ASSEMBLEA D’ISTITUTO AL LICEO GIOIA, GLI STUDENTI RIFLETTONO SULL’IMPATTO DELLA NOTIZIA: PIU’ANSIA O CONSAPEVOLEZZA?

E’ stato un esercizio di consapevolezza, di presa di coscienza. Non semplice neppure per chi era dalla parte dei relatori. Le classi quarte e quinte del liceo Gioia hanno partecipato, per la prima volta dall’inizio di quest’ anno scolastico, all’assemblea d’istituto in presenza al Laboratorio del Carmine. I media: notizie che informano o indifferenza che cresce? il titolo scelto dai rappresentanti d’istituto e della consulta. “Non un titolo accademico – hanno spiegato nell’introduzione – ma un’urgenza che sentiamo come studenti, ormai prossimi a uscire da questo guscio protettivo. Siamo la generazione che possiede più dati e mezzi per informarci, ma paradossalmente anche quella che rischia di essere meno lucida”. E poi il ruolo dei social e quella strana dipendenza da scrolling infinito sugli smartphone che finisce per ingabbiarci. Ne è uscita una riflessione seria, in cui nessuno ha demonizzato la tecnologia, ci mancherebbe, ma ha cercato di intenderla come strumento per arrivare ad una informazione che sia nutrimento e non solo rumore.

I ragazzi hanno risposto ad una serie di domande che hanno dato il via alla discussione e all’approfondimento con le relatrici; è emerso che la grande maggioranza si informa principalmente attraverso i social, a seguire i siti ufficiali, telegiornale, e neppure l’1% attraverso il giornale cartaceo. Solo per il 7% dei presenti i media oggi informano, per la maggioranza invece spaventano; pochi scelgono l’approfondimento e la maggioranza va alla ricerca di notizie che sia a metà strada tra l’impatto e l’approfondimento.

Nulla è giusto o sbagliato, l’importante è non cadere nell’assuefazione, avere gli strumenti per districarsi nella miriade di stimoli che ci raggiungono e non arrivare al sovraccarico. La professoressa Mariarosa Lommi, Cremit dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, ha spiegato cosa si intende per ignoranza dotta, cioè la capacità di sapere cosa ignorare, per non soccombere, proprio come se le informazione passassero in un setaccio che trattiene solo ciò che ci interessa. La giornalista Elisa Malacalza, caposervizio del quotidiano Libertà, ha mostrato ai ragazzi diverse fotografie, alcune delle quali particolarmente forti per impatto emotivo suscitando reazioni contrastanti. Perché anche con questo bisogna fare i conti: immagini pubblicate in rete per fare visualizzazioni incuranti di ledere la dignità di chi è ritratto e la sensibilità del lettore.

Ricco di significato è stato il messaggio che i rappresentati hanno voluto lasciare agli studenti “ogni volta che decidiamo di cliccare, di condividere o di ignorare stiamo compiendo un atto politico. Stiamo decidendo a cosa dare valore; avere cioè la capacità di non subire passivamente il flusso ma di governarlo. Restare informati richiede fatica, tempo e, soprattutto, il coraggio di restare umani anche quando lo schermo ci propone l’orrore”.

Una vera lezione, anche per chi era dall’altra parte del tavolo.

I rappresentanti di istituto: Giulia Paparo, Jamina Rossi, Matteo Piva, Lucrezia Proietti e le rappresentanti della consulta: Virginia Usini e Sofia Paparo 

PIACENZA CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA, SI AVVIA UFFICIALMENTE IL PERCORSO

La Giunta ha approvato un atto di indirizzo politico che avvia ufficialmente il percorso verso la candidatura della città a Capitale Europea della Cultura 2033, nell’ambito dell’iniziativa promossa dall’Unione Europea per valorizzare la cultura come leva di sviluppo urbano, sociale ed economico .

Il provvedimento riconosce il valore strategico del titolo di Capitale Europea della Cultura come opportunità di lungo periodo, capace di rafforzare l’identità culturale del territorio, accrescerne la visibilità internazionale, sostenere l’innovazione sociale e favorire nuovi modelli di governance partecipativa. La candidatura viene letta non come un obiettivo isolato, ma come un processo in grado di generare ricadute strutturali e durature per l’intera comunità.

