CUGINI: “IL CONSIGLIO HA PREFERITO CEMENTIFICARE AREE AGRICOLE”

Non è piaciuta la modalità con cui la giunta è arrivata alla scelta dell’area per il nuovo ospedale, né tanto meno il risultato finale. Dopo il consiglio comunale di venerdì in cui si è votata la macro area Farnesiana 6, l’opposizione tira una nuova riga e ripercorre il percorso delle ultime settimane; un percorso che il capogruppo del Partito Democratico Stefano Cugini definisce a “singhiozzo con un tavolo di lavoro che da subito gli è sembrato fatto apposta per lasciare a qualcuno un cerino in mano”.

LA GIUNTA HA SCELTO: FARNESIANA 6 PER IL NUOVO OSPEDALE

E’ la macroarea 6 quella scelta dalla giunta per la costruzione del nuovo ospedale; “una scelta ponderata e consapevole, frutto di un lavoro trasparente e rispettoso della legalità – commenta il Sindaco Patrizia Barbieri – che ci permette di rendere oggi concreto un tema su cui il centrodestra si è sempre speso con il massimo impegno”.

La decisione, si legge nella nota, è maturata tenendo conto di diverso fattori: delle valutazioni degli elementi vincolanti di natura tecnico-sanitaria forniti dall’Azienda USL nello studio di prefattibilità – vicinanza della nuova struttura ospedaliera all’asse della tangenziale e area non inferiore a 160mila metri quadri con possibilità di futura espansione – con
gli elaborati prodotti dal tavolo tecnico composto da Comune di Piacenza (Servizio Pianificazione Urbanistica e Ambientale), Provincia di Piacenza (Servizio Territorio e urbanistica, Sviluppo, trasporti, sistemi informativi, assistenza agli Enti Locali) e Azienda USL di Piacenza, attivato a seguito della firma del Protocollo di intenti del 14 novembre 2018 tra Azienda USL, Comune e Provincia di Piacenza e Regione Emilia-Romagna.

Tra gli elementi tenuti in considerazione per la scelta anche i risvolti in termini di viabilità, futuro urbanistico, oltre all’evidenza di elementi emersi in ambito delle analisi in tema di mobilità e trasporto pubblico, hanno permesso dapprima una scrematura fino all’indicazione di oggi.

Nel testo della delibera si legge che la macroarea 6 “si attesta su un tratto di tangenziale a 4 corsie, comportando minori problematicità in termini di impatto del traffico indotto su una rete che allo stato attuale non fa rilevare situazioni particolarmente critiche, almeno da un punto di vista di congestione”. “In termini di interventi infrastrutturali – si legge ancora nel documento – la macroarea n. 6 è quella che ha meno impatto dal punto di vista della necessità di adeguamenti viabilistici”. “Ulteriore fondamentale elemento discriminante è rappresentato dalla prossimità della macroarea 6 al casello autostradale Piacenza sud, che rappresenta il principale approdo autostradale della città”. “La macroarea 6 risulta infine prossima alla esistente rete di trasporto pubblico locale e per sua conformazione e rapporto con il tessuto urbano circostante, presenta caratteristiche di
flessibilità per eventuali future necessità di espansione”.

“Desidero ringraziare davvero di cuore tutti i tecnici dei vari enti interessati, che in questi mesi hanno alacremente lavorato per poter giungere oggi a questo significativo e concreto passo in avanti nell’iter per la realizzazione del nuovo ospedale di Piacenza – commenta il Sindaco Patrizia Barbieri – La proposta di oggi, che inviamo all’approvazione del consiglio comunale, oltre ad essere frutto di un lavoro trasparente e rispettoso della legalità, è ponderata e consapevole, oltre che condivisa da tutto il centrodestra, ed è resa possibile dal grande lavoro svolto in questi mesi. Il sindaco Barbieri non manca di rispondere alla accuse che sono state mosse all’amministrazione: “Nonostante qualcuno abbia voluto raccontare di tentennamenti o di tattiche dilatorieda parte nostra, in realtà in questo periodo non siamo mai stati con le mani in mano. Il centrodestra ha da subito manifestato il suo massimo impegno in questa fondamentalepartita, evidenziandone anche le criticità, ma sempre con un atteggiamento di
profonda collaborazione con la Regione e l’Asl; un impegno che oggi ci permette di rendere finalmente concreto un tema che molti hanno cavalcato solamente per ragioni di opportunismo politico. E’ certo che se non ci fosse stato l’impegno di questa Amministrazione, l’ospedale non si farebbe. Attendiamo, ora, il definitivo via libera da parte del consiglio comunale, in modo da poter dare avvio quanto prima al relativo
iter urbanistico”. I prossimi passaggi attesi dall’iter sono, dopo la commissione, il voto del consiglio comunale e la predisposizione della “procedura urbanistica al fine di approvare la variante relativa all’area prescelta conferendole la conformità urbanistica”.

