sicuro e sostenibile, anche per settori energetici diversi da quello elettrico”. Dal punto di vista della sicurezza spiega il ministro “sarà più facile raggiungere lo stesso livello di sicurezza dei reattori di terza generazione avanzata e anzi ridurre il potenziale impatto nel remoto caso di incidente”

 

 

CONFAPI NAZIONALE E CAMERA DI COMMERCIP CINESE: SIGLATO L’ACCORDO

Nella sede di Confapi Industria Piacenza il presidente nazionale di Confapi Cristian Camisa e il console generale della Repubblica popolare cinese Zhang Chenggang si sono incontrati per la firma di un accordo di cooperazione fra l’associazione nazionale e la Camera di Commercio cinese in Italia che rende ancora più stretto il legame fra Italia e Cina e nello specifico fra le piccole e medie imprese rappresentate dall’associazione.

L’incontro ha visto partecipare anche il direttore di Confapi Andrea Paparo, l’imprenditore e ceo di G20 Engineering Marco Rapaccioli, il vicepresidente di Confapi Industria Piacenza Vincenzo Cerciello e l’assessore del Comune di Piacenza Gianluca Ceccarelli, oltre a una delegazione composta da rappresentanti del consolato cinese e della Camera di Commercio cinese in Italia che nella giornata ha anche visitato le aziende Italtherm e Bolzoni: il consigliere economico e commerciale del consolato Geng Xiewei, il console dell’ufficio economico e commerciale del consolato Wang Mengdi, l’addetto consolare dell’ufficio economico e commerciale del consolato Wu Chenjiexian, il presidente della Camera di commercio cinese in Italia Cheng Xuan, il vicesegretario generale della Camera di commercio cinese in Italia Lv Xiao e la responsabile Asia Helpdesk di Confapi Yaqin Joanne Yang.

L’incontro è stato aperto dal direttore Paparo che ha presentato Confapi attraverso le attività e i numeri: “A livello nazionale sono 116 mila le imprese associate e 63 sedi associate – spiega – a livello provinciale invece contiamo 400 aziende associate con più di 10mila impiegati e più di 5 miliardi di fatturato annuo complessivo. La nostra mission è supportare le imprese attraverso la rappresentanza presso gli enti governativi, le istituzioni e le autorità di regolamentazione, la consulenza e l’assistenza costanti e la creazione di opportunità di crescita e sviluppo”.

“Dal 1947 Confapi rappresenta le pmi italiane – fa presente Camisa – delle 116 mila aziende associate sul territorio nazionale, il 48% esporta direttamente e arriviamo al 55% che esporta indirettamente: di fatto un’azienda su due esporta su mercati internazionali. Anche per questo riteniamo fondamentale questo accordo di cooperazione e da parte nostra garantiamo un’ampia apertura alla collaborazione. Anche a livello locale, la firma di questo accordo è un altro passo per rendere Piacenza centrale e darle una possibilità in più: per la sua posizione strategica la nostra città può rappresentare un collegamento importante per tutto il nord Italia”.

Concorde anche il console: “La Cina e l’Italia hanno avuto tanti risultati nella cooperazione economica, ma questa firma porta avanti la cooperazione dando ulteriore forza al commercio bilaterale – sostiene – il nostro consolato è sempre disposto ad accogliere tutte le imprese italiane che hanno interesse a investire in Cina e fornire assistenza a Confapi”.

Soddisfatto anche l’assessore Ceccarelli che ha parlato di “un’occasione di confronto fra il nostro sistema economico e la realtà cinese”, mentre Rapaccioli ha illustrato la sua esperienza di imprenditore che dal 2000 ha “importanti collaborazioni con aziende cinesi”.

CIAK, SI GIRA PER IL PIANETA: PREMIATI I FILMATI DEGLI ALUNNI DEL QUINTO CIRCOLO

Si è svolto mercoledì 3 giugno al President l’evento conclusivo del progetto Ciak! Si gira per il pianeta, un’iniziativa di forte rilievo pedagogico che ha visto la proiezione dei 24 filmati realizzati dalle alunne e dagli alunni di cinque anni delle scuole dell’infanzia Dante e Collodi e delle classi prime, seconde, terze e quarte della scuola primaria Vittorino da Feltre.
Il progetto è risultato vincitore del bando nazionale Il linguaggio cinematografico e audiovisivo come oggetto e strumento di educazione e formazione, Azione A.2 CinemaScuola LAB per la scuola dell’infanzia e primaria.

L’ambizioso percorso ha visto collaborare attivamente il corpo docente, gli esperti dell’associazione Cinemaniaci e, soprattutto, i giovanissimi alunni e alunne del Quinto Circolo Didattico. L’appuntamento al Teatro President ha rappresentato la restituzione di un viaggio didattico che ha trasformato la scuola in un vero e proprio laboratorio di cittadinanza e innovazione. Durante l’anno i bambini e le bambine non sono stati semplici spettatori o fruitori passivi di contenuti multimediali, ma sono diventati autori a tutti gli effetti, acquisendo alcuni strumenti per decodificare le immagini e raccontare la realtà attraverso i loro occhi. Il percorso ha inoltre stimolato il lavoro di squadra e l’inclusione: il cinema si è rivelato un linguaggio universale capace di azzerare le barriere linguistiche e culturali, valorizzando i talenti di ciascuno e incentivando il problem solving.

Il progetto ha saputo inoltre integrare il Cinema con la tutela ambientale e la didattica outdoor, in perfetta coerenza con l’identità del Quinto Circolo Didattico, aderente alla rete Scuole all’aperto: la natura è stata la vera e propria materia prima dei laboratori creativi. L’intero cammino ha promosso la cittadinanza attiva: tra esplorazioni dirette nella natura, visioni, analisi e rielaborazione di animazioni a tema ambientale, scritture e storyboard originali dedicati alla tutela e protezione del nostro pianeta, la sostenibilità è stata tradotta in messaggi sociali d’impatto e, attraverso cortometraggi e videoracconti, l’emergenza ambientale è stata rielaborata per diventare un caloroso invito all’azione rivolto a tutta la comunità.

LA NUOVA BIBLIOTECA DANTE SI APRE ALLA CITTA’ “PRESIDIO CULTURALE E SOCIALE”

Si sono accese le luci della nuova biblioteca Dante al numero 46 della stessa via. Una struttura moderna, rinnovata e sostenibile dal punto di vista energetico. Un luogo bello e sano, aperto alla città e agli studenti dei vicini istituti scolastici. Gli utenti potranno godere anche del giardino antistante nella consultazione e nella lettura dei testi. La biblioteca, oggi inaugurata realizzata grazie ai fondi europei ATUSS, era stata progettata e pensata dall’amministrazione Barbieri, che aveva chiesto un aiuto alla fondazione di piacenza e vigevano che investì 600mila euro. Aperta tutti i giorno dalle   9 alle 19,30, la nuova biblioteca Dante sarà oltre che un luogo di cultura anche un presidio sociale importante per l’intero quartiere. Il retro della biblioteca che si affaccia nel cortile dell’istituto Casali è occupato da un grande murale che ritrae  il volto di Beatrice, la musa di Dante Alighieri, realizzato dall’artista Kotè che ha firmato l’opera sotto gli occhi di tutti i presenti.
Vita Nova è il titolo del murale come la prima opera di dante alighieri. Al centro il bellissimo volto di beatrice che con i suoi occhi ha aperto il cuore del poeta.

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