La Giunta sottolinea come l’Italia sia il Paese chiamato a esprimere la propria città candidata per il 2033 e come il percorso di selezione, coordinato dal Ministero della Cultura e da una giuria europea indipendente, richieda una preparazione ampia e anticipata. Le esperienze di successo dimostrano infatti che il lavoro più efficace prende forma ben prima dell’uscita del bando ufficiale, attraverso un percorso di ascolto, confronto e coinvolgimento diffuso del territorio.

Per questo motivo il Comune intende avviare fin dall’inizio del 2026 un cammino strutturato di analisi, partecipazione e costruzione condivisa, che accompagni la città verso la definizione del concept culturale e del dossier di candidatura. Un percorso che si inserisce in una visione più ampia di sviluppo, coerente anche con il lavoro in corso sul piano di marketing territoriale.

Nel quadro delineato, viene individuata in Rete Cultura Piacenza il naturale Comitato promotore della candidatura. Una scelta che valorizza una rete istituzionale già consolidata e attiva, capace di mettere in relazione enti pubblici, soggetti privati e realtà del terzo settore, e che negli anni ha maturato competenze significative nella progettazione e gestione di iniziative culturali complesse. In questo contesto, il successo del Festival del Pensare Contemporaneo viene indicato come esempio emblematico della capacità di Piacenza di interrogare il presente e guardare al futuro attraverso la cultura.

Il Comitato promotore avrà il compito di coordinare e promuovere il percorso di partecipazione, coinvolgimento e costruzione della candidatura, accompagnando la città nelle diverse fasi che porteranno alla presentazione del dossier.

L’atto precisa infine che, trattandosi di un indirizzo politico, non comporta in questa fase oneri economici per il Comune. Spetterà alla sindaca avviare formalmente il percorso, concordando con i soggetti coinvolti un primo apporto di risorse umane e strumentali. La deliberazione è dichiarata immediatamente eseguibile, per consentire l’avvio tempestivo del lavoro partecipato verso la candidatura di Piacenza a Capitale Europea della Cultura 2033.

 

LE UNIVERSITA’ E LA CITTA’ CHE CAMBIA: LA FONDAZIONE FINANZIA DUE STUDI

È stata sottoscritta in Municipio, nell’ambito della riunione del Tavolo Atenei, la
convenzione tra Amministrazione comunale e Fondazione di Piacenza e Vigevano a sostegno del progetto “Piacenza Città delle Università”, che sancisce e consolida ulteriormente l’impegno condiviso delle istituzioni per promuovere e valorizzare il tessuto accademico locale come elemento identitario e altamente qualificante del territorio.

Si concretizza così, con l’approvazione della proposta presentata dal Comune, il contributo complessivo di 50 mila euro che la Fondazione aveva annunciato per il biennio 2025-2026, a supporto delle attività del Protocollo, definendo alcuni obiettivi specifici. Innanzitutto, la redazione di un piano di comunicazione mirato, che accompagni e dia risalto al percorso della “Città delle Università”, rendendo visibile il contributo socioculturale degli studenti alla vita della comunità e accrescendo la consapevolezza di quanto ciò rappresenti una risorsa anche in termini di potenzialità future di innovazione ed evoluzione del contesto urbano.
A questo primo punto si aggiunge l’esigenza di un’analisi strutturata dell’impatto che la presenza e l’attività degli Atenei esercitano in ambito locale, come elemento strategico che può favorire la creazione di nuove imprese e attività economiche, misurandone le ricadute occupazionali, i benefici sociali e in termini di sviluppo sostenibile, nonché l’impatto delle iniziative di coinvolgimento pubblico promosse dalle Università.

La convenzione evidenzia inoltre la necessità di realizzare uno studio approfondito sui caratteri spaziali, orari e temporali di funzionamento delle
sedi universitarie, finalizzato a migliorare l’accessibilità dei servizi pubblici e privati, a garantire una distribuzione più equilibrata dei flussi e una più ampia disponibilità in fasce orarie congruenti con i ritmi di vita degli universitari.