NUOVO OSPEDALE, ARCHITETTI: “CHE CITTA’ VOGLIAMO PER IL FUTURO?”

“Che città vogliamo per il futuro?” E’ la domanda che pone il presidente dell’Ordine degli Architetti di Piacenza Giuseppe Baracchi sul tema del nuovo ospedale. Una domanda che porta ad affrontare diverse tematiche: dal consumo di suolo, alla trasformazione urbana di quella parte di città che ospiterà la nuova struttura. Siamo agli sgoccioli di un percorso molto lungo e travagliato: il 26 luglio il consiglio comunale deciderà l’area dopo il passaggio in commissione e un giunta. Sul tavolo ci sono sei aree: cinque con destinazione agricola e una residenziale: Besurica ovest, Besurica sud, Besurica est, la Verza, Podere Cascine e Farnesiana.

TRESPIDI: “SULLA PERTITE LA GIUNTA PASSI DALLE PAROLE AI FATTI”

E’ ora che sul nuovo ospedale e sulla Pertite l’amministrazione passi dagli intenti alla fase operativa, anche perchè il tempo stringe. A parlare è il capogruppo di Liberi Massimo Trespidi a poche settimane dal voto in consiglio che ha stralciato il protocollo con il Demanio del febbraio 2017 in cui si indicavano come area per il nuovo ospedale Pertite ed ex caserma Lusignani. ll ragionamento di Trespidi, che ha votato a favore dello stralcio, è che non sarà un nuovo immobile ad aumentare la qualità dei servizi ma semmai il capitale umano. Fermo restando che l’ospedale alla Pertite non si può fare per tre ragioni di natura urbanistica, viabilistica e ambientale.

CUGINI: IN BILICO NEL PD TRA SMARRIMENTO E PASSIONE PER LA POLITICA

Stefano Cugini, ex assessore comunale della giunta Dosi, da un anno capogruppo in consiglio comunale del Partito Democratico ha la passione per la politica, altrmenti, par di capire, forse avrebbe già lasciato. Un partito che a livello locale, nonostante tutto, da l’idea di uscire in modo unitario, ma che, al contario, a livello nazionale naviga nel più totale smarrimento.

NUOVO OSPEDALE: CORTO CIRCUITO ISTITUZIONALE?

Dopo mesi di dibattiti e polemiche, a tratti, aspri il consiglio comunale ha preso una decisione: il nuovo ospedale si farà su un’area privata. Sopratutto nelle ultime settimane in molti avrebbero scommesso che sarebbe andata così perché in ballo, da una parte c’è la Regione che spinge e che mette sul tavolo 100 milioni di euro, dall’altra la volontà popolare e le promesse elettorali di lasciare l’ex Pertite a parco. Stralciata l’ipotesi Pertite e l’ancor meno probabile caserma Lusignani resta da decidere il luogo dove sorgerà il nuovo ospedale; tra le opzioni fino ad oggi in campo ci sono il terreno tra La Verza e strada Valnure e quello dell’Opera Pia Alberoni tra la Madonnina e il quartiere Farnesiana che al momento pare il più accreditato.

Superata la fase del voto in consiglio si presenta la Regione con una lettera dell’assessore alla Salute Sergio Venturi che mette in guardia l’amministrazione dal motivare adeguatamente la scelta di abbandonare la strada di un’area pubblica rinunciando ad alcuni interessi come “il minor consumo di suolo, la rivitalizzazione di contesti territoriali degradati, il riuso non oneroso dei beni immobili dello Stato”. La sostanza è: il Comune ha rinunciato ad un bene pubblico come area per il nuovo ospedale? Bene – è la posizione della Regione – ma ora occorrono precise motivazioni tecniche ed economiche che stiano alla base del cambio di rotta. Una posizione che ha spazientito non poco il sindaco Barbieri che ha ribadito l’assoluta inidoneità della Pertite e della Lusignani da un punto di vista meramente tecnico. Questa la posizione della maggioranza affiancata dal voto di Liberi e dalla consigliera del gruppo Misto Gloria Zanardi; contro ha votato il PD mentre Piacenza Più, Piacenza in Comune e Movimento 5 Stelle non hanno partecipato al voto. Sta di fatto che ora la Regione ha fissato nuovi paletti nei confronto dell’amministrazione: oltre alle motivazione anche una sorta di cronopragramma per l’individuazione della nuova area.

 

GABBIANI: “SONO UN BATTITORE LIBERO NON UNO YES MAN”

E’ Andrea Gabbiani il nuovo ospite di #Diprofilo. In primo piano la questione del nuovo ospedale che infiamma i dibattiti delle ultime settimane, in vista del consiglio comunale di lunedì 25 giugno in cui si deciderà se stralciare l’ipotesi Pertite. “E’ davvero necessario?” si domanda Gabbiani che si definisce “un battitore libero non uno yes man” fortemente critico nei confronti del Movimento 5 Stelle.

