PERTITE: L’S.O.S. DI LEGAMBIENTE

“S.O.S. Parco Pertite. Cosa resterà del parco se ci costruiranno l’ospedale?” E’ la domanda che campeggia sui cartelloni in alcune zone della città che portano la firma di Legambiente Piacenza e del Comitato Pertite Bosco in Città. Perché questi sono i giorni a ridosso della seduta di consiglio comunale del 25 giugno in cui verrà deciso se stralciare o meno l’area della Pertite come luogo dove far sorgere il nuovo ospedale. Per focalizzare l’attenzione dei piacentini su questo tema, il Comitato ha organizzato per il 23 giugno “La marcia dei passeggini”aperta alla città per gridare ancora una volta no all’ospedale nell’area di via Emilia Pavese.

E’ un tema che divide fortemente: i cittadini e la politica, la stessa che dovrà decidere sul futuro di quest’area. I partiti si sono espressi: qualcuno a favore del parco, altri possibilisti. Sta di fatto che quest’area porta con sé una storia che è significativo ricordare: dal concerto di Battiato nel 1982, alla nascita del comitato nel 2009 lo stesso che raccolse 12 mila firme pro parco, dall’abbraccio del 2010 a cui parteciparono in 2500, al referendum del 2011 dove in 30 mila votarono per mantenere l’area verde. Poi nel 2017, in consiglio comunale, la variante a verde pubblico attrezzato dell’area; poche settimane fa la nascita di un nuovo comitato a favore dell’ospedale nella Pertite.

Una storia densa di avvenimenti, in cui i cittadini sono stati fortemente coinvolti, come lo sono ancora oggi; alcuni convinti che nei 280 mila metri quadrati possa coabitare anche il nuovo ospedale, altri fermi esattamente sul contrario. L’attenzione è alta, l’interesse monta, perché intorno a questa decisione si intrecciano questioni come credibilità, coerenza e interesse comune.

CONFINDUSTRIA, ROTA: “PER IL NUOVO OSPEDALE NOI CI SIAMO”

Un intero semestre con il fatturato in crescita, esportazioni in aumento e quel che conta di più l’occupazione a + 0.83 per cento, che pone Piacenza al terzo posto in regione. Ce fossero di bilanci così, è il pensiero di Alberto Rota presidente di Confindustria Piacenza nel giorno della 73esima assemblea alla presenza della massime autorità cittadine, a cui ha preso parte anche lo scienziato  Roberto Cingolani, direttore scientifico dell’istituto italiano di Tecnologia di Genova.

E in merito al nuovo ospedale, tema scottante dell’ultimo periodo, il presidente di Confindustria non ha dubbi: occorre farlo per il territorio con la disponibilità degli industriale di sedersi intorno al tavolo.

PERTITE A PARCO: OGGI TUTTO E’ IN DISCUSSIONE

Nel 2011 in 30 mila si erano espressi, attraverso un referendum, perché diventasse un parco. Nel 2017 il consiglio comunale ha approvato la destinazione a parco nel piano regolatore. L’oggetto del contendere, di questa vicenda che si sta ingarbugliando sempre di più, è l’area della Pertite, che negli ultimi tempi pare catalizzare l’attenzione per il nuovo ospedale. Certo non da parte del comitato di cittadini Pertite Bosco in città che da anni si battono perché l’area possa ospitare un parco.

IPPOLITO NEGRI: “LA GIUNTA BARBIERI? NE PARLIAMO TRA UN ANNO”

Ippolito Negri, giornalista, a Di Profilo. In primo piano il nuovo governo Lega-M5S, il governo della città  e i temi più caldi come il nuovo ospedale. E sull’operato della giunta, ad un anno dall’insediamento ha detto: Ne parliamo tra un anno”.

LIVIA BIDIN: “NOI METTIAMO AL CENTRO LA PERSONA”

Livia Bidin, oncologa diplomata in agopuntura, lavora presso l’unita operativa di oncologia dell’ospedale di Piacenza.
Da due anni presiede la Onlus NOI, Nuova Oncologia Integrata, fondata dagli stessi operatori che già da tre anni offrivano ai pazienti attività di supporto non farmacologico ai pazienti oncologici, per dare continuità ad un servizio che non poteva più essere svolto all’interno dell’ospedale per motivi logistici. I volontari hanno accolto la richiesta dei pazienti di continuare le attività come yoga, tam the, qi gong, aikido, avendone riscontrato notevoli benefici a livello soggettivo. I risultati positivi sono sul sonno, astenia, ansia, sul dolore, sull’umore e sulla predisposizione positiva verso il presente e il futuro.
Nessun intento di sostituirsi alla scienza, ma al contrario di viaggiare insieme, in modo integrato. I risultati di queste attività che potenziano l’autostima e pongono al centro la persona sono ben visibili e provati, come evidenziano alcuni studi.
L’ostacolo principale è abbattere le barriere culturali

QUATTRO INFARTI IN POCHE ORE. AUSL: “EVITARE GLI SFORZI CON IL FREDDO”

Quattro infarti registrati in una mattina in persone sotto i 70 anni, il più giovane un 51 enne. Il freddo pungente degli ultimi giorni, aggravato dalla neve di oggi, ha un impatto negativo sul sistema cardiovascolare. Anche l’attività fisica all’aperto, se non allenati, o spalare la neve, può avere affetti negativi sul buon funzionamento del cuore. Così il direttore dell’unità operativa di cardiologia dell’ospedale Giovanni Quinto Villani ha raccomandato, soprattutto i più anziani a non sottoporsi a sforzi nelle giornate più fredde dell’anno.