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L’ORCHESTRA CINQUEQUARTI OSPITE DI GEO, SU RAI 3

L’Orchestra CinqueQuarti di Piacenza protagonista della puntata odierna di GEO, lo storico programma di Rai 3 condotto da Sveva Sagramola e dal biologo e fotografo Emanuele Biggi che, oltre ad affrontare i grandi temi legati alla natura e all’ambiente, spazia dalla cultura alle nuove tecnologie, dall’attualità all’educazione. Come nel caso della puntata andata in onda oggi pomeriggio, alle ore 16, che ha dedicato un ampio spazio all’orchestra dei bambini di Piacenza che, con i suoi oltre 300 elementi suddivisi in tre ensemble musicali, è l’esito più visibile e sorprendente dell’articolato progetto Dalla Classe all’Orchestra, avviato alcuni anni fa a Piacenza su impulso del Quarto Circolo Didattico e sostenuto dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano attraverso un omonimo bando pluriennale. Un’esperienza che continua a crescere – a breve l’avvio di due nuove compagini musicali in provincia – e che fin dalle origini ha l’obiettivo di promuovere il talento musicale in ottica di inclusione sociale e prevenzione del disagio e della dispersione scolastica.

Ospite in studio della puntata di oggi, già da ora disponibile on-demand su RaiPlay, era la dirigente didattica del Quarto Circolo Simona Favari che, intervistata dalla conduttrice Sveva Sagramola, ha raccontato gli effetti positivi che l’educazione musicale produce negli alunni che stanno seguendo questo particolare percorso di didattica innovativa, e sui quali è in corso uno studio di valutazione d’impatto a cura dello spin-off dell’Università di Padova Mind4Children presieduto da Daniela Lucangeli. Un racconto supportato anche da un bel servizio realizzato dalla troupe di Rai 3, approdata a Piacenza nelle scorse settimane per documentare le prove d’orchestra che si svolgono ogni sabato mattina presso le sedi delle scuole Caduti sul Lavoro e Vittorino da Feltre, intervistando gli insegnanti e i bambini protagonisti.
Fra le testimonianze più emozionanti, quella della tutor Giulia, che fu alunna di una delle tre classi che nel 2014 presero parte alla primissima sperimentazione del progetto e che oggi, ormai al termine del suo percorso di studi al Conservatorio Nicolini, si dedica ai più piccoli per supportare il progetto.

“Dalla Classe all’Orchestra”, lo ricordiamo, è una rete che si compone attualmente di cinque circoli didattici e una scuola secondaria di I grado per quanto riguarda la città e di cinque istituti comprensivi della provincia. Capofila della rete è il Quarto Circolo Didattico di Piacenza che porta avanti il progetto grazie al sostegno della Fondazione di Piacenza e Vigevano e ora anche della Fondazione Ronconi-Prati. Il metodo didattico del progetto affonda le proprie radici ne “El Sistema” di José Antonio Abreu, il Sistema nazionale delle Orchestre giovanili e infantili del Venezuela. Un modello che mette al centro la musica, intesa come strumento funzionale all’apprendimento e al benessere dello studente, per dar vita a un sistema di educazione musicale pubblica, diffusa e capillare, con accesso gratuito e libero per studenti di tutti i ceti sociali.

La rete “Dalla Classe all’Orchestra” ha tradotto nel contesto scolastico italiano i principi del “Sistema” venezuelano, con il determinante contributo del maestro Jhonny Gomez, proveniente da quella esperienza, fondatore del Coro Manos Blancas e oggi direttore artistico del progetto piacentino. Grazie al progetto, gli studenti di scuola primaria e secondaria di I grado hanno accesso gratuito alle attività musicali, orchestrali e corali, realizzate sempre in contesti collettivi e inserite in modo significativo nel piano formativo e didattico della scuola.

È da questo percorso che nasce una visione educativa chiara: fare della musica un diritto, accessibile e condiviso, capace di dare voce a ogni bambino e ragazzo, di valorizzarne le differenze, di costruire relazioni, appartenenza e benessere, e di generare nel tempo una comunità educativa viva e partecipata.

