NELLE S.P.I.R.E. DEL REGIME, I MISTERI DELLA RESISTENZA PIACENTINA

Non è uno storico ma poco ci manca. Claudio Oltremonti la passione per la storia l’ha sempre coltivata fin dai tempi dell’università con una tesi sulla Camera del Lavoro del Piacenza, per poi concentrarsi sul primo 900 fino e sulla resistenza partigiana. Grazie ad un inteso lavoro di ricerca durato quasi 6 anni è nato Nelle s.p.i.r.e. del regime, uno sguardo nella resistenza segreta, edito da Amazon. Un libro in cui la documentazione fa la parte del leone, grazie anche ad alcuni documenti inediti conservati in archivi italiani e stranieri, che affronta un tema sino ad oggi poco indagato dalla storiografia locale, cioè quello delle attività di polizia politica, spionaggio e controspionaggio, delle missioni Alleate e dei servizi informativi della Resistenza nel Piacentino. Ecco cosa ha scoperto

25 APRILE, “RICORDARE E’ UN DOVERE MORALE”

“La Resistenza va onorata con gioia e sorrisi perché è stata la fine di un incubo” così la delegata nazionale dell’Anpi Eletta Bertani ha iniziato il suo discorso sul palco di piazza Cavalli per la commemorazione del 25 aprile. “Oggi la memoria dei fatti rischia di perdersi – ha detto Bertani – non si può dimenticare, e’ un dovere morale per ricordare chi in ogni modo ha messo fine alla barbarie. Non c’è bisogno di santificare il 25 aprile, ma semplicemente di dire la verità, cioè il valore universale di democrazia che oggi rappresenta. La scuola pubblica – ha proseguito – deve essere assicurare la storia del 900, offrire ai giovani l’esempio di vita vera e sociale”.

Al termine della cerimonia, dopo i discorsi ufficiali del sindaco Paolo Dosi e del presidente della Provincia Francesco Rolleri, sono state consegnate le 108 medaglie della Liberazione ai partigiani ed ex combattenti di Piacenza, Agazzano, Borgonovo, Caorso, Castelvetro, Gossolengo, Gragnano, Minticelli e Rottofreno.

imageimageimageimage

.