NUOVO OSPEDALE: DECIDA LA POLITICA, IN FRETTA

E’ un botta e risposta tra comitati ormai da qualche giorno. Al centro c’è l’ex Pertite che potrebbe ospitare il nuovo ospedale. La partita relativa alla nuova struttura che dovrebbe sostituire l’attuale Polichirurgico si gioca su due fronti: quello amministrativo, ovvero confermare o meno la volontà politica di lavorare per il nuovo ospedale accaparrandosi quei 100 milioni di euro messi a disposizione della Regione, e quello sulla collocazione. Due fronti che si intrecciano fortemente, quasi che il primo dipenda dal secondo. Ad ingarbugliare ancora di più la situazione è la nascita di un nuovo comitato a favore dell’ospedale nuovo all’interno del parco della Pertite. Un gruppo molto nutrito, i cui promotori sono per lo più professionisti del campo sanitario. Gli stessi che sette anni si erano espressi favorevolmente per la Pertite a parco. Una contraddizione? No, è la risposta. Anzi “per tanti concittadini la realizzazione del polo sanitario in quella locazione consentirà di passare dai sogni alla realtà di un parco non solo sognato”.

Dall’altra parte il comitato Partite Bosco in città fa leva proprio sulla volontà popolare del referendum del 2011, e sul fatto che l’ospedale in quel luogo eliminerebbe l’unico polmone verde in città. E’ qui che si scatena la guerra dei numeri: secondo il comitato a favore l’area dell’ospedale andrebbe a occupare lo spazio attualmente occupato da piste, aree cortilizie, edifici di 114 mila metri quadrati; dati ben diversi quelli del comitato pro parco che riducono l’area attualmente edificata a circa 35 mila quadrati.

Che fare a questo punto? Occorre che la politica prenda una decisione, seria e nel bene della comunità considerando molteplici variabili che finiranno comunque per scontentare qualcuno.

“NUOVO OSPEDALE ALLA LUSIGNANI A ZERO CONSUMO DI SUOLO”

Il nuovo ospedale di Piacenza troverà spazio all’ex caserma Lusignani, oggi è scritto nero su bianco. Lo sancisce il protocollo d’intesa firmato tra demanio, ministero delle Difesa, comune di Piacenza e azienda sanitaria locale. La regione ha indicato l’area come prioritaria per la realizzazione di un moderno ospedale per evitare il consumo di suolo e al contempo rigenerare e rivitalizzare contesti territoriali degradati attraverso il riuso di beni immobili dello stato. 800 mila euro circa per la bonifica dai fondi del Demanio, oltre 200 milioni dalla Regione per i fondi destinati alla sanità regionale. In questo contesto viene compresa anche la vicina area dell’ex Pertite dove verrà realizzato un parco urbano. Una prima certezza quella sancita con la firma del protocollo in vista di un lungo percorso che durerà almeno una decina d’anni, nella certezza che nessun ospedale verrà depotenziato o chiuso.

NUOVO OSPEDALE: COSTERA’ 200 MILIONI. PROBABILE AREA: CASERMA LUSIGNANI

Avrà 550 posti letto su una superficie totale di 110 mila metri quadrati tecnologicamente all’avanguardia per una spesa complessiva di circa 20 milioni di euro. Sono i numeri del nuovo ospedale di Piacenza illustrati dal direttore generale dell’Asl Luca Baldino, dal sindaco Paolo Dosi e dall’assessore Silvio Bisotti. Da oggi parte il percorso partecipato per arrivare alla firma del protocollo che stabilirà dove sorgerà la nuova struttura. “La nostra opzione – ha precisato il sindaco – è la caserma Lusignani, che verrà confermata o mano dal percorso partecipato. Non ci sarà altro consumo di suolo, perché si costruirà su un bene nelle disponibilità del territorio e dell’autorità militare, se verrà confermata la caserma Lusignani”. Sottolineatura, questa, che fa pensare che la struttura di via Emilia Pavese sia, nella mente degli amministratori, molto più che un’opzione. “L’attuale ospedale – ha precisato il direttore dell’Asl Baldino- soffre di gravi problemi di accessibilità, i posti letto sono adeguati ma difficili da contenere negli spazi. Oggi l’ospedale è concepito in modo diverso, con più prestazioni ambulatoriali che richiedono locali più raggiungibili. L’attuale struttura, tra 6/7 anni tempo di realizzazione della nuova struttura, sarà arrivato a fine vita. Gli ospedale non possono più stare in centro, né in aperta campagna – ha specificato Baldino – il luogo ideale è la prima periferia facilmente accessibile”.”La volontà del comune – ha detto l’assessore Bisotti – è quella di essere insieme all’Asl esecutori della nuova struttura, oltre che individuare l’area più idonea e decidere come rigenerare gli spazi che attualmente ospitano l’ospedale. Non ci sarà alcuna dequalificazione nei confronti della vecchia struttura fino a quando la nuova non sarà operativa”.

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