SILLABARI D’APPENNINO: PAROLE NUOVE PER DESCRIVERE I SENTIMENTI VERSO IL TERRITORIO

Humus e humanus hanno la stessa radice etimologica: Enrica Carini è partita proprio da qui per creare la mostra Sillabari d’Appennino che il centro per le arti contemporanee XNL dedica alle terre alte raccontate dalle fotografie di Alessandra Calò e Sergio Ferri.

Grazie alle immagini degli artisti, carini ha voluto offrire all’osservatore un modo di nuovo di comunicare l’appennino, passando attraverso le specie arboree, gli arbusti, i cespugli che lo vivono, e i volti delle persone che, con fatica, scelgono di continuare ad abitarlo.

Nel percorso della mostra si intrecciano due generi molto diversi: le Rogazioni Silvestri di Alessandra Calò che ha ricostruito il patrimonio vegetale spontaneo dell’appennino attraverso un antico processo di stampa fotografica e le fotografie Terre Alte di Sergio Ferri che mostrano volti, scorci e frammenti di paesaggio dell’appennino.

Oltre alle opere, i visitatori troveranno anche un bosco in miniatura e uno spazio nel quale fermarsi, riflettere e provare a rispondere alla domanda Che cosa è, per ciascuno di noi, l’Appennino?
La mostra proseguirà fino al 22 febbraio 2026, a ingresso gratuito, e sarà visibile da venerdì a domenica dalle 10 alle 19 (anche il 6 gennaio).

PIACENZA PROTAGONISTA A SEUL CON IL RITRATTO DI SIGNORA DI KLIMT. OLTRE 40MILA BIGLETTI IN PREVENDITA

«Essere a Seul oggi è un’occasione davvero straordinaria per Piacenza: questa mostra, con Klimt e gli altri capolavori della Ricci Oddi, porta il nome della nostra città, con la sua arte e la sua storia, nel cuore di una delle capitali più vive del mondo e sulla ribalta internazionale, consentendo di instaurare relazioni e collaborazioni particolarmente preziose sotto tutti i punti di vista».

Così ha dichiarato la sindaca di Piacenza, Katia Tarasconi, al termine della cerimonia di inaugurazione della mostra “The Miracle of Klimt and Other Treasures from Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi”, ospitata al My Art Museum di Seul, uno dei principali musei d’arte contemporanea della Corea del Sud.

L’evento inaugurale, aperto dal direttore del My Art Museum Yi Taegun, ha registrato una partecipazione straordinaria, con oltre 300 presenze tra rappresentanti istituzionali, operatori culturali, collezionisti e stampa coreana e internazionale. Un momento di particolare rilievo per la città di Piacenza, presente in Corea del Sud con uno dei suoi patrimoni artistici e culturali più identitari: la Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi.

La mostra, che aprirà ufficialmente al pubblico dal 19 dicembre 2025 al 22 marzo 2026, presenta circa 70 opere della collezione piacentina e propone un ampio e articolato percorso nell’arte italiana tra Otto e Novecento. Fulcro dell’esposizione è il celebre Ritratto di signora di Gustav Klimt, capolavoro simbolo della Ricci Oddi, presentato per la prima volta al pubblico coreano e già al centro di una straordinaria attenzione mediatica.

A confermare l’eccezionale interesse suscitato dall’iniziativa, ancora prima dell’apertura ufficiale sono stati venduti oltre 40.000 biglietti in prevendita, un dato che testimonia il forte richiamo della mostra e l’attenzione del pubblico coreano verso la collezione piacentina.

Il progetto espositivo è curato da Lucia Pini, direttrice della Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi, che ha concepito un percorso scientifico rigoroso e accessibile, capace di restituire le linee portanti della collezione e di mettere in dialogo la pittura di figura e il paesaggio, offrendo una lettura ampia delle diverse scuole regionali italiane tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento.

«La mostra – spiega Lucia Pini – intende presentare al pubblico coreano una campionatura rappresentativa della collezione Ricci Oddi, rispettando le scelte e il gusto del suo fondatore e restituendo la complessità del panorama artistico italiano tra Otto e Novecento. Il Ritratto di signora di Klimt ne costituisce il fulcro, non solo per il suo valore assoluto, ma perché esemplifica in modo emblematico come un’opera possa attraversare il tempo, la storia e la geografia, stratificando significati e generando nuove letture».