OSPEDALE DI VILLANOVA: ECCO COME POTREBBE DIVENTARE

La vera sfida fu quella di considerare la riabilitazione una risposta alla disabilità. Sfida accettata e vinta dall’ospedale Verdi di Villanova. A confermarlo sono i risultati ottenuti negli anni, la qualifica di Unità Spianale da parte della regione e il successivo accreditamento. Tutto questo è stato l’ospedale fondato da Giuseppe Verdi, ma il futuro? Se ne è parlato a Palazzo Galli nel confronto organizzato dal comitato a difesa della struttura.
Il trasferimento a Fiorenzuola sembra l’ipotesi più probabile, a meno di un passo indietro auspicato dai comitati. Molto più nebulosa l’ipotesi di portare a Villanova il centro del comitato paralimpico come la regione ha proposto nell’ultima conferenza socio sanitaria di agosto. Sul tavolo sarebbe già pronta una bozza di adeguamento della struttura in base alle linee del documento stilato dall’Asl.

GALVANI: “SI FACCIA UN PASSO INDIETRO SU VILLANOVA”

Se non sarà possibile un ritorno al passato sull’ospedale di Fiorenzuola, almeno si valuti un passo indietro sull’unità spinale di Villanova. Lo chiede il Comitato Amici dell’ospedale di Villanova sull’Arda a poche settimane dell’ultima conferenza socio sanitaria a cui ha partecipato anche l’assessore alla sanità Sergio Venturi. Tutto è partito il 31 marzo scorso che ha dato, di fatto il via, al riordino delle rete ospedaliera con una maggioranza dello 0,67%. Questo impone il trasferimento dell’unità spinale da Villanova nel nuovo ospedale di Fiorenzuola. Un riordino che viene da lontano, ovvero risponderebbe al decreto in materia di sanità dall’ex ministro Balduzzi.

CENTRO PARALIMPICO A VILLANOVA, I SINDACI VOGLIONO CERTEZZE

Da una parte la regione esorta i sindaci a decidere da che parte stare, dall’altra i primi cittadini vogliono certezze e chiedono di conoscere il progetto. Al centro del dibattito c’è la spinosa questione del riordino delle rete ospedaliera approvata dalla Conferenza Socio Sanitaria il 31 marzo scorso. Certo con una maggioranza risicatissima dello 0,67%, ma pur sempre approvata. Una decisione che vede, ancora oggi, la forte contrarietà di molti sindaci, oltre che dei cittadini- ciò che non piace è il trasferimento dell’unità spinale dall’ospedale di Villanova, che verrebbe di fatto svuotato di un centro di eccellenza per rispondere ai parametri normativi di sicurezza , al nuovo nosocomio di Fiorenzuola.

AUSL: “PER FAR SOPRAVVIVERE L’UNITA’ SPINALE E’ NECESSARIO IL TRASFERIMENTO”

“Siamo dalla parte dei malati, tutti siamo concordi sul fatto che l’Unità spinale ha sempre offerto un servizio ottimo, ma mantenerla così com’è oppure procedere per lievi miglioramenti significa decretarne la chiusura nel giro di pochi anni”. In altre parole così come è oggi l’unità spinale non è in grado di  grado di adottare quelle modalità innovative di cura dei pazienti mielolesi che altre strutture quali il Niguarda di Milano e l’ospedale di Montecatone hanno già fatto proprie e che rappresentano il nuovo standard di riferimento. Ne è convinto Guido Pedrazzini, direttore sanitario dell’Azienda Usl di Piacenza. Il tema del trasferimento dell’unità dal comparto di Villanova al nuovo polo ospedaliero di Fiorenzuola continua a tenere banco, oggi ancora di più dopo la visita in mattinata del segretario della Lega Nord Matteo Salvini. Per far sopravvivere l’Unità spinale dunque, l’unica strada possibile è quella di potenziarla e renderla davvero competitiva, secondo l’ausl. “Devo ricordare che oggi, se un paziente paraplegico deve essere sottoposto a Tac o risonanza o se improvvisamente ha bisogno di una consulenza specialistica o di cambiare il livello di intensità di cura per un peggioramento delle sue condizioni, deve essere spostato di 17 chilometri in ambulanza a Fiorenzuola, dove sono presenti tutte le opportunità diagnostiche e un reparto, com’è di Medicina sub-intensiva, in grado di garantire un monitoraggio costante del paziente”. A Fiorenzuola il malato potrà contare, 24 ore su 24, su un team di specialisti (urologo, pneumologo, anestesista ed educatori professionali, come anche il chirurgo , il gastroenterologo o l’ortopedico) condizione essenziale per impostare il progetto riabilitativo ottimale, nella sua completezza e complessità. “Ecco perché siamo convinti che portare l’Unità spinale all’interno di un vero presidio ospedaliero sia la scelta migliore e più sicura per i malati stessi. Non vogliamo che Piacenza perda l’Unità spinale: la vogliamo potenziare e fare in modo che possa accogliere più pazienti il più precocemente possibile e i casi più complessi in completa sicurezza”.