L’operazione culturale è stata fortemente voluta anche dal presidente della Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi, Massimo Toscani, nell’ambito di un percorso di valorizzazione e internazionalizzazione del museo. Il prestito delle opere al My Art Museum avviene sulla base di un accordo che prevede un corrispettivo economico complessivo di circa 220 mila euro per il periodo di esposizione, una risorsa significativa che contribuisce concretamente alla sostenibilità, alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio museale piacentino.

«Questa mostra dimostra come anche una città di dimensioni contenute possa dialogare con i grandi circuiti culturali internazionali – ha aggiunto la sindaca Tarasconi – portando la propria identità, la propria storia e il proprio patrimonio artistico su palcoscenici di assoluto prestigio. Le oltre 40.000 prevendite e la forte attenzione dei media coreani confermano che la cultura può essere uno strumento potente per far conoscere Piacenza nel mondo».

L’inaugurazione ha già ottenuto un’ampia copertura da parte delle principali testate e portali culturali coreani, tra cui Seoul Shinmun, NEWSIS, Siminilbo, Arts n Culture, Cultura e beNews, con articoli e approfondimenti dedicati alla mostra e alla straordinaria storia del capolavoro di Klimt.

La mostra al My Art Museum, organizzata da MondoMostre, rappresenta così una tappa di grande valore simbolico e strategico per Piacenza, che attraverso la Galleria Ricci Oddi rafforza il proprio ruolo nel panorama culturale globale e consolida la propria presenza su uno dei palcoscenici internazionali più dinamici e attenti alla cultura contemporanea, rafforzando al contempo i rapporti culturali tra Italia e Corea del Sud.

#IO SIAMO, IL VOLONTARIATO DIVENTA SPETTACOLO: GIOVEDI’ PER LA GIORNATA INTERNAZIONALE

#IOSIAMO, primo spettacolo di teatro dedicato al volontariato e alle storie dei volontari che stanno cambiando l’Italia, va in scena a Piacenza all’Auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano giovedì 4 dicembre alle 18, in occasione della Giornata internazionale del Volontariato. L’evento è organizzato da Csv Emilia.

Lo spettacolo di Tiziana Di Masi torna in scena dopo essere anche diventato un libro, edito da San Paolo. È il settimo anno di circuitazione per un lavoro che è andato in scena in circa 100 repliche, alcune delle quali all’interno di contesti istituzionali di alto prestigio, tra cui il Senato della Repubblica e l’inaugurazione di Padova Capitale Europea del Volontariato, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Come ormai da tradizione, anche nella data di Piacenza #IOSIAMO si concluderà con una storia dedicata a un volontario e al volontariato della città dove viene rappresentato.

La scelta di Tiziana Di Masi punta a trasmettere in ogni rappresentazione il valore autentico della cittadinanza attiva e dell’impegno. La storia “a km zero” è il valore aggiunto dello spettacolo, una storia ogni volta diversa per coinvolgere il territorio e motivare gli spettatori a impegnarsi, aderendo a realtà che operano nel loro stesso quartiere o paese e delle quali, probabilmente, non erano a conoscenza. Perché uno degli obiettivi di #IOSIAMO è diffondere attivamente la cultura del volontariato attraverso il teatro, a partire dalle scuole.

Raccogliendo da nord a sud le testimonianze dei volontari impegnati su vari fronti, dalla lotta alla povertà alla tutela dei più deboli e della diversità, fino alla difesa dell’ambiente, Tiziana Di Masi racconta l’unica svolta possibile per creare un vero valore, superando la logica dell’autoaffermazione per dare qualcosa agli altri. Sono gesti essenziali per la società, ma anche per coloro che li compiono. “Perché – sostiene Tiziana Di Masi – soltanto attraverso la svolta dall’IO al NOI si può comprendere il vero senso della vita e superare l’infelicità per tentare di arrivare a una realizzazione personale attraverso il bene”.

#IOSIAMO ha il patrocinio nazionale di CSVnet, l’associazione dei Centri di servizio per il volontariato, di Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e di Avviso Pubblico (Enti locali e Regioni per la formazione civile contro le mafie). I media partners di #IOSIAMO sono le maggiori voci del sociale in Italia: Redattore Sociale, Vita, Volontariato Oggi.

Tiziana Di Masi porta in scena storie come quella di Norina Ventre, “Mamma Africa”, che dà da mangiare agli immigrati esattamente come trent’anni fa sfamava i braccianti calabresi. Come quelle degli attivisti della “Terra dei fuochi”, mamme che hanno perso i figli divorati dal cancro e ora sostengono altre mamme, nella loro stessa situazione. Come quella di Mario, emiliano, che aiutando i disabili ha fatto del bene ad altri e soprattutto a se stesso, superando la depressione che lo aveva colpito. Come quella di Alessio, che fa il clown nelle corsie di ospedale in Toscana per regalare un sorriso a chi non ne avrebbe motivo. Come quelle dei tanti, perché sono ben 5,5 milioni i volontari stimati in Italia, che superano con gesti concreti e quotidiani ogni distinzione di sesso, razza, religione facendo del bene per gli altri, per tutti noi.

Per info e prenotazione: CSV Emilia 0523.306120

ALLA SCOPERTA DEL CAVALIERE PIACENTINO UBERTINO LANDI. IL RICAVATO AL CENTRO AIUTI PER L’ETIOPIA

Un viaggio nella storia e nella Piacenza medievale, per scoprire la vita e le avventure di un cavaliere vissuto tra il tempo di san francesco e quello di dante: Ubertino Landi. L’occasione è offerta da Archistorica in una conferenza con il presidente Manrico Bissi e Lorenzo Caravaggi, docente di storia medievale all’Università di Lancaster. Spesso si pensa, a torto, al medioevo come un’epoca lunga, senza troppi cambiamenti, niente di più falso; nel 1200 c’era un grande fermento e Piacenza non faceva eccezione. E il mondo feudale, delle aristocrazie e dei cavalieri cosa centra con il mondo delle commercio. Il viaggio alla scoperta di Ubertino Landi partirà proprio da qui.

Il ricavato della conferenza, che si svolgerà sabato 29 novembre alle 17.30 in San Giovanni in Canale, sarà devoluto al Centro Aiuti per l’Etiopia per la costruzione di una scuola materna.

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IL KLIMT E 70 QUADRI IN MOSTRA A SEUL. “OCCASIONE PREZIOSA PER LA RICCI ODDI E PER PIACENZA”

Il Ritratto di Signora di Klimt, insieme ad una settantina di altre opere della Galleria Ricci Oddi, volerà a Seul: destinazione My Art Museum, dal 19 dicembre al 26 marzo 2026. Un’occasione preziosissima per far conoscere, in un contesto internazionale, la ricchissima collezione custodita nella galleria piacentina e portata all’attenzione di una delle più vivaci città dell’oriente. L’annuncio è stato dato dal presidente Massimo Toscani, insieme alla direttrice Lucia Pini, nel corso di una conferenza stampa, in cui si è fatto il punto della situazione sui numeri della galleria.

E guardando al futuro, come egregiamente sa fare il presidente Toscani, c’è l’appartamento del custode che si potrebbe adibire a parte espositiva, ma una cosa su tutte ha in mente, e ce lo spiega quasi come fosse un auspicio.

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VEZZALI: “LA CULTURA SPORTIVA SIA SEMPRE PIU’ RADICATA NEL NOSTRO PAESE”

E’  l’atleta che ha ottenuto più medaglie nella storia dello sport italiano: Valentina Vezzali  ha vinto sei ori olimpici, cui si aggiungono un argento e due medaglie di bronzo, detentrice di 16 titoli mondiali e 13 ori europei, oggi è delegata ai rapporti istituzionali della Federazione Italiana di Scherma, e proprio in questa vesta nella scorsa primavera è stata per la prima volta a Piacenza in occasione dei Campionati Italiani Assoluti di Scherma Olimpica all’ente fiera di Le Mose.
Oggi è tornata in città, a palazzo Gotico, dove ad accoglierla c’erano diverse centinaia di studenti degli istituti superiori per il ciclo di incontri Generazione Z organizzati dall’assessorato alla cultura. Ad accompagnarla Alessandro Bossalini, presidente del Circolo Pettorelli.